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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 18 MARZO 2009

Sfiorata la rottura a Roma, ma l’incontro tra l’azienda e i sindacati riprenderà oggi

Tregua notturna tra Meridiana e assistenti di volo

Riesce la mediazione del ministero i licenziamenti per ora non scattano

6 mer 180309 7 mer 180309

OLBIA. Un’altra notte di trattative, quando i licenziamenti sembravano il drammatico sbocco della crisi di Meridiana. Poco prima della mezzanotte, azienda e sindacati degli assistenti di volo hanno deciso di bloccare il conto alla rovescia: si sono concessi una pausa nelle trattative, durate ore, e oggi alle 9.30 si rivedranno per arrivare a un accordo. L’oggetto del contendere sono i soldi: hostess e steward sono pronti a fare sacrifici altissimi, pur annullare i tagli.
 Ore 14, primo incontro. Due ore dopo l’orario fissato, l’azienda e i sindacati si incontrano nella sede del ministero del Lavoro a Roma. La delegazione di Meridiana è composta dall’ad Gianni Rossi, dal consigliere d’amministrazione Claudio Miorelli, dal direttore centrale Sergio Rosa, dal direttore del personale Stefano Sedda. Filt-Cgil, Uilt, Anpav, le tre organizzazioni degli assistenti di volo, sono rappresentate dai dirigenti nazionali, da quelli territoriali e da quelli aziendali.
 Meridiana ripropone il suo diktat: o gli assistenti di volo accettano il contratto Eurofly oppure i licenziamenti saranno inevitabili. L’azienda si sente forte: i piloti hanno detto sì al taglio dei loro stipendi del 7%, permettendo così a Meridiana di risparmiare 6 milioni all’anno per quattro anni. I sindacati degli assistenti di volo dicono no a Eurofly, ma si impegnano a sottoscrivere un accordo per scongiurare i licenziamenti.
 Ore 17, vertice sindacale. I sindacati decidono di riunirsi tra di loro per mettere a punto un nuovo piano da proporre all’azienda. Sul no al contratto Eurofly, il fronte è compatto. Il management di Meridiana (Miorelli non è più presente) pensa che possa esserci una spaccatura - Cgil da una parte, Uil e Anpav dall’altra - e ipotizza di firmare un’intesa con le ultime due sigle. Così non è. I rappresentanti delle tre sigle lavorano sulla normativa e sugli stipendi. Alla fine, dopo una serie di concessioni sul primo e sul secondo punto, Cgil, Uil e Anpav elaborano una proposta che farebbe risparmiare a Meridiana i 5 milioni richiesti dall’azienda per chiudere la trattativa.
 «Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per evitare i licenziamenti - dice una fonte sindacale durante la pausa delle trattative - ma, con questi sacrifici, non sappiamo se i lavoratori diranno sì all’intesa».
 Ore 19, riprende la trattativa. «Sì, stiamo trattando, proviamo sino alla fine» dice un’altra fonte, alla ripresa del confronto. I sindacati portano all’attenzione dell’azienda la nuova proposta. E’ vicinissima a quella che Meridiana voleva, ma, incredibilmente, l’amministratore delegato Rossi non la trova soddisfacente. Per lui, vale solo il contratto Eurofly. O i sindacati firmano quello niente, nessuna intesa. I rappresentanti di Cgil, Uil e Anpav sono sorpresi (non più di tanto). Non capiscono l’ostinazione di Rossi sul contratto di Eurofly. «L’Aga Khana aveva chiesto ai suoi manager di aprirsi alle nostre proposte - racconta sempre un sindacalista -. Ebbene, abbiamo fatto tutti gli sforzi possibili, siamo vicini a quello che voleva l’azienda e ora ci sentiamo dire di no. E’ evidente che ormai, per Rossi, è una questione ideologica». La rottura è a un passo, i licenziamenti anche, poi i mediatori chiedono e ottengono un’altra pausa.
 Ore 22, in campo il ministero. Poco prima delle 22, prende posizione il dirigente del ministero, Francesco Cipriani. Ricorda all’azienda che non è quella la sede per il confronto sul rinnovo del contratto di lavoro ma che al ministero va chiusa la vertenza sui licenziamenti annunciati. Visto che ci sono stati degli sviluppi che incoraggiano l’ipotesi di un’intesa, il dirigente propone che azienda e sindacati stabiliscano un rinvio e si prendano ancora dei giorni per concludere la vertenza con una stretta di mano. Ma l’ad Rossi dice di no, poi, pressato, accetta di valutare l’offerta dei sindacati, impegnandosi a rispondere entro la mezzanotte. «La palla è nella mani dell’azienda, tocca a lei decidere» dicono i sindacati.
 Ore 23.45, la pausa. L’azienda risponde, ma ripropone il contratto Eurofly. Rossi dà tempo ai sindacati per valutarla. Oggi alle 9.30 le parti si rivedranno. Che cosa faranno i sindacati? Secondo una fonte aziendale, potrebbero dividersi tra il sì e il no della Cgil.

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 18 MARZO 2009

IL SISTEMA TURISTICO LOCALE

di Luca Rojch

16 ol 180309 17 ol 180309 18 ol 180309

Tutti bocciano la ricetta per le vacanze dell’Stl

Dal sarcasmo di Satta: «Genii incompresi», alle accuse di Sanna: «Sono inutili»

Dopo l’atto di accusa dei vertici della società che promuove il territorio scatta una rivolta generale di Comune e Provincia

19 ol satta 180309 Satta  20 ol sanna 180309 Sanna  21 ol stl 180309 Turisti

 22 ol stl 180309                                  «Ostacolati dalla loro inefficienza»

OLBIA. Nella guerra di Stl contro tutti ci finisce anche l’Expo. Rea di avere organizzato una manifestazione discutibile per accogliere i corcieristi. “Sapori di Sardegna”. Il presidente Gian Mario Giua risponde in modo deciso alle critiche. «Comune e Provincia, in accordo con Autorità portuale e Cna, hanno dato mandato all’Expo di occuparsi dell’accoglienza - dice -. Doveva farlo l’Stl ma non era stato in grado. La società che guido deve fare utili. La manifestazione era stata un’iniziativa positiva per le casse e gradita dai turisti».

23 ol stl 180309 «Continuerò ad andare alle fiere»

PALAU. Le scosse telluriche del terremoto mediatico della conferenza stampa dell’Stl arrivano fino a Palau. L’assessore al Turismo del Comune di Palau, Antonio Deiana, contesta in modo duro la scelta dei vertici dell’Stl di criticare in modo così deciso e senza contradditorio l’attività doi promozione portata avanti dai Comuni. «Sono convinto che la scelta di Palau - dice Deiana -, come altri Comuni, di essere presente alle fiere, come alla Bit. Non credo che con un atteggiamento simile si possa fare promozione del territorio».

OLBIA. Rivoluzionario come Copernico o ciarlatano come l’alchimista che ha inventato la formula per trasformare il piombo in oro. La differenza è una questione di sfumature. L’Stl si lancia nell’eresia suprema. Critica braccia e cervelli che hanno disegnato il modello di turismo in Gallura. Un po’ come entrare in un museo e dire che ai muri ci sono solo croste. Nichilismo ai limiti del suicidio. Inutili le crociere, le fiere, i voli low-cost, il conteggio delle presenze, il circuito dei tour operator.
 Le critiche arrivano più veloci delle prenotazioni. Il direttore dell’Stl, Tomaso Giagoni, e i due rappresentanti del cda, Gigi Astore e Franco Anziani, fanno una operazione coraggiosissima. Sparano, ma la canna del fucile è in parte puntata contro di sé. Facile dare un nome alle vittime del fuoco amico. Comune, Provincia, Geasar, Confindustria, Autorità portuale, Expo. Caustico l’assessore al Turismo, Vanni Sanna. Lui, mentre i vertici dell’Stl accusavano gli assessori in fiera, era a Berlino. Per una fiera. «Sono molto sorpreso dalla pochezza delle affermazioni dei vertici dell’Stl - dice Sanna -. Non ricordo cosa abbiano fatto in questi anni. Mi chiedo anche cosa abbiano fatto dei 126 mila euro che nel 2008 il Comune ha dato loro. Mi pare nulla. Io avrei fatto 13 fiere, come minimo. Io, Paolo Piro, Lele Ciaravola, ci sediamo intorno a un tavolo. Studiamo strategie, cerchiamo di trovare soluzioni. Ci mettiamo in discussione. Dovrebbero farlo anche loro. Non è corretto dire che le crociere non servono a nulla e non lasciano un euro. Né che ho speso soldi per mega concerti. Ricordo poi che le mete low-cost tanto criticate da Giorgioni sono ossigeno per i flussi turistici. Difficile fare credere che Londra, Manchester e Berlino siano località depresse. O che Stoccarda, Parigi e Vienna siano città di Stati con un pil da fallimento». Le affermazioni dell’Stl stuzzicano anche l’ironia. «Francamente non sapevo che tra noi c’è chi ha una ricetta in tasca per un turismo straordinario - dice il vicepresidente della Provincia, Antonio Satta -. Faccio loro i miei complimenti. Non sapevamo di avere così grandi luminari del turismo e non avere capito nulla. Vedere la conferenza stampa della Stl che non ha sentito nessuno tra Comuni e Provincia mi fa un po’ di effetto. Negativo. Serve un intervento immediato per formare un nuovo cda. Ci sono dei ritardi che saranno colmati. La Stl deve essere espressione del territorio. Dobbiamo mettere in campo una società che risponda agli indirizzi dei soci, non a quelli di un direttore e di un comune. Come assessore al Turismo ho parlato con la presidente Murrighile, non lasceremo passare un giorno in più per risolvere la questione Stl. C’è già un accordo di massima».
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  da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 18 MARZO 2009

Un documento firmato dal presidente Stefano Lubrano

Confindustria durissima: «Loro lontani dalla realtà»

29 ol conf 180309OLBIA. L’Stl riesce a fare sistema. Non per la promozione turistica, ma per la demolizione mediatica della società. Tutti contro il Sistema turistico locale. Una guerra di reazione. Di sicuro non manca coraggio ai tre contestatori in doppiopetto. A subire le critiche feroci sono per la maggior parte gli azionisti di maggioranza dell’Stl. «Non capisco questa presa di posizione da parte del direttore pro tempore dell’Stl - dice il sindaco Gianni Giovannelli -. Il Sistema diventerà una delle priorità della agenda del Comune negli incontri con la Provincia». Ma lo stesso cda dell’Stl è felicissimo del cambio di passo del Comune. Per il 30 è stata fissata l’assemblea degli azionisti dai due rappresentanti del Cda per modificare lo statuto della società e nominare un presidente. Suona come eresia anche l’altra teoria portata avanti dal direttore Giagoni. Inutile attaccarsi al numero delle presenze, che non sarebbero il vero indice del successo della stagione. Molto più corretto analizzare i dati di chi lavora nel settore. «Il gruppo Delphina ha registrato un calo del 20 percento delle prenotazioni - dice Giagoni -, Alpitour non investe più in Gallura e non propone nessun pacchetto ai vacanzieri. Dobbiamo prendere atto di questi dati». Confindustria non gradisce e in un preciso comunicato ribatte punto su punto. «Le parole dei vertici dell’Stl dànno la conferma del distacco tra chi è alla guida della società e gli operatori - dice il presidente di Confindustria nord Sardegna, Stefano Lubrano -. I membri del Cda non gradiscono le azioni che il territorio porta avanti per sostenere l’economia. Per queste persone è assurdo che imprenditori, amministrazioni, Regione, aeroporti, autorità portuale, privati, si siano dati da fare in sinergia per l’isola. Forse questo fastidio nasce dal fatto che altri stanno facendo il lavoro che dovrebbe fare l’Stl, per il quale sono stati stanziati fondi pubblici, che fino ad oggi hanno generato solo costi, non risultati. Confindustria nord Sardegna e la Regione hanno organizzato un evento a Manchester. La Sardegna è l’unica regione italiana presente in un mercato con un bacino di 8 milioni di clienti attratti dai collegamenti low cost. Non l’inflazionata Londra, che vive la crisi, ma il nord della Gran Bretagna, che ha realizzato una riconversione produttiva verso il terziario avanzato e che si presenta con una notevole crescita della propria capacità di spesa. Mentre altri parlano in modo offensivo noi in 2 eventi abbiamo raccolto 3500 contatti diretti. Molti già conoscevano la Sardegna grazie a una crociera con sosta a Olbia». (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna LUNEDÌ, 16 MARZO 2009

IL CENTRO STORICO IN AGONIA

Cantieri immobili, la città chiude per fallimento

Bloccata da mesi la macchina dei lavori pubblici. I commercianti in affanno  

 Braccio di ferro con la Tor di Valle

LO SCOLASTICO

7 ol cant 160309 OLBIA. I lavori per la nuova sede del Comune nell’edificio dello Scolastico nel cuore della città sono fermi da alcuni mesi. La società che gestisce l’appalto, la Tor di Valle, chiede all’amministrazione un ritocco verso l’alto dei prezzi. Dopo un primo scontro, le trattative vanno avanti da diversi mesi tra le parti, ma l’intesa non è stata ancora raggiunta. Nel frattempo il cantiere rimane fermo.

Ancora uno stop per la copertura

PIAZZA MERCATO

8 ol cant 160309OLBIA. In piazza Mercato, il simbolo delle incompiute in città, i lavori sembravano a una svolta. Pavimentata la piazza, manca ancora la copertura. Il Comune deve trovare un’impresa pronta a montarla. Deve essere concluso anche il bar-fontana, che l’amministrazione tenta di costruire nella piazza. Nell’attesa le attività commerciali continuano a fallire nella piazza dimenticata.
 

 

Il simbolo delle incompiute

VIA DELLE TERME

9 ol canti 160309OLBIA. In questi mesi ha scalato la classifica delle incompiute fino a diventarene un simbolo. I 200 metri di via delle Terme sono un monumento alla burocrazia. L’impresa che li portava avanti, la Pana, è fallita quattro mesi fa. Da allora il Comune ha lottato contro le contorte leggi dello Stato per far subentrare nei lavori la seconda classificata nella gara d’appalto. I soldi ci sono, l’accordo quasi.
 

10 ol cant 160309 11 ol cant  160309

di Luca Rojch

 OLBIA. Il silenzio come colonna sonora dei cantieri del centro. Dopo quasi tre mesi tutto è ancora fermo nel cuore della città. Il motore dell’economia si è fermato, complicato farlo ripartire. Pistoni arrugginiti dalla crisi. A gettare sabbia nel motore si mette anche un’altra crisi, tutta politica. L’assalto alle poltrone lanciato dai dissidenti del Pdl ha paralizzato il passo non troppo spedito della macchina amministrativa. Come una calamita la guerra tra le maggioranze ha attirato tutte le energie su di sé.
 Mentre il centrodestra litiga, la città reale rimane immobile. In via Acquedotto continua la lenta agonia dei negozi. Una sorta di eutanasia delle insegne che si spengono in modo inesorabile una dopo l’altra. Negli ultimi mesi altre tre attività hanno chiuso. Nessuna forma di compassione. Piazza Mercato continua a rimanere una quasi compiuta. La maggioranza sembrava pronta al cambio di passo. Il sindaco Gianni Giovannelli aveva fatto capire di essere in stretto contato con la società che doveva subentrare alla Pana, l’impresa fallita che aveva lasciato a casa i lavoratori e a metà i cantieri. I contatti con la seconda classificata nella gara di appalto erano al rush finale. La Gedi, che doveva subentrare negli appalti, stava per chiudere l’accordo. Ma la crisi, fatta esplodere il giorno dopo che la giunta regionale è stata completata, ha paralizzato tutto. Poco conta se da mesi tutti sapevano che gli equilibri precari che tenevano in sella Giovannelli sarebbero saltati appena le urne si sarebbero chiuse. Puntale la bomba a orologeria è scoppiata. Ma a restare ferita in questa guerra fratricida sembra essere la città. Le commissioni, già in stand-by per tutto il periodo elettorale, ora sono di nuovo bloccate. Gli effetti si vedono anche sui lavori al centro. Via delle Terme è uno dei monumenti alla lentezza. Da oltre sei mesi chi vive nei 200 metri che partono da via Porto Romano attende che il Comune completi i lavori. Per ora la strada resta un insieme di buche, terra battuta, tubi di pvc e cavi scoperti. L’istantanea di un cantiere immobile da troppo tempo. La pazienza dei commercianti è finita e anche le attività commerciali della via sono vicine al collasso. «Ho perso il 50 per cento del giro di affari - spiega il proprietario della lavanderia Apegreen, in via delle Terme -. Da mesi attendiamo che i lavori riprendano. A noi sono rimasti solo i disagi. Delle promesse non sappiamo più cosa fare. Io guardo i fatti. Lo scarico delle acque nere è coperto solo da una lastra di ferro. I profumi non troppo gradevoli invadono la via. Provate voi a convincere qualcuno a passare qua. A piedi. Perché le auto non possono più entrare da più di un anno». Il disagio dilaga nel centro storico mentre le insegne delle attività commerciali si spengono e la politica lavora per decidere chi dovrà sedersi nella poltrona di assessore.
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 da La Nuova Sardegna LUNEDÌ, 16 MARZO 2009

Oggi l’autopsia del caporale

Maurizio Loi si è schiantato a Tempio con la sua moto

12 ol autops 160309 13 ol autop 160309

OLBIA. Il corpo di Maurizio Loi, il giovane militare, morto nello scontro tra la sua moto e una Fiat Multipla nella zona industriale di Tempio, è stato trasportato a Sassari per l’autopsia che avverrà in mattinata. Nessun giallo, ma una procedura standard. I funerali del caporale della Brigata Sassari non sono stati ancora fissati. La città è sotto choc dopo la morte del giovane di 27 anni che con la sua Yamaha R6 si è scontrato con una Multipla in un lungo rettilineo della zona industriale. L’auto svoltava a sinistra per entrare in un autolavaggio, Maurizio in sella alla sua moto aveva già impostato il sorpasso. Impossibile evitare l’urto violentissimo. La moto si è disintegrata nello scontro con il lato sinistro della macchina. Il militare è stato sbalzato dalla Yamaha ed è morto sul colpo. I volontari del 118 non hanno potuto fare nulla per lui. L’uomo che guidava la macchina, Antonello Meloni, 39 anni, di Calangianus, ha riportato un trauma cranico e alcune ferite, ma non è in pericolo di vita. I carabinieri sono al lavoro per ricostruire la dinamica e capire di chi siano responsabilità dell’incidente.
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da La Nuova Sardegna SABATO, 14 MARZO 2009

8 ol strad 140309

 da La Nuova Sardegna SABATO, 14 MARZO 2009

LA VERTENZA PER LA SASSARI-OLBIA

CAPPELLACCI

«Berlusconi ha sollecitato i ministri»

OLBIA. Il governatore Cappellacci dice che Berlusconi, ieri in consiglio dei ministri, ha sollecitato il titolare delle Infrastrutture Matteoli e quello delle Regioni Fitto a predisporre le pratiche per il via libera alla Sassari-Olbia. Restano da capire due cose. Come farà il Governo a trovare i soldi? Farà partire i lavori prima del G8?
 Alla prima domanda, l’esecutivo potrebbe rispondere usando i Fas, i fondi per la aree sottoutilizzate (o sottosviluppate). Proprio avant’ieri, il ministro Fitto ha raggiunto l’intesa con le Regioni per la suddivisione delle risorse, pari a 27 miliardi di euro. Ma non mancano i malumori e le polemiche. L’accusa più allarmante è quella mossa dalla Sicilia, regione di centrodestra. «La crisi è ormai alle nostre porte e l’Italia come reagisce? Rapina i fondi Fas che sono Fondi per le aree sottosviluppate e con la complicità del ministro Fitto, che sembra ormai essere vittima delle sindrome di Stoccolma, li utilizza per le opere da realizzarsi al Nord del Paese». Questo ha dichiarato ieri afferma l’assessore siciliano all’Industria Pippo Gianni. Cosa prevede la delibera sulla assegnazione dei fondi Fas? E, soprattutto, quanti soldi spettano alla Sardegna? Ci sono anche i fondi per la Sassari-Olbia?
 Chiarito il primo punto, Governo e Regione devono rispondere a un’altra domanda fondamentale: i cantieri per la strada apriranno prima del G8? Ieri a Oschiri il leader degli industriali del nord Sardegna, Lubrano, è stato chiarissimo: «Non ci interessa avere i fondi e vedere la strada costruita fra 40 anni. Vogliamo i soldi subito e, soprattutto, vogliamo che sia appaltata, come promesso, con le procedure veloci del G8».
 Effettivamente il G8 è una grande occasione, anzi, unica: la struttura di missione può fare delle gare veloci, saltando passaggio burocratici che, in Italia, hanno paralizzato centinaia di opere. Ma la sua “missione” scade a giugno. C’è poco tempo da perdere. (g.pi.)
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 14 MARZO 2009

dall’inviato Guido Piga

«Vogliamo la strada e la vogliamo subito»

Oschiri, dai sindaci del nord Sardegna una voce compatta contro il governo

Destra e sinistra unite nella lotta La Giudici: «Questa è la nostra forza»

9 ol stad 140309OSCHIRI. «Le strade non sono di destra né di sinistra, i morti non sono di destra né di sinistra, il dolore delle famiglie non ha colore» dice Antonio Perinu. Sarà per l’amplificazione dell’altoparlante, sarà per la scuola democristiana, il suo è un sermone ecumenico per tenere insieme la folla che lo ascolta davanti al “suo” municipio di Oschiri. Lì sulla piazza c’è di tutto, amministratori del Pd e del Pdl, berlusconiani e antiberlusconiani, sindaci e parlamentari, piccolo esempio di leghismo senza estremismi cementato dal territorio e dalla rivendicazione numero 1 da avanzare a Berlusconi: la Sassari-Olbia a 4 corsie.
 E’ il nord della Sardegna senza rappresentanza, senza più potere, che si ritrova a Oschiri, paese al centro della Sassari-Olbia vecchia e di quella nuova, linea di confine tra il nord-est di destra ignorato e il nord-ovest di sinistra punito. Perinu, sindaco che questa mobilitazione l’ha voluta e organizzata, lascia la parola a colleghi di Sassari e di Olbia, città marginali rispetto a Roma e ora anche rispetto a Cagliari.
 Il no al finanziamento alla strada è il primo esempio di questa politica indifferente alle periferie.
 «Il consiglio comunale di Sassari si è espresso all’unanimità, questo è un fatto raro e ancora più importante, perché il governo rispetti gli impegni sulla 4 corsie, sui tempi di realizzazione. Questo vogliamo» dice Ganau. «Olbia c’è» aggiunge poco dopo Giovannelli, sottolineando che la sua amministrazione, di destra, è pronta a tutto per «chiedere al Governo le giuste contropartite sul G8», per cancellare «l’inaccettabile bugia» sui finanziamenti.
 Anche Tempio c’è, con il vicesindaco Masu che rimette al centro la rivendicazione della «Tempio-Olbia, non dimenticatela». Anche La Maddalena dice la sua, «noi, al centro del G8, possiamo offrire a tutti i sindaci un’ottima platea per rivendicare la costruzione della strada a 4 corsie» propone il sindaco Comiti.
 Sul palco niente consiglieri regionali, niente parlamentari. Marella Giovannelli, portavoce del sindaco di Olbia, chiede, “lo scriverete vero, che ci sono due assenti?”. Fa notare a tutti che Nizzi e Sanciu, deputato e senatore del Pdl, un tempo in guerra tra di loro e ora uniti contro Giovannelli, hanno marcato visita. «Condivido la protesta, sto lavorando per sbloccare i fondi» chiarisce il primo di pomeriggio. «Condivido la protesta, ero a Roma per seguire l’incontro Governo-Regione sulla strada» spiega il secondo.
 Sul palco è l’ora dei presidenti. Murrighile per la provincia Gallura, «il Governo ha dato i soldi a Cagliari per la metro, noi vogliamo quelli per la strada», e la Giudici per quella di Sassari, «la nostra forza, stavolta, è l’unità». E sembrano superate le incomprensioni e le ostilità fra le due prime donne, almeno su questo. C’è pure la Regione, la rappresenta il neoassessore al Turismo Sannitu, con fascia tricolore da sindaco di Berchidda: «Non arretreremo di un millimetro, la giunta regionale vuole la strada e Cappellacci sta lavorando per questo». Il sindaco di Monti vuole andare avanti, invece. «Ho riunito il consiglio comunale, faremo un ordine del giorno per chiedere al Governo di costruire la strada e così, credo, dovrebbero fare tutti i consigli» spiega Raspitzu. C’è tempo per i sindacati, per le associazioni di categoria. Per gli industriali del nord, parla Lubrano ed è netto, pratico. «A noi non interessa avere i soldi e realizzare la strada fra 40 anni. Li vogliamo subito e vogliamo i cantieri aperti con il G8, solo questo ci farà sentire sereni».
 Poi parte il corteo a piedi verso la strada, un centinaio di persone bloccano la Sassari-Olbia dalle 12.20 per 20 minuti. «Un blocco da nulla, qui tutti i giorni è peggio» dice un autotrasportatore, lui sì che sa di cosa parla.
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da La Nuova Sardegna SABATO, 14 MARZO 2009

L’ex assessore Mannoni a Olbia

«Quei fondi Fas sono nostri, debbono ridarceli»

10 ol fond 140309di ENRICO GAVIANO
 OLBIA. I fondi scomparsi per la Sassari-Olbia hanno reso vano il lavoro fatto dalla giunta Soru. Ma, una soluzione c’è. «Far partire comunque gli appalti. Anche se non ci sono soldi, guadagniamo tempo, in modo da acchiappare comunque le procedure accelerate del G8». Parola di Carlo Mannoni (foto), ex assessore regionale ai lavori pubblici, invitato ieri dai giovani democratici nella sede del Pd a illustrare la storia dei finanziamenti per quella che lui stesso definisce la «strada dei sardi». Mannoni ha raccontato tutto l’iter della progettazione, partendo da un punto fondamentale. «Lo Stato non impegna mai soldi suoi per le strade sarde. Per questo la Giunta ha deciso di mettere i fondi destinati alla Sardegna. Nel 2007, è stato firmato un accordo fra Soru e Di Pietro, allora ministro alle infrastrtutture. I 2200 milioni dei fondi Fas per la Sardegna del periodo 2007-2013 per infrastrutture: strade, porti e ferrovie».
 «Una scelta di campo - ha continuato l’ex assessore -. L’attenzione per la Gallura è stato dimostrato dal fatto che quasi un quarto di questa cifra è stato impegnato quì: la quattro corsie Sassari-Olbia, l’allungamento della pista dell’aeroporto, il ponte sul Padrongianus, eccetera».
 A quel punto è partito il treno della progettazione. «Avevamo iniziato - ricorda ancora Mannoni -, con fondi del 2003 dimenticati dalla giunta Masala. Quindi abbiamo approfittato delle procedure accelerate legate al G8 per andare avanti speditamente: progetti fatti, discussi con la popolazione, modificati. E ancora la conferenza di servizi. I bandi, otto lotti, circa 820 imprese interessate. Un’impresa immane ed esaltante».
 Poi il disastro. «Ad agosto l’ordinanza del governo che assegna i fondi, in ottobre invece questi finanziamenti vengono nuovamente tolti - dice Mannoni -. Sino alla riunione del Cipe del 6 marzo, che ratifica la scomparsa dei 520 milioni. Perché? Lo Stato ha bisogno di soldi. La crisi economica, l’avventura Alitalia, l’eliminazione dell’Ici. Casse vuote. E dunque Berlusconi sposta i denari dal meridione, che ha diritto al 70 per cento dei fondi Fas, al nord».
 Sulla stanza aleggia lo spettro delle elezioni vinte dal Pdl. Viene proiettata l’immagine di Berlusconi che a Cagliari, alla chiusura della campagna elettorale di Cappellacci, dice: «Ci sono 1200 milioni per la Carlo Felice, 720 per la Sassari-Olbia». Smorfia di disgusto di Mannoni. «Con queste promesse hanno vinto le elezioni - osserva -. Noi ora dobbiamo arrabbiarci. Più di quanto ho visto alla manifestazione di Oschiri, un po’ troppo molle. Non serve l’unanimismo ma incalzare il centrodestra, perché i soldi devono essere restituiti. La strada non ha colore, ma ha un colore politico il governo che ci ha tolto i soldi». Mannoni se la prende infine anche con Nizzi. «A un dibattito tv ha detto che i soldi sono stati persi da Soru: umiliante per un deputato un pressapochismo del genere. I fondi Fas sono disponibili solo quando arrivano».
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 14 MARZO 2009

Collegamento indispensabile ma pericolosissimo tra est e ovest dell’isola

Negli ultimi 5 anni più di 50 morti

SASSARI. Più di cinquanta vittime negli ultimi cinque anni. E non può essere solo un dato statistico, perchè le persone non sono numeri e dietro ogni nome c’era una vita, una storia, un insieme di speranze e di sogni che sono stati spazzati via. La Sassari-Olbia è la strada dove i sindaci e le istituzioni hanno protestato platealmente almeno in altre tre occasioni pubbliche per rivendicare quelli che dovrebbero essere diritti fondamentali: sicurezza dei cittadini e sviluppo economico della Sardegna. Purtroppo non è cambiato niente, perchè le risorse finanziarie promesse - fino alle ultime nel piano per le opere del G8 - appaiono e scompaiono come se si trattasse di un gioco. Si dice che la strategia la fanno le priorità, e i morti della Sassari-Olbia non devono essere sembrati ancora un riferimento così forte da fare scattare la corsia preferenziale. Più che di priorità, in effetti, si dovrebbe ormai parlare di opera indispensabile.
 Perchè la 597 è una delle prime strade costruite in Sardegna: circa 100 chilometri per unire due territori e collegare due aeroporti (Fertilia e Olbia), tre porti (Porto Torres, Olbia e Golfo Aranci), nove aree industriali, centomila ettari di territorio irrigato tra la Nurra, Chilivani, Liscia e la bassa valle del Coghinas, due parchi nazionali e quattro regionali. Aggrapparsi ai morti, alle tragedie già accadute e che si potevano in larga parte evitare, forse non è neppure giusto. Ma serve per non dimenticare che la Sassari-Olbia è una «zona di guerra». Qui il 20 luglio 2006 ha perso la vita Alessandro Fiori, vice prefetto di Sassari, e un mese dopo Mario Fadda, giovane ingegnere di Serrenti. Storie e persone che si incrociano: l’11 agosto dello stesso anno una delle tragedie più gravi con quattro morti: una Porche centra in pieno una Renault Clio, a bordo ci sono tre operai di Codrongianos che si recano al lavoro nei cantieri della Costa Smeralda (Giacomo Meloni, Pier Paolo Chessa e Mimmia Budroni), le loro vite spazzate via in un attimo. Muore anche Sergio Visioli, sassarese, che viaggia a fianco dell’autista della Porche, Gavino Ligios (salvato da un camionista). Il 3 giugno 2008 la Sassari-Olbia si prende anche due ragazzi di 20 anni, Francesco Gavino Congiatu e Lidia Cerutti, finiti con l’auto contro un taxi. E quattro giorni dopo, vicino a Ardara, Smart contro camion, muoiono due ragazzi di Olbia, Gabriele Mignogna e Giovanni Maludrottu. (g.b.)
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 14 MARZO 2009

Si mobilitano cinquemila utenti di Facebook

In campo il popolo web

SASSARI. La protesta viaggia da qualche tempo anche sui social network e conta ormai più di cinquemila aderenti. Un fiume di persone destinato a crescere. Per denunciare la vergogna della Sassari-Olbia e sostenere la necessità di avviare la realizzazione della nuova strada, inizialmente sono stati creati due gruppi su Facebook: il primo guidato da Irene Pischedda, denominato «Olbia-Sassari, la strada maledetta», e il secondo ideato da Alessandra Sanna e intitolato «Niente Olbia-Sassari? Lottiamo, meglio la vita!».
 In entrambi i gruppi - come sottolinea Fabrizio Solinas, fratello di Lorenzo, morto in un incidente stradale vicino a Oschiri quattro anni fa - «si riscontra una forte partecipazione degli iscritti, con migliaia di adesioni e numerosi parenti di persone che, purtroppo, a causa delle insidie mortali di quella strada, oggi non ci sono più».
 I due gruppi si sono recentemente uniti fino a formare un Comitato cittadino di azione al quale parecchi olbiesi (ma anche ragazzi di Sassari e Arzachena, di varie zone della Sardegna e partecipazioni anche da altre regioni) hanno aderito per mettere in atto «una lotta attiva e rivendicare il riconoscimento dei fondi per l’ammodernamento della quattro corsie che collegherà Olbia con Sassari».
 Il Comitato, formato principalmente da giovani, accoglie persone di tutte le età e nasce senza alcun schieramento politico. Si riunirà per la prima volta la prossima settimana e si pone l’obiettivo di organizzare iniziative di forte impatto sociale al fine di unire tutte le forze possibili e cercare di ottenere quanto prima «quello che è un diritto dei sardi». La speranza è quella di condurre una battaglia ordinata e di convincere il Governo e la Regione a riportare i fondi stanziati dal Cipe nelle mani dei legittimi proprietari: i sardi». (g.b.)
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 15 FEBBRAIO 2009

IMMIGRAZIONE E SALUTE IN GALLURA

«Siamo pronti alla disobbedienza civile»

I medici unanimi: anche se ci sarà la legge ci rifiuteremo di denunciare i clandestini

14 ol dis 150209 15 ol dis 150209

16 ol disob 150209 17 ol dis 150209 18 ol dis 150209 19 ol dis 150209

di Luca Rojch

OLBIA. Disobbedienti in camice bianco, ribelli con lo stetoscopio a tracolla e la laurea incorniciata nella parete alle loro spalle. I medici di base in Gallura sono pronti alla rivolta contro il provvedimento del governo che vuole trasformare i guardiani della salute in guardoni. Gli sciamani con il ricettario non vogliono diventare poliziotti pronti a prescrivere gli antibiotici e a segnalare alla questura il diverso. Delatori razziali. Tutti pronti alla disobbedienza civile, alla ribellione di classe se il provvedimento dovesse diventare legge dello Stato. Per gli immigrati la scelta tra salvavita e salvacondotto.
 In Gallura, la più multietnica delle province, in cui gli stranieri sono già una grossa fetta dei residenti, la legge che vuole trasformare i medici in sceriffi non trova sostenitori. Per i camici bianchi una pillola amara, un veleno di Stato che non vogliono mandare giù. Quasi tutti ammettono di avere curato clandestini più volte in questi ultimi anni. Il giuramento di Ippocrate mantiene ancora la sua forza. I missionari in bianco non rinnegano lo spirito della loro professione. Sono loro la faccia amica del pianeta medicina. Al posto di stanze sterili, anonime provette, asettici moduli, ci mettono il cuore, stringono mani, ascoltano. Sono l’ultimo fortino alla sanità dei manager e dei bilanci in attivo. Da loro parte la contestazione alla legge. «Sono pronto alla disobbedienza civile - dice Giovanni Barroccu, medico di base e rappresentante provinciale dell’associazione dei medici -. A ignorare una legge dello stato che va contro il codice deontologico. Siamo medici, non poliziotti. Credo che prima vengano gli uomini. Non vorrei che l’obbligo si rivelasse un’arma contro i medici. Si potrebbe rischiare l’accusa di omissione di atti d’ufficio. Questa legge sarebbe in contrasto anche con l’articolo 32 della costituzione. Immaginiamoci cosa potrebbe accadere se immigrati con l’epatite, la tubercolosi o la lebbra andassero in giro senza controlli sanitari e cure». Nessuno vuole prendere parte a una deriva igienico-genetica, che ha inquietanti precedenti. Sulla stessa linea un altro medico di base che da sempre lavora a Olbia. «Non condivido questa legge - afferma Pietro Giagheddu -. Esprimo una forte critica personale che ricalca quella di tutto l’ordine dei medici. Noi dobbiamo curare le persone, non chiedere loro i documenti. Per quanto mi riguarda non applicherò questa normativa neanche se dovesse diventare legge. Più volte mi è capitato di curare extracomunitari, molti di loro sono miei pazienti. Mi sembra paradossale domandare a qualcuno il permesso di soggiorno. A noi basta il codice fiscale, poi il resto non mi interessa. Il codice deontologico mi impedisce di denunciare un clandestino. Sulla carta sarei obbligato a curare anche un latitante in pericolo di vita». La sconfessione della legge arriva anche da medici che accanto allo stetoscopio hanno la tessera di partito. La condanna è bipartisan. A criticare in modo aspro la legge è Sebastiano Beccu, medico di base ad Arzachena e consigliere provinciale del Pd. Il provvedimento è contestato da Tore Marrone, anche lui medico di base, ma a Buddusò e consigliere in Provincia dei Riformatori. «Io sono del tutto contrario - spiega Beccu -. Noi medici non possiamo denunciare chi viene a chiederci aiuto. Il nostro primo compito è difendere la salute e la vita delle persone, non fare gli ispettori. L’effetto di un simile provvedimento sarà la riduzione del numero di stranieri che si rivolgono a noi e l’aumento incontrollato delle patologie. In estate nella zona di Arzachena gli extracomunitari si moltiplicano. Credo sia semplice immaginare le dimensioni di un’emergenza sanitaria che questa legge favorisce. Io ho tantissimi pazienti stranier, molto spesso curo extracomunitari. Non mi è mai venuto in mente di chiedere se sono clandestini. Non rispetterò mai una legge che ritengo ingiusta». Ma anche da medici che militano nelle fila del centrodestra arriva una bocciatura al disegno di legge. «Dobbiamo esaminare la questione al di là delle posizioni politiche - spiega Tore Marrone -. Nessun medico denuncerebbe un suo paziente. Chi viene da me a Buddusò sarà assistito. Mi rifiuto di chiedere i documenti alle persone che devo curare. Salvare la vita degli altri rimane la priorità della mia professione. La mia guida resta la deontologia, il giuramento di Ippocrate. Non possiamo diventare spioni per decreto. Ho curato spesso extracomunitari senza chiedere documenti. Mi sembra normale e non applicherò imposizioni che vanno contro l’etica».
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da La Nuova Sardegna SABATO, 14 FEBBRAIO 2009

A Roma prima intesa ma si continuerà a trattare. Sì anche al piano di rilancio

Spiragli a Meridiana, nessun licenziamento

La compagnia non applicherà il contratto Eurofly ma annuncia che il costo del lavoro sarà ridotto

1 ol merid 140208di GUIDO PIGA
 OLBIA. Niente licenziamenti, niente contratto di Eurofly. Meridiana non si taglia le ali né i ponti. Dopo una giornata tesissima, la dirigenza decide di sospendere i tagli a piloti e assistenti di volo e di trattare con i sindacati per un’intesa (entro il 23 febbraio) sul rilancio della compagnia aerea.
 Ieri, a Roma, sede del ministero del Lavoro, era l’ultimo giorno utile per evitare i licenziamenti (145 posti di lavoro in meno, nove aerei a terra) e un radicale ridimensionamento dell’azienda. Alla fine ha prevalso, come direbbe Claudio Miorelli, in consigliere d’amministrazione chiamato alla mediazione, il buon senso. La trattativa per evitare i tagli continuerà fino al 23 febbraio e, nonostante le divisioni aziendali e sindacali, avverrà su nuove basi. Raccogliendo l’indicazione dell’Aga Khan e le richieste dei sindacati, i dirigenti hanno deciso di ritirare l’imposizione del contratto di Eurofly (stipendi più leggeri del 30 per cento). E’ una svolta: per mesi e mesi, Meridiana ha sempre posto l’accettazione delle condizioni di Eurofly come unica alternativa ai licenziamenti. L’azienda chiede comunque una riduzione del costo del lavoro per essere al passo con i concorrenti, Alitalia in primis. «Oggi il costo del lavoro è di 100 milioni di euro, dobbiamo ridurlo di 16» dice Miorelli dopo la lunga giornata di incontri e scontri.
 E’ un passo in avanti verso un accordo con i lavoratori. L’intesa con i piloti è vicina, tanto che potrebbe essere sottoscritta subito. Quella con gli assistenti di volo è più lontana, ma non irraggiungibile. Anche se ieri le sigle si sono spaccate. «Mentre eravamo impegnati al ministero, altre organizzazioni sindacali stavano trattando con l’azienda in un’altra sede. E’ un atto gravissimo che di fatto esclude di fatto Filt Cgil dalla trattativa e non rispetta le relazioni sindacali» aveva dichiarato Mauro Rossi, segretario nazionale dei trasporti della Cgil. L’incontro contestato è quello tra l’amministratore delegato Gianni Rossi con Uil, Cisl e Anpav nella sede romana di Meridiana. Una trattativa nella trattativa, dunque. Negata dalla Uil nazionale: «Smentiano categoricamente le dichiarazione della Cgil, non c’è stata alcuna trattativa separata con l’azienda Meridiana».
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da La Nuova Sardegna SABATO, 14 FEBBRAIO 2009

Sui panetti lo stemma della squadra di calcio del Barcellona

Da Roma a Olbia 51 chili di hascisc

I finanzieri arrestano un «corriere»: la droga era su un furgone

2 ol drog 140209 3 ol drog 140209di GIAMPIERO COCCO
 OLBIA. Viaggiava da Roma su un camioncino imbottito di droga. Torquato Ceccarelli, 51 anni, un maniscalco che gestisce una piccola azienda sulla Casilina, è finito alla Rotonda dopo che i baschi verdi della finanza hanno “scoperto”, nei longheroni del suo autocarro, 51 chili di hascisc.
 Lo stupefacente, suddiviso in panetti che recavano impresso lo stemma catalano del “Barca” - il Barcelona football club - è di ottima qualità, e se immesso sul mercato illegale (al quale era destinato) avrebbe fruttato, oltre che migliaia di spinelli, qualcosa come 400mila euro agli spacciatori. Nell’abitazione dell’uomo attigua alla sua azienda artigianale, sulla via Casilina di Roma, gli uomini della guardia di finanza diretti dal capitano Cesare Antuofermo hanno trovato altri due chili di «barçeloneta», un tipo di hascisc richiestissimo dal mercato per la sua alte qualità da sballo.
 «L’inchiesta è ancora in corso, non possiamo dare altri particolari sull’operazione» ha spiegato ieri l’ufficiale della guardia di finanza che, con i suoi uomini, ha inferto duri colpi alle bande di trafficanti e spacciatori sequestrando in pochi anni centinaia di chili di sostanze stupefacenti nei porti e aeroporti di Olbia e Golfo Aranci.
 A bloccare l’uomo sono stati i baschi verdi che, quotidianamente, controllano i varchi portuale dell’isola Bianca. Quando il Fiat Daily guidato da Torquato Ceccarelli è sceso dal traghetto i finanzieri lo hanno fermato per uno dei tanti controlli di ruotine. L’uomo, dopo aver consegnato i documenti, è però apparso nervoso e anche infastidito da quella perdita di tempo. I cani antidroga, nel frattempo, fiutavano l’autocarro e davano segnali inequivocabili. Poco più tardi il ritrovamento: nascosti nei longheroni del cassone (un ripostiglio ritenuto più che sicuro) c’erano 51 chilogrammi di hascisc, tantissimi panetti che recavano il loro del Barcellona calcio.
 Torquato Ceccarelli si è trincerato dietro un silenzio assoluto, e dopo le formalità è stato accompagnato nel carcere della Rotonda. Nelle prossime ore il corriere della droga dovrebbe essere interrogato dal gip nel corso dell’udienza di convalida. La droga, una volta recuperata, è stata messa sotto sequestro.
 Quello di ieri è il piu grosso quantitativo di hascisc “intercettato” nell’isola dall’inizio dell’anno.
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da La Nuova Sardegna SABATO, 14 FEBBRAIO 2009

Un milione di euro per eliminare l’amianto

L’azione della Provincia con il finanziamento della Regione e l’apporto della Asl

4 ol amian 140209 5 ol amia 140209 6 ol amia 140209

di ENRICO GAVIANO
 OLBIA. La battaglia contro l’amianto, partita con i finanziamenti erogati dalla Regione e condotta da Asl2 e provincia Olbia-Tempio comincia a dare i suoi frutti. Tutto nasce dal piano che nell’arco del triennio 2005-2008 ha visto l’amministrazione regionale mettere a disposizione della provincia gallurese poco più di un milione di euro. Di questi, 957 milioni sono destinati agli edifici pubblici o comunque aperti al pubblico, mentre altri 178 milioni, invece, sono destinati agli edifici privati.
 Il primo passo della Provincia, in particolare l’assessorato all’ambiente, dopo aver ricevuto i finanziamenti, è stato quello di sapere su quali edifici intervenire. Il censimento è stato condotto dall’Asl2 ed è stato completato a novembre dello scorso anno. La mappa comprende 46 siti, di 19 soggetti diversi. E’ stata composta anche una graduatoria di questi siti, che comprende diversi parametri di valutazione, il primo dei quali è la condizione dell’amianto. Per fortuna, in tutti i siti localizzati dall’Asl, si tratta di amianto compatto, dunque più facilmente recuperabile e, per altro verso, meno facile da disperdere nell’ambiente come invece accade a quello friabile o polverizzato.
 Sino a questo momento, comunque, alla Provincia gallurese sono pervenute le domande di accesso ai contributi per lo smaltimento dell’amianto, da parte di 8 soggetti pubblici o privati che però hanno strtutture aperte al pubblico, per un totale di 20 siti sui 46 censiti. La spesa prevista è di 551 milioni. Dunque l’ente di via Nanni si ritrova ad avere a disposizione ancora 404 milioni di euro e per questo la Provincia ha deciso di riaprire i termini per la presentazione delle domande, per poter impiegare il finanziamento residuo.
 Nel frattempo, la Provincia Olbia-Tempio sta anche mettendo in cantiere la fase successiva dell’operazione «eliminazione amianto». A cura dell’ente, ci sarà un censimento-mappatura degli edifici privati interessati dalla presenza di amianto da bonificare.
 «La cifra attualmente a disposizione - ricorda l’assessore provinciale all’ambiente, Pierfranco Zanchetta - è di quasi 180 milioni di euro. Ma chiederemo alla Regione un ulteriore finanziamento per questo scopo. Il censimento, comunque, partirà in questo mese e sarà anche accompagnato da una campagna informativa realizzata con il coinvolgimento di Asl2 e dei 26 comuni galluresi. Si baserà sulle autodichiarazioni dei proprietari degli edifici e determinerà anche in questo caso una graduatoria per stabilire le priorità di intervento».
 Per concludere, Zanchetta ricorda anche che «a seguito del completamento della fase di censimento mappatura dell’Asl di Olbia, per scoprire le aree produttive che presentano amianto da bonificare, la Provincia intende realizzare il Piano provinciale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto».
 Per questo motivo, all’interno del piano di gestione deirifiuti urbani, è stata compresa anche l’identificazione di zone idonee o meno alla localizzazione di discariche da utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti di amianto.
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 14 FEBBRAIO 2009

In casa il market dell’eroina: coppia di spacciatori in carcere

7 ol coppia 140209 8 ol coppia 140209OLBIA. Giovedì pomeriggio a San Pantaleo i carabinieri hanno arrestato Massimiliano Masala, olbiese classe 1965, e la sua convivente, Barbara Azzena di Arzachena, classe 1971. I due si sono visti recapitare un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip di Tempio con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Masala e la Azzena, infatti, da qualche mese avevano avviato nella piccola frazione un florido traffico di eroina, con un continuo via vai di consumatori nel bilocale affittato dalla coppia. Un piccolo supermarket della droga (lo stupefacente era venduto in singole dosi, per non destare sospetti nelle forze dell’ordine, ma l’afflusso di compratori era continuo), messo in piedi in maniera semplice ed efficace, senza bisogno di una particolare forma di organizzazione vendita della droga. Fin troppo facile per i carabinieri di Olbia che, nei mesi di novembre e dicembre 2008, avevano pazientemente filmato il commercio, controllando poi gli acquirenti e rinvenendo le dosi appena acquistate dai due spacciatori.
 Ai diversi recuperi effettuati della sostanza stupefacente, era poi seguita richiesta di applicazione di una misura cautelare nei confronti dei due, emessa poi dal Gip incenzo Cristiano. Masala, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici, è stato condotto nel carcere della Rotonda a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre a Barbara Azzena sono invece stati concessi gli arresti domiciliari.

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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009

Il commissario del G8 replica al ministro: non è vero, il premier si è impegnato a trovare i soldi

Sassari-Olbia, guerra nel governo

Matteoli in visita elettorale attacca Bertolaso: «Dirottati i fondi»

NUOVE POLEMICHE I 470 milioni per la strada restano ancora bloccati

1 ss-ol 120209 2 ss-ol 120209di GUIDO PIGA
 OLBIA. I ministri democristiani litigavano sulla paternità delle opere pubbliche (fatte). Quelli del governo Berlusconi, lo fanno su quelle bloccate. La Sassari-Olbia di oggi è pericolosa per gli automobilisti, quella di domani (se e quando ci sarà) lo è per il ministro delle Infrastrutture Matteoli. Che innesta un incidente con Bertolaso. Bilancio: il secondo “spezza” il primo.
 In visita elettorale a Sassari, Matteoli spiega che la quattro corsie l’ha inserita lui nella «legge obbiettivo», anno 2001, che «è la tra le opere prioritarie per la Sardegna e che non ci saranno problemi per la sua realizzazione». A parte il concetto di priorità, tutto da approfondire (l’opera, otto anni dopo, è ancora sulla carta), il ministro perde il controllo della situazione quando va a urtare contro il collega Guido Bertolaso, capo della protezione civile, commissario del G8, ma anche sottosegretario nell’esecutivo Berlusconi.
 «I fondi per la Sassari-Olbia non sono mai stati nella disponibilità del mio ministero - rivela Matteoli - ma erano a disposizione della protezione civile. Ora stiamo lavorando per trovare le risorse che la protezione civile ha dirottato da un’altra parte».
 Praticamente, una “bomba”. Tutti hanno sbagliato bersaglio. Se i soldi non ci sono più e i cantieri non possono aprire, la colpa non è di Berlusconi. Renato Soru non aveva capito niente, il vicepresidente Carlo Mannoni neppure, il capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro meno ancora. «Dopo tre mesi gli impegni assunti dal governo non sono stati in alcun modo rispettati» scrive giusto ieri Soro a Berlusconi. Si riferiva all’impegno preso da Berlusconi di portare al Cipe l’approvazione del finanziamento di 470 milioni per la quattro corsie, passaggio decisivo per sbloccare l’opera.
 Niente di tutto questo: a sentire sulle televisioni, e a leggere sulle agenzie, le dichiarazioni di Matteoli, il responsabile del grande danno è uno solo: Bertolaso.
 Proprio lui, quello che più di tutti ha difeso la scelta della Maddalena come sede del G8 fatta dal governo Prodi, quello che più di tutti ha rischiato la faccia garantendo al governo Berlusconi che le opere sarebbero state completate, come è infatti avvenuto. La rivelazione di Matteoli è sconvolgente: Bertolaso aveva i soldi per la Sassari-Olbia ma non solo non li ha spesi, li ha addirittura dirottati altrove. Un’accusa gravissima: per un politico di professione magari no, per Bertolaso sì, eccome. Il commissario aspetta una rettifica di Matteoli, una sola dichiarazione, «mi sono sbagliato», «mi hanno capito male», «colpa dei giornalisti». Come usa fare quotidianamente, del resto. Che male c’è, no? Siccome quella frase non arriva, a metà pomeriggio incarica il suo ufficio stampa di smentire il ministro. «La Olbia-Sassari non rientra tra gli interventi connessi con l’organizzazione del G8, tutti in regola con le tempistiche - è scritto nella nota della protezione civile -. E’ stato più volte precisato che al momento dell’apertura del vertice, probabilmente i lavori saranno appena iniziati, in quanto per la Sassari-Olbia si sarebbero potute utilizzare le procedure acceleratorie e nulla di più».
 Bertolaso chiarisce poi che, «come più volte affermato dal capo del governo, alla prima riunione del Cipe potrà essere deliberato l’utilizzo dei fondi necessari per l’opera». I soldi c’erano (ordinanza di Berlusconi, agosto 2008) e non ci sono più (legge di Berlusconi, ottobre 2008). Ma possono essere rimessi in circolazione, sottolinea Bertolaso: come appunto “più volte affermato dal capo”, anche di Matteoli. Al quale, con tutti gli accorgimenti del caso per limitare i danni di una brutta figura di quelle serie, il capo della protezione civile dice questo: «E’ inesatta, pertanto, l’affermazione attribuita al ministro Matteoli, in quanto i fondi necessari per la Olbia-Sassari non sono mai stati nella disponibilità della protezione civile, che non ha competenza né, ovviamente, li hai mai “dirottati da un’altra parte”».
 Ha detto Gianni Letta qualche giorno fa, sulle tante, troppe esternazioni della maggioranza: «Forse è meglio il silenzio...».

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 da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009

Il polo della nautica in Gallura affonda la crisi

Confindustria conferma anche per il 2009 il trend positivo delle attività dei cantieri

 16 olbi naut 120209 15 ol naut 120209

17 ol naut 120209di Luca Rojch

OLBIA. Il black-out è finito. L’interruttore del mercato si è riacceso e ora la Gallura che si alimenta di nautica naviga spinta da un vento di ottimismo. Il cuore nero della tempestosa crisi sembra già superato. Carezzati da ordini che si moltiplicano con il 2009, da una virata del mercato dei cantieri che in città sembrava precipitare nel gorgo della recessione. Le 200 imprese che a Olbia vivono dalla nautica vedono sereno. Le richieste riprendono ad arrivare e Cala Saccaia ritorna vanitosa a essere il polo della nautica che trascina la Sardegna.
 Lo stato di ibernazione da gennaio sembra essere finito. Il mercato legato all’acquisto di imbarcazioni e ai servizi di rimessaggio e assistenza riprende a girare. Passi sempre più decisi. A fare il punto della situazione il responsabile di Confindustria per la nautica, Roberto Azzi, che è anche l’amministratore dell’Ibs, società regina tra gli yacht. Lui è un po’ il guru del settore. Mente e braccio del pianeta dei cantieri. «Dobbiamo guardare oltre questo momento - spiega Azzi -. Confindustria fa proprio questo. Già pensiamo a come migliorare la performance. Per prima cosa puntiamo a creare un settore charter. Vogliamo dare omogeneità all’offerta. Una garanzia di trasparenza e qualità dell’offerta». L’Ibs da questa primavera gestirà anche il porto turistico di Olbia Mare. «Un tassello in un’offerta che deve diventare globale - continua Azzi -. Non serve a nulla andare da soli. Inutile procedere per compartimenti stagni. Bisogna fare sistema, dare un’offerta che sia competitiva. È impossibile avere una stagione nautica lunga un anno, ma gli effetti della stagione si possono estendere per dodici mesi sull’economia. Dobbiamo puntare a migliorare il polo della nautica che è già di eccellenza».
 Azzi non ha dubbi. «Cala Saccaia può diventare un comparto ancora più solido se si continua a investire - spiega Azzi, che è anche responsabile di Confindustria nord Sardegna -. Iniziative come quella della zona franca urbana che dovrebbero abbracciare sia l’area dei cantieri, sia quella del porto daranno un forte impulso. Ma come Confindustria portiamo avanti anche una serie di progetti. Per prima cosa un consorzio regionale che deve servire come volano, come centro di aggregazione delle imprese».
 In questi mesi anche la politica ha tentato di portare avanti progetti globali per aiutare il settore. Si tenta di sostenere il polo della nautica in città. Un circuito nobile che fa girare tutta l’economia, non solo chi guadagna dalla costruzione o dalla manutenzione degli scafi, ma anche molte altre imprese che non sembrano avere apparenti legami con la nautica. Per questo l’imperativo diventa fare sistema.
 «Ad andare avanti da soli si fa una fatica terribile e si è condannati alla sconfitta - continua Azzi -. Dobbiamo convincere i nostri clienti che è meglio lasciare la barca in inverno in Sardegna. Affidarla ai cantieri in città. Non portarla in Spagna. Ma per fare questo dobbiamo offrire un servizio migliore a un costo inferiore. In Gallura abbiamo l’80 percento del mercato della nautica. Dobbiamo sfruttare il know-how delle nostre imprese. L’esperienza di 15 anni di lavoro all’interno di un distretto che deve ancora svilupparsi. Sono convito che la Sardegna sia una terra di servizi e non di prodotti. Il turismo è la nostra industria. Ma dobbiamo creare le condizioni migliori per far crescere l’economia».
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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009

Il regno dei maxi yacht è ancora Porto Cervo

di SERENA LULLIA
 PORTO CERVO. Il crollo dell’economia internazionale avrà l’effetto di una brezza più che di un uragano sul business delle suite del mare. La nautica di lusso si prepara a domare l’onda lunga della crisi mondiale. Magnati, sceicchi e industriali non rinunciano al relax sotto il sole a bordo di un hotel galleggiante. Le prenotazioni per l’estate in Costa Smeralda cominciano ad arrivare da tutto il mondo. Il mercato della vacanza sul mare per nababbi si muove, abbandona i ritmi frenetici di qualche anno fa e adotta una andatura più lenta. I leader del settore non negano qualche segnale di flessione rispetto al passato, ma garantiscono la tenuta del business sulle onde.
 Negli uffici della Sardinia Yacht Service le prenotazioni non mancano. La società di Renato Azara, che dà assistenza all’80 per cento delle imbarcazioni di lusso che arrivano a Porto Cervo, affronta col sorriso la stagione 2009. «Sono sicuro che in questo particolare momento la stagionalità del settore ci favorirà - dice Azara -. Credo che il picco di questa crisi sia in questi primi mesi dell’anno. Per il mercato degli yacht e dei mega yacht è inevitabile qualche leggera flessione, in particolare per lo stretto legame con i magnati russi. Sono però convinto che le prenotazioni arriveranno, così come già accade. Non con ritmi frenetici, ma con più lentezza. Non dico che sarà un anno da exploit, ma per la nautica di lusso nonsarà certo una debacle». Sulla stessa linea Roberto Azzi, amministratore della International boat service, gruppo leader nella vendita di maxi yacht. «Fra i mesi di ottobre e gennaio abbiamo registrato un calo - spiega Azzi -. Ma nelle ultime due settimane c’è stata una evidente ripresa. Il mercato si sta sciogliendo. Riceviamo molte chiamate, ci vengono confermati i preventivi, alcuni clienti che avevano pensato di non cambiare la barca ora hanno deciso di farlo. Sono certo che ci sia la luce in fondo al tunnel». Azara e Azzi invitano però a una riflessione sul momento di crisi e sulla necessità di strategie comuni per consolidare il mercato della nautica. «Dobbiamo trarre una grande lezione da questo momento di difficoltà a livello mondiale - aggiunge l’amministratore di Ybs -. Serve una promozione capillare e professionale del settore della nautica, senza aspettare che i clienti ci cadano dal cielo. Questo è il momento giusto per fare sistema. Servono strategie comuni non solo per conservare la clientela, ma per catturare quelle fette del diportismo di lusso che oggi scelgono altre destinazioni». I due re della nautica a cinque stelle sono stanchi di essere dimenticati dalle istituzioni, ignorati o snobbati dalla politica. «Si continua a parlare di turismo inteso come ricettività alberghiera, ristoranti e bed & breakfast, ma ci si dimentica del segmento della nautica - afferma Renato Azara -, che in Costa Smeralda si concentra l’80 per cento della nautica isolana. Il nostro è un settore trainante per l’economia sarda e vorremo essere presi in considerazione quando si parla del futuro turistico dell’isola. Fino a oggi le iniziative in questo campo sono state sostenute solo dall’impegno dei privati. Sarebbe ora che anche le istituzioni facessero la loro parte».
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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009

«Creiamo un registro delle imprese del mare in Sardegna»

Si vuole realizzare anche un eco bollino ambientale per le grandi imbarcazioni

18 Pcervo 120209PORTO CERVO. Una anagrafe fai da te delle aziende del mare nell’isola. Ybs e Sardina yacht service si preparano a censire le imprese della nautica in Sardegna. «Perchè si abbia una percezione reale dell’importanza del settore, delle ricadute in termini di indotto e di occupazione e quindi si capisca il peso che questo segmento del turismo avrà nel futuro economico dell’isola è fondamentale sapere quanti siamo - dice Renato Azara -. Allo stato attuale non esiste un dato affidabile. Come privati sosteniamo questa iniziativa, passo fondamentale per elaborare nuove strategie di mercato». Ma i promotori del registro nautico vorrebbero dire basta alle imprese in solitaria e collaborare con le istituzioni. «Alla coalizione che vincerà le elezioni regionali chiederemo di istituire una consulta del turismo regionale - aggiunge Azara -, un organismo che coinvolga i rappresentanti di tutti i segmenti del turismo isolano e che veda finalmente protagonisti anche noi imprenditori della nautica. L’isola ha bisogno di un tavolo di discussione permanente in cui elaborare nuove strategie di mercato e progetti sinergici per valorizzare l’industria del mare». Azara mostra poi la sua anima verde e ricorda che l’equazione maxi yacht, salvaguardia è ancora possibile. «Le tematiche ambientali sono strettamente legate allo yachting - conclude -. Per navigare nelle acque dei Caraibi le grosse imbarcazioni devono avere una particolare certificazioni, un bollino che garantisce che nessuna sostanza inquinante verrà scaricata in mare. In Italia non esiste una normativa ad hoc. Potrebbe essere la Regione a farsi promotrice di questa iniziativa e a garantirne il rispetto attraverso una attenta azione di monitoraggio delle acque». (se.lu.)
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 da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009

Don Andrea Raffatellu un premio alla bontà

21 ol don 120209OLBIA. Andrà a don Andrea Raffatellu il “Premio bontà Antonio Degortes”, giunto alla seconda edizione. La cerimonia si terrà dopodomani alle 11.30, nella sala giunta del comune di Olbia, dove il sindaco Gianni Giovannelli consegnerà il premio al sacerdote che, da decenni, lavora per aiutare i tossicodipendenti a recuperare la loro vita.
 Lo scopo dell’iniziativa, intitolata a un giovane olbiese prematuramente scomparso, è quella di premiare chi, a Olbia, si è distinto per l’impegno sociale e umanitario. L’anno scorso il premio fu assegnato a Francesco Gambella, per i suoi aiuti all’Africa.

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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 10 FEBBRAIO 2009

Il nuovo piano di Pittulongu subito in consiglio

Nota del presidente Pizzadili alla commissione perché il regolamento arrivi in aula

 12 ol pitt 100209 13 ol pitt 1020209 14 ol pitt 100209

15 ol pitt 100209di Luca Rojch

OLBIA. Non si vedono cowboy a cavallo con pistole e speroni. L’assalto alla diligenza, alla terra da conquistare, si fa in doppio petto. Armati di codice e carta bollata. Pittulongu come il far west in cui l’unica certezza è l’incertezza delle regole. Il rischio che la legge sia diversa per tutti si materializza giorno dopo giorno. La commissione urbanistica gira alla moviola e non riesce a discutere il piano di risanamento. I tribunali dànno ragione a chi chiede la licenza per costruire. Il monte dei metri cubi diminuisce, prezioso cucuzzolo, era già una mezza collina. Tra un po’ diventerà una spianata. Il cemento si conterà solo con il contagocce.
 Un paradiso senza regole, con più progetti che cemento a disposizione. Il piano di risanamento rimane incagliato nella burocrazia. Ora anche il presidente del consiglio comunale, Tonino Pizzadili, invia una nota di richiamo alla commissione. Lascia da parte i guanti istituzionali e mette i guantoni. Con la gentilissima missiva informa il presidente che vuole portare subito in consiglio comunale il nuovo piano di Pittulongu. Terremoto assicurato. Da una parte i consiglieri di minoranza sono felici, si parla del piano che deve dare le regole al quartiere fantasma. Dall’altra lanciano l’allarme di una approvazione a scatola chiusa del piano. Si rischia di dare il via libera a un piano di cui si conoscono solo una minima parte dei contenuti. «Non è un rischio remoto - dice Carlo Careddu, Pd -, ma una realtà molto concreta. Da tempo chiediamo che si discuta il piano di risanamento di Pittulongu. Per mesi abbiamo assistito a una melina della maggioranza che non ha voluto discutere. Nello stesso tempo il Tar dà ai proprietari la possibilità di costruire. In molti casi si passa dallo sportello del Duap. Con un’autocertificazione si comincia a costruire in 20 giorni. Così si mangia il monte delle volumetrie».
 Il caso della Polo holding, che dimezzato le volumetrie per trovare un accordo con il Comune, è solo uno dei tanti che l’amministrazione deve gestire. La società è pronta a scendere da 16 mila metri cubi a 7 mila pur di portare avanti il suo progetto intorno allo stagno. Per rendere più convincente l’offerta sul tavolo del sindaco c’è anche una eventuale richiesta danni da 5 milioni di euro che la società chiede all’amministrazione. Di fatto il Comune aveva già firmato una convenzione con la società. Un contratto in cui dava alla Polo holding il via libera.
 Ma lo stagno non entra nella contropartita offerta dalla società in questo accordo. Di fatto lo stagno dello Squalo è già del Comune. Lo è dal 2004. Difficile che ora l’amministrazione possa considerare una vittoria l’avere un bene che è già suo.
 «Dobbiamo discutere a fondo sul piano di risanamento di Pittolungu - dice Giorgio Spano dei Cristiano popolari -. Dobbiamo avere un approccio di metodo. Per oltre un anno abbiamo fatto la battaglia perché il piano di risanamento venisse discusso in commissione urbanistica. La maggioranza ha preso tempo. Ora c’è questa accelerazione che rischia di esautorare la commissione dal suo compito. Il richiamo del presidente del consiglio comunale deve essere rivolto a chi presiede la commissione, non a noi. Il Comune agisce in modo schizofrenico. Da una parte tratta con la Polo holding, la società che vuole costruire intorno allo stagno di Pittulongu, dall’altro si porta in aula un piano in cui per la società non è previsto neanche un metro cubo. Nella ripartizione dei volumi, tutta l’area intorno allo stagno dello Squalo è classificata come inedificabile». L’ultimo colpo di scena nella telenovela infinita che fa sprofondare nell’incertezza il quartiere con le radici sul mare.
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 10 FEBBRAIO 2009

ADDIO ALLA STAZIONE

Confronto serrato tra il sindaco e il nuovo comitato

16 ol staz 100209OLBIA. Meglio di una miss in bikini. Il cemento continua ad affascinare, a catalizzare l’attenzione su di sé. I metri cubi che nasceranno al posto della stazione continuano a far discutere la città. Il confronto organizzato dal comitato «Salviamo il cuore di Olbia» ha avuto un effetto calamita. Poca gente comune, molti big della politica. A parte l’esercito di candidati che si è fiondato per trovare una solida platea, c’erano anche i rappresentanti di Comune, Provincia, Cgil, Cna. Un incontro a tratti anche ruvido sul tema principe in città. Il mattone. Il comitato espone le sue idee. Nelle aree libere lasciate dall’arretramento della stazione sognano aree verdi, piste ciclabili, metropolitana di superficie. Ma più realista del re prende la parola il sindaco Gianni Giovannelli. «Sono aperto a qualsiasi dibattito - dice il primo cittadino -, a qualsiasi discussione, ma non si possono dimenticare alcuni presupposti fondamentali. Per prima cosa non esiste l’esproprio proletario. I nove ettari liberati dall’arretramento della stazione sono di una società privata. Rfi. Non scartiamo l’ipotesi di acquistare quei terreni, ma quell’area non è nostra. Non possiamo essere noi a decidere. Quelle aree hanno un valore commerciale. Si può costruire. Sarà il consiglio comunale a valutare la validità e la bellezza dei progetti. Per quello che mi riguarda non trovo scandaloso se si pensa a una riqualificazione che abbia aree verdi, piste ciclabili, ma anche palazzi alti, 30, 50, 80 metri. Mi fa piacere che esista un comitato che dia gambe a un progetto generale». La stazione accende il confronto. Quasi un miracolo in una città che sembra rimanere imperturbabile. Impermeabile alle emozioni. «Si dà vita a una speculazione edilizia - dice Marco Varrucciu, Pd -. In questo modo si rubano metri cubi al monte disponibile per la città. Sono 180 mila metri cubi che si regalano a un privato». Si parla anche di metropolitana di superficie. Rimane per ora un unico binario che porta da Olbia a Golfo Aranci. Molti ritengono inutile il collegamento che trasporta al massimo 100 passeggeri al giorno e al suo posto sognano una metropolitana di superficie. Ma è indispensabile creare dei muri di sbarramento che spaccherebbero in due la città. (l.roj.)
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 10 FEBBRAIO 2009

A 15 anni con la coca in tasca

Baby spacciatore arrestato in centro dai carabinieri

17 ol baby 100209OLBIA. Spacciatore a 15 anni. Quasi incredibile. Beccato con la polvere bianca in tasca, nell’età in cui si dovrebbero tirare calci a un pallone, e non le strisce di coca. Bambini senza infanzia, persi in cunicoli di disperazione, in modelli distorti. Testa vuota e coca in tasca. I carabinieri lo hanno seguito e pedinato. Lo hanno notato al centro della città mentre alle 3 del mattino andava avanti e indietro in una delle vie più trafficate.
 Movimenti sospetti che hanno attirato l’attenzione di alcuni agenti in borghese. I carabinieri della sezione operativa del reparto territoriale di Olbia, guidati dal colonnello Giovanni Spirito, alla fine lo hanno arrestato, nella notte tra sabato e domenica. L’accusa è detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nelle tasche aveva 10 grammi di hascisc e un grammo di cocaina. È bastato perquisirlo per far scattare l’operazione. I carabinieri hanno deciso di controllare anche l’abitazione in cui il ragazzo vive con i genitori. Nella sua cameretta tra poster e libri i militari, coordinati dal tenente Luigi Bramati, hanno trovato avvolti dentro il cellofan, 120 grammi di hascisc, divisi in due panetti.
 Davanti ai militati i genitori increduli. Il ragazzo è stato arrestato per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Per decisione della Procura per i minorenni di Sassari il giovane è stato portato al centro di accoglienza per minorenni. I carabinieri non dànno dettagli ulteriori della vicenda. Per prima cosa si vuole tutelare il minore al centro della vicenda. Ma in città è il secondo caso in pochi giorni di arresto di un minore coinvolto nello spaccio di droga. In casa del ragazzo erano stati trovati due panetti di hascisc.
 Forse è troppo presto per parlare di allarme droga tra i giovanissimi, ma questi due casi tanto ravvicinati fanno crescere l’attenzione delle forze dell’ordine verso i baby spacciatori. Ancora più inquietante è stato trovare nelle tasche del giovane anche cocaina. Segno che la droga pesante si diffonde con sempre maggiore forza anche tra i giovanissimi e la sua pericolosità non viene avvertita. I carabinieri hanno intensificato i controlli vicino ai locali, ma anche nelle strade della città. (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 10 FEBBRAIO 2009

EMERGENZA, LE PROPOSTE DEI MEDICI

Strade pericolose, triste record degli incidenti

In Gallura il numero delle vittime è raddoppiato dal 2005. Pala: serve più prevenzione

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di STEFANIA PUORRO
 OLBIA. Aumentano i lenzuoli bianchi sulle strade, stesi per coprire i morti dell’asfalto. Quella di Olbia Tempio è la provincia dell’isola che, nel 2007 (dati Aci-Istat), ha registrato un “primato” negativo: dal 2005 è raddoppiato il numero delle vittime degli incidenti stradali (si è passati da 9 a 22). Anche il 2008 è stato un anno nero e in questo primo scorcio del 2009, in Gallura, si sono contati già tre morti, due dei quali sulla Olbia-Sassari. Proprio quella maledetta e trafficatissima arteria per la quale non ci sono più i finanziamenti inzialmente concessi dallo Stato alla Regione.
 Non solo. Gli incidenti stradali sono la causa principale dei traumi di elevata gravità: in Gallura se ne registrano tre ogni mille abitanti e la mortalità è pari allo 0.8%.
 Questo vuol dire che su 100mila abitanti, ci sono 80 morti all’anno, e nel 90 per cento dei casi si tratta sempre di incidenti stradali. Nell’unità operativa di rianimazione e anestesia del Giovanni Paolo II, il 25% dei ricoveri riguardano pazienti feriti sulle strade (spesso giovani) e, di questi, il 40% ha esiti gravi. «Questo vuol dire che il problema è veramente grosso - dice il primario Franco Pala, “stanco”, insieme con la sua équipe, di continuare a vedere tanti genitori piangere la perdita di un figlio -. Migliorare le condizioni delle arterie è un passo fondamentale e assolutamente indispensabile, ma non può bastare. Bisogna pensare a nuovi modi di fare prevenzione, cominciando dalle scuole. E come unità operativa di rianimazione siamo disposti a metterci in gioco: siamo cioè disponibili a dare il nostro contributo a chi ha in mano l’educazione stradale per attuare un progetto serio e condiviso. Che vada ad aggiungersi al gran lavoro delle forze dell’ordine sulle strade, all’inasprimento delle pene e alle iniziative organizzate dagli enti locali con servizi navetta per le discoteche. Quando si parla di incidenti, nella maggior parte dei casi le cause sono sempre le stesse: alcol, droga, eccessiva velocità. E a rimanere coinvolti sono soprattutto i ragazzi. E’ a loro che ci si deve rivolgere per fare prevenzione ma è soprattutto ai giovani del futuro e quindi ai bambini di oggi che si deve cominciare a parlare di come comportarsi per evitare le tragedie della strada. Serve una nuova coscienza sociale ma, per raggiungere l’obiettivo, tutti devono essere coinvolti». Quindi: prevenzione e strade sicure prima di tutto. Ma non solo. Secondo Pala, ci sono anche altre emergenze da risolvere. «Una riguarda la ristrutturazione della rete di soccorso del nostro territorio. Ci sono zone “periferiche” della provincia dove dovrebbe essere potenziato il 118. Un esempio: la Buddusò-Alà è una strada ad alta densità di traffico pesante. Ma dal punto di vista del soccorso, c’è solo un’ambulanza di volontari».
 Un’ultima cosa, non meno importante delle altre. «Si deve lavorare, come in altre parti d’Italia, per creare un registro regionale dei traumi - dice Pala -: non ne esiste uno nazionale, ma se la Sardegna lo avesse, avremmo un quadro più preciso dei traumi che, oggi, vengono solo segnalati e qualificati senza sapere quanti di questi sono gravi e quali sono le cause».
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 08 FEBBRAIO 2009

TRIBUNALE

Un avvocato gallurese chiamato a riformare l’Ordine

18 ol avv 080209TEMPIO. Prestigioso incarico per l’avvocato Arrigo Filigheddu, presidente dell’Ordine forense di Tempio e dell’Unione regionale degli Ordini forensi della Sardegna. Da poco infatti è stato chiamato a far parte della commissione consultiva per l’esame del disegno di legge di riforma dell’ordinamento professionale forense istituita dal consiglio nazionale per fornire indicazioni in merito al ministro della Giustizia Alfano.
 La commissione comprende una trentina di membri in rappresentanza delle varie specialità della professione forense. Essa dovrà concludere i lavori e riferire al Guardasigilli entro la fine di questo mese. Di qui tutto un intenso calendario, apertosi già da qualche settimana, di incontri e di riunioni a Roma presso la sede del consiglio nazionale.
 Il disegno di legge in questione tende ad apportare modifiche all’ordinamento che regola la professione forense in relazione soprattutto ad alcune specifiche attribuzioni degli Ordini, apparsi spesso bersaglio dell’accusa di autioreferenzialità, in particolare tutte le volte per esempio che sono chiamati a processare comportamenti tutt’altro che onorevoli dei loro appartenenti. E quindi di costituire una sorta casta, com’è capitato di sentire nel recente passato a seguito dell’emanazione di decreti governativi sulla liberalizzazione delle professioni.
 «Si tratta di concepire e introdurre delle modifiche tese innanzitutto a svecchiare aspetti dell’ordinamento forense che rispecchiano il passato ma che risultino alla fine sagge ed equilibrate e rispettose di tutte le esigenze, quando queste sono profonde e fondate» dichiara, senza entrare nel merito specifico della questione, l’avvocato Filigheddu. A commento, al di là del fatto personale, non può non ritenersi un motivo di soddisfazione per tutti i galluresi la chiamata a far parte di un alto consesso di un professionista espresso dal contenuto ma non per questo intorpidito mondo che fa capo prevalentemente al Tribunale di Tempio. E c’è chi ogni tanto si sveglia chiedendone o la chiusura o, alla meglio, lo spostamento. (t.b.)
 

da La Nuova Sardegna DOMENICA, 08 FEBBRAIO 2009

Indagato per tentata violenza sessuale su minore

L’uomo ha 40 anni, il ragazzo 16, massimo riserbo degli inquirenti sul caso

8 ol 080209 7 ol ind 080209di LUCA ROJCH
 OLBIA. La storia è protetta da magistrati e forze dell’ordine in una bolla di pudore e rispetto. Filtrano solo pochi dettagli, spiragli in una vicenda difesa a maglie strette, che rimane nell’ombra. Un uomo di 40 anni di Olbia ha ricevuto un avviso di garanzia con l’accusa di tentata violenza sessuale e tentata induzione alla prostituzione nei confronti di un ragazzo di 16 anni.
 Dell’episodio non filtrano ulteriori dettagli. Sia perché le indagini sono ancora in una fase iniziale, sia perché uno dei protagonisti è un minore. Dalla Procura della repubblica di Tempio che ha in mano la delicatissima inchiesta non trapelano altri dettagli. Poche le certezze da cui partire per la ricostruzione. Pezzi ancora sparsi di un puzzle. L’episodio su cui si vuole far luce sarebbe avvenuto a Olbia e risale ai primi di gennaio. Non si conoscono altri dettagli. L’unica certezza è che è stato recapitato un avviso di garanzia a un uomo di 40 anni di Olbia e che nella vicenda sarebbe coinvolto un ragazzo di 16 anni. Ma i contorni restano indefiniti. Nessuna possibilità di mettere a fuoco la vicenda, di andare al di là di una generica collocazione spazio temporale. La tutela dei diritti del minore prevale su ogni altra istanza. Si resta aggrappati ai pochi dati oggettivi. Dall’avviso di garanzia arrivato in questi giorni all’uomo.
 La conferma arriva anche dal suo avvocato, Cristina Cherchi, che non dà ulteriori dettagli su ciò che è accaduto. Le indagini sono ancora in una fase iniziale, forse si cercano ulteriori riscontri che confermino le ipotesi di indagine portate avanti dai carabinieri del reparto territoriale di Olbia, guidati dal colonnello Giovanni Spirito. Alla cronaca restano timidi brandelli di una verità difesa con forza dagli inquirenti. Il resto della storia è fatto solo di ipotesi investigative che per ora rimangono ancora nascoste.
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 08 FEBBRAIO 2009

Cena col morto, è giallo fitto

Gli avvocati attendono ancora i risultati dell’autopsia

9 ol cena 080209OLBIA. Una cena avvolta nel giallo. Il mistero sulle ultime ore di vita di Massimiliano Porcu rimane fittissimo. Una parte della verità è nell’esito dell’autopsia, che per ora rimane top secret. La certezza sulla causa della morte chiarirà il giallo fitto fitto. Roba da Agatha Cristhie. Si riparte dai fatti, dal fratello che ha trovato l’operaio morto, riverso nel letto. Dalla cena con tre amici la sera prima e dall’avviso di garanzia che la Procura ha recapitato ai commensali sopravvissuti.
 «Un atto dovuto - dice l’avvocato Antonio Secci -. Per ora dobbiamo avere maggiore chiarezza. Il mio cliente è indagato per omicidio colposo, non sappiamo molto altro. L’accertamento tecnico scioglierà il nodo. capiremo se Porcu è deceduto per cause naturali o abbia assunto delle sostanze stupefacenti consumate quella sera». Si parte dai riscontri oggettivi. Dalle tessere del puzzle. Il corpo sul letto. La cena con tre amici nella sera del 24 gennaio. La chiamata ai carabinieri fatta di primo mattino dal fratello della vittima che ha ritrovato il cadavere. La decisione del magistrato di fare eseguire l’autopsia e gli avvisi di garanzia. Segno che qualche mollica che indica la strada giusta nel dedalo di vie i magistrati devono averla trovata. Gli inquirenti seguono la pista della droga. Di una cena sbagliata, sballata, deragliata in tragedia. A risolvere almeno una parte del giallo sarà l’autopsia che il procuratore della Repubblica, Mario D’Onofrio, ha chiesto al medico legale Salvatore Lorenzoni per accertare le cause che hanno provocato la morte del giovane. Porcu era un uomo sano, di fibra forte, faceva l’operaio edile. Era separato. I carabinieri partono dalle tracce trovate all’interno della casa. Gli inquirenti vogliono far luce sull’episodio e puntano sull’ipotesi che in casa ci fosse della droga. Se i magistrati hanno deciso di aprire un’indagine e inviare un avviso di garanzia a 3 persone con l’accusa di omicidio colposo per la morte dell’operaio di 35 anni devono avere dei riscontri oggettivi. L’uomo viveva da solo alla periferia di Su Canale da almeno cinque anni. (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 08 FEBBRAIO 2009

Piano di risparmi per 21 milioni di euro

All’offerta dei sindacati l’azienda dice no a 5 giorni dai licenziamenti

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di GUIDO PIGA
 OLBIA. Meridiana potrebbe risparmiare 21 milioni di euro all’anno se il management accettasse le proposte fatte per evitare i 145 licenziamenti. Una cifra pari all’ultimo aumento di capitale che l’Aga Khan ha fatto per salvare Eurofly. Ma le offerte non sono state prese in considerazione, neppure per contestarle nel merito, eventualmente. Il capo delle trattative, Sergio Rosa, ha scartato quella di hostess e piloti solo due giorni fa, nonostante Karim avesse detto, poche ore prima, che «c’è l’assoluta disponibilità dell’azienda a valutare le proposte delle parti sociali».
 Un «comportamento schizofrenico dei dirigenti» (la definizione è di Marco Bardini della Uil) che sembra avere un unico sbocco: i tagli. Per trovare un’alternativa ai licenziamenti, l’azienda e i sindacati hanno a disposizione soltanto cinque giorni a partire da domani. Senza un’intesa, dal 13 febbraio Meridiana potrà infatti far partire le prime lettere: a rischio ci sono 145 posti di lavoro tra piloti e assistenti di volo.
 Al momento, quella dei tagli è l’ipotesi più probabile alla luce dell’atteggiamento del management. Da una parte c’è chi, come Claudio Miorelli, delegato alle trattative, mostra ottimismo. Sua la formula dell’accordo possibile anche in zona Cesarini. Dall’altra c’è chi, come Sergio Rosa, dirigente centrale, uomo dell’ad Gianni Rossi, mostra i muscoli.
 L’ultimo esempio è arrivato venerdì scorso a Roma, nella sede di Assaereo. Gli assistenti di volo, rappresentati dalle sigle Cgil, Uil, Anpav, hanno presentato la loro offerta: tra maggiore produttività e ricorso ai contratti di solidarietà, hanno offerto all’azienda un risparmio annuo di 11 milioni di euro per il 2009. Che va ad aggiungersi a quello di 10 milioni di euro all’anno contenuto nella proposta avanzata dai piloti.
 In tutt’e due i casi, il management si è espresso negativamente. Ha detto non senza entrare nel merito. E ha ribadito agli assistenti di volo che l’offerta aziendale è sempre la stessa: o c’è la firma sul contratto Eurofly o ci saranno i licenziamenti. Una posizione sorprendente, che ha ha azzerato le aperture fatte dall’Aga Khan nell’incontro ad Aiglemont con i sindacati e gli amministratori comunali. «Un comportamento schizofrenico» l’ha definito non a caso Marco Bardini, della Uil.
 Che cosa vuole Meridiana? Qual è il suo obbiettivo? Qualche ora prima del faccia a faccia in Assaereo, Karim ha dettato la linea al cda. «Assoluta necessità di individuare ogni possibile percorso di condivisione con le parti sociali. Assoluta disponibilità dell’azienda a valutare le proposte delle parti sociali»: questi i due obbiettivi fissati da Karim, nero su bianco, in un comunicato ufficiale di Meridiana. Due pagine in cui Karim non ha mai fatto riferimento al contratto di Eurofly e in cui ha confermato il suo via libera a far ripartire le trattative da zero.
 Poi, è vero, l’Aga Khan ha aggiunto che, «qualora non ci fossero i termini per un accordo in linea con l’esigenza di ridurre i costi», la decisione di licenziare risulterà «indispensabile». E’ sembra questa la parte che il management ha più apprezzato, e che infatti ha preso alla lettera, riproponendo ai sindacati il diktat per loro inaccettabile di un taglio dello stipendio del 30 per cento.
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 08 FEBBRAIO 2009

Donna in preda a una crisi blocca il passaggio a livello

15 ol donna 080209 OLBIA. Impossibile non notare la donna che in pieno centro, nel passaggio a livello tra via Mameli e via Vittorio Veneto, spostava con attenzione piccoli pezzi di legno. Sradicava piante, radici, che crescevano tra i binari. Seduta, ha continuato a zappettare il terreno con cura maniacale. Ha impedito a chiunque di avvicinarsi e con la sua determinazione ha tenuto per oltre mezz’ora il passaggio a livello sotto scacco. Il traffico si è paralizzato mentre la donna, una senza tetto straniera, ha continuato con calma olimpica a estrarre radici, spostare legni. A farla agitare l’arrivo degli uomini della polizia, guidati dal vicequestore Fernando Spinici. È iniziata una lunga trattativa con la donna che non voleva nessuno vicino a sé e gli agenti che cercavano di neutralizzarla. La signora è già stata protagonista in passato di esplosioni di violenza. Gli agenti la conoscono per questo cercano di tranqullizzarla. Nel frattempo arriva anche un’ambulanza dei volontari. Con calma cercano di avvicinarsi alla donna, riescono ad afferrarla. La donna viene messa su una barella e portata in ambulanza al pronto soccorso del Giovanni Paolo II. Nessun problema fisico per lei, solo un po’ di calmante.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009

DUE SCOSSE DI LIEVE ENTITA’

L’epicentro a 20 chilometri di profondità. Paura e telefoni roventi, ma nessun danno

Il sisma (magnitudo 3,6) è stato avvertito sulla costa orientale fino a Siniscola

Ma in molti hanno pensato agli effetti di un’esplosione

1 ol terr 060209 2 ol terr 060209

OLBIA. Linee sovraccariche e telefoni roventi. Il terremoto ha fatto vibrare soprattutto i cellulari. La scossa di magnitudo 3,65 è sembrata poco più di un leggero tremolio alla maggior parte della popolazione. Roba che non sposta di un millimetro neanche un centrotavola. Ma in tanti in città hanno sentito la terra tremare. Nessun ferito, né danni alle cose. Solo tanta curiosità da parte delle persone che hanno chiamato con insistenza il centralino dei vigili del fuoco. Ma dalla stazione del 115 non è uscito neanche un mezzo per dare assistenza. Gli unici costretti al superlavoro sono stati i centralinisti.
 Il tam tam dei telefonini ha sparso la notizia per tutta la città. La scossa è stata avvertita in modo particolare da chi abita nei piani alti dei palazzi (come accade in tutti i terremoti), ma non ha provocato alcun tipo di disagio né al porto, né all’aeroporto.
 17.02, prima scossa. La scossa è stata registrata alle 17.02 dagli strumenti sofisticatissimi della rete sismica nazionale dell’Istituto di geofisica e vulcanologia, l’Ingv. Intensità non elevata: magnitudo 3,65 della scala Richter. Gli esperti hanno individuato l’origine del sisma nel distretto «Tirreno centrale», non distante dalla costa della Sardegna nord orientale a una profondità di 20 chilometri, in un tratto di mare aperto a est della costa gallurese.
 18.43, la seconda. Nella stessa area, un’ora e mezza dopo (precisamente alle 18.43) gli strumenti dell’Ingv hanno registrato un altro sisma di magnitudo inferiore (2,8), tale da risultare impercettibile sulla costa. Anche in occasione della prima scossa, pochi in città hanno creduto che fosse davvero un terremoto. Chi abita nella zona intorno a viale Aldo Moro ha creduto fossero le cariche esplosive che vengono fatte brillare per sbriciolare i banchi di granito e gettare le fondamenta della questura. Ma anche per chi vive nella zona del porto la spiegazione era a portata di mano. Ogni giorno decine di esplosioni si susseguono ai lati della banchina dell’Isola Bianca in cui si costruisce un nuovo molo. I più curiosi si sono gettati su internet per cercare verifica della scossa tellurica durata appena qualche secondo, e oltre a trovare conferma del mini terremoto che ha scosso Olbia ieri pomeriggio hanno potuto scoprire che il 17 gennaio scorso, alle 11.12, appena un po’ più al largo del punto in cui la terra ha tremato ieri, c’era stato un altro piccolo sisma, magnitudo 3,3.
 Bassa intensità. Si tratta di intensità comunque molto basse: ogni giorno nel mondo si registrano circa 130 scosse di magnitudo 3, buona parte delle quali restano inavvertite. Molto più significativo fu il terremoto del 26 aprile 2000, circa venti miglia a est al largo di Capo Comino, con magnitudo 4,2/4,8: a quei livelli il fenomeno viene percepito nitidamente, dentro le case piatti e bicchieri tintinnano. Si possono anche registrare lievi danni.
 Falsi allarmi. Non è raro però che fenomeni di altro tipo (esplosioni in cave o cantieri, passaggi aerei a bassissima quota) diano l’impressione di un terremoto. Anche il 14 ottobre scorso, per esempio, i centralini dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine erano stati bersagliati di segnalazioni. Ma l’apparato dei sismografi dell’Ingv (in Sardegna ci sono quattro stazioni di monitoraggio) non aveva registrato scosse e il tremolio avvertito nelle case della costa orientale non aveva trovato spiegazioni.
 Paura in Baronia. La scossa delle 17.02 è stata percepita in diverse località della costa orientale, giù fino a Siniscola. Il micro-terremoto ha fatto sussultare più di una persona, anche se il grosso della popolazione non si è accorto di alcunché. «Ero a casa - racconta Paola Lai, di Siniscola - quando le finestre hanno iniziato a vibrare. Ho avuto la sensazione fisica di compressione, quasi una stretta alla testa. Mi sono spaventata. La scossa è durata pochi istanti, e ho capito subito che era un terremoto. Le tende di casa hanno continuato a muoversi per diversi secondi». Del sisma si sono accorti anche nello stabilimento Buzzi-Unicem. Un’impiegata, al secondo piano, ha sentito la scossa in maniera nitida. «I vetri hanno vibrato per alcuni secondi - racconta la donna - e ho pensato ad un camion che transitava all’esterno. Mi sono affacciata ma il piazzale era libero. Solo dopo ho saputo del terremoto e ho ricollegato l’episodio». A Budoni la scossa sismica ha messo in allarme un negozio di ceramiche, dopo che gli articoli hanno iniziato a tentennare nelle teche di esposizione. La scossa si è sentita anche a San Teodoro e Posada. In molti, spaventati, hanno chiamato i carabinieri, anche se di danni non se ne registrano. Diversi social network di internet riportavano i messaggi lasciati da chi ha percepito le scosse chiaramente. Ben più lunga la sfilza di internauti che non si sono accorti di niente. (ha collaborato Salvatore Martini)
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009

Il divieto resta per le aziende nel raggio di 20 chilometri dai focolai di Sant’Antonio e Santa Teresa

Lingua blu, via il blocco in Gallura

Permessa la movimentazione del bestiame verso il Nord Italia

L’EPIDEMIA L’assessorato alla Sanità ha emanato una circolare

17 ol best 060209OLBIA. Con una circolare dell’assessorato regionale alla Sanità è stata sbloccata ieri la movimentazione bovina, ovina e caprina dalla Gallura verso le regioni del Nord Italia: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli, Province di Trento e Bolzano e Veneto. Resta la restrizione per le zone entro i 20 chilometri dai due focolai scoperti a Sant’Antonio e Santa Teresa di Gallura.
 La situazione si è sbloccata tre giorni fa. In una riunione dell’Unità di crisi nazionale, convocata a Roma, sono state tecnicamente argomentate dai rappresentanti dell’assessorato le istanze formulate nella lettera che gli assessori alla Sanità Nerina Dirindin e all’Agricoltura Francesco Foddis hanno inviato il 30 gennaio scorso ai ministri Zaia e Sacconi.
 Tra queste, proprio l’alleggerimento delle restrizioni alla movimentazione in ambito nazionale come riconoscimento dell’affidabilità dei controlli veterinari regionali.
 L’Unità di crisi nazionale - ha sottolineato l’assessorato alla Sanità in una nota - ha preso atto del lavoro fatto in questi anni dai veterinari regionali per far fronte alla blue tongue e riconosciuto che il sistema di sorveglianza nazionale risulta più severo di quello comunitario».
 Nella lettera ai due rappresentanti del governo, Dirindin e Foddis avevano anche chiesto parità di trattamento tra gli allevatori sardi e quelli comunitari, oltre a sollecitare il governo a una maggiore attenzione nella stipula di accordi unilaterali con Paesi europei, in deroga alle restrizioni della movimentazione attualmente vigenti.
 A fine dicembre in Gallura era arrivato il nuovo allarme lingua blu. Un contagio spinto a quanto pare dalla Francia, il virus del sierotipo 8 è diffusissimo. Per gli allevatori era stato un colpo di scure: dopo l’allarme infezione, sedici- diciottomila capi erano rimasti bloccati nelle nelle aziende del Limbara. Un fermo estremamente dannoso per gli allevamenti che si erano visti nell’impossibilità di spedire il bestiame nei centri per l’ingrasso e di venderlo.
 Il virus responsabile, del sierotipo 8, che non era ancora presente in Sardegna, era stato stato isolato su alcuni capi di bestiame in due aziende a Sant’Antonio di Gallura e Santa Teresa. Subito i due allevamenti e quelli che rientravano nel raggio di quattro chilometri dalle loro stalle erano finiti sotto la lente del servizio veterinario della Asl numero 2. Il clima di tensione nelle aziende zootecniche galluresi era diventato alto, le conseguenze economiche di una nuova epidemia si sarebbero abbattute su un settore già in difficoltà.
 La mobilitazione degli allevatori e delle associazioni agricole ha fatto il resto. Chiesto l’intervento della Regione, gli assessorati competenti hanno fatto la loro parte e da ieri gran parte del bestiame della Gallura potrà finalmente lasciare l’isola.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009

Lo Squalo, la Polo holding dimezza il progetto

Il Comune vuole tagliare le cubature, ma rischia di pagare i danni: 5 milioni di euro

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OLBIA. Lo Squalo divora il cemento. Lo stagno di Pittulongu è salvo e ora si prende la sua rivincita. Diventerà patrimonio del Comune, area protetta. Un piccolo paradiso sfuggito alla legge del metro cubo. Il tesoro della città sta per entrare nella cassaforte dei beni preziosi. Quelli che non si vendono, che non si placcano di calcestruzzo. La società che sulla zona umida aveva sogni fatti di mattone è pronta a rinunciare all’area, per avere il via libera a costruirci intorno. Dopo che il muro di carte bollate ha schiantato il mega progetto di far nascere 91 villette nella zona umida l’impresa si è seduta intorno a un tavolo per ridiscutere il piano.
 Per dare molto più fascino a tutto il dibattito sul tavolo del sindaco c’è anche una richiesta di danni da 5 milioni di euro che la società, la Polo Holding, è pronta a presentare in caso di rottura della trattativa. L’impresa aveva già firmato la convenzione con il Comune. In altre parole aveva firmato un contratto in cui l’amministrazione si impegnava a concedere il via libera per costruire un residence in quell’area. Per questo la società ha ottime possibilità, in caso di guerra davanti a un tribunale, di ottenere un ricchissimo risarcimento. Il Comune lo sa e vuole raddrizzare una situazione complicatissima.
 Il progetto prevedeva che la Polo holding costruisse 91 villette in un’area in cui in parte erano comprese anche le zone dietro lo stagno dello Squalo, i fiumi di Sa Minda Longa e Sos Travos. In tutto dovevano essere gettati 16 mila metri cubi di cemento. Il progetto era stato stoppato dal commissario nominato dalla Regione che doveva esaminare la pratica. Il funzionario aveva bocciato il progetto.
 Con saggezza le parti hanno evitato il muro contro muro e si sono messe a dialogare lontano dai riflettori. La trattativa non è chiusa, ma sembra vicina a una conclusione. Il sindaco Gianni Giovannelli non smentisce la notizia. «È vero, dialoghiamo con l’impresa che ci ha presentato un progetto interessante - spiega il primo cittadino -. Tutta l’area degli stagni viene ceduta al Comune, e le volumetrie vengono ridotte in modo sensibile». Si parla di un calo di oltre il 50 per cento dei 16 mila metri cubi di cemento iniziali.
 «Mi sembra una proposta ragionevole - continua Giovannelli -, ma siamo ancora in una fase di trattativa, non mi sembra corretto scendere nei dettagli. Posso solo dire che abbiamo stabilito un dialogo con la Polo Holding che ha presentato un progetto coerente con le indicazioni della Regione. In questo modo si salvano anche gli stagni. Penso che si possa trovare un accordo. L’intervento mi sembra che rispetti anche i delicati equilibri dell’ecosistema degli stagni». Ma Giovannelli precisa subito. «È chiaro che qualsiasi progetto dovrà essere approvato prima in commissione urbanistica, poi in consiglio comunale - spiega -. Il piano deve essere condiviso da tutta la maggioranza».
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009

LA STORIA

«Il quartiere gioiello nato senza regole e gestito dai tribunali»

4 ol sind 030209OLBIA. Pittulongu come una polveriera. Il quartiere nato in modo selvaggio ha divorato metri cubi preziosi. Un paradiso mattonato, appesantito dal cemento. Difficile cercare di mettere le regole. Il piano di risanamento è impantanato a metà tra le aule dei tribunali e quelle della commissione urbanistica. La vicenda delle villette sullo stagno dello Squalo è solo una delle tante pratiche incagliate nelle maglie della burocrazia. L’incertezza del diritto diventa il simbolo di Pittulongu. Il marchio di fabbrica della spiaggia che si specchia su un muro di cemento. Pittulongu continua a crescere sulla base di una variante al piano di risanamento urbano che ha fatto sobbalzare dalla sedia anche la magistratura. Se non bastasse, il progetto che individua le zone a rischio inondazione è stato giudicato incompleto dalla Regione. Lacuna sulla laguna. Lo stagno è un bene di solito demaniale. In questo caso il Comune cerca di rientrarne in possesso. Mentre si cerca di approvare il piano da oltre un anno, il Tar, a cui tutte le imprese si rivolgono, continua a rilasciare d’imperio concessioni edilizie. Aspetto non trascurabile perché si attinge al totale dei metri cubi che viene eroso dal rilascio delle concessioni. Il nuovo piano di risanamento prevede una diminuzione dei metri cubi del 10-14 percento. Ma l’analisi del decremento delle volumetrie è stato fatto tanti metri cubi fa. Da quel momento sono state date tante concessioni. In molti si sono rivolti al Tar. Hanno mangiato una fetta del monte dei metri cubi.
 Chi ha atteso il nuovo piano vede crescere la soglia dei tagli circa al 20 per cento. Ma nello stesso tempo sale alle stelle la Bucalossi. Per costruire si rischia di pagare più del triplo rispetto al passato. Si potrebbe passare dai 70-80 euro di oggi a 300 euro al metro cubo. Cresce la Bucalossi e diminuiscono le volumetrie. Difficile accettare una disparità simile di trattamento. La Regione nel mentre ha chiesto una robusta integrazione al piano che individuava le zone a rischio idraulico, che deve essere definito prima dell’approvazione del Pru. (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009

SI APRE UNA NUOVA VERTENZA

Hanno lavorato per 3 anni, la paura è che la compagnia aerea non riconfermi il contratto

Meridiana, a rischio i 60 precari del call center

L’appello al sindaco di Olbia su Facebook: il 1º aprile potrebbero ritornare a casa

Gianni Giovannelli ne ha parlato all’Aga Khan durante l’incontro ad Aiglemont

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DALL’INVIATO GUIDO PIGA
 PARIGI. La globalizzazione, tradotta in liberalizzazione, ha gli anticorpi dentro di sé, almeno a livello di denuncia dei suoi mali. E’ bastata soltanto una mail, via Facebook, per accendere il faro su un’emergenza di Meridiana, e non solo, che finora era stata oscurata dall’ipotesi di licenziamento di 145 tra piloti e assistenti di volo.
 Un gruppo di dipendenti (precari) del call center della compagnia aerea ha scritto al sindaco di Olbia, assiduo frequentatore del social network, per metterlo a conoscenza di una data, il 31 marzo, che rischia di far saltare una sessantina di posti di lavoro.
 «Caro sindaco, ti scriviamo per chiederti di porre in evidenza, oltre ai rischi che stanno correndo piloti e assistenti di volo, su cui giustamente si è concentrata tutta l’attenzione di questi mesi, anche quelli che corriamo noi, operatori del call center con contratti a tempo determinato».
 I pericoli, paradossalmente, arrivano da una legge, voluta dal governo Prodi, per stabilizzare i lavoratori precari. E’ la 247 del 207: impone alle aziende di assumere a tempo indeterminato tutti i lavoratori che, con le stesse mansioni, hanno avuto un contratto a tempo determinato per 36 mesi, indipendemente dai periodi di interruzione. Questo vuole dire che i dipendenti del call center che hanno avuto un rapporto con Meridiana per 3 anni, anche prima del 1º gennaio 2008, potranno lavorare ancora fino al 31 marzo di quest’anno. Ma se lavoreranno un solo giorno in più, per esempio il 1� aprile, l’azienda dovrà assumerli stabilmente. «Il contratto dovrà intendersi trasformato a tempo indeterminato» recita la legge.
 In questa condizione si trovano, secondo i calcoli dei lavoratori, una sessantina di loro. Donne, per la maggior parte, il genere che maggiormente subisce gli effetti della precarizzazione del lavoro (e della vita). Le assunzioni in massa sarebbero per Meridiana una mazzata, almeno nella sua ottica. E infatti, secondo la “denuncia” circolata su Facebook e raccolta da Giovannelli, sta facendo in modo di garantire la continuità del servizio di prenotazione telefonica dei biglietti, ma senza confermare il contratto ai candidati a diventare lavoratori fissi.
 «Noi siamo tra quelli che, dal 31 marzo, non avranno più un lavoro. Perché al nostro posto Meridiana assumerà altri lavoratori, con contratti a tempo. Ci può aiutare, sindaco?».
 Giovannelli ha risposto alla mail nel giro di un’ora, ha accennato del problema, come promesso, all’Aga Khan nell’incontro di Aiglemont e poi ha chiesto ai sindacati, già a conoscenza dell’emergenza, di tenere conto anche di questo tema.
 Chissà se la globalizzazione buona (Facebook) potrà qualcosa contro quella cattiva (lavoro precario). Ma, se non altro, la discussione su Meridiana, e sulle migliaia di aziende italiane nella stessa condizione, è aperta. (g.pi.)
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009

Karim punta in alto Lufthansa o gli inglesi

DALL’INVIATO
 PARIGI. Lufthansa o British Airways. L’Aga Khan punta in alto, per Meridiana. Sfumata la vendita ad Air France nel 2000, diventati ora i francesi gli azionisti di maggioranza di Alitalia, Karim vira sui tedeschi o sugli inglesi per rafforzare il ruolo della propria compagnia aerea nel mercato del trasporto aereo italiano. Agli amministratori e ai sindacalisti ricevuti ad Aiglemont, ha confermato che il suo obbiettivo è quello di portare dentro Meridiana, una delle due major dei cieli. Ha proprio fatto i nomi, Karim, non un generico riferimento alla futura apertura del capitale.
 Del resto, quelle sono le due compagnie interessate a entrare in concorrenza con Air France-Italia, alleati nel network Sky team. I tedeschi, per ora, hanno fondato una loro società, Lufthansa Italia, dentro l’alleanza globale Star, e hanno aperto rotte soprattutto su Malpensa. Gli inglesi, alle prese con la possibile fusione con Iberia (le due compagnie fanno parte dell’alleanza Oneworld), potrebbero avere più di una ragione per stringere un patto con Meridiana e non lasciare ai francesi campo libero. «Ho molte conoscenze a livello mondiale, anche nel settore del trasporto aereo, e posso lavorare per un’alleanza che rafforzi il ruolo di Meridiana in Italia e in Europa - ha detto Karim alla delegazione arrivata avant’ieri da Olbia -. Ma, prima, dobbiamo fare in modo, tutti insieme, che Meridiana sia competitiva». Karim ha posto le sue condizioni, «più produttività e più qualità», e ha fatto un’apertura che ha azzerrato il quadro: «Fateci delle proposte, noi siamo pronti a rivedere la nostra». Un segnale chiarissimo: si riparte da zero per evitare i licenziamenti e rilanciare la compagnia. Una sconfessione netta della linea di chiusura tenuta fin qui dall’amministratore delegato Gianni Rossi. Una svolta molto apprezzata dai sindacati. I piloti la loro proposta l’hanno già fatta: se applicata, secondo i loro calcoli, permetterà all’azienda di risparmiare 10 milioni all’anno. Gli assistenti di volo ci stanno lavorando, ma l’idea è, come riassunto da Marco Bardini, Uil, “lavorare di più, guadagnare uguale”. «E’ il percorso che noi abbiamo sempre seguito e che avevamo fatto con Miorelli. Adesso possiamo concretizzarlo» conclude Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt-Cgil. (g.pi.)
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009

Un caro carissimo candidato

Dal furgoncino allo spot, tutti i costi della celebrità

11 ol cost 060209 12 ol cost 060209OLBIA. Sorridono dalle colonne dei giornali, dai muri, dai furgoncini, dallo scatolone televisivo. I candidati più che persuadere cercano di prendere i loro elettori per sfinimento. Una guerra di nervi in cui i pubblicitari tentano di piazzare il prodotto. Il candidato capace di sconfiggere lo sporco impossibile del partitismo, di dare quel sapore in più a ogni piatto della politica. Ma il grande fratello è anche una grande macchina capace di divorare migliaia di euro.
 Il tetto lo ha messo la Regione, massimo 27 mila euro a candidato, ma quasi nessuno rispetta al limite. Solo per pagare la pubblicità nella parte bassa di una pagina di giornale per un mese si spendono 28 mila euro. Un mese di spot in televisione, quattro volte al giorno, costano da 10 a 12 mila euro. Il resto in confronto è solo fatto di spiccioli. Per stampare 50 mila santini, pane quotidiano da infilare in ogni tasca del proprio elettore, si spendono 2 mila euro, per i manifesti vanno via altri 2 mila euro, per i più ricchi c’è anche la possibilità di piazzare i 6 metri per 3. Costo 2 mila euro. Per mandare in giro il poco ecologico furgoncino per le strade della Gallura con il faccione sorridente del candidato servono 1500 euro per 10 giorni, benzina esclusa. Ma oltre al costo base nel kit del perfetto candidato ci sono un corollario di inviti, cene, feste, spese collaterali difficili da documentare e tenere sotto controllo.
 Una serata in un locale all’insegna del pericolosissimo «pago tutto io» costa al candidato dai 2500 ai 3 mila euro. Tante speranze, e tante spese per salire sulla poltrona di consigliere regionale. Ma messi da parte spin doctor, tattiche di seduzione, grandi fratelli, a trionfare è il vecchio sistema della questua porta a porta. (l.roj.)
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009

Blitz della guardia di finanza: sequestrati i Gratta e vinci truffa

13 ol lotter 060209OLBIA. La truffa corre sul Gratta e vinci e la guardia di finanza sequestra in un centro commerciale cittadino ben 200 tagliandi irregolari del concorso «Lo scrigno d’oro». Le tesserinme della fortuna (del costo di 2 euro l’uno) stavano per essere acquistati da ignari giocatori. Il titolare dell’esercizio commerciale è stato denunciato per esercizio abusivo di gioco riservato allo Stato, truffa ai danni dell’erario e frode in commercio. Altri blitz sono stati effettuati anche in altri centri galluresi per prevenire simili fenomeni illeciti e truffe ai cittadini.
 All’operazione «Scrigno d’oro» le fiamme gialle lavoravano da tempo. I finanzieri della compagnia di Olbia al comando del capitano Cesare Antuofermo, infatti, negli ultimi giorni hanno effettuato una serie di interventi finalizzati a prevenire e reprimere il ricco mercato illegale che si cela dietro i popolari Gratta e vinci. Secondo le disposizioni impartite dal comando provinciale sono stati infatti intensificati i controlli negli esercizi e negli stand che espongono e vendono tali tipologie di prodotti molto in voga tra gli amanti del gioco e della cabala. In particolare, l’attenzione dei baschi verdi si concentrata su uno stand in un centro commerciale dedicato esclusivamente alla vendita di Gratta e vinci e varie lotterie. Nel corso del controllo le fiamme gialle hanno individuato 200 tagliandi riguardanti il concorso a premi «Lo scrigno d’oro» che, in seguito ad accertamenti con l’amministrazione autonoma dei Monopoli, è risultato già dichiarato irregolare dal 15 febbraio 2008. Dunque, i biglietti non potevano assolutamente essere venduti al pubblico. I tagliandi sono stati quindi sequestrati (con successiva convalida da parte dell’autorità giudiziaria), mentre il titolare dell’esercizio è stato denunciato alla procura della Repubblica per le seguenti violazioni: esercizio abusivo di gioco riservato allo Stato, truffa ai danni dello Stato, frode nell’esercizio del commercio.
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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009

ANCORA SANGUE SULLA STRADA KILLER

Tragico schianto: muore pensionato di Monti

Coinvolto nell’incidente Renato Mura, direttore dell’azienda mista di Sassari

11 ol muor 050209 12 ol muor 050209 13 ol muor uom 050209

14 ol muor 050209di STEFANIA PUORRO
 OLBIA. Un altro morto. Sulla strada maledetta. Uno schianto terrificante, sulla Olbia-Sassari, a poca distanza da Su Canale, quando non erano ancora le 18,30 di ieri. La disperazione di chi si è salvato, la corsa dell’ambulanza che trasportava l’unico ferito gravissimo, un pensionato di Monti. Ma Giovanni Careddu, 71 anni, non ce l’ha fatta: il suo cuore si è fermato all’ospedale. Coinvolto nell’incidente Renato Mura, direttore generale dell’azienda mista di Sassari. E’ rimasto illeso, così come il suo compagno di viaggio Michele Corda, agente di commercio di Monti. Il manager della Asl, che con la sua Alfa Romeo 159 stava per raggiungere Olbia, nulla ha potuto fare per evitare quella Fiat Punto spuntata da una stradina laterale, alla sua destra. L’impatto, violentissimo, è stato inevitabile. E le due auto sono volate dall’altra parte della strada.
 Renato Mura, 63 anni, originario di Paulilatino ma residente da anni a Sassari, ha percorso quella strada migliaia di volte.
 E’ stato infatti a lungo primario della divisione di Chirurgia all’ospedale di Olbia, poi è diventato direttore sanitario della Asl 2. Fino al settembre del 2008, quando è stato nominato direttore generale dell’azienda mista di Sassari.
 Ieri pomeriggio, appena aveva finito di lavorare, si è messo in macchina per raggiungere Olbia.
 Al suo fianco, un suo caro amico, che si è offerto di accompagnarlo per non farlo viaggiare da solo. E’ lo stesso medico a raccontare, visibilmente scioccato, che cosa è accaduto.
 «Non andavo veloce, non viaggiavo nemmeno a cento chilometri orari. Ma quando ho visto quella Punto sbucare improvvisamente da destra, da una stradina laterale, non ho potuto fare nulla per evitarla. Me la sono trovata di fronte, è stato inutile frenare: l’ho presa in pieno e ho pensato di morire. Uno scontro violentissimo che ci ha catapultati dall’altra parte della strada. Se io e Michele Corda ci siamo salvati - continua Renato Mura -, è stato grazie all’airbag. Ma a quel punto è sopraggiunta un’altra paura: credevamo che la macchina potesse esplodere da un momento all’altro. Avevamo difficoltà a slacciare le cinture, sembrava che stesse passando un’eternità, invece in pochissimo tempo siamo riusciti a uscire dall’abitacolo e ci siamo precipitati dal conducente dell’altra macchina. Era incastrato, non riuscivamo a tirarlo fuori. E mentre chiamavamo il 118 e la polizia, ho infilato un braccio in quell’auto e ho provato a sentire il polso dell’uomo. Ma non avvertivo niente. Respirava con molta fatica. Era gravissimo e ho capito subito che, probabilmente, non ce l’avrebbe fatta».
 Quando sono arrivati sul posto i vigili del fuoco di Olbia, Giovanni Careddu è stato liberato da quell’ammasso di lamiere contorte e immediatamente sono intervenuti i medici del 118. Il pensionato è stato intubato e poi trasportato verso il “Giovanni Paolo II”: ma è morto poco dopo a causa delle gravissime ferite riportate.
 Sul posto anche una pattuglia della polizia stradale di Ozieri, che ha svolto i rilievi del caso e aperto un’inchiesta sull’ennesimo incidente stradale mortale avvenuto sulla Olbia-Sassari.
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 da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009

IL FUTURO DELLA COMPAGNIA AEREA

VERTICE A PARIGI

La svolta annunciata nell’incontro con amministratori comunali e sindacalisti

Ripartono le trattative. Il Principe: più produttività e più qualità per cercare un buon partner

Meridiana, l’Aga Khan sconfessa la linea dura

«Troviamo un accordo per rafforzare la compagnia e far vincere Olbia e la Sardegna»

dall' inviato Guido Piga

1 ol mer 050209 3 ol mer 050209

PARIGI. «Fateci delle proposte, noi cerchiamo di rivedere la nostra su Meridiana». Uomo di pace, l’Aga Khan porge un ramoscello d’ulivo agli amministratori e ai sindacalisti arrivati nella sua residenza di Aiglemont, Parigi, e lancia un duro monito ai suoi dirigenti, dall’amministratore Rossi al presidente Trivi che siedono alla sua sinistra. «Io non voglio la guerra, chi la vuole lo faccio accomodare fuori da casa mia» dice Karim, aprendo la discussione cominciata alle 14.30 e chiusa un’ora dopo. Il sindaco Giovannelli, il presidente del consiglio comunale di Olbia Pizzadili, i tre rappresentanti dei lavoratori, tutti soddisfatti di essere stati ricevuti, si guardano in faccia. «Che ce l’abbia con noi, ospiti suoi?». Solo un attimo di smarrimento, perché, alla fine, Karim spiazza tutti.
 «Desidero arrivare a un accordo su Meridiana, vorrei costruire con voi un nuovo punto di partenza per rendere forte la compagnia», scandisce il proprietario di Meridiana, seconda compagnia aerea nazionale, 1400 dipendenti di cui quattrocento a rischio licenziamento.
 Tutto vero, tanto che i sindacalisti, varcato il portone di Aiglemont, si dichiarano «sorpresi», «quasi sgomenti» per la portata dirompente (e positiva, per loro) delle dichiarazioni dell’Aga Khan. Ripartire da zero, nella complicatissima trattativa sulla crisi di Meridiana, suona come una sconfessione all’azione dell’ad Rossi, ostinatamente chiuso al dialogo, pronto a ridimensionare l’azienda pur di non accettare minimamente le richieste dei sindacati. Karim la vede in modo opposto. «Io sono per il dialogo, e voglio che dialogo ci sia».
 E’ una svolta, a meno di dieci giorni dai possibili licenziamenti. E’ un segnale “politico” fortissimo. Karim crede che un accordo possa essere trovato, debba essere trovato. Tutti insieme, senza guerre, senza voler vincere a tutti i costi. «Non ci saranno vincitori da una parte, sconfitti dall’altra - chiarisce l’Aga Khan, in italiano -. Ci sarà un solo vincitore, Meridiana, e con Meridiana vincerà Olbia, la Sardegna».
 Questa è la linea, amministratori e sindacalisti la afferranno al volo. «Sono soddisfatto di aver, come amministrazione, contribuito a far riprendere la trattativa» dice Giovanelli, che incassa una indubbia vittoria. «Io vorrei sapere se il management ha capito» ironizza Mauro Rossi, Cgil nazionale.
 Durante l’ora di incontro, nella sala riunioni principale di Aiglemont, né Rossi né Trivi, seduti alla sinistra di Karim, aprono bocca. Ma è evidente che, già da oggi, dovranno rivedere la strategia. Perché loro saranno chiamati a tradurre con atti concreti l’indirizzo dato dall’azionista di maggioranza. Non a caso, nelle prossime ore riprenderanno le trattative. A condurle sarà Claudio Miorelli, il dirigente chiamato da Karim a tessere i fili per l’intesa possibile.
 Crisi risolta? No, ovviamente. Karim pone le sue condizioni, senza entrare nei dettagli tecnici dei nuovi contratti. Ma, fatto rilevante, non fa alcun riferimento diretto a quelli di Eurofly, proprio quelli che l’ad Rossi voleva imporre, prendere o lasciare. L’Aga Khan dice che, finanziariamente parlando, «prima Alisarda, poi Meridiana, sono stati un pessimo investimento: hanno sempre prodotto utili, ma io non ho mai preso dividendi». La compagnia aerea è andata avanti con le sue forze. Ma ora lo scenario è cambiato.
 «Io voglio mantenere Meridiana - sottolinea - ma i concorrenti sono più forti. Alitalia non è più pubblica, è privata, ma è fortemente sostenuta dal governo». Bisogna cambiare la mission di Meridiana, rendendola bella per un possibile nuovo partner. Una vecchia storia, adesso, in tempi di crisi, di stringente attualità. Karim cita Lufthansa e British, i due player più forti dopo Air France, proprietaria di fatto di Alitalia. Ma perché i tedeschi, e più ancora gli inglesi, possano investire su Meridiana, entrando così nel ricco mercato italiano del trasporto aereo, Karim spiega che servono due cose: «Più produttività, più qualità».
 Sulla seconda, ha fatto un esempio. «Voglio che i dipendenti di Meridiana trattino i passeggeri come i sardi hanno trattato me: con cortesia e attenzione». Ma non è una critica ai suoi lavoratori, almeno non aspra. Perché Karim, che fa sapere di essere aggiornato quotidianamente su Meridiana con un report, fa i complimenti a tutti «per la puntualità dei voli». «E’ un grande riconoscimento, così come è importante che l’Aga Khan abbia chiesto a tutti, quindi ai suoi dirigenti soprattutto, di creare un clima di empatia» sottolinea Stefano Porcedda, rappresentante dei piloti. Deve sorridere pure Gianni Rossi, non chiedere solo che lo facciano le hostess. Un problema superabile. Quello della produttività, legato ai costi del personale, è il vero campo di confronto.
 «Noi le nostre proposte le abbiamo avanzate, permettono all’azienda di avere maggiore produttività: noi lavoriamo di più, senza licenziamenti, guadagnando lo stesso stipendio. E’ molto, non ci si può chiedere di tagliarci lo stipendio del 30 per cento», ragiona Marco Bardini, Uil. Per ora Karim taglia solo le ali dei “falchi” e libera in volo le “colombe”. Sperare si può.
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 da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009

I piani aziendali: licenziamenti e ridimensionamento della flotta

Tutti i nodi della vertenza

2 ol mer 050209La decisione del Cda. Senza un’intesa con i sindacati, dal 13 febbraio Meridiana potrà cominciare a licenziare, mettendo in pratica la decisione presa dal consiglio d’amministrazione il 23 novembre 2008.
 400 a rischio. I posti in pericolo sono 145 tra piloti e assistenti di volo con contratto fisso, più quelli con contratto stagionale: complessivamente, secondo i calcoli dei sindacati, perderebbero il lavoro quattrocento dipendenti della compagnia aerea dell’Aga Khan.
 Tagli a Olbia, non a Cagliari. Solo a Olbia potrebbero essere mandati a casa 24 comandanti, 15 piloti, 32 assistenti di volo. La base di Cagliari non subirebbe tagli.
 Verona e Firenze. Le altre sforbiciate al personale toccherebbero alle basi di Verona (12 comandanti, 11 piloti, 13 assistenti di volo) e di Firenze (12 comandanti, 10 piloti, 16 assistenti di volo).
 Nove aerei a terra. In base al piano del management, a terra resterebbero nove aerei sui ventidue della flotta attuale, ridimensionando così Meridiana a compagnia solo della continuità territoriale. (g.pi.)
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 da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009

L’Anpav: «È presto per festeggiare»

Sit-in degli assistenti di volo. Ridotto a 4 ore lo sciopero di martedì

  4 ol mer 050209OLBIA. Lo sciopero generale di 24 ore dei dipendenti Meridiana, proclamato per martedì 10 febbraio, va rivisto e corretto. La Commissione garanzia sciopero, ieri sera, ha fatto sapere alle organizzazioni sindacali che l’astensione dal lavoro potrà durare al massimo 4 ore.
 Adesso, però, il quadro è cambiato: dopo l’incontro di Parigi non si sa ancora che cosa si deciderà, ma se lo sciopero non dovesse essere revocato, dovrà comunque essere ridotto. Una comunicazione, questa, arrivata anche all’Anpav, il sindacato degli assistenti di volo “escluso” dal vertice con il principe.
 E proprio l’Anpav, che ieri mattina ha tenuto un sit-in di protesta all’aeroporto dopo la fallita trattativa al ministero del Lavoro, preferisce essere prudente. «Troppo presto per festeggiare - dice il coordinatore nazionale Fabrizio Contino -: i licenziamenti non sono stati ancora ritirati e, quindi, la pistola carica rimane sul tavolo. Bisogna capire esattamente che cosa vuol dire “fare tutti un passo indietro e ricominciare a trattare su nuove basi”. Il 13 sapremo esattamente quello che accadrà, perché è l’ultimo giorno per prendere le decisioni, per ricominciare a negoziare. Non vogliamo essere pessimisti, né vogliamo dare un giudizio negativo sul vertice col principe, al quale anche l’Anpav con i suoi 150 iscritti, avrebbe voluto partecipare. Comunque, ora si guarda avanti: se le nostre richieste verranno accolte e se i licenziamenti saranno ritirati, allora si potrà festeggiare».
 Durante il sit-in al Costa Smeralda, l’Anpav ha ricordato ancora una volta l’inutile viaggio a Roma della delegazione sindacale. «Meridiana ha confermato la mobilità per 142 lavoratori e non ci ha dato neanche la possibilità di parlare - ha detto Contino - tanto che non siamo riusciti a entrare nel merito della trattativa. Un muro contro muro che porterà a gravi scontri. A meno che, adesso, le cose cambino davvero radicalmente». (s.p.)
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 da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009

Un chilo di cocaina nel bagaglio

Ammanettato dalla guardia di finanza un corriere brasiliano

DROGA Arrivava da Roma, bloccato in hotel

          29 ol drog 0502009 30 ol drog 050209

OLBIA. Un chilo e cento grammi di cocaina. Rigorosamente custodita nel bagaglio a mano. Il corriere è arrivato da Roma-Fiumicino, con tutta quella roba.
 Gli uomini della guardia di finanza di Olbia lo aspettavano all’aeroporto. Sapevano già tutto su Nelson Garcia, di 26 anni. Perché quel giovane brasiliano era tenuto d’occhio da un pezzo nell’ambito di un’indagine internazionale a cui stavano da tempo lavorando diverse forze di polizia.
 E le fiamme gialle guidate da Cesare Antuofermo, con tanti elementi in mano e molte informazioni arrivate da più parti, sono entrate in azione a colpo sicuro.
 Non al “Costa Smeralda”, però. Ma nell’albergo che aveva prenotato e che ha raggiunto subito dopo il suo sbarco.
 Per motivi di sicurezza, era meglio non intervenire davanti a decine e decine di passeggeri. Così si è atteso che Nelson Garcia, appena sceso dall’aereo, entrasse nell’aerostazione. Poi non lo si è perso di vista nemmeno un attimo. E al suo arrivo in un hotel del centro, non ha avuto neanche il tempo di aprire il bagaglio: ci hanno pensato i finanzieri, a farlo, e nulla il giovane ha potuto dire di fronte a quanto è stato trovato all’interno: ben 1100 grammi di cocaina che avrebbero fruttato - nello spaccio al minuto - una somma pari a 300mila euro.
 Chi fossero i destinatari della droga, per il momento non si sa. Ma è anche su questa pista che la finanza sta lavorando: per ora c’è la certezza che la cocaina fosse destinata al mercato locale.
 «E’ in atto da tempo una collaborazione internazionale - ha spiegato il comandante Cesare Antuofermo - e numerose sono state le segnalazioni che abbiamo ricevuto dall’estero, soprattutto dal Sud America: avevamo molti elementi sui quali lavorare e grazie a una serie dati incrociati che sono stati raccolti, è stata potenziata l’attività di controllo dell’aeroporto. L’altro ieri, proveniente da Roma-Fiumicino, l’arrivo del giovane corriere brasiliano: questa era un’attività tipica di polizia e non abbiamo utilizzato i cani antidroga. Non abbiamo però fermato il corriere subito: una volta capito di chi si trattava, abbiamo aspettato il momento giusto per agire».
 Nelson Garcia si trova ora in carcere, a Tempio, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
 Nel frattempo, l’attività antidroga dei finanzieri in Gallura, prosegue incessantemente con l’attenzione concentrata sempre nei porti e all’aeroporto di Olbia. Lo scorso anno, sono stati arrestati venti corrieri e sono stati sequestrati complessivamente 210 chili di hascisc e poco meno di dieci chili di droghe pesanti, tra eroina, cocaina e droghe sintetiche. (s.p.)
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 Mah! In tutta questa vicenda: c'è qualcosa che non va!? Se sì, allora, molti cittadini, amministratori, presenti e passati, non possono non sapere quando  arriverà questo super treno con molti soldi per tutti.

 

 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 01 FEBBRAIO 2009

LA LOCOMOTIVA IMMOBILIARE

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«Nuova stazione, quel progetto è superato»

Il sindaco Giovannelli rinnega il piano con la torre presentato nel 2006 in Comune

di Luca Rojch

 4 ol FFSS 010209 5 ol FFSS 010209

OLBIA. Demolisce la torre in pochi secondi. Cemento simpatico, che scompare più rapido dell’inchiostro. Il sindaco Gianni Giovannelli usa parole esplosive che cancellano il progetto di un gigante di cemento nel cuore della città. Si fa largo con il piccone della dialettica e abbatte la torre alta 30 metri. Disconosce il progetto della giunta precedente per la nuova stazione, datato 2006, e per lui irrealizzabile. Il treno continua a fare manovre. Immobiliari. Prima che il cemento faccia presa troppo rapida sull’opinione pubblica il sindaco vuole levarsi da dosso gli abiti non suoi da palazzinaro spregiudicato, da contrabbandiere di suolo pubblico.
 Qualcosa di più di una questione di prestigio. Giovannelli non ha gradito l’esordio col botto del comitato “Salviamo il cuore di Olbia”. «Quel progetto mostrato non ha nessun valore - spiega Giovannelli -. Risale al 2006, alla giunta precedente, ma non è mai stato preso in considerazione da noi. Rfi non l’ha mai neanche visto. Non è corretto riesumarlo oggi e spacciarlo come attuale. È superato. Noi abbiamo firmato un protocollo in cui è previsto l’arretramento della stazione, lo smantellamento di tutti i binari, a parte la linea che porta a Golfo Aranci. La conferenza di servizi firmata a Roma non prevede altro. Non è stato presentato nessun tipo di progetto definitivo. Non si è parlato di volumetrie o di metri cubi. Tutto è ancora possibile». Ma la speranza di un esproprio proletario dura un battito d’ali. «È chiaro che Rfi è proprietario di quell’area - continua Giovannelli -, È una società che ha iscritto nel suo patrimonio il valore di quelle aree. Non possiamo presentarci da loro e dire che all’inizio del Novecento quei nove ettari erano nostri e che ora ce le devono rendere gratis». Giovannelli non fumerà il calumet con i ferrovieri. «Dobbiamo dimostrare maturità - continua - io non sono contro la proposta di creare una pista ciclabile, una metropolitana di superficie, un parco. Ma non possiamo pensare di fare solo verde. Penso a piazze, ma anche a palazzi. Non possiamo ipotizzare una città in cui non si possa più costruire nulla. Servono scuole, servizi, strutture per la collettività, ma anche uffici e appartamenti. Ho lavorato con la maggioranza per ridurre la quota destinata all’edilizia residenziale, quella che incide sul Puc. Ma non possiamo pensare di imporre a un privato la cessione coatta di un suo bene. Né trovo corretto prendere un progetto vecchio, superato, e messo da parte e spacciarlo come un’idea portata avanti da questa maggioranza. Si può discutere su cosa fare nel tracciato lasciato libero dai binari, ma i presupposti devono essere diversi. La partita per la riqualificazione di quel pezzo di città è ancora da giocare. Devono presentarci un progetto coerente. Il piano deve poi passare in consiglio». Ma Giovannelli non scarta le proposte avanzate dal comitato. «L’idea di fare una metropolitana di superficie trova sostenitori anche nella maggioranza - spiega -. Ne abbiamo parlato anche con Trenitalia. Ma c’è una difficoltà tecnica che deve essere presa in considerazione. Per fare la metropolitana di superficie servono dei muretti di protezione ai lati dei binari».
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 01 FEBBRAIO 2009

IL DOLOROSO RIENTRO A SCUOLA

E ora il sorriso di Alberto fiorirà in un giardino

La 3ª M della Pais creerà un angolo verde da dedicare al compagno morto martedì

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OLBIA. I compagni di classe di Alberto Virdis torneranno a scuola domani. E un team di psicologi dello sportello di ascolto del Comune sarà al loro fianco. Per rendere meno traumatico possibile il rientro, per avere il sostegno di cui hanno bisogno. Il loro cuore è distrutto dal dolore, la loro mente vorrebbe immaginare una realtà diversa. Ci vorrà tanta forza, per ricominciare.
 Ed è per questo che gli specialisti non lasceranno quei ragazzi soli, con l’aiuto dei dirigenti scolastici (la preside Paola Deturco e la sua vice Maria Pina Spano) e dei professori.
 Alberto ha lasciato un vuoto incolmabile e sarà durissimo, soprattutto per i suoi compagni, non vederlo più seduto col suo sorriso stampato in quel secondo banco.
 Ma supportati dalle insegnanti, potranno continuare a fare qualcosa per lui. Affinché possano sentire sempre la sua presenza. Da qualche tempo, proprio la 3ª M stava lavorando su un progetto finanziato dalla Regione: l’idea era quella di realizzare un piccolo giardino all’interno del cortile della Ettore Pais. Si farà, quel giardino. Con un amore e un trasporto particolare, perché verrà dedicato proprio ad Alberto.
 Intanto, prosegue l’attività di sorveglianza delle circa 200 persone sottoposte a profilassi antibiotico da parte del servizio di igiene pubblica della Asl dopo la morte di Alberto, ucciso da sepsi menigococcica alle 18 di martedì scorso. Un caso che sta seguendo la dottoressa Piera Marceddu, sotto la supervisione del direttore Tonino Saba.
 E la conferma arriva proprio da loro: familiari, alunni, medici e insegnanti che sono stati a strettissimo contatto con Alberto e che hanno preso una (per gli adulti) o 4 pasticche di antibiotico (per i bambini), stanno tutti bene. E più passano le ore, più diminuiscono le possibilità di un contagio.
 Proprio l’altro ieri mattina, gli esperti della Asl, avevano incontrato nella palestra della Ettore Pais tutti i genitori degli alunni che frequentano la scuola media.
 Lo scopo era quello di tranquillizzarli, di far capire che non c’è rischio di epidemia e che l’eventuale trasmissione del germe può essere possibile (e non è detto che accada) solo attraverso le goccioline di saliva. Ma anche se fosse avvenuto il “passaggio”, quel maledetto germe verrebbe ucciso dall’antibiotico. (s.p.)
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 01 FEBBRAIO 2009

Per il presidente della Corte d’Appello potrebbero sopravvivere come sezioni staccate

«Chiudere Tempio e Lanusei»

Olbia potrebbe diventare nuova sede di tribunale

TAGLI&PROTESTE «Troppi avvocati, albo chiuso»

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CAGLIARI. Una nuova sede di tribunale a Olbia, chiusura immediata per quelle di Tempio Pausania e di Lanusei, che dovrebbero sopravvivere soltanto come sezioni staccate. E’ la proposta del presidente della Corte d’Appello Vincenzo Oliveri, sulla quale si è in parte allineato il procuratore generale Ettore Angioni. Una proposta destinata certamente a sollevare aspre polemiche. Per Oliveri non ci sono alternative: «In Gallura nell’ultimo decennio - ha sostenuto - si è registrata una progressiva espansione urbanistica del centro di Olbia, con la concentrazione in quel territorio di numerose imprese commerciali e il correlativo massiccio incremento di processi civili e penali. Ebbene, quella città è rimasta sede di sezione staccata del tribunale di Tempio, nel quale invece gli affari penali e civili hanno subìto un decremento. Ragioni di una più appropriata distribuzione nel territorio degli uffici giudiziari imporrebbero il trasferimento della sede del tribunale ordinario da Tempio a Olbia e ove necessario l’istituzione di una sede distacca a Tempio, oltre che un più adeguato dimensionamento dell’organico, composto da soli undici giudici».
 Stesso ragionamento per l’Ogliastra: «Non appare giustificata - ha detto Oliveri - avuto riguardo all’esiguo movimento di processi civili e penali, la sopravvivenza del tribunale di Lanusei, che ha un organico di sei giudici. Tale ufficio potrebbe essere accorpato al tribunale di Nuoro». Ha aggiunto Oliveri: «Mi rendo conto che questi tribunali sono custodi di un’antichissima tradizione giuridica e rappresentano per l’economia di una determinata realtà locale qualcosa di molto importante - ha chiarito il magistrato - ma alla fine una scelta dev’essere fatta per razionalizzare le già esigue risorse e contenere la spesa pubblica».
 «In Sardegna - ha detto nella sua relazione il procuratore generale Ettore Angioni - il problema non è il numero dei magistrati ma la loro distribuzione e quella del personale giudiziario». Ed è da qui che parte la richiesta di rivoluzionare le circoscrizioni giudiziarie per potenziare le sedi più cariche di lavoro a discapito delle minori: «Bisogna procedere subito, superando con coraggio qualsivoglia resistenza politica - ha sostenuto Angioni - perchè oggi non è più possibile tenere in piedi tribunali distanti un’ora d’auto l’uno dall’altro, con costi non più sostenibili e produttività insufficiente». Chiusa la fase della riorganizzazione, per Angioni il passo successivo dovrebbe essere «l’albo chiuso per gli avvocati» il cui numero è oggi «abnorme»: «A Cagliari - ha spiegato - i legali sono più numerosi che in tutto il Belgio...». Quindi lo studio e il varo in tempi brevi di un nuovo codice penale «con la previsione di una forte depenalizzazione» e la «riformulazione dei due codici di procedura». (m.l)
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 21 GENNAIO 2009

LA GRANDE CRISI

RUMENI IN FUGA

«Addio Olbia, torno a Bucarest qui non trovo più un lavoro»

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19 ol lavoro 210108Il racconto di Jan Tudor, disoccupato da agosto «Sgobbavo in nero come uno schiavo, ma ero contento Poi l’imprenditore è sparito: mi deve diecimila euro»

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 21 GENNAIO 2009

La Cisl: cantieri fermi, mille rimpatri

OLBIA. Un esercito di disperati in rotta. La crisi riesce dove le leggi leghiste hanno fallito. L’ondata rumena scompare, affondata dal ristagno dell’economia. I dati della Filca Cisl portano alla luce una nuova dinamica nell’immigrazione. La metà del popolo rumeno ritorna in patria, l’altra metà diventa imprenditore in Sardegna. «Nel 2008 abbiamo avuto almeno mille rimpatri - spiega il delegato della Filca, Battista Imperio -. Una cifra mai registrata e in controtendenza rispetto agli altri anni in cui le partenze volontarie erano irrisorie. In Gallura non c’è più lavoro. I cantieri edili, la principale fonte di occupazione per i rumeni, sono fermi. Mentre la loro economia sembra più vitale».
 Un’ulteriore lettura del fenomeno la dà il segretario della Filca Cisl Gallura, Alfredo Costa. «Abbiamo i dati della cassa edile - spiega -. Nel nord Sardegna ci sono 1800 imprese straniere, l’80 percento sono in Gallura, e quasi tutte sono fatte da rumeni. È un boom. Chi rimane qua cerca di mettersi in proprio. Molti di loro sono stanchi di essere sfruttati e preferiscono diventare padroni di sé. Ora sono cittadini comunitari, per loro la procedura non è complicata». Ancora dati.
 «Nel 2008 i rumeni hanno chiesto 1800 codici fiscali, documento indispensabile per aprire una partita Iva o una posizione fiscale, cioè per lavorare in regola - spiega Imperio -. Da noi sono diventati una realtà che non può essere trascurata. In Gallura c’è stato un record di iscrizioni al sindacato. Questo basta a spiegare quanto sia vasto il fenomeno immigrazione. Nel 2006 c’erano 20 rumeni iscritti alla Cisl, nel 2008 sono diventati 180. C’è stato anche un forte ricambio. Una parte di loro si è iscritta alla cassa edile e ha aperto un’impresa». (l.roj.)

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 21 GENNAIO 2009

Crescono i malati di tumore, ma diminuisce la mortalità

di Stefania Puorro

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OLBIA. Sconfiggere il dolore per migliorare la vita del paziente oncologico e creare un gruppo di lavoro (composto da oncologi, anestesisti, chirurghi e medici di medicina generale) per attuare un percorso diagnostico e terapeutico aziendale con un unico metodo. Senza dimenticare la necessità di una corretta informazione. Questi gli obiettivi del corso di formazione tenuto ieri in una sala del nuovo ospedale e organizzato dal responsabile di Oncologia della Asl, Salvatore Ortu, in collaborazione con l’unità operativa di rianimazione e anestesia guidata da Franco Pala.
 Subito alcuni numeri, per cominciare. Quelli comunicati dal responsabile del reparto di Oncologia del San Giovanni di Dio: «I nuovi casi di tumore nel mondo, ogni anno, sono pari a 17 milioni, 234mila registrati in Italia, 740 quelli che si scoprono, sempre ogni anno, nella nostra Asl. Ma si è ridotta la mortalità, perché oggi si fanno più prevenzione ed educazione sanitaria, ci sono le diagnosi precoci e si può contare su nuovi e più efficaci trattamenti. E poi, attualmente, il malato di tumore sopravvive di più e quindi, ogni anno, cresce il numero di pazienti oncologici con il dolore. Dolore che, nel paziente malato di cancro, rappresenta un sintomo rilevante, che cresce di intensità con il progredire della malattia e che va a interferire con le attività quotidiane e con l’equilibrio psicologico. Nella fase iniziale del tumore, il dolore colpisce dal 25 al 30 per cento dei pazienti, durante la terapia dal 30 al 50 per cento dei pazienti e, in fase avanzata della malattia, il 70-80 per cento dei pazienti ha forte dolore. Che va curato con i farmaci a disposizione. Nonostante l’impegno, anche istituzionale, per un miglioramento della sua terapia - continua Ortu -, nel nostro Paese il consumo di oppiacei, che sono i farmaci più importanti nel controllo del dolore del cancro, rimane molto inferiore rispetto ai bisogni dei pazienti, soprattutto nella fase avanzata della malattia».
 «Ed è proprio per far conoscere meglio le linee guida sulle terapie del dolore oncologico che ci stiamo battendo - aggiunge Franco Pala, responsabile di rianimazione e anestesia -. L’80 per cento del dolore si può curare a domicilio e a occuparsene può essere lo stesso medico di famiglia. Il quale, nei casi più difficili, può rivolgersi allo specialista. Questo è uno dei motivi che ha spinto a intensificare ulteriormente la collaborazione tra le unità operative di anestesia e rianimazione di Olbia, Tempio e La Maddalena, l’oncologia e i medici di famiglia. A Olbia e Tempio, ma solo per casi accuratamente selezionati, si può scegliere, per la cura del dolore, una terapia invasiva con interventi chirurgici. Al “Paolo Dettori” vengono utilizzati gli stimolatori midollari, mentre al “Giovanni Paolo II” c’è anche la possibilità di ricorrere alle pompe intratecali».
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 21 GENNAIO 2009

L’INDAGINE DELLA FINANZA

Tassisti e noleggiatori abusivi, scende in campo anche la Cna

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OLBIA. La strada per i furbetti del volante diventa sempre più tortuosa. Vita durissima per tassisti e noleggiatori abusivi. La guardia di finanza ha dichiarato guerra a chi cerca di muoversi tra le righe della legge o cerca di aggirare con trucchi il sistema. Le fiamme gialle trovano alleati nella loro operazione di pulizia. Nella guerra alle auto nere in trasferta scende in campo anche la Cna che chiede un tavolo con la camera di commercio per discutere di un fenomeno in crescita.
 Il direttore della Cna, Massimo Bonaccossa, interviene nel dibattito e chiede alla Camera di commercio la convocazione di una conferenza di servizi a cui invitare la guardia di finanza, i sindaci, la polizia stradale, l’obiettivo è creare un protocollo da applicare per evitare situazioni di illegalità. Al centro del dibattito ci sono le situazioni ad alta tensione che si vengono a creare con chi tenta di forzare la legge. In particolare i noleggiatori che hanno una licenza rilasciata da un comune lontano da Porto Cervo e in estate viene a lavorare in Costa Smeralda. Nei mesi caldi si moltiplicano noleggi del nuorese, dell’ogliastra, del cagliaritano. Sulla carta ogni giorno dovrebbero partire e rientrare nel loro comune di appartenenza. Ma non accade mai. Quasi tutti si trasferiscono in Gallura per tre mesi. «Un trucco che non può essere più tollerato - spiega Bonaccossa -. Più volte ho chiesto che venisse trovata una regolamentazione che impedisse trucchi o maneggi. Tutto inutile. La presa di posizione della guardia di finanza ci trova concordi. Ma per evitare ulteriori tensioni credo sia più utile che insieme si gettino le regole». La guardia di finanza ha annunciato un nuovo giro di vite sulle auto nere con autista che vanno avanti e indietro per la Gallura. Ora le fiamme gialle passano al setaccio anche la documentazione dei Comuni che rilasciano le concessioni ai noleggiatori. Un’attività ancora più attenta e capillare che vuole scoraggiare i furbetti del volante. «Spero che la camera di commercio - conclude Bonaccossa - faccia sua la richiesta che abbiamo presentato e convochi subito una riunione in cui si discuta di un fenomeno che sembra fuggito al controllo dele leggi». (l.roj.)
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 21 GENNAIO 2009

LA MORTE DI RENATO DEROSAS

L’addio della città al grande «Ciuddina»

26 ol 210109 ciudd 210109OLBIA. E’ deceduto all’età di 58 anni Renato Derosas, calciatore dell’Olbia degli anni Settanta ed esperto appassionato di pesca sportiva dei club Sps Terranoa e Saps Porto Cervo. Renato, noto «Ciuddina», è stato stroncato da una malattia neurologica, l’atrofia multisistemica, determinata da un invecchiamento precoce delle cellule.
 Una rara e irreversibile malattia con cui ha dovuto convivere per circa dieci anni, costretto, prima, alle stampelle, poi, alla sedia a rotelle e, infine, sui letti d’ospedale e di casa.
 Con la maglia numero 7, quella dell’ala destra del metodo di gioco di trent’anni fa, Renato Derosas è cresciuto nelle giovanili dell’Olbia e ne ha vestito la maglia bianca negli anni Settanta, in serie C, ai tempi dell’allenatore De Petrillo.
 Poi, dopo aver disputato due stagioni nelle file del Sessa Aurunca (serie D), ha giocato diversi campionati in Gallura con Arzachena, Palau, Lauras, Berchidda, concludendo la carriera con l’Azzanì, in Seconda categoria.
 Una volta appese le scarpette bullonate al classico chiodo, Renato si è dedicato alla sua seconda grande passione: la pesca sportiva. Con la canna da riva e il surfcasting si è fatto apprezzare nelle competizioni isolane e d’oltretirreno come uno dei leader dei club più prestigiosi della Gallura: Sps Terranoa e Saps Porto Cervo.
 Questo pomeriggio, al funerale (15,30) alla Sacra Famiglia, gli daranno un sentito e commosso saluto tanti amici che si stringeranno attorno ai suoi familiari, ai quali vanno anche le condoglianze della nostra redazione. (g.canu)

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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2009

La proposta per evitare i tagli: «Siamo pronti a volare di più con gli stessi stipendi»

Alta tensione a Meridiana

Quattro ore di sciopero, corteo dei dipendenti a Olbia

L’Anpav: perché l’azienda non accetta l’aiuto della Regione?

15 ol merid 200109di GUIDO PIGA
 OLBIA. Due chilometri a piedi, bandiere in mano, è la prima volta che i dipendenti di Meridiana manifestano per le vie di Olbia. Piccola fatica, nulla in confronto a ciò che propongono all’azienda come alternativa ai 145 licenziamenti, 400 in tutto compresi gli stagionali. «Più voli, stesso stipendio» dicono i sindacalisti e approva l’assemblea convocata ieri, giorno di quattro ore di sciopero, 14 voli cancellati.
 È una decisione che rovescia la prospettiva, che lascia all’Aga Khan, ai suoi dirigenti, l’onere di dire sì, “trattiamo per salvare Meridiana”, o di rifiutarla. I sindacati avanzano la proposta a dieci giorni dall’inizio della fine: se entro il 7 febbraio il ministero del Lavoro non convocherà le due parti, per ricercare una soluzione diversa, l’azienda farà partire le lettere di licenziamento, così come deciso dal cda a metà novembre, e ridurrà la propria flotta di nove aerei. Una compagnia in grado di garantire solo la continuità territoriale, non quella aziendale. «Chiediamo che il ministero del lavoro, che ha già perso 20 dei 30 giorni a sua disposizione, si muova per salvare i posti di lavoro» scandiscono Cgil, Cisl, Uil, Anpav, Anpac, Up, Apm, insomma tutti i rappresentanti dei lavoratori.
 Quello del Governo è un insolito, allarmante silenzio, tanto che Gian Piero Scanu e Giulio Calvisi, i due parlamentari del Pd presenti all’assemblea, annunciano la presentazione di un’interpellanza urgente all’esecutivo di Berlusconi.
 È un passaggio decisivo, perché Meridiana, nonostante le sollecitazioni dei sindacati, non vuole tornare indietro, così come è stato confermato dalla lettera dell’Aga Khan al sindaco. “Un ricatto”, per i dipendenti cui l’azienda impone il contratto di Eurofly come unica possibilità per bloccare i licenziamenti. «Non possiamo accettarlo, vogliamo trattare liberamente» sottolineano i sindacati, uniti come mai. È in questo contesto che è maturata l’offerta al management, un patto per il rilancio della compagnia. «Dichiariamo la nostra disponibilità a rinnovare i contratti di lavoro, peraltro già scaduti, in un’ottica di mantenimento degli attuali livelli salariali e con recupero di produttività» è scritto nel documento che i lavoratori, finita la marcia, hanno consegnato al sindaco di Olbia.
 Ma come nasce questa proposta? «Oggi piloti e assistenti di volo lavorano 40 ore, ma potrebbero arrivare a 80 - è la spiegazione dei sindacati -. Non lo fanno perché l’azienda non lo vuole, perché non fa rotte a sufficienza».
 «Facciamo di più - dice Marco Bardini, della Uil -: quando saremo convocati dal ministero del Lavoro, daremo la nostra disponibilità ad accettare dei contratti di solidarietà o, anche, la cassa integrazione, a rotazione». Una soluzione tampone, in attesa del piano industriale di rilancio.
 Meridiana vorrà prendere in considerazione questa prospettiva? O la snobberà come ha fatto con quella della Regione per l’ingresso nel capitale della compagnia? «È incredibile che né l’Aga Khan né i suoi dirigenti abbiano sentito il dovere di ragionare sulla proposta della Regione - dice Fabrizio Contino, dell’Anpav -. Se Meridiana è in crisi, come dicono i dirigenti che chiedono i licenziamenti, perché non accettano l’aiuto finanziario della Regione?». Il partner istituzionale è un’ipotesi che incassa il sì convinto dell’assemblea. Alcuni lavoratori rilanciano l’idea di vendere le azioni, pari al 16 per cento di Meridiana, alla Regione. Altri chiedono di sostituire il proprio rappresentante nel cda - Fabrizio Corradini, messo sotto accusa per essersi astenuto sui licenziamenti - con un esperto di diritto societario nominato dalla Regione. È una spinta forte non per avere la “nazionalizzazione” della compagnia, ma un azionista capace di difendere quella che Scanu chiama «la compagnia di bandiera della Sardegna. L’ingresso della Regione, se il caso Meridiana sarà portato oltre i confini di Olbia, non servirà solo a portare risorse finanziarie, ma a disegnare un’azienda capace di conquistare nuove fette di mercato». Quelle che ci sono, lasciate libere dalla nuova Alitalia ma ingessate dal Governo. «Dobbiamo batterci per eliminare il monopolio, imposto per legge, sulle rotte più redditizie» dice Calvisi. Una è la Milano-Linate, su cui, da ieri, Meridiana vola vendendo i biglietti a 41 euro.
 Ma soprattutto per impedire lo svuotamento di Meridiana a favore di Eurofly. «La seconda compagnia ha ottenuto gratis dalla prima le rotte migliori da Milano per il sud, è un flusso economico fortissimo che non abbiamo più, è tutto nero su bianco» ricorda ancora Roberto Casotto, pilota dell’Anpac. «Non dobbiamo aver paura di dirlo, neanche dopo la lettera dell’Aga Khan - rincara Fabrizio Serra, della Cgil-: l’azionista non ha mai voluto investire in Meridiana, lo sta facendo in Eurofly. Che cosa è questo, se non uno svuotamento della compagnia di Olbia?».
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2009

Per la banda delle lucciole 57 anni di carcere

Scacco al mercato della prostituzione: condannati rumeni, albanesi e italiani

19 ol prost 200109 20 ol prost 200109

OLBIA Le lucciole erano giovani, avvenenti e, in alcuni casi, minorenni. La banda italo-albanese-rumema che gestiva la tratta delle bianche non ammetteva sgarri, e alle prostitute di colore, (“gestite” da protettori africani), impose orari di lavoro oltre la mezzanotte, in cambio di un “pizzo” da 1000 euro settimanali per poter praticare il mestiere più antico del mondo. Ieri il tribunale di Tempio ha condannato 7 dei trenta compomenti la banda di sfruttatori.
 L’inchiesta, nata a Tempio e sviluppata dal pm Gilberto Ganassi, della Dda di Cagliari, si è in parte conclusa ieri con la condanna a 16 anni di reclusione di uno dei boss, il rumeno Costantin Velcu, 29 anni, accusato di induzione e favoreggiamento della prostituzione nonchè di aver ripetutamente abusato di una giovane ragazza di origini moldave che non voleva sottostare alla legge del marciapiede. Con lui i giudici del tribunale di Tempio (presidente Marco Contu, a latere Barbara Cavallo e Riccardo Massera) hanno condannato i connazionali Enea Marinel e Jon Chimirea (10 anni di reclusione ciascuno), Gigu Viorel Uruleu, (8 anni di reclusione), il napoletano Ciro De Caro (5 anni di reclusione), la rumena Daniela Florentina Ciurar (4,6 anni di relcusione) e l’albanese Arjeta Kabili, che dovrà scontare 4 anni di carcere.
Le indagini, portate avanti dai carabinieri di Olbia, avevano aperto una finestra sull’oscuro mondo della prostituzione internazionale che sfruttava una trtentina di ragazze tenendole in schiavitù.
 Il loro giro d’affari si sviluppava tra la penisola e la Sardegna, con ramificazioni a Cagliari e in Gallura, dove “operavano” una decina di affiliati (uomini e donne)- senza morale ne scrupolo. Le indagini, iniziate alla fine del 2005 dalla Procura di Tempio, sono confluite alla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari perché, nel corso delle intercettazioni telefoniche e ambientali, era emersa l’associazione per delinquere estremamente ramificata.
 La banda “internazionale”, della quale facevano parte anche alcuni sardi, aveva concentrato la sua attività nel centro di Olbia. Il gruppo era composto da una trentina di ragazze, fra cui alcune minorenni, provenienti dall’Europa dell’Est, che venivano fatte ruotare fra Cagliari, Olbia, Milano, Firenze, Roma, Reggio Calabria e Napoli.
 Le ragazze, una volta giunte in Italia, venivano private dei cellulari e dei documenti personali, quindi segregate, picchiate, minacciate e violentate. Quando qualcuna di esse non guadagnava abbastanza, veniva lasciata senza mangiare ed era costrette a elemosinare il cibo. Le ragazze, rumene, bulgare, ucraine e moldave, venivano convinte a lasciare il loro paese di origine con la promessa di un lavoro, ma in alcuni casi “comprate” da altre organizzazioni e pagate attraverso agenzie di money transfer. Le giovani erano costrette a prostituirsi in alcuni appartamenti del centro, in via Roma, via Genova e in via Aldo Moro, dove l’epicentro era un rifornitore di carburante. Una delle vittime della tratta delle bianche scoperta dai carabinieri di Olbia era la rumena Vasilica Daniela Barbulescu, 19 anni, uccisa l’11 settembre del 2007 dall’agricoltore Daniele Mereu, davanti al cimitero di San Michele, a Cagliari. L’uomo, poco dopo l’omicidio, si era impiccato per il rimorso. L’insediamento degli albanesi in città fece scoppiare la guerra per il possesso del territorio.
 Gli albanesi puntano al controllo totale, facendo pagare il pizzo alle altre organizzazioni, utilizzando metodi spicci e brutali. La città vide combattersi prostitute bianche e di colore, poi si arrivò alla tregua con gli sfruttatori africani.
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2009

Guerra totale ai noleggiatori irregolari

La guardia di finanza intensifica i controlli e setaccia i registri dei Comuni

21 ol abus 200109di LUCA ROJCH
 OLBIA. La guardia di finanza all’inseguimento dei tassisti. Le fiamme gialle stringono le ganasce, fiscali, attorno alle ruote delle auto bianche, ma nel mirino finiscono in modo particolare i noleggi con conducente. Semaforo rosso per i furbetti del tassametro ora che gli uomini in grigio hanno dichiarato guerra totale a volante selvaggio.
 Controlli severissimi per tassisti e noleggi con conducente. Le fiamme gialle di Olbia, guidate dal comandante Cesare Antuofermo, non aspettano che i mesi caldi e il superlavoro intasino le strade della Costa Smeralda. Già da oggi vanno alla caccia degli irregolari. In modo particolare le fiamme gialle vogliono stroncare i noleggiatori abusivi. Per legge dovrebbero lavorare solo nei comuni che hanno rilasciato loro la licenza, o al massimo dovrebbero ogni giorno, finito il servizio ritornare con la macchina nel centro di appartenenza. Per fare un esempio. Un noleggiatore del sud dell’isola potrebbe anche accompagnare un cliente a Porto Cervo. Ma punto di partenza di mattina e di ritorno la sera dovrebbe essere sempre il garage nel sud dell’isola. In pochi sembrano mettere a fuoco la legge. In troppi con licenze rilasciate da comuni dell’Ogliastra, del cagliaritano e del nuorese, lavorano per tutta l’estate in Costa Smeralda. Il danno per tassisti e noleggiatori regolari è incalcolabile. La finanza già da qualche anno colpisce duro i furbetti. Si arriva sino al sequestro giudiziario della macchina. Ma il provvedimento non sembra scoraggiare chi vive tra le righe della legge. Le fiamme gialle non si scoraggiano. Alzano il tiro e da qualche settimana hanno cominciato una nuova attività di controllo dei registri nei Comuni. La guardia di finanza verifica se tutte le autorizzazioni per l’attività di noleggio con conducente siano regolari e giustificate. Ma il comando di Cala Saccaia porta avanti anche altri accertamenti per capire se oltre alle irregolarità amministrative ce ne siano altre di tipo penale. Un’attività di controllo certosino che nelle prossime settimane dovrebbe dare risultati clamorosi.
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2009

Arresti domiciliari al barista con la coca

23 ol bar 200109 22 ol bar 200109OLBIA. Ha scelto la strada del silenzio, Silvio Addis, il barista di 37 anni che era stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’udienza di convalida dell’arresto. Il giudice del tribunale di Tempio, Vincenzo Cristiano, ha convalidato il fermo della polizia e ha concesso per Addis gli arresti domiciliari, come richiesto dal suo difensore, l’avvocato Pietro Carzedda. Addis è stato arrestato tre giorni fa dalla polizia che a casa sua aveva trovato 285 grammi di cocaina, sostanza da taglio e un bilancino di precisione.
 Gli agenti del commissariato di Olbia, guidati dal vicequestore Fernando Spinici, avevano fermato l’uomo all’uscita di casa sua. Dopo un primo controllo avevano deciso di perquisire anche la sua abitazione alla periferia della città. All’interno dell’appartamento avevano trovato la cocaina. La droga era avvolta con del cellophane. Una parte della coca, che ha un’elevato grado di purezza, era in “pietra”, doveva essere ancora tagliata. Secondo la polizia sul mercato la droga avrebbe fruttato almeno 60 mila euro. Gli agenti seguivano da tempo il giovane che lavora nel bar di famiglia in via Aldo Moro. L’Harry’s. A fine giugno il locale, frequentato anche da politici, aveva subito un attentato, che era riuscito solo in minima parte. Gli attentatori avevano provato a bruciare il locale. La polizia, che si era occupata del caso, aveva trovato le bottiglie cariche di benzina, abbandonate nella fuga nel retro del locale. Il bar, molto frequentato da politici e imprenditori, aveva subito solo qualche danno ai bagni, distrutti dalle fiamme. Il rogo era partito dal retro del locale alle 3 del mattino. Qualcuno aveva scavalcato il muro di un giardino alle spalle del bar. Con sé aveva portato delle bottiglie cariche di liquido infiammabile. I malviventi avevano spaccato le finestre dei bagni, nel retro. Versata la benzina e avevano dato fuoco. Gli inquilini avevano chiamato il 115. Dalle finestre usciva un fumo nero. Subito erano arrivati i vigili del fuoco e la polizia. I pompieri erano riusciti a sollevare la saracinesca e spegnere le fiamme.
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2009
  Sfratto nel complesso dei Triangoli

26 ol sfratto 200109 OLBIA. Gli uomini della polizia locale sono arrivati di primo mattino, con i tecnici che dovevano eseguire lo sfratto. Hanno bussato alla porta di uno degli appartamenti del condominio dei Triangoli, a Isticadeddu. L’edificio è al centro di una complicatissima querelle giudiziaria. Lo sfratto non c’è stato. Un errore nelle operazioni di notifica ha reso impossibile l’esecuzione del provvedimento. Ma da questo errore potrebbe arrivare la salvezza per la famiglia albanese che deve lasciare lo stabile. Gli agenti della polizia locale, guidati dal comandante Pierpaolo Marullo e coordinati dall’assessore Michele Fiori, hanno scoperto che c’è una bambina con meno di un anno all’interno della famiglia da sfrattare. Tutto si ferma, contattati i servizi sociali. (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2009

Gasdotto, al via il confronto: una conferenza il 2 febbraio

27 gasdotto 200109di LUCA ROJCH
 OLBIA. Il progetto per la centrale va a tutto gas. Il 2 febbraio ci sarà una conferenza di servizi per discutere sul gasdotto, il tubone a metano che attraversa da parte a parte l’isola. Forse il giorno della verità in cui sarà possibile portare al tavolo delle trattative dubbi e contestazioni contro il maxi progetto per la struttura che inscatola il gas. I ribelli sono già sul piede di guerra, mentre l’amministrazione non ha preso posizione ufficiale. Fino a oggi la centrale ha fatto il pieno al massimo di critiche anche da parte della politica.
 Ma fino a oggi, a parte posizioni dei singoli, non c’è stata una discussione che ha portato a una posizione ufficiale dell’amministrazione. «Per questo ho chiesto al presidente del consiglio comunale, Tonino Pizzadili - spiega il sindaco Gianni Giovannelli -, di trovare la formula migliore per poter aprire un dibattito a tutto il consiglio comunale». Giovannelli preferisce non sbilanciarsi sulla futura centrale del gas da 15 ettari che dovrebbe sorgere a Spiritu Santu. Un gigante che deve inscatolare il gas, comprimerlo e spararlo ad alta pressione oltre Tirreno. L’incontro pubblico con i tenici della Galsi di un paio di mesi fa non sembra avere convinto nessuno. Le spiegazioni degli ingegneri della società che deve costruire gasdotto e stazioni di pompaggio dall’Algeria fino alla Toscana, via Sardegna, non sembrano avere convinto nessuno. I tecnici hanno assicurato che la mega stazione sarà silenziosa, pulita e sicurissima. L’unico neo è l’impatto visivo. Difficile cancellare ciminiere alte 15 metri e 15 ettari di stazioni di compressione, turbine elettriche e condotte. Al tavolo saranno invitati i comuni che sono interessati dal passaggio del gasdotto, la Provincia, la Regione, i rappresentanti del consorzio Galsi e quelli del ministero. «Per ora posso solo affermare che ci riuniremo prima in maggioranza, poi con il resto del consiglio comunale per discutere sulle osservazioni e sulla linea da tenere - dice il sindaco -. Fino a quando non ci saremo consultati preferisco non sbilanciarmi». Giovannelli fa pretattica, ma il popolo degli anti centrale non aspetta la presa di posizione del Comune. Esiste un comitato che contesta la creazione della centrale incastrata tra il nuovo ospedale, il San Raffaele, l’area di pregio delle Saline e la frazione di Murta Maria. «Il 2 febbraio andrò a rappresentare le ragioni della città con un mandato preciso - continua Giovannelli -. Prima di quella data ci sarà un’indicazione dell’aula, come del resto è sempre avvenuto per i fatti di maggiore rilievo».
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  da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2009

Domenica il comizio di Berlusconi

Pdl, i candidati in coro: «Cancelleremo le leggi nemiche della Gallura»

  28 ol candid 200109OLBIA. Settimo Nizzi ha già adocchiato una macchina distruggi-documenti, lui è sicurissimo che la userà nei prossimi mesi per tritare le leggi approvate da Renato Soru e intanto annuncia che domenica alle 10,30 Silvio Berlusconi sarà al palazzetto del Melià. «Cancelleremo le leggi che hanno bloccato la Gallura - tuona -. Soru è solo un bugiardo». L’onorevole regala un po’ di frizzante spettacolo in una presentazione epurata dalle tossine pre-elettorali. Per la stampa solo sorrisi e la versione buona del Pdl. A fare da padrone di casa il cooridinatore provinciale Fedele Sanciu. «Abbiamo concentrato nella lista le forze migliori - afferma -. Abbiamo una lista fortissima che rappresenta tutto il territorio». Ma la ribalta è tutta per i 5 cavalieri azzurri. Emozionato Gianfranco Bardanzellu. «I punti principali della mia campagna - precisa il consigliere comunale - saranno incentrati sulla viabilità e sull’ambiente». Si fa largo l’unica donna candidata, Marisa Careddu. Il sindaco di Luras fa capire da subito di avere vestito i panni da cavaliere azzurro. «Dobbiamo cancellare l’esperienza infelice del governo Soru - dice - Ci sono precise priorità. Dalla crisi del granito a quella del sughero, alla rete viaria insufficiente». Si è già tuffato con entusiasmo nell’avventura del Pdl anche l’uscente Renato Lai. «Dobbiamo segnare il cambiamento - afferma Lai -, dobbiamo sostenere una Sardegna diversa che crede in uno sviluppo compatibile, crede in Ugo Cappellacci. Dobbiamo far ripartire la Gallura». Matteo Sanna, il più gallurese dei candidati, ha messo in primo piano la crisi economica. «Soru ha bloccato lo sviluppo - afferma -, un malgoverno lungo 4 anni che non si deve ripetere». L’ultimo candidato, il primario di ortopedia, Peppino Mela, mostra da subito il passo del politico. Discorso asciutto, fatto di contenuti. «Non condivido la politica del governatore - dice -. Anche dal punto di vista della sanità. Su 800 milioni di euro per il sistema ospedaliero ha destinato solo 16 milioni alla Gallura». (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 18 GENNAIO 2009

Olbia candidata a ospitare il Camel trophy? 9 ol buvhe 180109 
 Il Camel Trophy è una manifestazione che si disputa su strade disagiate e sconnesse a cui possono partecipare i fuoristrada. Olbia potrebbe ospitare la nuova edizione: le buche nelle strade non mancano. Come questa tratto che collega la Olbia-Sassari alla Olbia-Loiri dove anche un automobilista mite può trasformarsi in grande rallysta.
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 18 GENNAIO 2009

LA CRISI DELLA COMPAGNIA AEREA

Meridiana, l’Aga Khan snobba la Regione

Nessun riferimento all’ingresso della Sfirs nel capitale. La Cgil: ora parli Cappellacci

Nella lettera al sindaco ignorata la proposta avanzata da Soru

di Guido Piga

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OLBIA. «Dobbiamo tutti unirci, mano nella mano, per salvare Meridiana». Tutti tranne una, la Regione. L’unica ignorata dall’Aga Khan, nella lettera di quattro pagine scritta al sindaco di Olbia. Nessun cenno alla costituzione di una società con la Sfirs, la finanziaria regionale, per la manutenzione degli aerei. Nessun riferimento alla proposta, avanzata dall’ex governatore Soru, per l’ingresso della Sfirs nel capitale della compagnia. Sarà per via della campagna elettorale. Comunque è un caso.
 Karim ha chiesto agli stakeholder di Meridiana (i “portatori di interessi”, come gli azionisti, i dipedenti, le amministrazioni pubbliche) di aiutare l’azienda nel percorso, difficile, di salvezza e crescita. Ha citato il «completamento della nuova aerostazione per l’aviazione generale: sarà il primo benvenuto per gli illustri ospiti del G8». Si è poi soffermato, manifestando fiducia nel Comune e nella Geasar, sull’ambizioso «progetto di un campus universitario per la formazione di professionalità aeronautiche».
 Sulla società in fase di costituzione per le manutenzioni, nulla. Sulle trattative con la Sfirs per l’ingresso della finanziaria nel capitale di Meridiana, nulla. La Sfirs ha aperto un dossier sui rapporti con Meridiana mesi fa e Soru, parlando a Olbia la settimana scorsa davanti ai dipendenti della compagnia, non ha fatto altro che confermare l’indicazione a suo tempo data alla finanziaria regionale. Semmai, ha aggiunto che la Regione potrebbe arrivare fino al 49 per cento di Meridiana, a condizione che il vettore apra nuove destinazioni internazionali verso la Sardegna. E sempre che l’Aga Khan voglia prendere in considerazione, lui da sempre alla ricerca di un socio forte, di avere al suo fianco un’amministrazione pubblica. Uno scenario che andrebbe a favore dei dipendenti-azionisti, detentori di un 16 per cento che dà loro solo il diritto di esprimere un consigliere d’amministrazione, e zero potere.
 E’ possibile che l’Aga Khan abbia voluto evitare di citare la Regione per non prendere parte nella campagna per le regionali, così come è nel suo stile, direbbe il consigliere Claudio Miorelli. Ma, proprio sfruttando l’occasione elettorale, la Cgil prima attacca duramente il management, poi chiede chiarezza ai due principali candidati al palazzo di viale Trento a Cagliari. «Un’azienda cresce grazie alle lavoratrici e ai lavoratori, non contro di loro - scrive al presidente Franco Trivi il segretario nazionale della Cgil-trasporti Mauro Rossi -. Ci siamo resi disponibili a negoziare il rinnovo dei contratti, a fare accordi transitori, ma tutte richieste cadute nel vuoto perché nella dirigenza c’è la convinzione che le scelte si impongono con la violenza». Compresi i licenziamenti. Perché, in attesa di quelli annunciati, 145 tra piloti e assistenti di volo che andranno a casa se entro gennaio non ci sarà un’intesa al ministero, Meridiana ne ha già fatto alcuni. «Chiediamo l’immediato reintegro dei lavoratori ingiustamente licenziati - scrive Rossi - pronti a sostenere ogni mezzo conflittuale legittimo contro ogni ipotesi anche di un solo licenziamento».
 Dalla parole ai fatti: domani i lavoratori di Meridiana (piloti, assistenti di volo, tecnici, amministrativi) scioperanno per 24 ore. «Due cose - precisa Giancarlo Palanghi, segretario provinciale della Cgil-trasporti -: lo facciamo per chiedere all’azienda un piano industriale e per chiedere ai candidati alle regionali che cosa intendono proporre per Meridiana. Soru si è pronunciato e gli chiederemo un confronto. Cappellacci ancora no, vorremmo sapere come pensa di aiutare la compagnia aerea della Sardegna».
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 18 GENNAIO 2009

Raccolte di sangue, un anno boom

L’autosufficienza è stata raggiunta, eppure ancora non basta

SANITA’ Mulas: punteremo sui giovani

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di STEFANIA PUORRO
 OLBIA. Seimilaseicentocinquantacinque sacche di sangue raccolte nel 2008 in Gallura. E nessuna acquistata da altre regioni. Non era mai accaduto. E’ il risultato di un’autosufficienza inseguita da tempo e ora raggiunta. Eppure non basta. Va incrementato il numero dei donatori, vanno “inseguiti” quelli che donano soltanto una volta all’anno, affinché si presentino al centro trasfusionale almeno due volte in 365 giorni. Il traguardo toccato rappresenta una svolta, dà ottimismo. Ma ci sono nuove sfide da combattere e si devono mettere in campo nuove campagne di sensibilizzazione rivolte soprattutto ai giovani.
 A tracciare un bilancio e soprattutto a parlare di ciò che è necessario fare per il futuro è Pino Mulas, direttore del Centro trasfusionale aziendale. «Il risultato raggiunto è importantissimo - dice -. Ma per il 2009 si deve fare di più. Attraverso il progetto Aquilone, si doveva capire come mai in Sardegna non si superassero le 4 donazioni annue ogni cento abitanti, nonostante l’alto numero dei donatori e tenendo conto della forte esigenza di sangue per la presenza della talassemia. Situazione, questa, che costringeva a importare dalle 30 alle 35mila unità di sangue. Nel nostro territorio, quindi, ci siamo posti un obiettivo: arrivare a 5 donazioni ogni 100 abitanti. E per percorrere questo cammino, abbiamo puntato sul miglioramento del rapporto col donatore, garantendo un’accoglienza più accurata, potenziando e curando nei dettagli le raccolte esterne, rafforzando la collaborazione col l’Avis e coinvolgendo le amministrazioni comunali e l’intera società civile. Ed è in questa direzione che proseguiremo - continua Mulas - per trovare nuovi donatori e per far capire a quelli esistenti che il loro costante contributo è determinante. L’autosufficienza, infatti, va rafforzata per più motivi: primo tra tutti l’apertura del San Raffaele che, per le specialità di cui si occuperà, come ad esempio l’oncologia e la chirurgia vascolare, aumenterà necessariamente la richieste di sangue».
 Ma c’è un altro aspetto non trascurabile che ha contribuito a incrementare le raccolte di sangue in Gallura: la creazione di un centro trasfusionale aziendale del quale fanno parte due strutture, quella di Olbia e quella di Tempio. Nel centro trasfusionale di Tempio, nel 2008, sono state raccolte 921 sacche di sangue, con un incremento rispetto al 2007 superiore al 17 per cento. A Olbia, invece, sono state raccolte 5734 sacche di sangue e in questo caso l’aumento va oltre il 5 per cento.
 E così, la Asl 2, è riuscita a non importare nel 2008 neanche una sacca di sangue, mentre nel 2007 ne erano state acquistate 30 e nel 2005 addirittura 1224.
 Un grosso aiuto è arrivato dalle campagne estive: raccolte di sangue organizzate sulle spiagge che sono state rese possibili grazie alla collaborazione delle 18 sezioni Avis del territorio. E per l’inverno il Centro trasfusionale andrà nelle scuole «per sensibilizzare soprattutto i giovanissimi - precisa Mulas -, perché sono loro i donatori del futuro».
 La prossima settimana cominceranno gli incontri con gli studenti delle scuole superiori, poi si passerà alle medie.
 Migliorerà, a Olbia, anche la situazione logistica: nel centro trasfusionale, verrà allestita in tempi brevi una nuova sala donazioni e sono previsti una serie di interventi per tutelare la salute del donatore.
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commenti: ma basta o non basta? a quando l'articolo <<  L’autosufficienza è stata raggiunta, e ora basta >>

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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 18 GENNAIO 2009

Blitz di Comune e polizia a «Little Bucarest»

Per la prima volta viene violata la roccaforte dei rumeni nel cuore della città

di Luca Rojch

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 14 ol art 180109OLBIA. L’assalto a Litte Bucarest è come l’assedio a un castello di cartapesta. Il fortino è difeso da manipoli di affamati, accolgono i conquistatori più con speranza che ostilità. Gli inquilini dell’ex artiglieria guardano un po’ stupiti la parata di divise e autorità davanti al loro uscio. Non fuggono da quella che loro chiamano casa. Non organizzano nessun tipo di resistenza, ma osservano un po’ stupiti il clamore della visita fuori programma. Chi trova il coraggio di superare il cancello della disperazione trova l’abbraccio di degrado e miseria. Più che manganelli servono panini.
 L’esercito rumeno è in disarmo, ma ben organizzato. Gli abiti stesi al sole ad asciugare, odore di cibo sul fuoco. Le mura esterne della casermetta occupata sono state imbiancate di recente. Due mani di calce per risanare le pareti. Viene quasi da sorridere, manca la porta, il vetro della finestra è sfondato. Non c’è la luce. Ci vuole fantasia per definire il maldestro accampamento come casa.
 Il blitz è scattato a metà mattina, in testa il sindaco Gianni Giovannelli e l’assessore all’Urbanistica, Marzio Altana. Con loro una robusta armata di agenti della polizia guidati dal vicequestore Fernando Spinici e gli uomini della polizia locale, con in testa l’assessore Michele Fiori. La forza delle forze dà ai rumeni un’aria mite. Il sindaco si ferma a parlare con le prime persone che gli si fanno incontro. Più che un atto di forza una prima presa di contatto per capire lo stato di degrado dell’area. All’interno dell’artiglieria ci sono 14 caseggiati. Una parte delle casermette è occupata dai rumeni. In un paio sono custoditi i resti delle navi romane. L’erba alta impedisce di arrivare agli edifici vicini e di capire il loro stato di degrado. «Abbiamo deciso di fare un primo sopralluogo - spiega il sindaco Gianni Giovannelli -. In questi giorni definiremo gli ultimi dettagli e l’ex artiglieria sarà assegnata al Comune. Lunedì incontrerò il responsabile della soprintendenza Rubens D’Oriano. Con lui discuteremo anche dei capannoni che sono occupati dal ministero e dovranno essere destinati alla custodia e alla conservazione dei preziosissimi reperti. Ci sono otto ettari nel cuore della città che costituiscono un patrimonio importante per tutta Olbia. Sono molto felice che le forze dell’ordine abbiano dato la loro disponibilità e una risposta così celere alle sollecitazioni dell’amministrazione». Qualche parola anche sul futuro della struttura. «È ancora troppo presto per dire cosa si farà in quest’area - continua Giovannelli -. A decidere sul loro futuro utilizzo sarà prima la maggioranza, poi tutto il consiglio comunale. Se posso esprimere una mia idea, credo che si possa creare una area aperta alla città. Ma non dobbiamo fare un doppione del Fausto Noce. Il parco è già un valore aggiunto per Olbia, non dobbiamo fare inutili sovrapposizioni. È più intelligente puntare su qualcosa di differente come una cittadella della cultura immersa nel verde in cui musica, storia, archeologia, natura si possano fondere in una realtà armonica. Adesso dobbiamo aspettare gli ultimi passaggi burocratici perché il bene finisca nelle mani del Comune. Tra qualche giorno tutto l’iter sarà completato». La visita all’ex artiglieria dura un paio d’ore, poi i padroni di casa, ancora per poco, riprendono il possesso del loro dominio. Le auto della polizia ripassano dal cancello sfondato dall’esercito dei disperati. Little Bucarest resta in piedi.
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 18 GENNAIO 2009

Tutti gli olbiesi di Forza Italia fuori dalle liste

Dopo aver eletto 15 consiglieri comunali non avrà alcun rappresentante a Cagliari

Polemiche anche in An: Matteo Sanna contesta Gianfranco Bardanzellu

  16 ol elez 180109 17 ol elez 180109 18 ol elez 180109  16 ol pd 150109

di ENRICO GAVIANO
 OLBIA. Candidature e veleni. Le regionali sono destinate a lasciare strascichi dopo il voto del 15 e 16 febbraio. E se nella lista del Pd l’area Ds è evaporata in una nuvola ovviamente rossa, nel Pdl non mancano i problemi. A cominciare dalla scomparsa prematura (cioè quando ancora il nuovo partito non è manco nato) dell’anima di Forza Italia olbiese. Per continuare con i rancori fra vecchi camerati di An.
 La consegna, fra gli azzurri, è quella di pedalare tutti per portare a casa il maggior numero di voti. Ma il dato politico è evidente. Degli uomini che hanno fatto la storia di Forza Italia a Olbia non c’è traccia. Tutti sacrificati dalle severe regole dettate dai consoli Fedele Sanciu e Settimo Nizzi. Il primo ha voluto che venisse candidato il primario di ortopedia Peppino Mela, in ossequio ai desideri di Berlusconi di presentare volti della società civile. Il secondo invece ha puntato su Gianfranco Bardanzellu, un po’ perché capogruppo Pdl in consiglio comunale, un po’ perché parente. Fatto sta che la corazzata Forza Italia, che in città ha eletto nel 2005 tutti e 5 i suoi consiglieri provinciali e lo scorso anno addirittura 15 (quindici!) consiglieri comunali su 40, non ha alcun rappresentante.
 Sono state bruciate in un falò le speranze concrete di uomini come Tonino Pizzadili, che resterà a dispetto di Giampiero Mura presidente del consiglio comunale, Livio Fideli (seconda bocciatura dopo quella di candidato a sindaco) e del fedelissimo (a Nizzi) Giampiero Palitta.
 I tre, ad onor del vero, non protestano. Anzi, sono pronti a dare il loro contributo per la campagna elettorale. «Direi bugie - ammette Pizzadili - se non dicessi che mi sarebbe piaciuto essere candidato. Ma non ci sono problemi, sono a disposizione per dare una mano». Idem come sopra Fideli. «Ho dato la mia disponibilità per esser candidato, ma le scelte sono state altre. Sono sereno e tranquillo». Infine Palitta. «La scelta di Bardanzellu è stata presa in maniera molto democratica: il gruppo si è riunito e ha deciso per lui. Tutti insieme ora daremo il nostro sostegno per farlo eleggere». Le polemiche non sono consentite, evidentemente, nel partito della libertà. Magari le scorie sono finite sotto il tappeto, pronte a saltar fuori alla prima occasione. Anche l’arzachenese Giovanni Pileri, consigliere regionale uscente, non è stato ricandidato. Lui ha accusato prima il colpo, poi si è candidato con i Riformatori. «Di quanto successo parleremo dopo le elezioni - facendo capire che la storia non è chiusa qui -. Ho dato il mio contributo e pensavo di meritare la riconferma. Ma resto fedele al progetto Pdl».
 Progetto che piace anche a Matteo Sanna, candidato dell’area An, che non ha gradito però l’inserimento di Bardanzellu. Da Roma era arrivata l’indicazione di non candidare fuoriusciti di An in quota Forza Italia. Ma il gruppo consiliare del Pdl a Olbia, capeggiato da Nizzi, ha fatto fuoco e fiamme. Riuscendo alla fine nell’intento e aggiudicandosi la vittoria di tappa. Ma, fanno sapere da An, il giro è ancora lungo...
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commenti di elettori passivi :- A Olbia non ci sono più gli Olbiesi Doc; i candidati veri: provengono dagli Stazzi Uniti della Gallura

 
da La Nuova Sardegna DOMENICA, 18 GENNAIO 2009

Al tribunale di Tempio scoppia il caso Diliberto (Pdci)

In campo 78 candidati suddivisi in sedici liste

  19 ol cand 180109  20 ol cand 18010921 ol cand 180109OLBIA. Chiusura ieri alle 12 per la presentazione delle liste al tribunale di Tempio: sono 16 con 78 candidati. Quasi certa l’esclusione di Malu Entu, che ha presentato a supporto appena 2 firme. Contestata anche la lista dei Comunisti, perché il capolista Oliviero Diliberto è residente a Roma e non in Sardegna, come previsto dallo Statuto sardo. Se l’ex guardasigilli verrà escluso resteranno quattro candidati (Elias Vacca, Giovanni Cocco, Lucio Giganti e Luca Vitiello). Dopo Irs, Pdl e Riformatori, liste presentate venerdì, ieri è toccato alle altre, a cominciare da Sardegna Unita e Rifondazione che hanno confermato i nomi già anticipati. A seguire i Socialisti con Claudio Addis, Antonio Impagliazzo, Gian Vito Marongiu, Silvano Muzzeddu e Pierpaolo Scano. Poi la Sinistra con Natale Tedde capolista e il Pd che ha Lina Rosa Antona capolista e uno dei due giornalisti in lizza (Alessandro Pirina) mentre l’altro è Vito Fiori nell’Idv con Giommaria Uggias, GianMario Addis, Maria Pia Zonca e Luciano Dessena. Il Psd’az presenta Salvatore Murgia, Miranda Zen, Gianni Careddu Panu, Antonello Loriga e Francesco Manca. Quattro candidati per Insieme per le Autonomie (Mpa più La Destra) con Franco Cuccureddu, sindaco di Castelsardo, Michele Di Cristo, l’ex sindaco della Maddalena Rosanna Giudice e Ornella Quidacciolu. Quindi l’Udc con la lista confermata e Pina Gallittu capolista. I Rossomori (i sardisti con Soru) confermano fra i candidati Francesco Pilu dei Cordas e cannas. Ultima lista Unidade Indipendentista con Antonio Fancello, Bruno Bellomonte, Domenico Casula, Gion Loi e Mattia Sabino.
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 18 GENNAIO 2009

Si riaccende il Carnevale olbiese

Aperte le iscrizioni per la sfilata dei carri di martedì grasso

28 ol carn 180109 22 ol carn 180109 OLBIA. Manca oltre un mese alla kermesse più attesa dell’anno, ma già fervono i preparativi nella sede degli Amici del Carnevale Olbiese. L’associazione che ha dato nuovo impulso a Olbia all’evento ha già avviato le iscrizioni per i carri. Si attendono le adesioni di numerosi gruppi, augurandosi che la fantasia dei giovani e dei maestri carrascialai sia ancora una volta all’altezza. L’associazione “Amici del Carnevale olbiese”, comunque accende i motori della macchina organizzativa e per l’ottava edizione della festa in maschera.
 Dalla prossima settimana saranno aperte le iscrizioni dei giganti di cartapesta che dovranno sfilare per le strade della città il 24 febbraio 2008, martedì grasso. Per aderire all’iniziativa basterà andare nella sede dell’associazione, in via Torino. In sede sarà possibile avere maggiori informazioni su tutto quello che occorre fare per partecipare, ma per avere notizie è possibile anche contattare telefonicamente gli Amici del Carnevale olbiese componendo il numero 0789/25680.
 Come al solito nessun tema obbligatorio, dunque la fantasia dei costruttori potrà sbizzarrirsi liberamente. Nella sede di via Torino, il comitato sta già lavorando al nuovo percorso del defilè in maschera e al programma della settimana dedicata al divertimento.
 «Vorremo venire incontro alla città e aumentare il numero delle sfilate - sottolinea Stefano Canu, presidente dell’Associazione Amici del Carnevale olbiese -. Discuteremo con i capigruppo e decideremo insieme se iniziare da questa edizione a fare doppia sfilata. Se sarà così, pensiamo di fare la prima sfilata la domenica e l’altra, quella tradizionale, il martedì».
 A supporto dell’attività degli Amici del canrevale, anche nel 2009 andranno nelle casse dell’Associazione i contributi in denaro sia dell’amministrazione della Provincia di Olbia-Tempio sia del Comune di Olbia.
 Per l’edizione 2009 restano confermate la sfilata del martedì grasso, la storica frittellata in piazza e la giornata dell’abbuffata di fave e lardo (i cui quantitativi, visto il grande afflusso di persone delle passate edizioni, verrà aumentato) e la festa dei bambini in piazza. Per i gruppi che hanno partecipato alle passate edizioni il comitato ha previsto un piccolo finanziamento per la costruzione del nuovo carro.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 16 GENNAIO 2009

Traffico record all’Isola Bianca le crociere sono la carta vincente

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di Marco Bittau

OLBIA. L’Isola Bianca è sempre la regina dei porti, ma per i traffici marittimi nel nord Sardegna non è tutto rose e fiori. Il dato complessivo è di tutto rilievo: quasi 6 milioni di passeggeri, poco meno di 2 milioni di auto, 12 milioni di tonnellate di merci, 11.500 navi in movimento a Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres. Non mancano però i punti critici e il bilancio 2008 evidenzia una crescita non omogenea dei traffici. Così se l’Isola Bianca cresce, confermando un trend positivo ormai consolidato, Golfo Aranci e Porto Torres invece segnano il passo, sia sul fronte passeggeri che su quello merci.
 Dunque, Olbia sorride: all’Isola Bianca i passeggeri crescono del 2,07% rispetto al 2007 (3.820.001 a fronte dei 3.742.657 dell’anno precedente). Incremento del 2,71% anche sulle navi di linea, che passano da 7.390 a 7.590, e sulle vetture al seguito (auto e camper) che crescono del 5,62% (1.176.352 del 2007 contro 1.242.477 di quest’anno).
 Pollice verso, invece, per Golfo Aranci (non è una novità): la perdita sui passeggeri si attesta attorno al 13,13% (821.284 a fronte dei 945.388 del 2007), con una ripresa nei mesi di ottobre, novembre e dicembre che segnano rispettivamente più 39,90, più 5,99 e più 6,78%. Resta comunque in evidenza il calo delle navi in movimento che da 2.253 del 2007 passano a 1.778, con un meno 21,08%. Le vetture al seguito scendono, invece, del 4,21%.
 Male anche Porto Torres che, sempre sul versante del traffico passeggeri, chiude in negativo il 2008 con circa 100 mila unità in meno, per un calo percentuale dell’11,39. Le navi in movimento sono state 1.727, un nove per cento in meno rispetto al 2007. A queste si aggiungono altre 1091 navi merci, il 13% in meno dello scorso anno.
 Dal traffico passeggeri alla grande vena d’oro delle crociere il passo è breve. Il 2008 è stato l’anno del raddoppio degli alberghi galleggianti a Olbia. Se il 2007 ha chiuso con 54 scali e 101.882 passeggeri all’Isola Bianca, dal 21 marzo al 31 ottobre 2008 le navi in calendario sono state 107 e i crocieristi 209.536 (circa 27 mila escursionisti).
 Oggi più che mai all’orizzonte dell’Isola Bianca c’è la prospettiva di diventare home port abbandonando il limbo del mero scalo di transito. In questo senso, gli accordi raggiunti con la compagnia Msc, che per il 2009 sarà a Olbia con l’inedita formula dello stop over, cioè scali con un pacchetto turistico che prevede il soggiorno, per una settimana, negli alberghi convenzionati della Gallura, prima di riprendere il viaggio. Una promozione inedita del territorio dal punto di vista di un settore non ancora esplorato, ma che inizia a dare i primi frutti.
 Dati alla mano, se il 2008 è stato positivo il 2009 preannuncia addirittura scintille: la bozza di calendario accosti, infatti, prevede già 150 navi in arrivo a Olbia già dal 7 marzo e sino al 17 novembre. E siccome il circuito delle crociere è una macchina che non si ferma più, per il 2010 l’Autorità portuale ha già ricevuto la prenotazione per 43 accosti da parte di uno dei più importanti armatori turistici.
 Per quanto riguarda il settore merci, tutti e tre i porti hanno registrato un calo consistente, principalmente legato al caro carburante che ha contraddistinto i primi dieci mesi dell’anno e alla crisi dell’industria, a cominciare dal polo chimico di Porto Torres.
 Resiste il trasporto di Tir e autocarri che, ad Olbia, aumenta del 3,82%, a fronte però di una perdita del 10,51% sulle tonnellate di merce trasportata. In caduta libera Golfo Aranci con la dismissione del traffico ferroviario. Meno 58,53% sui carri (dai 16.285 del 2007 a 6.754 del 2008) e un meno 58,58% sulle tonnellate trasportate. Per quanto riguarda Porto Torres, crolla il trasporto delle merci liquide (quelle che maggiormente interessano il settore della chimica) con l’import-export ridotto del 34,75%, circa un milione e duecentomila tonnellate in meno. Per quanto riguarda invece le rinfuse solide, le tonnellate in meno rispetto al 2007 sono circa 700 mila, con una diminuzione del 24,34%.

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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 16 GENNAIO 2009

«Licenziati e ignorati dalla Corridoni»

La protesta dei lavoratori della compagnia, senza lavoro da un anno

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OLBIA. «La compagnia portuale ci ha licenziato un anno fa. Motivazione: con la chiusura della Palmera, erano diminuite le commesse e non c’era più lavoro a sufficienza per tutti. Bene, la portuale adesso sta facendo delle assunzioni e il presidente non ci ha mai contattato. E’ un atteggiamento inqualificabile e inaccettabile». Un gruppo degli operai licenziati, in tutto dieci, denuncia senza riserve la discriminazione subita.
 La vicenda comincia un anno fa. La compagnia portuale ha dichiarato lo stato di crisi. Il presidente Angelo Pileri l’ha motivata con la fine del rapporto di lavoro con la Palmera, la fabbrica del tonno che è scomparsa alla fine del 2007. Senza più le ingenti quantità di tonno da scaricare - è stata la sua versione - era necessario ridurre l’organico della compagnia Corridoni, pena metterne a rischio la tenuta finanziaria. Dieci lavoratori sono stati mandati in mobilità per due anni, il che, fuori dal linguaggio della legge, vuol dire licenziati.
 Alcuni di loro sono stati richiami, la scorsa estate, per una settimana: servivano operai per scaricare le navi del tonno destinato all’Ad do Mar, l’industria del tonno che ha riavviato lo stabilimento ex Palmera. Poi, più nulla.
 «Adesso abbiamo scoperto che la compagnia sta facendo delle assunzioni, alcune a tempo, altre a tempo indeterminato - protesta un gruppo di licenziati -. Nessuno di noi è stato contattato, questo è un atteggiamento gravissimo di discriminazione nei nostri confronti».
 I lavoratori, alcuni dei quali padri di famiglia, ce l’hanno soprattutto con il presidente Pileri. «La colpa è tutta sua, perché è lui che si è inventato una crisi per poter mandare via i lavoratori maggiormente sindacalizzati o che avevano più coscienza dei propri diritti e chiedevano che venissero tutelati».
 E i sindacati? Il gruppo dei lavoratori si è rivolto alle proprie organizzazioni ma, ammettono, «non abbiamo ottenuto le risposte che ci aspettavamo. Ed è per questo che abbiamo deciso di denunciare pubblicamente l’incredibile situazione che si sta vivendo nella compagnia portuale. Non c’è crisi - continuano i lavoratori -, perché il traffico al porto è sempre in aumento e infatti la portuale ha bisogno di operai e li sta assumendo.
 «Vorremmo capire dal presidente della portuale Pileri perché non ci ha chiesto di tornare a lavorare - concludono i licenziati -. Vorremmo che lui spiegasse perché ci ha sempre ignorati, preferendo assumere altri lavoratori. Credo che almeno questo sia un nostro diritto, viste le difficoltà in cui siamo costretti a vivere a causa del licenziamento».
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 16 GENNAIO 2009

I CANTIERI

Nel 2009 la nuova sede dell’Authority

 OLBIA. Inaugurati lo scorso maggio il molo 9 (187 metri di lunghezza) dedicato alle navi da crociera e il viale Isola Bianca fresco di restyling, per lo scalo olbiese il 2009 si preannuncia come l’anno dei grandi cantieri. Si comincia con la nuova sede dell’Autorità portuale, a fianco alla stazione marittima che oggi ospita gli uffici dell’ente. Sempre per quanto riguarda le infrastrutture portuali, entro la primavera 2009 verrà consegnato uno dei due moli da 275 metri. I lavori, iniziati nel 2007, sono stati finanziati con circa 25 milioni di euro e affidati alle imprese Cidonio e Pin. Dal ministero delle Infrastrutture l’Autorità portuale ha inoltre ottenuto il via libera per l’approfondimento dei fondali da 8 a 10 metri, progetto finanziato con altri 11 milioni di euro. C’è poi il complesso dell’ex Sep (il Servizio escavazione porti): dopo dieci mesi di bonifica l’Autorità Portuale è entrata in possesso dell’area (17mila metri quadri) dell’ex Genio civile. Dodici gli edifici bonificati e messi in sicurezza, per un totale di circa 400 mila euro finanziati interamente dall’ente. Entro il secondo semestre 2009 si prevede la conclusione dei lavori di ristrutturazione e di riqualificazione grazie a un finanziamento ministeriale di circa 3 milioni di euro. Il complesso verrà concesso in comodato gratuito a un istituto per la formazione professionale e specialistico nel settore della nautica. (m.b.)
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 16 GENNAIO 2009

Il Pd vara la squadra ma gli manca l’ala sinistra

Ultimo tassello in lista Lina Rosa Antona, che prende il posto della sorella Angela

        13 OL PD 160109 12 OL PD 160109 14 OL PD 160109 16 ol pd 150109

di ENRICO GAVIANO
 OLBIA. Alla fine la lista del Partito democratico gallurese è stata partorita. I cinque candidati sono la capolista Lina Rosa Antona, seguita da Pierluigi Caria, Elio Corda, Alessandro Pirina e Sebastiano Pirredda. Gli ultimi quattro erano già stati decisi da due giorni, ma a bloccare tutto è stato il nome della donna. Angela Antona, scelta in un primo momento, ha rifiutato. Così lo stato maggiore del Pd, nell’affannosa ricerca del tappabuchi, si è trasformato un po’ nel Ciccio Ingrassia di «Amarcord» che appeso a un albero urlava: voglio una donnaaaaa. Che, per questioni di equilibri territoriali, doveva essere dell’Alta Gallura. Sino a che è stata convinta la sorella di Angela Antona, appunto Lina Rosa, presidente dell’Ute tempiese.
 Partenza falsa, insomma, per il Pd gallurese. E non solo per il finale un po’ comico. Ma anche per la distribuzione delle forze all’interno della lista La Margherita si è trasformata in pianta carnivora, mangiandosi tutta la radice sinistra del Pd provinciale. Dei cinque candidati, infatti, quattro sono di estrazione Margherita o comunque indicati da quell’area. Intanto Pierluigi Caria, che è stato consigliere comunale a Olbia e Sebastiano Pirredda, attuale assessore provinciale. Lina Rosa Antona è stato nel 2005 a un passo dall’essere candidata dalla Margherita a sindaco di Tempio, poi non se ne fece più nulla. Infine Alessandro Pirina, la scelta più coraggiosa e (finalmente) di rottura, ma anche in questo caso fatta dall’area centrista. Pirina è stato comunque tesserato nei Ds senza mai ricoprire ruoli di alcun tipo. Resta Elio Corda, consigliere uscente, ma la cui formazione politica è socialista. Proprio in quella parte dell’elettorato oltre che fra l’area degli scontenti Ds potrebbe pescare voti. In ogni caso, nonostante i mugugni e l’esclusione di tutti i personaggi che hanno lavorato e ricoperto cariche prima nel Pci, poi nel Pds e quindi nei Ds, quell’area ha già promesso l’impegno totale per la campagna elettorale, sperando magari di avere un’indicazione positiva almeno nel listino.
 La Sinistra sicuramente tenterà di spostare voti dall’area del malcontento, presentando una lista di cui fa parte Natale Tedde, penultimo segretario provinciale Ds, insieme all’imprenditore Angelo Cossu, l’arzachenese Daniela Sini, il medico di Buddusò Anna Vargiu e Tore Serra.
 Quasi chiusa anche la lista dei Rossomori alleati con i Verdi. Il capolista sarà l’ex segretario provinciale del Psd’az Angelo Filigheddu, con la verde arzachenese Katia Cano, il segretario cittadino dei verdi Giancarlo Cabrini, e il sardista olbiese Tonino Usai. Ancora in ballo il quinto nome.
 Le altre liste sono già note. Italia dei Valori avrà l’uscente Giommaria Uggias, con il giornalista Vito Fiori, l’ex sindaco di Bortigiadas Luciano Dessena, la maddalenina Maria Pia Zonca, Gian Mario Addis di Trinità. Rifondazione presenta in Gallura il segretario regionale Michele Piras, Luciano Dau di Arzachena, Giampiero Cannas di Tempio, e Gianni Cirotto di Santa Teresa.
 Nel centrodestra non mancheranno i mal di pancia nel Pdl, la cui lista ha avuto ugualmente una gestazione difficile. Ne fanno parte, comunque, i medici Peppino Mela e Renato Lai, il sindaco di Telti e consigliere uscente, Matteo Sanna, il consigliere comunale olbiese Gianfranco Bardanzellu e il sindaco di Luras Marisa Careddu. Nell’Udc capolista Pina Gallittu, ex margherita e poi Pd sino alle primarie. Con lei il sindaco di Buddusò Giovanni Satta, l’ex assessore regionale Andrea Biancareddu, l’arzachenese Adriano Malu e Marco Avolio, ex assessore alla Maddalena. Fra i Riformatori Giovanni Pileri, il sindaco di di Berchidda Bastianino Sannittu, l’imprenditrice olbiese Patrizia Albanese, l’assessore di Calangianus Salvatore Desini e, infine, l’avvocato della Maddalena Luca Montella.
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 16 GENNAIO 2009

Un ufficio contro i disservizi pubblici

Cittadinanzattiva dà informazioni e accetta reclami. Due mesi di tempo

   8 ss giust 151108 16 OL UFF 160109 17 OL UFF 160109

 18 OL UFF 160109                                                                       di STEFANIA PUORRO
 OLBIA. Un centro di soccorso al cittadino. Uno sportello che possa informarlo sui suoi diritti e che lo tuteli in caso di necessità. Non è sulla carta. Esiste già. E’ un punto di riferimento dove far arrivare segnalazioni e proteste di qualunque genere e a cui ci si può rivolgere per sapere come muoversi in caso di un danno subìto, o semplicemente per far emergere che ci sono servizi pubblici che non funzionano. Una mano d’aiuto per il cittadino in difficoltà o a corto di informazioni che potrà trovare risposte ai suoi dubbi.
 Insomma, chi non sa come barcamenarsi nella burocrazia, ha un problema da risolvere, o vuole alzare la voce per chiedere la soluzione di un disservizio, ora avrà l’assistenza e le notizie di cui ha bisogno. Questo “Progetto integrato di tutela e informazione al cittadini”, è stato avviato da Cittadinanzattiva e durerà, per ora, due mesi.
 Sessanta giorni, durante i quali i cittadini di tutta la provincia (e non solo quelli di Olbia) potranno far sapere che cosa c’è che non va nel loro rione o nel loro paese. Ma l’obiettivo è anche quello di dare risposte ai turisti che, spesso, hanno difficoltà ad avere informazioni.
 «E’ un primo passo per la conoscenza dei diritti umani - dice subito Antonella Meloni, coordinatrice territoriale di Cittadinanzattiva -: al cittadino “informato” vengono insomma messi a disposizione gli strumenti necessari. Un modo per dare importanza al singolo e contribuire alla crescita sociale dell’individuo».
 Ma che cosa deve fare il cittadino per rivolgersi allo sportello? Può telefonare allo 0789-1966197, al 346-0904077 o al 393-4835168 oppure inviare una mail al seguente indirizzo: cittadinanzattivaolb@tiscali.it. «I dati raccolti costituiranno una banca dati sui disservizi riscontrati dai cittadini - spiega ancora Antonella Meloni - e saranno oggetto di studio e proposte per migliorare gli stessi. Inoltre, è stata stipulata una convenzione con lo studio del commercialista Giovanni Forteleoni che garantirà consulenze fiscali ai cittadini. Altre consulenze, di natura legale, verranno invece fornite dagli avvocati della Rete Pit Giustizia».
 Ma le informazioni che lo sportello sarà in grado di dare, andranno oltre. «Grande attenzione verrà dedicata ai servizi sanitari, ai servizi pubblici locali e agli enti di assistenza e tutela - aggiunge la coordinatrice di Cittadinanzattiva -, consapevoli della carenza di organismi a tutela del cittadino-utente all’interno delle amministrazioni. Basti pensare, per esempio, all’ufficio relazioni con il pubblico, alla commissione mista conciliativa, alla gestione dei reclami, alle carte dei servizi e della qualità e così via. Organismi previsti dalla legge che spesso, però, non esistono».
 In questi primi giorni, nonostante il servizio sia partito solo lunedì scorso, sono già arrivate alcune segnalazioni allo sportello: riguardano la scarsa informazione degli uffici pubblici, la segnaletica stradale confusa o inesistente, la mancanza di illuminazione di alcuni quartieri e alcune carenze del pronto soccorso.
 Due operatrici dello sportello sono sempre a disposizione. Con loro lavorano, oltre alla coordinatrice di Cittadinanzattiva, anche Rosanna Bucciero, coordinatrice regionale dei procuratori dei cittadini, e Gabriella Furbetto, responsabile del Tribunale dei diritti del malato.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 16 GENNAIO 2009

ECONOMIA

Commercio, ecco il bando di finanziamento per le imprese

  19 OL COMM 160109OLBIA. «Piccole e medie imprese del commercio: per chi fosse interessato a ottenere i finanziamenti regionali, i tempi stringono».
 A darne comunicazione è Angelo Pagano, presidente del Consorzio Centro Città, il quale si rivolge a tutti i commercianti. «Chi volesse ottenere le agevolazioni finanziarie della legge regionale n. 9 del 2002, deve cominciare a mobilitarsi. Il bando 2008, infatti, pubblicato nel sito della Regione Sardegna, prevede che la domanda di ammissione al contributo debba essere inviata dal 26 gennaio al 28 febbraio 2009 e dovrà contenere tutte le informazioni richieste».
 Angelo Pagano gira la notizia ai negozianti della città, e non solo a quelli del centro, ma approfitta dell’occasione per ricordare che ci sono delle corsie preferenziali nell’erogazione dei contributi. «Priorità viene data a coloro che fanno parte dei centri commerciali naturali e quindi a quelli di un Consorzio come il nostro. Un particolare non trascurabile, che è mio dovere far sapere, e che credo tutti debbano tenere in considerazione. Invito comunque gli interessati a leggersi i dettagli del bando per avere maggiori notizie e ribadisco che questa è un’occasione da non lasciarsi scappare».
 Sono agevolazioni previste con diversi obiettivi. Tra i quali: valorizzazione e riqualificazione del commercio nelle aree urbane, miglioramento della capacità di attrazione di tutte quelle zone che ospitano le piccole e le medie imprese.

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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 14 GENNAIO 2009

Costa Smeralda e Alghero, aeroporti in società

Geasar potrebbe entrare nell’azionarato Sogeaal: gestione coordinata, mercati diversi

Si torna a parlare anche dell’impegno della Sfirs nella compagnia aerea dell’Aga Khan con una quota del 49%

  1 ol aereo 140109 2 ol aereo 140109 3 ol aereo 140109

di GUIDO PIGA
 OLBIA. Gli aeroporti di Olbia e Alghero potrebbero avere un’unica guida, sempre che l’Aga Khan e gli algheresi lo vogliano, sempre che Renato Soru vinca le regionali. L’ex governatore coltiva questo sogno: l’ingresso nel capitale dello scalo di Fertilia di Geasar, la società di Karim che gestisce il “Costa Smeralda”. «Auspichiamo, favoriamo una collaborazione azionaria» ha detto a Olbia, e ripetuto per giorni, il candidato del Pd. Che ha anche annunciato di essere pronto, con la Sfirs, ad acquistare fino al 49 per cento di Meridiana.
 Il trasporto aereo, tema intrecciato al turismo come (e forse di più) dell’urbanistica, sta entrando al centro della campagna elettorale. Soru l’ha messo in agenda incontrando i dipendenti di Meridiana, alle prese con l’ennesima crisi aziendale.
 L’ex governatore non ha affrontato la vertenza («spetta all’azienda e ai sindacati»), ha spiegato ciò che ha proposto a Meridiana e ciò che immagina per il futuro della compagnia aerea di Olbia. È partito dai contributi che la Regione ha dato ai vettori low cost. «Perché Meridiana non ha partecipato alle offerte per i voli low cost? Li abbiamo sollecitati, abbiamo anche sperimentato un accordo nei voli per Parigi - ha detto il candidato del Pd -. Ho chiesto con convinzione nuove rotte per la Russia, per Mosca, San Pietroburgo, tutti aeroporti non collegati con la Sardegna. E visto che hanno Eurofly, ho anche proposto un collegamento diretto con New York, che è ormai necessario. Fino ad adesso nulla è stato fatto ma proviamo a immaginare lo sviluppo per i prossimi anni». Soru ha ricordato un recente incontro con l’ad Gianni Rossi e il consigliere Claudio Miorelli: «Ho detto loro, senza esitazione, che Meridiana è la nostra compagnia di bandiera, che se vogliono ci starebbe bene chiamarla nuovamente Alisarda, che possono aprire rotte per le destinazioni del Mediterraneo. Se questa volontà ci sarà, noi correremo tutti i rischi, siamo pronti essere capitale nel capitale». Il dialogo con la Sfirs, la finanziaria regionale, è in corso, e Soru ha detto che la «Regione è pronta ad arrivare fino al 49 per cento del capitale», diventando il secondo azionista dopo l’Aga Khan, il partner forte che da anni la compagnia cerca.
 Ma l’annuncio più forte, Soru l’ha fatto sugli aeroporti. L’ex governatore ha elogiato la gestione dello scalo di Olbia, ha indicato Geasar come modello da esportare. Anche ad Alghero, la cui società, pubblica, chiude da anni i bilanci in rosso.
 «Credo che in Sardegna non solo dobbiamo parlare di fare sistema, ma dobbiamo farlo. Alghero non è dall’altra parte del mondo, è a soli 150 chilometri da Olbia. Noi auspichiamo, favoriamo, una partnership stretta tra i due aeroporti, anche dal punto di vista azionario».
 L’idea di Soru è quella di far entrare nella società di Alghero, Sogeaal, quella di Olbia. Non ha parlato della quota azionaria, è una prospettiva che ha discusso, tempo fa, con l’ad di Geasar Silvio Pippobello e che intende concretizzare, se dovesse tornare alla guida della Regione. Nella sua ottica, si creerebbe un unico sistema aeroportuale del nord, senza conflitti, «per coprire mercati diversi». Ciò che gli preme è portare ad Alghero le doti manageriali di Geasar, per non scaricare i costi sul pubblico.
 Sul fronte olbiese, a giorni dovrebbe arrivare un’attesa novità: l’assegnazione dei lavori per l’allungamento della pista del “Costa Smeralda” in vista del G8 alla Maddalena. La struttura di missione, che è l’ente appaltante delle opere collegate al vertice, ha fatto sapere che l’aggiudicazione dell’appalto è imminente. L’aeroporto di Olbia avrà una pista più lunga di 240 metri, in direzione del mare, per consentire l’atterraggio in sicurezza dell’Air Force One, l’aereo presidenziale di Obama.
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 14 GENNAIO 2009

Convenzione scaduta, il museo resta chiuso

Il Comune non ha i soldi per garantire per tutto l’anno la gestione della struttura

18 ol museo 140109 19 ol museo 140109 20 ol museo 140109

22 ol museo 140109di Luca Rojch

OLBIA. Galleggia come un’isola infelice. Il sapere è un lusso che il Comune non si può più permettere. La storia rimane chiusa per assenza di fondi, mancanza di liquidi. La cultura ha perso la sua sacralità. La sua aura mistica. Tra i resti delle navi hanno fatto convegni, dentisti e radiologi, hanno rombato motori di auto e strimpellato menestrelli. Fino ai corsi di aggiornamento dell’azienda sanitaria. Un sistema originalissimo per far sopravvivere un museo in bolletta. Il forziere è vuoto, è rimasta qualche moneta d’oro. Poca roba per riaprire lo scrigno della storia.
 Il contratto con l’Expo è scaduto il 31 dicembre. Così il 2009 è diventato l’anno dell’incertezza per il museo. Ha brillato come una stella per la notte di omaggio a Fabrizio De Andrè. Ma le luci si sono accese solo per una sera. Il resto dei suoi giorni il museo rimane chiuso. Mancano i fondi. Per mantenere aperto l’edificio di vetro e cemento sopra l’isola di Peddone tutto l’anno serve un milione di euro. Una cifra stratosferica che il Comune non si ritrova in cassa. Inutile chiedere fondi a Provincia e Regione. «Dobbiamo cercare di andare avanti da soli - spiega il sindaco Gianni Giovannelli -. Ma in questo momento è impossibile trovare fondi ulteriori. Mi sono riunito con i tecnici dell’amministrazione per cercare di pensare a una soluzione che consenta di rendere fruibile la struttura». Il Comune va avanti a vista, come se si trovasse a navigare davanti alla nebbia fitta dell’incertezza. «Per ora abbiamo deciso di pianificare solo il periodo dell’anno fino al 31 maggio - continua il sindaco -. In questo primo periodo cercheremo di assicurare l’apertura per i grandi eventi. Ma è impossibile pensare in questo momento e con questi fondi a una apertura per tutti i giorni dell’anno». Il sindaco aggira qualsiasi tipo di polemica con la Regione. «Attendo che il progetto portato avanti da Cagliari prenda corpo - continua -, ma non mi sembra qualcosa che si concretizzerà in tempi brevissimi. L’assessore regionale ha ipotizzato la creazione di appalti provinciali per la gestione di tutto il patrimonio museale e archeologico. Ma tutto si è arenato. Noi dobbiamo lavorare solo con i fondi che abbiamo. Fino al 31 maggio la gestione verrà riaffidata all’Expo che dovrà assicurare l’apertura per alcuni eventi durante la prima fase dell’anno. Anche se la proposta è ancora in fase di valutazione. Poi dal 1 giugno pensiamo a qualcosa di diverso, a una apertura quotidiana del museo. Almeno fino a settembre». Davanti a sé il Comune ha il deserto. «Eravamo in trattativa con un istituto di credito disposto a sponsorizzare la struttura - spiega -, alla fine tutto è rimasto sulla carta». Il museo continua la sua lotta per la sopravvivenza, anche se la storia ha perso la sua sacralità.
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 14 GENNAIO 2009

L’ex torre di controllo tra i sogni nel cassetto

  21 ol museo 140109 23 ol torre 140109

OLBIA. Grattare via l’etichetta immeritata di città distratta, un po’ superficiale e poco attenta alla cultura. La battaglia della conoscenza è appena cominciata. Il sindaco Gianni Giovannelli punta su un 2009 di rinascita per gli spazi culturali in città. Accanto a strutture rivitalizzate come l’anfiteatro Michelucci e al museo archeologico che funziona solo a singhiozzo, ci sono altri interventi che potrebbero far cambiare passo alla città.
 Giovannelli ha tentato dall’inizio del suo mandato di dare più spazio alla cultura. Una fetta sempre più ricca del bilancio è stata dedicata al sapere, a iniziative e manifestazioni artistiche. Il Comune ha mostrato un’attenzione crescente alla cultura e al recupero di aree destinate all’arte.
 Ora l’amministrazione lavora anche per creare nuovi spazi. «Non è un’impresa utopica - spiega il sindaco -. Abbiamo presentato un progetto alla Regione per valorizzare l’ex mattatoio. Abbiamo chiesto un finanziamento da un milione di euro. Dopo un’attesa infinita il primo progetto è stato bocciato dalla Regione. Ora ne abbiamo un portato un altro che attende di ricevere il via libera. Si parte sempre dal recupero dell’ex mattatoio, che per la maggioranza deve essere recuperato. Vogliamo creare uno spazio per l’arte contemporanea».
 Ma la ricetta del Comune non è fatta solo di piani mirabolanti e irrealizzabili, ma anche di proposte concretissime. «Grazie a un cofinanziamento abbiamo dato il via ai lavori per il recupero della vecchia torre di controllo del Fausto Noce - continua Giovannelli -. I lavori sono già cominciati. L’idea è di creare un punto di aggregazione per i più giovani, un centro culturale ricreativo. Completerebbe la valorizzazione di una delle aree più belle della città».
 Progetti concreti che si sommano alla valorizzazione di ciò che già esiste. «Il Comune in tutti questi anni ha cercato di fare molti investimenti sulle strutture esistenti - conclude il sindaco Giovannelli -. Per prima cosa l’attenzione è stata rivolta al museo archeologico. Dobbiamo riuscire a mantenerlo aperto per tutto l’anno. Ma non dobbiamo dimenticare le iniziative importanti che sono state fatte per tutto l’anno in città». (l.roj.)
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 14 GENNAIO 2009

«La vecchia caserma è un pericolo»

A rischio l’ex sede della Finanza, chiesto l’intervento del Genio civile

     24 ol fin 140109 25 ol fin 140109

OLBIA. L’edificio svetta nel cuore della città, ma ora sembra la quinta di cartone di un film western. La facciata della caserma della guardia di finanza è l’unica cosa rimasta in piedi del palazzo di corso Umberto. I mattoni intonacati sfidano le leggi di gravità. Restano impilati l’uno sull’altro quasi per miracolo. La facciata non ha un aspetto molto rassicurante anche per l’amministrazione che ha chiesto un intervento immediato del genio civile.
 Il Comune chiede che si intervenga subito per verificare la stabilità dell’edificio dopo un inverno ricco di piogge. L’acqua abbondante sembra avere minato ancora di più la stabilità del palazzo. Il sindaco Gianni Giovannelli ha chiesto un sopralluogo immediato ai tecnici del genio civile. Ma l’amministrazione ha anche inoltrato una lettera nelle scorse settimane in cui si chiede che l’edificio nel cuore della città passi di mano. Per ora il palazzo è nelle mani del Demanio, che non sembra un padrone di casa troppo premuroso. L’incuria di questi anni ha provocato il crollo di buona parte del palazzo. Ora è rimasta solo la facciata, ma non resta molto altro. Basta passare sotto l’edificio per vedere che della struttura non resta quasi nulla. L’amministrazione è stanca di aspettare che si sblocchi una situazione ferma da anni e ne chiede la proprietà. L’anno scorso il genio civile aveva rassicurato che per l’edificio non esisteva nessun pericolo di crollo. Ma il sindaco Giovannelli, dopo uno degli inverni più piovosi degli ultimi anni, teme che l’acqua possa avere creato danni alle strutture portanti dell’edificio. Per questo si è armato di carta e penna e ha inoltrato una richiesta formale al genio civile per un nuovo controllo. (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 14 GENNAIO 2009

Terremoto nella lista del Partito democratico

Tra le sorprese Pileri va con i Riformatori, strappo tra Pdl e Cristiano popolari

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13 ol udc 130109di LUCA ROJCH
 OLBIA. Tabula rasa. Elettrificata. Il ciclone si è abbattuto sul Pd in un clima ad alta tensione. Una rivoluzione silenziosa che ha raso al suolo equilibri e spazzato via nomi accreditatissimi. L’effetto tzunami del governatore ha rivoluzionato la lista. Nei cinque che scenderanno in corsa con il Pd ci saranno l’ex direttore amministrativo Pierluigi Caria, unico dimissionario che non è ritornato sui suoi passi, e l’uscente Elio Corda. L’archeologa Angela Antona è stata contattata da Renato Soru, ma sarebbe a un passo dal rifiuto. Al suo posto pronti il consigliere Tomaso Visicale e l’assessore Antonello Addis. A completare la lista ci sono l’assessore provinciale ed ex sindaco di Palau, Sebastiano Pirredda, e il giornalista Alessandro Pirina. Volti nuovi voluti dal governatore. Il terremoto ha frantumato gli equilibri delicatissimi. Spazzati via i compartimenti stagni che tenevano insieme le anime del partito. I ds si sentono esclusi dalla lista e non fanno nulla per nascondere il loro malumore. Loro contestano il criterio e la scelta di escludere dalla lista il partito.
 Appesa a un filo anche la trattativa per l’accordo dei Cristiano popolari con il centrodestra. Il Pdl avrebbe fatto la proposta indecente al partito di centro. Dimettersi da tutte le giunte in cui i cristiano popolari appoggiano il centrosinistra. Il tavolo per ora è saltato, a meno di miracoli nel cuore della notte il partito guidato nell’isola da Antonio Satta non si presenterà alle regionali. Sembra tramontare anche l’ipotesi di un accordo con i socialisti.
 Chiusa la lista dell’Italia dei Valori. Accanto al capogruppo Giommaria Uggias, ci saranno l’ex sindaco di Bortigiadas, Luciano Dessena, la maddalenina Maria Pia Zonca, Gian Mario Addis di Trinità, e il giornalista Vito Fiori. La giornata rivela altri clamorosi colpi di scena. Giovanni Pileri rientra in corsa, ma non con il Pdl. Sarà uno degli uomini di punta della lista dei Riformatori. Gli altri sono il sindaco di Berchidda, Bastianino Sannittu, l’imprenditrice di Olbia, Patrizia Albanese, l’assessore di Calangianus, Salvatore Desini, e l’avvocato della Maddalena Luca Montella. Per l’Udc tutto confermato. Capolista dovrebbe essere Pina Gallittu. Sarà in lista con il sindaco di Buddusò, Giovanni Satta, l’ex assessore regionale, Andrea Biancareddu, L’ex assessore comunale ad Arzachena, Francesco Malu, e l’ex assessore alla Maddalena, Marco Avolio. Nel Pdl tutto secondo copione. Dell’armata berlusconiana fanno parte i due medici Peppino Mela e Renato Lai, il sindaco di Telti, Matteo Sanna, il consigliere comunale Gianfranco Bardanzellu e il sindaco di Luras, Marisa Careddu.
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 14 GENNAIO 2009

Le strade franano, servono interventi

Pittulongu: disagi in via Monte Ruiu e Monte Alvu

9 ol pitt 140109OLBIA. Pittulongu e il maltempo: immagini di disagi continui. Come quelli con cui devono convivere gli abitanti di via Monte Ruiu e via Monte Alvu.
 E sono proprio loro a protestare dopo che ieri, per più di due ore, non hanno fatto altro che formulare vari numeri telefonici dell’assessorato dei Lavori Pubblici «a cui non rispondeva mai nessuno. Ma questo è un altro tipo di disservizio - dicono gli abitanti della zona - che in questo momento passa in secondo piano. Il grave e prioritario problema per il quale chiediamo una soluzione, riguarda lo stato delle nostre strade. Impercorribili, per i vari mezzi. La pioggia, infatti, ha peggiorato la situazione: i lati della carreggiata, senza un briciolo di asfalto dopo una serie di lavori, stanno franando e il pericolo è costante. Che il Comune intervenga - sollecitano da via Monte Alvu e via Monte Ruiu - prima che la situazione precipiti. Tra l’altro, periodicamente, dalle nostre parti arrivano i mezzi dell’Aspo per svuotare i pozzi neri. In questi giorni, però, non hanno potuto raggiungere la zona proprio per le precarie condizioni delle strade».

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 14 GENNAIO 2009

Stasera appuntamento con il chitarrista sassarese al caffè letterario Rockefeller

Il bluesman Francesco Piu in concerto

12 ol mus 140109OLBIA. Musica d’autore al Rockefeller. Stasera il nuovo caffé letterario di via Veronese ospiterà il concerto di Francesco Piu, uno dei talenti emergenti della chitarra blues in Italia. La sua è una continua crescita e ricerca musicale, dai progetti prettamente elettrici sino al blues in chiave acustica. Nato nel 1981 a Sassari, Piu ha vinto nel 2003 il concorso «Blues from Sardinia» al Narcao blues festival con la band Blujuice. Dal 2004 il musicista sassarese ha iniziato a presentarsi come solista: tra le esperienze più importanti l’apertura del concerto, sempre a Narcao, di John Mayall, padre del blues inglese.
 Da allora ha preso parte ai più importanti festival italiani: dal Piacenza jazz fest al Musica sulle Bocche a Santa Teresa di Gallura, dal Festival Gaber a Viareggio al Premio Tenco di Sanremo. E proprio su questi palcoscenici Francesco Piu ha potuto suonare insieme a big di fama internazionale come Guy Davis, Gigi Cifarelli e Fabio Treves. Dal 2007 il bluesman sardo suona nella band del cantautore milanese Davide Van De Sfroos.

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 14 GENNAIO 2009

Il trombettista jazz di Berchidda registra un brano con la band. L’uscita a maggio

Funk Project, un disco con Paolo Fresu

13 ol fresu 140109OLBIA. I Funk Project realizzano il loro sogno: incidere un disco con Paolo Fresu. Nei giorni scorsi il grande trombettista berchiddese è venuto in città per registrare un brano del primo album della band sarda specializzata nella fusion. Il progetto discografico, che sarà pubblicato nel mese di maggio, si avvarrà anche della collaborazione di Gianpaolo Conchedda, un altro big della musica isolana, che nella sua carriera ha collaborato tra gli altri con Andrea Parodi e Gianni Morandi.
 I Funk Project sono formati dal tastierista Giantore Budroni, di Olbia, dal chitarrista Marcello Zappareddu, di Ozieri, e dal trombettista Antonio Meloni, di Berchidda, dove è anche direttore della banda «Bernardo De Muro». I tre musicisti si sono conosciuti nel 2005, quando furono chiamati ad accompagnare Gatto Panceri nella sua tournee. Da quel momento hanno unito le loro forze per creare la band dei Funk Project. Che ora, a quattro anni dal debutto, ha deciso di incidere i suoi brani, avvalendosi di un padrino d’eccezione come il trombettista jazz Paolo Fresu.
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 13 GENNAIO 2009

In Gallura torna lo spettro della lingua blu

Sos a Santa Teresa e Sant’Antonio Il virus arriverebbe dalla Francia

di Tiziana Simula e Chiaramaria Pinna

  1 ol ling 130109  2 ol ling 130109

OLBIA. Arriva un nuovo tsunami sugli allevamenti sardi, Il suo nome è sempre lo stesso Lingua blu. E l’avrebbe spinto fin qui un vento che soffia dalla Francia dove il virus del sierotipo 8 è diffusissimo. Da qualche giorno nemmeno un vitello può lasciare i pascoli della Gallura, in via precauzionale. Vuol dire che i sedici-diciottomila capi che da Olbia partono per il resto d’Italia resteranno bloccati nelle aziende del Limbara.
 Non potranno essere spediti all’ingrasso nei centri specializzati nè essere venduti. Significa che sulle imprese sta per rovesciarsi una catastrofe economica.
 Tutto è scattato poco prima di Capodanno, quando un nuovo sierotipo, il sierotipo otto, che non era ancora presente in Sardegna, e pare sia particolarmente virulento, è stato isolato su alcuni capi di bestiame in due aziende a Sant’Antonio di Gallura e Santa Teresa. «Importato dalla Francia», ipotizzano i veterinari, visto che in Camargue è diffusissimo. Ma i proprietari del bestiame allevato allo stato brado hanno dimostrato di non aver acquistato animali nemmeno a dieci chilometri di distanza dalla loro azienda.
 In automatico i due allevamenti e quelli che rientrano nel raggio di quattro chilometri dalle loro stalle sono finiti sotto la lente del servizio veterinario della Azienda sanitaria 2.
 Ieri, per discutere sulle misure da prendere su tutto il territorio, in primis le vaccinazioni, si è aperto a Roma un tavolo tecnico al ministero della Sanità al quale hanno partecipato i veterinari della Regione e della Asl di Olbia. Per ora non si è giunti a nessuna conclusione. La scelta è stata quella di attendere eventuali conferme sulle analisi che saranno ripetute all’istituto zooprofilattico di Teramo dove sono stati svolti gli esami che hanno fatto scattare l’Sos.
 C’è solo da augurarsi che si tratti di un falso allarme, come è accaduto 4 anni fa. «Preghiamo perchè si ripeta quel miracolo», dicono gli allevatori che ieri erano presenti ad un incontro alla Coldiretti, da sempre divisi sull’esito delle campagne di vaccinazione, e che oggi si domandano come il virus sia arrivato in Gallura.
 L’ipotesi è che un capo possa essere entrato in Sardegna prima che trascorressero 60 giorni dalla vacciazione. Questi, del resto, sono gli accordi presi tra i Paesi che movimentano bestiame. I sospetti maggiori ricadono sulla Francia, perchè è qui che è stata segnalata la presenza massiccia del sierotipo 8.
 La minaccia della blue tongue in queste settimane ha tenuto e tiene in ansia gli allevatori delle aziende zootecniche galluresi che temono di essere travolte dall’ennesima catastrofe economica.
 «Alcuni capi di ovicaprini e bovini sono risultati positivi ad una serie di esami. Se si tratta di un focolaio del sierotipo 8 molti di noi rischiano di essere rovinati», commentano alla Coldiretti rendendo noti i dati.
 Nel frattempo sono scattati tutti i provvedimenti precauzionali previsti dal protocollo, e oltre agli esami a tappeto nell’area di Santa Teresa e Sant’Antonio di Gallura, un centinaio di fattorie sono state sottoposte a controlli dopo l’allarme scattato durante i prelievi a campione effettuati dai veterinari dell’Asl di Olbia sugli animali sentinella, cosa che avviene regolarmente da quando scoppiò la blue tongue, nel 2000.
 Questi i casi sospetti: una pecora in un’azienda di Santa Teresa e due capre e tredici vitelli a Sant’Antonio di Gallura risultati positivi ad alcuni esami riconducibili al sierotipo 8. I virus isolati precedentemente sono l’1, il 2 il 4 e il 16 sui 24 che caratterizzano la lingua blu.
 Il blocco della movimentazione in Gallura è stato un fulmine a ciel sereno per gli allevatori dei vitelli pronti per essere trasportati nei centri del continente per l’ingrasso e che invece non potranno partire. «Tra una decina di giorni dovrebbe concludersi la fase dei prelievi - dice Luca Saba direttore regionale della Coldiretti - e sinceramente temiamo di ricevere una conferma, ma non vogliamo che si crei allarme prima del tempo anche perchè siamo pronti all’emergenza. Abbiamo avuto il primo incontro con l’assessorato regionale alla Sanità che si sta mobilitando per fronteggiare la situazione: se i nuovi esami daranno esito negativo, la zona ora bloccata verrà subito liberata, nel caso, invece, venisse confermata la presenza del nuovo sierotipo, sarà necessaria la vaccinazione. La Regione ha già provveduto a pre-ordinare 100 mila dosi di vaccino Btv 8 spento, che saranno subito disponibili». Sessanta giorni dopo la vaccinazione, i capi potranno essere movimentati».
 Resterà a lungo l’interrogativo su come possa essere avvenuto il contagio dal momento che i controlli sul bestiame che entra e esce dall’isola dovrebbero essere severissimi.
 Il sospetto è che siano sbarcati animali malati o con certificazioni non esatte. Devono trascorrere due mesi per la movimentazione dal momento della vaccino proprio per aver certezza che il virus non sia in incubazione. Non è escluso, quindi, che si sia trattato di bestiame importato prima dei tempi stabiliti per garantire lo stato di salute.
 «Il nostro bestiame per essere trasferito fuori dall’isola viene sottoposto a rigidi controlli - denunciano gli allevatori - com’è possibile invece che nell’isola possano arrivare capi che non hanno subito le stesse verifiche?».
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 13 GENNAIO 2009

Dirty money, l’inchiesta ritorna in Sardegna

Da Milano a Cagliari, la Direzione antimafia si occuperà del riciclaggio di narcoeuro

di Giampiero Cocco

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OLBIA. Saranno i magistrati della Dda di Cagliari a chiudere la tranche sarda dell’inchiesta “Dirty Money”, le indagini sugli investimenti olbiesi della ’Ndrangheta. Lo ha deciso ieri il gup di Milano, Paolo Ielo, che ha dichiarato la competenza della magistratura sarda, per quanto riguarda l’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di narcoeuro, a carico dell’avvocato Giuseppe Melzi,, dell’imprendiote di Olbia Giovanni Antonio Pitta e di altri tre degli imputati.
 L’inchiesta milanese, portata avanti dal pm della Dda lombarda Mario Venditti, è stata scissa in due tronconi. La magistratura milanese procederà contro i presunti affiliati alla ’Ndrangheta della cosca Ferrazzo: Mario Fera Andali, Giusseppe Grano e i finanzieri svizzeri Salvatore Paulangelo e Paolo Desole, titolari (questi ultimi) di una finanziaria di Lugano finita in bancarotta. A Milano sarà giudicato con rito immediato uno dei presunto colletti bianchi della cosca, il procacciatore d’affari Alfonso Zoccola, mentre il gup di Tempio decidera sul rinvio o meno a giudizio, per il solo reato di riciclaggio, di Sergio Contu, un imprenditore di Olbia che avrebbe venduto una imbarcazione a Salvatore Paulangelo per 250 mila euro, soldi che i magistrati ritengono fossero provento di affari illeciti della malavita.
 A Cagliari è invece andata la parte più sostanziosa dell’inchiesta, quella riguardante il presunto investimento di un centinaio di milioni di euro transitati nelle casse della Wfs/Pp finanz di Desole e Paulangelo e investiti, nell’isola, per l’acquisto di ville e terreni nei dintorni di Olbia. Una parte di questo danaro sarebbe stata dirottata anche verso insediamenti turistici della Spagna.
 Nell’isola la magistratura milanese mise sotto sequestro beni e immobili per decine di milioni di euro, a partire dalla villa e i terreni fabbricabili che Salvatore Paulangelo acquistò a Pittulongu. Sotto sequestro penale finirono anche i cinquecento ettari di Spiritu Santu, a sud di Olbia, appartenenti all’imprenditore Giovanni Antonio Pitta. Stando ai capi d’accusa quei terreni avrebbero fatto parte di una operazione immobiliare gestita da alcuni esponenti della cosca Ferrazzo, che avrebbero acquisito, sepre secondo l’inchiesta, il 51% di due società proprietarie dei terreni.
 Il giudice, assieme a quella dell’avvocato Giuseppe Melzi (ritenuto la mente legale della banda), ha trasmesso per competenza alla Dda di Cagliari anche la posizione di altri 4 imputati, tra i quali Giovanni Antonio Pitta, Alfonso Diletto, Carmine Spadafora e Francesco Muto.
 Il procedimento prosegue a Milano nei confronti degli altri indagati per la bancarotta fraudolenta e il riciclaggio. Alfonso Zoccola ha chiesto il giudizio immediato, mentre gli altri imputati compariranno davanti al gup il prossimo 23 gennaio. Per la tranche sarda i tempi saranno invece decisi dal procuratore distrettuale, che dovrà assegnare il fascicolo ad uno dei suoi sostituti il quale, una volta ricevuto l’incarico, dovrà studiarsi ben quindicimila pagine tra verbali, intercettazioni e provvedimenti vari.
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 13 GENNAIO 2009

Pittulongu, dopo due nubifragi al via i lavori per il nuovo canale

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di LUCA ROJCH
 OLBIA. Ha smontato le lucine dall’albero di Natale e subito ha riacceso la macchina dei lavori pubblici. L’assessore all’Urbanistica, Marzio Altana, è andato dritto al cuore delle emergenze. Da una parte ha dato il via ai lavori per creare un nuovo canale a Pittulongu, dall’altra ha quasi chiuso l’iter per dare l’acqua potabile a Santa Mariedda. Doppio miracolo.
 L’assessore minimizza, ma per chi vive nella zona di via Mar Ligure a Pittulongu è un giorno da segnare nel calendario. Le ruspe hanno cominciato gli scavi per creare un canale in cui far scorrere le acque delle piogge torrenziali. Nel quartiere gli allagamenti sono stati una banale costante dei giorni di pioggia. Sembravano quasi inevitabili. Mentre dall’amministrazione continuano a fare la danza antipioggia, si spera di portare a termine i lavori in tempi record senza che ulteriori danni arrivino dalle secchiate di pioggia.
 Se le previsioni del tempo sono diventate il programma preferito degli amministratori, ora si cerca di riportare Pittulongu alla normalità. Si parte da questo primo fondamentale intervento. «Le ruspe hanno cominciato a lavorare da questa mattina - spiega l’assessore Altana -. Spero che si possa procedere in tempi rapidi per creare il canale e scongiurare ulteriori danni a chi vive nella zona».
 Ma sempre negli uffici dell’urbanistica si porta avanti un altro appalto fondamentale per portare l’acqua potabile a Santa Mariedda. Il quartiere nato in modo abusivo fa parte di un piano di risanamento. Per questo le risorse che l’amministrazione può spendere, come impone una legge forse troppo rigida, possono arrivare solo dalle tasse pagate da chi vive nella zona. Il Comune ci mette una pezza. In questa settimana verranno aperte le buste con le offerte per l’appalto da oltre un milione di euro. Verrà creata per tutto il quartiere la rete idrica. Un passo verso la civiltà. «I lavori cominceranno in tempi brevissimi - continua l’assessore -. Ma dobbiamo rispettare i tempi tecnici della burocrazia. Con questo appalto supereremo una delle difficoltà di Santa Mariedda». Il quartiere con le strade di fango viene alimentato con l’acqua grezza del consorzio di bonifica. Sulla carta servirebbe solo per irrigare le campagne, ma di fatto in buona parte del quartiere viene utilizzata anche per le faccende domestiche. Ma l’acqua non è potabile. «L’impegno dell’amministrazione - conclude Altana - è rivolto a completare in tempi brevi tutti i piani di risanamento». Una missione quasi impossibile. In città i piani di risanamento di quartieri nati in modo abusivo, senza autorizzazioni, né servizi, sono 17.
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 13 GENNAIO 2009

Pina Gallittu alla corte di Casini e Oppi

Pronte le liste dell’Udc e del Prc. Confermato il taglio di Pileri nel Pdl

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OLBIA. La Margherita l’ha sfogliata a lungo e alla fine ha detto sì. Pina Gallittu, che nel 2007 aveva partecipato alle primarie del Pd, correrà per le regionali con l’Udc. Sarà in lista con il sindaco di Buddusò, Giovanni Satta, l’ex assessore regionale, Andrea Biancareddu, il consigliere comunale di Arzachena, Alessandro Malu, e l’ex assessore alla Maddalena, Marco Avolio. L’Udc ha chiuso la rosa dei nomi in serata a Cagliari. Saranno loro a rappresentare il partito in Gallura alle regionali. Chiuse senza colpi di scena anche le liste del Pdl. Tutto secondo copione. Dell’armata berlusconiana fanno parte i due medici Peppino Mela e Renato Lai, il sindaco di Telti, Matteo Sanna, il consigliere comunale Gianfranco Bardanzellu e il sindaco di Luras, Marisa Careddu. Resta fuori Giovanni Pileri.
 Rimane ancora aperta la lista dell’Italia dei valori. Scontata la riconferma dell’avvocato Giommaria Uggias. Con lui in lista dovrebbe esserci l’ex sindaco di Oschiri, Luciano Dessena. Incertezza sugli altri nomi. Tra loro ci dovrebbe essere Maria Pia Zonca, dipendente statale della Maddalena. Ma la corsa nell’Idv per gli altri candidati è aperta. Rifondazione comunista ha ufficializzato le candidature. In campo in Gallura scende il segretario regionale Michele Piras. Con lui Luciano Dau, di Arzachena, Giampiero Cannas, di Tempio, e Gianni Cirotto, di Santa Teresa. Impegnati in una sfida importante per il partito. I Cristiano popolari non hanno ancora sciolto le riserve e rimangono come una dama alla finestra. Pronti a essere corteggiati più che a corteggiare. Al bivio tra destra e sinistra potrebbero sostituire la terza via. Un’alleanza con i socialisti. Tutto avvolto in una nube con la lista dei candidati che si allunga. Ai due certissimi il consigliere provinciale, Gesuino Achenza e il sindaco di Badesi,Tony Stangoni si aggiungono il segretario provinciale Giorgio Spano il sindacalista maddalenino Giulio Verrascina e l’ex sindaco della Maddalena Rosanna Giudice. I riformatori hanno quasi chiuso la loro lista. Sicurissimi il sindaco di Berchidda Bastianino Sannittu, l’imprenditrice di Olbia, Patrizia Albanese, Salvatore Desini, e l’avvocato della Maddalena Luca Montella. (l.roj.)
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 13 GENNAIO 2009

Arrivano i contributi regionali per il fitto casa degli studenti

  14 ol stud 130109OLBIA. Anche gli universitari galluresi possono chiedere alla Regione il contributo per il fitto casa. L’Ersu di Sassari ha indetto un bando di concorso per gli studenti che non hanno beneficato di altre borse di studio o posto alloggio, con l’obiettivo di abbattere i costi d’affitto. Con questo strumento la Regione, attraverso l’Ersu, punta a favorire il diritto allo studio agli studenti che non possono essere ospitati nelle residenze universitarie. O, come per Olbia e Alghero, non dispongono di case dello studente. Al contributo può accedere anche chi appartiene a una fascia di reddito superiore a quella richiesta per le borse di studio, ma l’Isee non deve essere superiore a 35mila euro. Possono beneficiare del contributo gli studenti fuori sede, nati o residenti in Sardegna, iscritti per l’anno accademico 2008-09 all’Università di Sassari, all’Accademia di belle arti, al Conservatorio di Musica. Il bando si può scaricare dal sito www.ersusassari.it. Le domande devono essere inviate on line entro il 30 gennaio. (al.pi.)
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da La Nuova Sardegna SABATO, 10 GENNAIO 2009

La Procura sepolta dai fascicoli in servizio solo due magistrati

Gli uffici inquirenti non possono garantire neppure le emergenze

  4 tempio 100109 5 tempio 100109 6 tempio 100109

di GIAMPIERO COCCO
 TEMPIO. Sotto il profilo organizzativo e dell’amministrazione tutto è in perfetta regola, peccato che manchi «come in una Ferrari pronta per la corsa», dicono, la parte più importante: il motore. Ovvero le risorse umane, indispensabili per il buon andamento degli uffici inquirenti. Questa la similitudine racchiusa, in sintesi, nella preoccupante relazione che il capo della Procura di Tempio si appresta a leggere in occasione della imminente apertura dell’anno giudiziario sardo.
 A nulla, finora, sono valse proteste e scioperi della camera penale, le vibranti (ma poco incisive) rimostranze scaturite dalla riunione straordinaria del consiglio comunale dedicato alla grave situazione degli uffici giudiziari. Come a nulla è servito il decreto legge approvato dal Governo che include il tribunale di Tempio, le sedi staccate di Olbia e La Maddalena e la procura della Repubblica gallurese tra le (ambite, sotto il profilo economico) sedi disagiate, dove vengono fatti ponti d’oro ai magistrati che decidono di prestarvi servizio, con una permanenza minima triennale. La Procura della Repubblica, che è carente di personale amministrativo e di ben tre magistratiti, è ormai al collasso. Nessuno degli uditori giudiziari che dovrebbero scegliere la propria destinazione entro maggio potrà ambire (è un eufemismo) ad arrivare giusto in tempo per lo svolgimento del G8. Il motivo è semplice: la nuova normativa voluta e fatta approvare dall’ex guardasigilli Clemente Mastella esclude la possibilità, per gli uditori giudiziari, di ricoprire come primo incarico quello di sostituto procuratore, una funzione, questa, destinata soltanto ai magistrati che hanno superato il periodo di “apprendimento”.
 E così la Procura gallurese, retta da oltre un anno dal procuratore Mario D’Onofrio, arranca come può nei marosi che si sollevano da un mare di carte. Il carico di lavoro per i soli due magistrati in servizio (eccezion fatta per l’aiuto part time di un magistrato della procura militare, applicato una tantum) è tale da paralizzare non soltanto l’ordinario, ma anche le emergenze. Tra turni di servizio, udienze di tribunale, gup e gip e indagini da disporre e valutare su circa dodicimila fascicoli che pendono negli uffici inquirenti è ormai emergenza quotidiana, senza riposi. Da qui le missive che vengono inviate alla Procura generale, alla corte d’Appello e al ministero nel tentativo di ottenere qualche magistrato (anche in applicazione) in più. Su tutto questo incombe, e si avvicina sempre più, lo spettro del G8. Il ministero della Giustizia e il Governo chiedono una presenza “forte” della magistratura gallurese, per quei giorni di luglio, nell’ipotesi di danneggiamenti e altre manifestazioni violente, i cui protagonisti andrebbero sottoposti a giudizio direttissimo. «L’emergenza è quotidiana - dicono alla Procura - ma nessuno se ne fa carico. Non bastano le dichiarazioni di circostanza, le giuste proteste dei penalisti e le nostre richieste: è necessario che il problema venga affrontato e risolto, al più presto»
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da La Nuova Sardegna SABATO, 10 GENNAIO 2009

«Privati e Regione, la Gallura è ora fortissima»

Il tour di Soru, tra i 600 milioni di euro stanziati in 5 anni e le foto con i militanti

  14 ol 100109

  13 ol pol 100109                                                     di GUIDO PIGA
 OLBIA. «Piacere, Renato Soru». Si presenta così, sempre, che stringa la mano a un amministratore pubblico o a due ragazzine di Aggius che gli chiedono, “presidente, possiamo farci una foto con lei?”. Sembra incredulo anche lui, di questa popolarità che gode in Gallura sull’onda delle apparizioni in tv, dei giornali nazionali che lo intervistano tutti i giorni, o semplicemente per via delle cose fatte.
 Soru batte su quest’ultimo tasto, sulle risposte che «la nostra amministrazione regionale ha dato a tutta la Sardegna, e in modo particolare alla Gallura, così come mai era avvenuto prima, così come era giusto fare. Perché - ragiona l’ex presidente davanti ai giornalisti nella sede del Pd a Olbia - la Gallura è cresciuta grazie agli investimenti fatti dai privati, ed è stato un bene, e adesso può farlo anche grazie a quelli pubblici». Fa distribuire una cartella, per accompagnare le parole con gli atti. Sono elencati gli interventi fatti dalla Regione nel nord-est sardo negli ultimi 5 anni, 600 milioni di euro di investimenti per realizzare opere nuove, portare a termine quelle avviate, potenziarne altre.
 Soru ha deciso di far partire il suo tour elettorale dalla Gallura, e non a caso. E’ arrivato a Olbia mercoledì sera, andrà via domani mattina. Doveva essere l’unica tappa, ha cambiato idea: tornerà ancora, andrà nei piccoli paesi dopo aver già visitato Bortigiadas, Aggius. E Luogosanto, dove il sindaco Mario Scampuddu, socialista, persona degnissima, si commuove quando ringrazia Soru «per la sua cortesia e la sua schiettezza». Ci sarà un’assemblea di piazza a Olbia, per chiudere la campagna elettorale. A volte Soru si stupisce, della Gallura così ricca di contraddizioni, così diversa dalla caricatura che le è stata imposta, così poco ostile nei suoi confronti. «A Olbia avevo vinto io» ricorda. In mezzo ci sono state le politiche, la vittoria di Berlusconi, i 16 punti di vantaggio sul Pd, un’enormità, seconda percentuale più alta d’Italia per la destra.
 Quella di Soru è una scelta precisa, vuole invertire la tendenza nella provincia più difficile, decisiva se non per numero di voti, certo per la rilevanza che assume nella discussione. In Gallura, la prima nel Meridione per perfomance economica (dati dell’Istat diffusi ieri), nasce e si alimenta tutto il dibattito, che si parli di turismo o di trasporti, di industria o di urbanistica, ed è qui che Soru vuole partire in vantaggio, per fare in modo che, una volta tanto, sia il Pd a dettare l’agenda, e non Berlusconi.
 Soru dice: i galluresi sono chiamati a giudicarci per quello che abbiamo fatto, io chiedo loro solo di considerare serenamente i nostri provvedimenti. Oggi andrà nei posti-simbolo della sua azione a Olbia, nell’ospedale San Raffaele fatto costruire dopo venti anni di veti cagliaritani, nel nuovo ospedale pubblico, nell’aeroporto in cui sarà allungata la pista (vedrà anche i dipendenti di Meridiana, alle 10.30), forse nel centro di Olbia per parlare dell’arretramento della stazione ferroviaria.
 E poi di pomeriggio alla Maddalena, l’isola senza più militari americani (per loro scelta) cui la Regione (con soldi propri) sta dando strutture turistiche di livello, dopo il G8 voluto dal governo Prodi, un nome che Soru pronuncia spesso e con orgoglio, nell’Italia che lo vorrebbe cancellare.
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 10 GENNAIO 2009

Berlusconi a Cagliari lancia Cappellacci

Tra i possibili candidati del Pdl l’ex questore Antonio Pitea e l’industriale Gianni Biggio. Quasi certo il sassarese Gavino Sini

di Alfredo Franchini

  9 CA pol berl 100109CAGLIARI. È la prima sfida diretta della campagna elettorale più anomala della storia autonomistica: Berlusconi a Cagliari per la prima uscita ufficiale di Cappellacci, Soru a Caprera. E se finora i due candidati governatori non hanno mai nominato l’avversario, c’è da giurare che Berlusconi parlerà a lungo di Soru. Per il Centrodestra sarà una giornata determinante nella quadratura del cerchio sulle candidature.
 L’aereo del presidente del Consiglio, Berlusconi, atterrerà a Cagliari alle 11.30: mezz’ora dopo il premier sarà ricevuto dall’arcivescovo, Giuseppe Mani. Successivamente il premier si trasferirà nell’albergo cittadino che fu scelto l’anno scorso, alla vigilia delle politiche, come quartier generale del Pdl e lì Berlusconi riceverà esponenti di Forza Italia e dei partiti alleati e forse anche qualche delegazione di lavoratori. Non è previsto alcun pranzo, solo una serie di incontri prima del presumibile bagno di folla alla Fiera. Il Centrodestra ha preso in affitto il padiglione della Nautica della Fiera Internazionale. Una scelta non casuale perché sempre alla Fiera, il giorno dell’Epifania, Soru aveva aperto la campagna elettorale ma in una sala... molto più piccola. La sfida, dunque, si trasferisce sul piano dei numeri dei partecipanti. E la convention di Cagliari è solo il primo appuntamento: Berlusconi ha assicurato il ritorno per le «presentazioni» di Ugo Cappellacci nelle altre province.
 Il listino. Giornata importante per il Centrodestra alle prese con la formazione del listino regionale. L’intesa raggiunta tra Cappellacci e An ha determinato questa ripartizione per il listino che sarà trascinato dall’elezione del governatore: 3 seggi per Forza Italia, (4 con il presidente), 2 ad Alleanza nazionale, 1 per Psd’Az, Udc e Riformatori. Cappellacci punta sulle candidature di esponenti della società civile: molto probabile Gianni Biggio, ex presidente di Confindustria, e prende sempre più consistenza l’ipotesi di una discesa in campo di Antonio Pitea, ex questore di Cagliari ed ex prefetto di Nuoro, il quale non ha sciolto la riserva. Sembra sicuro Gavino Sini, presidente della Camera di commercio di Sassari. Esclusa la possibilità che nel listino sia candidato il segretario generale della Cisl, Mario Medde. Tra i politici in campo nel listino legato a Ugo Cappellacci, Giacomo Sanna, ex segretario sardista che avrebbe già ottenuto il via libera da Berlusconi: il premier, infatti, considera davvero strategico portare il simbolo dei Quattro mori all’interno del Centrodestra dopo circa mezzo secolo in cui il Psd’Az si è riconosciuto sempre con il Centrosinistra. (Stasera a Birori il Consiglio Nazionale del Psd’az dirà l’ultima parola sull’alleanza con il Pdl che spaccherà il partito provocando la nascita della lista dei Rossomori in appoggio a Renato Soru). Tra i possibili candidati anche Teodoro Rodin, presidente dell’associazione nazionale mutilati e invalidi civili.
 Le sigle. C’è una novità nelle sigle che sosterranno Ugo Cappellacci: i socialisti di Raffaele Farigu, il movimento che si ricollega a Raffaele Lombardo, (Mpa) e che schiera Franco Cuccureddu, e l’Uds di Mario Floris, dovrebbero costituire una lista unica. Così che a sostegno del candidato del Centrodestra dovrebbero schierarsi Pdl, Udc, Riformatori, Psd’Az e la lista «Insieme per le autonomie».
 Milia e Oppi. Giorgio Oppi non ha nascosto l’intenzione di lasciare Montecitorio per ricandidarsi in Consiglio regionale. Il primo dei non eletti alla Camera è Sergio Milia che quindi avrebbe diritto di subentrare a Oppi. Ma ieri il segretario provinciale dell’Udc di Sassari ha fatto una precisazione: «Ho dato la mia disponibilità alla candidatura nella circoscrizione provinciale di Sassari per le prossime regionali», afferma Sergio Milia, «pertanto la mia dedizione è interamente rivolta a conseguire non solo un soddisfacente esito personale ma soprattutto un pregevole risultato di lista dato che su di me grava l’onore e l’onere della composizione della lista provinciale di Sassari».
 Nuvoli. In Consiglio potrebbe rientrare Giampaolo Nuvoli: «Ho dato la mia disponibilità a candidarmi, spinto da tanti amici del sassarese e dai vertici nazionali di Forza Italia». E per prevenire eventuali polemiche, Nuvoli precisa: «Per evitare problemi di ineleggibilità sono in aspettativa da direttore generale del ministero della giustizia dal 30 dicembre scorso». E infine: «Sono consapevole - afferma Nuvoli - che sulla mia candidatura ci sono agguerrite resistenze interessate. Sono sereno e, in tutti i casi, sosterrò Cappellacci».
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 06 GENNAIO 2009

«Tutti assi del volante, ma senza disciplina»

Ritirate in un anno oltre 600 patenti, 250 solo per guida in stato di ebbrezza

  1 ol vol 060109  2 ol vol 060109

di Luca Rojch

OLBIA. Basta un palloncino per trasformare leoni in agnelli. L’automobilista selvaggio, allergico alle regole, quasi piange, perde tutta la sua grinta davanti all’etilometro. Sembra non temere le multe pesanti come la rata del mutuo. Il suo cuore palpita solo davanti al macchinario infernale pronto a soffiare la verità, pronto a ingoiare per sempre la sua patente. Il ritratto del guidatore tipo è uno spot contro la pubblicità progresso. Cintura slacciata, piede di piombo, cellulare all’orecchio e tasso etilico fuorilegge.
 A vedere la patente andare via, non sono solo i giovani pirati del sabato sera, imbottiti di alcol e pasticche, che confondono la loro modesta utilitaria per un missile. Ma anche impeccabili professionisti con la fuoriserie, il piede pesante e l’alito ad alta gradazione. I numeri che arrivano polizia stradale, guidata in città dall’ispettore Andrea Chiminelli, non lasciano dubbi. Un’attività continua di controllo e prevenzione. In un anno sono state ritirate 600 patenti. Oltre 250 per guida in stato di ebrezza. Le multe per chi usa il telefonino in auto sono 150. In totale sono state registrate 8 mila infrazioni. Dati tutti in aumento. Gli unici in calo sono i verbali per chi viene immortalato dall’autovelox oltre i limiti di velocità. Meno 10 percento. Nessuno si illuda, non c’è un ravvedimento. Il pilota dentro ogni automobilista è sempre sveglissimo. Il crollo è dovuto a come vengono fatti i posti di blocco. Nel 2008, come prevede la legge, ogni autovelox è segnalato almeno 200 metri prima da un cartello o da una pattuglia della stradale. In altre parole i 150 che sono stati beccati dal macchinario infernale o sono distratti, o non hanno particolare interesse a conservare la loro patente.
 Ma l’attività di controllo che in quest’ultimo anno è diventata ancora più capillare per volontà del comandante provinciale della polizia stradale, Raffaele Angioni, del prefetto Marcello Fulvi e del questore Cesare Palermi ha dato risultati ancora più importanti. I risultati dell’attività di controllo è stata costante. I numeri di sequestri delle patenti e delle multe è rimasto costante. Ma c’è stata una profonda attività di educazione. Si è martellato su due temi, le principali cause degli incidenti stradali, la velocità e la guida in stato di ebrezza. Per molti automobilisti soffiare sull’etilometro è un po’ come fare una passeggiata sui cocci di vetro a piedi nudi. Passare indenni è un’impresa impossibile. «Ma nessuno creda che sono solo i giovani a essere colti fuori dai limiti di legge - spiega l’ispettore Chiminelli -. Ci sono anche persone più avanti con gli anni e con un tasso alcolico fuori norma».
 Nel weekend si intensificano i sequestri delle patenti e le multe. Il fine settimana le strade in direzione di locali e discoteche si fanno più affollate, crescono anche i controlli. Inesorabile c’è la mattanza delle patenti per guida in stato di ebrezza. Questo Natale è stato stabilito anche un piccolo record. È stato fermato un ragazzo alla guida di una macchina. Il suo tasso alcolico era di 3,7 grammi per litro. Il massimo è di 0,5. Superato l’1,5 c’è il ritiro della patente per un anno. «È l’unico tipo di sanzione che sembra fare presa sugli automobilisti - spiega il comandante Chiminelli -. Per quanto siano salate l’aspetto economico delle multe sembra spaventare meno chi guida. La prospettiva di dover restare a piedi per un anno e sostenere l’esame da zero funziona molto di più». Il rispetto dei limiti di velocità è un altro punto su cui la polizia stradale batte molto. Gli ultimi due incidenti mortali avvenuti in Gallura sono stati causati dall’alta velocità. Per questo accanto all’attività di controllo si punta anche sulla prevenzione.
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 06 GENNAIO 2009

Le scuse impossibili, dai Boeri al colluttorio

  3 ol pol 060109OLBIA. Maledetti Mon Cherì. I cioccolatini da semplice ghiottoneria per golosi sono diventati il capro espiatorio, la pietosa bugia su cui gli automobilisti cercano di aggrapparsi davanti alla sentenza impietosa dell’etilometro. Così cercano di scaricare la colpa di una serata alcolica sui dolcetti.
 Difficile che si possa far scoppiare il pungiball per aliti etilici, con un cioccolato. A dire il vero neanche una scatola intera basterebbe allo scopo. Ma la fantasia di chi barcolla dietro il volante non ha freni inibitori. Le scuse che arrivano da chi viene beccato dalla stradale spesso strappano più di un sorriso agli agenti, pronti a ritirare la patente, ma anche a consegnare l’oscar per la recitazione.
 Così dopo aver dato un calcio alla dignità si è pronti a dire di tutto pur di avere salva la patente. Un signore pizzicato alle 4 del mattino con un tasso etilico di 2,7 ha sostenuto di non aver toccato un goccio, ma di avere fatto degli sciacqui dopocena con il collutorio. Il limite di 0,5 si raggiunge con due birre. Non funziona neanche la scusa del caffè corretto. Utilizzata a vuoto da troppi automobilisti. La fantasia arriva anche a giurare di avere mangiato al massimo un cioccolatino con il ripieno di liquore, peccato i tassi alcolici confinino con il coma etilico.
 Tante le giustificazioni, nessun successo. Lunga teoria di scuse che gli automobilisti a un passo dall’appiedamento riescono a inventare. Quasi tutti, invano, contestano l’attendibilità dell’etilometro. Ma l’alcoltest non pedona. Per chi viene trovato con un tasso alcolico oltre l’1,5, tre volte superiore al limite, è previsto il ritiro della patente per un anno e l’obbligo di sostenere di nuovo la teoria e la pratica. Operazione non semplicissima per chi ha superato gli esami negli anni Cinquanta. Gli stratagemmi per cercare di ingannare il naso elettronico sono destinati a fallire in modo misero. Leggende metropolitane che non hanno nessuna base scientifica. Inutile tentare con le caramelle alla menta. Fanno benissimo per l’alito, ma non per il tasso alcolico. L’unico reale stratagemma per non risultare positivi all’etilometro è rimanere lontani da birre e beveroni colorati. (l.roj.)

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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 06 GENNAIO 2009

Incendio a Poltu Quadu si cercano i mandanti

4 ol inc 060109OLBIA. Le indagini per risalure agli ignoti incendiari che, domenica notte, hanno tentanto di mandare in cenere l’abitazione di Massimo Pirone, il quarantenne napoletano che gestisce una pompa di benzina alla periferia di Olbia proseguono, senza soste, da parte dei carabinieri. Gli specialisti del nucleo investigativo hanno recuperato quanto restava della piccola tanica di benzina e della pompetta utilizzata dagli autori del gesto intimidatorio per mettere in atto il loro piano. La ricerca di eventuali impronte digitali o tracce di Dna su quanto è stato salvato dal provvidenziale (per l’abitazione dello sfortunato esercente preso di mira dagli incendiari) intervento di alcuni vicini di casa, che al primo balenare di fiamme si sono precipitati nella villetta armati di manichetta d’acqua di giardino, si riveleranno utili per le indagini. I carabinieri di Olbia sono alla ricerca di elementi che possano portare alla scoperta degli autori, e quindi risalire ai mandanti. Al momento gli investigatori non tralasciano alcun pista, mentre l’uomo non avrebbe ricevuto minacce. I malviventi, due o tre secondo i militari, hanno utilizzato un trapano per perforare la porta in legno ed un bidoncino pieno di benzina che è stata versata all’interno della casa con un tubo. Solo l’intervento dei vicini, che hanno spento il rogo, ha permesso di evitare ulteriori danni all’abitazione.
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 06 GENNAIO 2009

Provincia Gallura contro Comune di Olbia

Sempre i giochi di potere dietro il nuovo capitolo della battaglia sul Cines

  39 ol tar 040109 42 ol operai 040109 41 ol tar 040109

di Enrico Gaviano

 OLBIA. Provincia Gallura contro Comune di Olbia. La partita sul Consorzio industriale si gioca fra due contendenti. In palio anche stavolta il controllo del Cines, fonte da sempre di lotte di potere politico. Al vertice dell’ente di Cala Saccaia c’è Pietrina Murrighile e il sindaco di Olbia Giovannelli, e per lui il centrodestra, mirano a scalzare la presidente della provincia per sostituirla con un loro uomo. Il Tar sabato ha sospeso le delibere della Murrighile, rimandando tutto al 14 gennaio.
 Pietrina Murrighile ieri ha riunito la sua giunta, per decidere la scontata reazione alla decisione del Tar. La difesa della Provincia è stata affidata a Benedetto Ballero, avvocato espertissimo delle vicende del Cines, di cui si è occupato a più riprese. La Provincia è l’ente a cui la Regione sarda ha affidato in pratica il controllo dei nuovi consorzi, grazie alla legge varata in luglio. Un riordino che serviva, nelle intenzioni di Soru, a semplificare la gestione dei consorzi stessi, ridurre drasticamente i consigli d’amministrazione e ridistribuire uomini impiegati ad altri enti. Un modo per risparmiare denaro pubblico. La Murrighile ha letto la legge in maniera molto ristretta, con la nuova assemblea e il nuovo cda composti da appena tre figure: il presidente della Provincia, il sindaco di Olbia e il rappresentante del settore produttivo. Lettura che le ha garantito presidenza e controllo dell’ente. Ma l’interpretazione è stata contestata subito da Gianni Giovannelli, che non ha mai partecipato alle assemblee convocate dalla Murrighile. Secondo il sindaco forzista, all’assemblea hanno diritto a prender parte anche altri comuni, come Buddusò, Alà, Monti e Sant’Antonio. Una composizione dell’assemblea così fatta, permetterebbe di rovesciare i rapporti di forza e dare al centrodestra il controllo dell’ente.
 Il presidente della prima sezione del Tar, ha sospeso, con il suo decreto del 3 gennaio, tutte le delibere prese dalla Murrighile e dall’assemblea del consorzio, a cominciare dalla sua nomina alla presidenza. Sospensione che blocca l’attività del Cines sino al 14 gennaio, data della camera di consiglio del Tar per la delibera definitiva. E una lettura attenta dell’atto sembrerebbe non rimettere in sella Nizzi, ultimo presidente prima del riordino, che dovrà comunque pazientare pochi giorni. L’atto giuridico ha molte affinità con quello del marzo 2008, quando lo stesso Nizzi si vide sospeso dalla presidenza del Cines da un decreto presidenziale del Tar, firmato allora da Rosa Panunzio. La successiva camera di consiglio però, rimise al suo posto il presidente del Consorzio in carica. Sarà così anche questa volta?
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 06 GENNAIO 2009

Pronto soccorso, niente scuse dal primario

Inchiesta interna della Asl dopo la denuncia di un paziente. Attilio Bua si difende

  5 ol asl 060109 6 ol asl 060109 7 ol asl 060109

di MARCO BITTAU
 OLBIA. Il sassolino di un caso, vero o presunto, di malasanità sta provocando una valanga che rischia di travolgere il Pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II, uno dei reparti «a rischio» della sanità olbiese dove, soprattutto d’estate, pochi uomini lavorano in trincea per far fronte a una domanda crescente di servizi. Tutto parte dalla denuncia («al Pronto soccorso trattati come oggetti») da parte dei familiari di un paziente di Palau. Nei giorni scorsi le pronte scuse offerte dal direttore generale Giorgio Lenzotti che ha annunciato l’apertura di un’inchiesta interna. Adesso, a sorpresa, l’intervento del primario del reparto, Attilio Bua, che ha deciso di rendere pubblica la sua relazione sull’episodio. Una prassi irrituale mirata a difendere l’operato di medici e infermieri in servizio. Imbarazzo alla Asl e un commento secco da parte del manager Lenzotti: «La Asl ha aperto un’indagine interna in seguito alla segnalazione e per far luce sulla vicenda la direzione ha chiesto al direttore del Pronto soccorso un aricostruzione dettagliata dell’accaduto. Una ricostruzione dei fatti, consegnata il 31 dicembre scorso, che ora andrà verificata».
 L’episodio risale al 30 novembre scorso. «Alle 20.50 - precisa il rapporto del responsabile del reparto, Attilio Bua - giungeva in Pronto soccorso, accompagnato dall’ambulanza dai volontari del 118 di Palau, Giovanni Pes, 84 anni, con sospetto clinico di ictus cerebri-recidivo. Il paziente veniva immediatamente sottoposto agli accertamenti diagnostici del caso (esami ematochimici, Tac cranio, elettrocardiogramma con valutazione cardiologica, rilievo di tutti i parametri vitali) e al trattamento di stabilizzazione».
 «Subito dopo l’arrivo in Pronto soccorso - prosegue la ricostruzione del primario - il paziente andava incontro ad un episodio di vomito alimentare che un’infermiera professionale provvedeva tempestivamente a ripulire e, allo stesso tempo, si preoccupava di rimuovere gli abiti sporchi e a lavare il paziente. Concluso in meno di un’ora l’iter diagnostico clinico, laboratoristico e strumentale che confermava il sospetto diagnostico, il medico che aveva in carico il paziente, incaricava l’infermiera di chiamare i parenti del paziente dalla sala d’attesa per informarli sullo stato del loro congiunto. Per ben due volte il tentativo è stato vanificato per l’assenza dei parenti. Nello stesso tempo il medico, appurato che nell’ospedale di Olbia non c’era disponibilità di posti letto per accogliere il paziente in regime di ricovero, contattava i colleghi dell’ospedale di Tempio che comunicavano la disponibilità di un unico posto letto nell’unità operativa di medicina, riservato alle emergenze cardiologiche. Poiché per il signor Pes, data la patologia presentata, si imponeva il ricovero, si organizzava il trasferimento in quel reparto e, pertanto, si chiamavano i reperibili addetti al trasferimento del paziente. Durante l’attesa, il medico faceva ulteriori due tentativi di contattare i parenti recandosi di persona nella sala d’attesa. Valutate le condizioni del paziente, tenuto conto che il posto disponibile poteva essere occupato da altra possibile urgenza, il medico alle 22.44, procedeva al trasferimento. Soltanto dopo la partenza dell’ambulanza si presentava la figlia del paziente per chiedere notizie del padre. Ovviamente, l’infermiere del Triage, che non era a conoscenza degli sviluppi clinici del caso, in quanto impegnato a svolgere la propria attività di Triage, invitava la signora Pes ad attendere qualche minuto, giusto il tempo di comunicare al medico le informazioni richieste. Quindi, ricevute le informazioni le trasmetteva subito all’interessata».
 «La signora - prosegue la Relazione - appresa la notizia del trasferimento del padre, inveiva energicamente sull’infermiere senza lesinare insulti rivolti a tutta l’equipe e con tono particolarmente minaccioso chiedeva le generalità di tutti. L’infermiere, impaurito dall’aggressività della signora e, soprattutto, preoccupato di non allungare i tempi di attesa dei numerosi pazienti giunti in Triage, rinunciava a sottrarre ulteriore tempo in inutili polemiche e invitava la signora a chiedere qualunque informazione sul personale in servizio alla direzione medica dell’ospedale. Durante il percorso da Olbia a Tempio il paziente veniva trattato con tutto l’amore e le cure dovute. Tutti conoscono la professionalità e l’affetto che l’infermiera professionale addetta al servizio rivolge ai pazienti, la stessa infermiera che dopo aver accompagnato il paziente a Tempio, lo ha accuratamente ripulito al secondo episodio di vomito verificatosi proprio mentre si apprestavano ad adagiarlo sul letto, coadiuvata dalla collega di Tempio».
 «Infine - conclude la relazione di Attilio Bua - la carta d’identità del signor Pes, che accompagnava il paziente, veniva consegnata al medico di guardia dell’unità operativa di medicina di Tempio, affinché venisse consegnata successivamente al paziente stesso o ai familiari».
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 06 GENNAIO 2009

Odissea nella città delle buche

Con la pioggia cede l’asfalto. Automobilisti in rivolta

  8 ol buche 060109 9 ol buche 060109 10 ol buche 060109

di ALESSANDRO PIRINA
 OLBIA. Il sistema viario cittadino sembra un videogioco. Ogni percorso, che sia in centro o nelle periferie, ha le sue trappole per conducenti e centauri. Da sempre auto e moto sono costrette a fare slalom e gimcane per evitare le voragini dell’asfalto, ma negli ultimi tempi, complici le abbondanti piogge cadute sulla città, il fenomeno si è esteso a tutti i quartieri. Da zona Bandinu a viale Aldo Moro, passando per San Nicola e il lungomare, oggi Olbia è una città-gruviera, in cui il manto stradale ha ceduto il passo a buche e crateri.
 Un percorso a ostacoli che fa solo la felicità dei carrozzieri. E nulla o quasi può la task force comunale creata ad hoc per tappare gli squarci stradali. Il servizio di pronto intervento è attivo da un paio di mesi, ma l’instabilità del tempo e le incessanti piogge rendono quasi inutili le riparazioni degli operai. «La squadra è ogni giorno al lavoro - spiega l’assessore Gesuino Satta, padre dell’iniziativa -. Basta comporre il numero verde 800.984674 ed entro due ore il gruppo di operai si presenta sul posto per mettere in sicurezza l’area. In caso di pozzanghere si prosciuga l’acqua con i mezzi idonei e solo a quel punto si riempie la buca con ghiaia e pietrisco. Il lavoro dovrebbe finire nei tre giorni successivi con il rifacimento dell’asfalto, ma purtroppo le condizioni climatiche di questo periodo non ce lo consentono». In effetti, ieri la squadra anti-buche è intervenuta in via Boccherini, traversa che da via Fausto Noce porta in via Barcellona, dove da qualche giorno una voragine di ampie dimensioni, complici le auto in sosta sui due lati della carreggiata, quasi impediva il transito. Un minirestyling che, però, non risolve il problema: il passaggio di qualche decina di mezzi fa sì che la voragine si riappropri subito della strada. «Le condizioni del tempo non ci permettono di intervenire in altra maniera - dice ancora Satta -. Asfaltare in questo momento equivarrebbe buttare soldi pubblici senza nemmeno risolvere la questione. E’ lo stesso motivo motivoper cui, pur avendo già appaltato le opere, non iniziano i lavori per via Barcellona o via Goldoni. A deciderlo non sono io, ma i tecnici: serve la temperatura di 15 gradi. Questo, però, non ci impedirà di intervenire in quelle situazioni che presentano emergenze». Una lista infinita di strade che attraversa la città in lungo e in largo. Dall’arteria che costeggia il molo Bosazza all’ingresso di San Nicola per chi arriva dalla tangenziale, da via Copenaghen, dove un cratere divide in due parti la carreggiata, alle buche disseminate in via Imperia. Per non parlare della via Ruinadas o delle vie dei Santi. Insomma, nelle prossime settimane il team dei tappabuche avrà il suo daffare.
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 04 GENNAIO 2009

Il Tar sospende le delibere del nuovo consorzio

Murrighile in stand-by, Nizzi di nuovo presidente. Udienza decisiva il 14 gennaio

  39 ol tar 040109 40 ol tar  040109 41 ol tar 040109

di Enrico Gaviano

OLBIA. Gli sceneggiatori delle soap americane non avrebbero potuto fare di meglio. Nulla sorprende come le vicende del Cines, i colpi di scena arrivano a ripetizione. L’ultimo ieri, il Tar di Cagliari ha sospeso tutte le delibere fatte da Pietrina Murrighile, che decade temporaneamente dalla presidenza del nuovo consorzio gallurese. La decisione definitiva verrà presa il 14 gennaio dalla camera di consiglio del Tar, ma intanto i ricorrenti incassano un successo parziale non da poco.
 Il ricorso era stato annunciato da Gianni Giovannelli, che non ha mai partecipato alle riunioni convocate dalla Murrighile, chiamata in qualità di presidenze a coordinare i primi passi del Cines dopo la legge regionale di riordino dei consorzi industriali. Troppo restrittiva per Giovannelli l’interpretazione data dalla Murrighile, secondo cui solo la stessa presidente della Provincia, il sindaco di Olbia e il rappresentante degli operatori della zona industriale (Patrizia Bigi) avevano diritto a far parte di assemblea e cda del nuovo consorzio. Il diritto, sempre secondo Giovannelli, era anche degli altri comuni che facevano parte del vecchio consorzio.
 L’istanza di sospensione degli atti della Murrighile è stata presentato al Tar appena la mattina di due giorni fa. E il presidente della prima sezione, Paolo Numerico, l’ha accolta pienamente ieri, annullando tutte le delibere prese a partire dal 5 novembre, e rimandando la decisione definitiva al 14 gennaio.
 Come un effetto domino, vengono cancellati (almeno temporaneamente) la nomina di Patrizia Bigi come rappresentante degli imprenditori, la delibera dell’assemblea generale che prevede che la stessa sia composta da soli tre rappresentanti, l’elezione della Murrighile a presidente del Consorzio, l’elezione del collegio dei revisori, la nomina fatta del consorzio per il collegio dei liquidatori, il cambiamento di denominazione da Cines e Consorzio industriale provinciale Gallura, e ogni altro atto connesso anche se non conosciuto.
 Il magistrato sottolinea come «il provvedimento cautelare provvisorio ha natura eccezionale perché adottato senza le garanzie del contraddittorio e della collegialità». Ma per Paolo Numerico l’istanza va accolta perché «le censure sono pressochè tutte dotate di fortissimo fumus, specie per la mancata convocazione, nell’adunanza di apertura del novembre 2008, dei comuni di Buddusò, Alà dei sardi, Monti e Sant’Antonio».
 Il presidente della prima sezione del Tar Sardegna continua scrivendo che «se tutte le delibere impugnate paiono invalide per il forte vizio d’origine, sarebbe fonte di ingente danno per il comune ricorrente (Olbia, ndr) che il consorzio adotti fino al 14 gennaio 2009 ulteriori atti operativi».
 Fra gli effetti immediati di questo decreto, c’è anche quello che riguarda Settimo Nizzi, l’ultimo presidente del Cines prima dell’avvento della Murrighile. «Secondo tutta la giurisprudenza - dice il deputato olbiese del Pdl -, non ci sono dubbi sul fatto che la presidenza spetti a me, sino a quando non verranno chiariti i contorni della vicenda». Affermazione a cui è difficile dar torto, perché la legge regionale stabilisce che il presidente del vecchio consorzio decade al momento dell’inizio della prima assemblea generale convocata dal presidente della Provincia. Ma quell’assemblea, in questo momento, non ha alcuna validità.
 Molto soddisfatto, il sindaco Giovannelli. «La certezza che la ragione sia dalla nostra parte - dice - giustifica la mia mancata presenza alle assemblee sinora convocate dalla Murrighile. Presenza che avrebbe legittimato l’interpretazione data dalla presidente della Provincia, che è sicuramente opinabile. Dalla sentenza emergono molte perplessità sull’operato della Murrighile». La presidente della Provincia non ha commentato la sentenza, ma è già pronta a dare battaglia. A differenza di ieri, in cui è mancato il contraddittorio, il 14 gennaio davanti al collegio giudicante saranno infatti presenti gli avvocati di parte.
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 04 GENNAIO 2009

Gli operai della Pana ancora senza salario

  42 ol operai 040109OLBIA. Panettone amaro per gli ex dipendenti della Pana. Prima del nuovo anno dovevano festeggiare l’arrivo delle buste paga attese da giugno. Ma il crack della società che faceva i lavori al centro ha cancellato le loro speranze. Da agosto attendono di vedere qualche euro. Per ora hanno fatto il pieno solo di promesse, mentre si accumulano bollette e richieste di sfatto. L’ultima speranza, avere il salario dal Comune, sembra schiantarsi contro il muro della burocrazia.
 L’azienda si è dissolta in un oceano di debiti. Accanto ai 14 lavoratori della Pana solo i sindacati. I rappresentanti della Cisl hanno preso per mano le maestranze. Il sindaco Gianni Giovannelli si era impegnato a dirottare i fondi destinati all’azienda, per i lavori svolti, nelle tasche dei 14 operai della Pana. Impresa nobilissima. Ma Giovannelli aveva fatto i conti senza conoscere quanto c’era in cassa. La situazione contabile era meno rosea di quanto preventivato. Sulla carta l’amministrazione doveva alla società oltre 250 mila euro. In realtà la Pana aveva fatto lavori al massimo per 80 mila euro. I soldi non bastano per gli stipendi. Per questo tutto l’iter è stato bloccato. «Spero che l’amministrazione paghi almeno una parte delle buste paga - spiegano i rappresentanti della Filca Cisl, Battista Imperio e Alfredo Costa -. Sarebbe un segnale importante per chi attende. Gli operai sono in forte difficoltà. Molti non riescono a pagare più l’affitto o la rata del mutuo». Il sindaco non si tira indietro. «I fondi non sono sufficienti per liquidare gli stipendi e versare i contributi degli operai - dice Giovanelli -. Siamo stati bloccati dal curatore fallimentare che ci ha proibito di pagare anche solo una parte dei salari. Ma abbiamo un tavolo di trattativa aperto per trovare una soluzione rapida. Ma c’è un iter di legge che deve essere rispettato». Impossibile seguire una strada che non passi per il curatore fallimentare. «Con molta probabilità - afferma Imperio -, ci iscriveremo tra i creditori della Pana. In questo modo gli operai avranno la possibilità di avere il 100 per cento di quanto gli spetta. I tempi si allungheranno, ma mi sembra difficile che la vertenza possa avere un’altra soluzione». (l.roj)
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 04 GENNAIO 2009

Rotatorie e nuovi ponti in via Veronese

L’assessore Gesuino Satta ha già riacceso la macchina dei lavori pubblici

di Luca Rojch

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OLBIA. La grande macchina dei lavori pubblici riprende a girare. I cantieri riaprono con il primo obiettivo del 2009. Cancellare un po’ di cartelli “lavori in corso”. Rovesciare la convinzione che lo slalom tra transenne, ponteggi e deviazioni di percorso sia una normale attività per ogni cittadino. Così l’assessore ai Lavori pubblici, Gesuino Satta, mette il piede pesante sopra l’acceleratore. Per prima cosa punta a fare ordine intorno al parco Fausto Noce.
 Già pronto il progetto che prevede la creazione di tre rotatorie per collegare via Fausto Noce a via Veronese con una strada quasi tutta nuova.
 Satta conferma che entro la fine di gennaio verrà chiusa via D’Annunzio. «Nessuna paura - spiega Satta -, abbiamo già preparato la strada alternativa. Un by-pass che parte da via Michele Moro e attraversa via Savona con un ponte nuovissimo. I disagi saranno ridotti al minimo». Per finire il nuovo ponte ci vorranno almeno un paio di mesi. In attesa tutto il traffico passerà per la strada alternativa. Ma l’assessore ha fatto mettere il turbo anche a un altro cantiere. «L’impresa che si occupa dei lavori in via Galvani ha già ripreso a lavorare - spiega l’assessore -. Ora dobbiamo pianificare nei dettagli un cronoprogramma. C’è da definire tutta quella tratto che ruota intorno a via Galvani. Sta per essere completato il rifacimento dei canali. In particolare il tratto che unisce il San Nicola a Zozò. Ma verrà completata anche la viabilità. Per prima cosa è prevista la creazione di una rotatoria accanto alla croce bianca. Poi la strada proseguirà sulla nuova lottizzazione, alla fine ci sarà un’altra rotatoria». Da quel punto verrà creato un altro tratto che prevede anche la costruzione di un ponte che sbucherà nella parte bassa di via Veronese. Anche in questo caso ci sarà l’immancabile rotatoria. Quasi un marchio di fabbrica. «Quando sarà completato questo tratto della viabilità - continua Satta -, chiuderemo via Galvani. Sarà abbattuto anche il ponte che strozza il canale».
 L’assessore Satta è già proiettato alle cose da fare per questo 2009. Nella sua mente non sembra esserci posto per presunte candidature. «Non ho mai avuto l’idea di scendere in campo per le regionali - dice Satta -. Sono felicissimo di fare l’assessore e non voglio tradire i miei elettori e in modo particolare il sindaco e la maggioranza. L’impegno da assessore non mi lascia tempo per altre cose. Già a stento riesco a stare dietro a tutte le attività. L’impegno in Regione sarebbe troppo gravoso, poi lo vedrei come un tradimento per chi mi ha votato e per Gianni Giovannelli che non mi ha fatto mai mancare il suo sostegno. Voglio concludere questa esperienza da assessore in cui credo e in cui metto ogni giorno tutto il mio impegno».
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 04 GENNAIO 2009

Pd, la lista gallurese resta sempre un rebus

Caria: «Niente paracadute dall’Asl». Chessa rilancia le candidature delle donne

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di Enrico Gaviano

OLBIA. Pd e Pdl sperano di acchiappare la maggior parte dei consensi elettorali, ma di certo per ora sono alle prese con le aspettative dei tanti che vogliono entrare in lista. Anche in Gallura. Liste che rappresentano un imbuto in cui non si possono infilare in troppi. Nel Pd è sempre acceso il dibattito sulle donne da mettere in lista, mentre Pierluigi Caria ha chiarito la sua posizione: si è dimesso definitivamente da direttore amministrativo dell’Asl per candidarsi. Dura battaglia senza esclusione di colpi anche nel Polo di destra dove inevitabilmente molti saranno gli scontenti, con prevedibili ripercussioni dopo le regionali.
 Pd. Pierluigi Caria ieri ha chiarito la sua posizione. «Mi sono dimesso per candidarmi alle regionali con il Pd - ha detto -. Nessun paracadute da parte dell’azienda di cui non sarò più direttore amministrativo. Semmai non so se ci sarà un posto per me in lista. Sarà il partito a decidere, io aspetto sereno». Sulla stessa linea l’Asl2. «Non c’è alcun mistero - ha dichiarato il manager Giorgio Lenzotti -. Dal 2 gennaio Pierluigi Caria ha presentato le dimissioni. L’azienda ora ha 60 giorni di tempo per sostituirlo».
 Ieri la coordinatrice provinciale Maria Paola Mariotti è andata a Cagliari a incontrare, come gli altri sette coordinatori provinciali, il commissario del Pd Achille Passoni. Vertice segreto, Passoni infatti preferisce tenere un profilo basso. Presumibile che ci siano state le prime indicazioni, ma le decisioni saranno prese solo a ridosso della scadenza per la presentazione delle liste.
 Nel Pd gallurese vengono date per certe le riconferme degli uscenti Elio Corda e Carmelo Cachìa, mentre lo stesso Caria sembrerebbe in bilico, nonostante sia spinto da Parisi. Qualche chance anche per il sindaco di Oschiri Antonio Perinu e per il consigliere provinciale Domenico Mannironi, per questioni di equilibri territoriali. Molto quotato anche il consigliere comunale di Olbia Ninni Chessa. Ma c’è anche il problema delle donne. Tema che lo stesso Chessa sottolinea con forza: «Il Pd nello statuto ricorda che per le elezioni deve esserci un equilibrio di genere. Quindi su 5 nomi, due dovranno essere le donne». Un bel rebus, anche perché in questo caso sono diverse le aspiranti a una candidatura, a cominciare da Liliana Pascucci, Patrizia Desole, Cristina Dessole, Marina Spinetti e la stessa Maria Paola Mariotti. Una potrebbe però finire nel listino.
 Pdl. Le candidature sembrano ormai decise. In particolare il posto è già assicurato all’uscente Matteo Sanna, sindaco di Telti, dell’area An, al primario di ortopedia a Olbia Peppino Mela e al sindaco forzista di Tempio Antonello Pintus. Quotato anche il consigliere comunale Giampiero Palitta, anche se in questo caso c’è in piedi ancora una faida interna al centrodestra olbiese, con Gianfranco Bardanzellu che rivendica, insieme alla parentela con Nizzi, anche la sua appartenenza al gruppo Pdl. Le aspirazioni dell’ex federale gallurese si scontrano però con la decisione presa dal suo ex partito a livello regionale: nessun transfuga di An può essere candidato in quota Forza Italia. Infine resta in piedi la battaglia fra gli altri due consiglieri regionali uscenti: Giovanni Pileri, area Forza Italia, e Renato Lai, ultimo acquisto del Pdl.
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 04 GENNAIO 2009

Pintus a Biancareddu: «Conteremo i voti»

«Ha rifiutato la candidatura a sindaco ma non può fare sempre di testa sua» 

di Enrico Gaviano

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TEMPIO. «Biancareddu è fatto così. Lui è sempre il candidato, quella parte gli piace troppo per rinunciare. Un po’ come Totò. Solo che invece di vota Antonio, bisogna dire vota Andrea. Ma le sue affermazioni si commentano da sole. I conti li faremo con il numero di voti presi da ciascuno». Così Antonello Pintus, sindaco dimissionario di Tempio, replica alle affermazioni di Andrea Biancareddu. L’esponente dell’Udc lamentava il fatto che per le elezioni regionali, due candidature forti nel centrodestra sono troppe per l’alta Gallura. Pintus replica dicendo che va bene così.
 Il sindaco di Tempio è praticamente certo di essere nella lista del Pdl, in quota Forza Italia. Accordo che va dunque al di là delle mire e dei desideri dell’Udc. Una candidatura forte, chiesta dal vertice del partito. «Non sono ancora sicuro - sottolinea comunque con cautela il diretto interessato -. E infatti c’è ancora tempo per poter ritirare le dimissioni. Del resto la scelta è stata fatta in un arco brevissimo di tempo, visto che entro il 2 era necessario protocollare le dimissioni. Sono alla finestra e aspetto».
 Ma il posto in lista è certo, senza alcun dubbio, proprio perché il Partito della libertà ha voluto cercare un uomo di spicco nell’alta Gallura, seguendo i criteri di copertura del territorio provinciale. «Una linea che abbiamo concordato e che consentirà di avere una lista molto qualificata».
 Pintus tiene anche a rassicurare chi, a cominciare da Andrea Biancareddu, teme che il comune finisca prima allo sbando e poi che alle elezioni vinca il centrosinistra. «Intanto il lavoro svolto in questi anni da me e dai miei collaboratori è stato molto proficuo - sottolinea -. A maggio si terranno le elezioni, la macchina del comune continuerà a funzionare in questo lasso di tempo e anche dopo, quando i nuovi amministratori troveranno i progetti già avviati. Penso anche che il centrodestra, se unito, avrà la possibilità di confermarsi alla guida della città».
 Ma per riuscire nell’impresa, il Polo dovrà marciare unito. «Il risultato delle comunali è legato molto al buonsenso di ciascuno dei componenti della coalizione, spero che tutti lo mettano in campo. Altrimenti si rischia di compromettere quanto fatto sinora. Se c’è qualcuno che vuole scavalcare gli altri e fare di testa sua se ne deve anche prendere le responsabilità».
 E quì Pintus riapre la polemica con Biancareddu. «Gli è stato proposto di essere il candidato alla poltrona di sindaco. E avrebbe potuto catalizzare intorno a sè i consensi di tutta la coalizione. Ma non ne ha voluto sapere. Vuole fare il candidato, ma dove vuole lui. Dunque scendiamo entrambi in campo alle regionali, vedremo chi la spunterà».
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 19 DICEMBRE 2008

Frontale tra auto e bus, muore carabiniere

Vittima un romano in servizio a Buddusò Bruciano i due mezzi, illesi i 4 passeggeri

L’incidente lungo un’arteria pericolosa e ricca di tornanti Inutili i soccorsi per il militare

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di Tiziana Simula

PADRU. Chissà quante volte aveva percorso quella strada tormentata dalle curve per andare a lavorare, una lingua d’asfalto incastrata tra le montagne dove ieri, avvolto dall’oscurità della notte, ha trovato la morte dopo un violento scontro con un pulmino. Un impatto agghiacciante, senza speranza per Andrea Sanchioni, 23 anni, di Roma, carabiniere in servizio a Buddusò, che non è riuscito a sopravvivere alle ferite. Momenti di terrore anche per i quattro passeggeri e per l’autista del bus, rimasti illesi. Dopo lo scontro, infatti, quando sui mezzi ormai non c’era più nessuno, sono esplose le fiamme.
 Il serbatoio del pulmino è esploso e il fuoco ha continuato a divorare le lamiere contorte dallo schianto, incenerendo i due mezzi, fermi in mezzo alla strada, uno incastrato con l’altro. Una scena raccapricciante.
 Erano da poco passate le 19.30 quando il giovane militare stava percorrendo la strada che da Padru conduce ad Alà dei Sardi, diretto probabilmente a Buddusò, nella caserma in cui prestava servizio.
 Un’arteria insidiosa, piena di curve, ancora più pericolosa con l’oscurità. Con la sua Mini aveva già oltrepassato la frazione di Ludurru, una delle tante del comune di Padru, all’uscita dal paese, ma dopo aver imboccato l’ennesimo tornante forse a causa della velocità o di una distrazione, ha perso il controllo dell’auto. Che si è imbarcata invadendo la corsia opposta, proprio quando dall’altra parte della strada stava sopraggiungendo il bus Mercedes della società «Turmo travel», diretto a Olbia.
 Il pulmino guidato da Ciriaco Mundanu, 52 anni di Bitti, faceva la linea Bono Isola Bianca, a bordo c’erano quattro passeggeri. Un viaggio terribile.
 Lo schianto è stato inevitabile, l’uno di fronte all’altro, senza poter evitare il peggio. La corsa, la frenata, l’impatto, tutto in un attimo nel silenzio della notte. Lo choc è stato forte per i passeggeri del bus che, fortunatamente, non hanno riportato ferite gravi, solo qualche contusione e tanta, tantissima paura. Sono scesi uno ad uno frastornati ma poi si sono resi conto che le condizioni del giovane dentro la Mini erano gravi. Qualcuno di loro o forse qualche automobilista di passaggio ha dato l’allarme e nell’isolata frazione sono arrivati i soccorsi: le ambulanze del 118 con i volontari che hanno cercato di rianimare il giovane, le cui condizioni sono immediatamente apparse gravi. Il militare è morto poco dopo. Nel frattempo, è arrivata da Olbia anche l’ambulanza col medico a bordo che ha confermato la morte del giovane, troppo gravi le lesioni riportate.
 A bordo dell’ambulanza, i sanitari hanno aspettato le disposizioni del magistrato sulla destinazione della salma mentre sul luogo dell’incidente sono arrivati i colleghi delle stazioni di Buddusò, di Alà dei Sardi e gli agenti della polizia stradale di Olbia, guidati dal comandante Andrea Chiminelli. I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare a lungo per spegnere l’incendio che ha avvolto i due mezzi dopo l’urto ma che fortunatamente non ha investito i passeggeri, già scesi dal pulman.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 19 DICEMBRE 2008

Loculo troppo stretto, la bara resta incastrata

Imbarazzo e polemiche al funerale nella nuova struttura che costa come una reggia

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di Luca Rojch

OLBIA. Difficile separarsi dal caro estinto. Ancora di più se la bara non entra nel loculo troppo stretto. Per molti un argomento toccante. L’ultimo saluto nel cimitero a 5 stelle, con il cuore in frantumi e la vista affogata dalle lacrime. Il figlio dà l’addio alla madre. Sorretto dai parenti. Un piccolo esercito del dolore. Lacrime e preghiere. Ferale esercizio del lutto. Il prete impartisce la benedizione alla salma, poi la bara viene spinta nel loculo a schiera, ma superata la metà la cassa si incastra.
 Inutile lo sforzo dei parenti che spingono prima con delicatezza poi con sempre maggiore energia il feretro. La bara non passa. Resta incastrata, con le gambe all’aria. Il loculo è troppo stretto. Più di 100 parenti sone assistono increduli. Inutili gli sforzi creativi, o le astute manovre. La bara striscia e si incastra tra pareti troppo vicine. A raccontare la vicenda è uno il figlio della donna sepolta a fatica. «Il loculo è stato costruito in modo strano - spiega Renato Gala -. L’ingresso era largo, ma nel fondo si restringeva. Se si infilava la cassa dalla parte della testa, arrivata all’altezza delle spalle la bara si incastrava. Abbiamo lottato per un’ora per cercare di trovare una soluzione. Lascio immaginare a tutti l’imbarazzo e l’umiliazione che ho provato davanti a tutti i familiari. Alla fine abbiamo dovuto invertire il senso della cassa». Dopo una rapida consultazione a metà tra l’ingegno e l’ingegneria i familiari hanno deciso di fare entrare la salma nel loculo non dalla testa, come viene sempre fatto, ma dai piedi. «Una umiliazione - continua Gala -. Ho pagato quasi 3 mila euro solo per il loculo in questo cimitero a 5 stelle. E questi non sono in grado neanche di costruire in modo decente una celletta». Inutili le proteste. «Dall’impresa che gestisce il camposanto - racconta Gala - mi è stato detto che i loro loculi sono tutti uguali, prefabbricati. Che forse la bara è troppo larga, fuori misura». L’uomo con la madre sepolta al contrario è furioso. «Non mi intendo di cimiteri - spiega - ma non credo che la nostra fosse una bara extralarge. È il loculo costruito male». L’episodio forse strapperà qualche sorriso, ma per il cimitero, che ha cominciato da meno di un anno a ingoiare salme e denaro è un flop. Il Comune lo aveva presentato come una struttura all’avanguardia e con un tripudio di fasce tricolori aveva inaugurato le prime spalliere. Un macabro taglio del nastro. Un po’ come inaugurare due pilastri e sostenere che saranno un ospedale. Il resto della futuristica struttura dedicata al ricordo è tutta da immaginare. L’unica cosa reale sono i prezzi fuori mercato. Morire in città è roba da ricchi, come aveva denunciato l’opposizione nella campagna contro il caro estinto. Ma nessuno immaginava che a una maxi tariffa corrispondesse un mini loculo.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 19 DICEMBRE 2008

Parco Fausto Noce, il vivaio si può salvare

Accordo in vista con l’Ente foreste per la conservazione della riserva

  10 ol ferr 161208  16 ol fnoce 191208

OLBIA. Il suo destino sembrava segnato, una rapida estinzione, un po’ come i panda e la foca monaca. Il vivaio del Fausto Noce aveva già fatto la sua cyber scomparsa, e stava per spegnersi per sempre anche nel mondo reale. Era già stato cancellato dalla Regione dal sito del corpo forestale. La conferma della volontà di sopprimere il polmone verde arriva anche dalla lettera di trasferimento arrivata al capo cantiere. Il direttore è stato trasferito negli uffici di Cala Saccaia. Senza una testa pensante tutto il resto del personale non ha potere per decidere. Il vivaio sembra a un passo dalla fine, ma per cambiare una storia già scritta questa mattina arriva in città il direttore dell’ente foreste Graziano Nudda. Da lui si spera arrivi una soluzione. Mantenere i cinque ettari del vivaio che da 30 anni è un punto di riferimento per la città e la richiesta per la gestione del verde di tutto il parco. Non manca l’appoggio della politica. «Abbiamo fatto una campagna a difesa del vivaio forestale - spiega Carlo Careddu del Pd -. Per prima cosa con Nardino Degortes e Antonio Loriga abbiamo presentato un interrogazione in Comune. Ma la protesta è arrivata fino in Regione». Ma fino a qualche settimana fa il destino del vivaio e dei 20 dipendenti sembrava già deciso. La chiusura dell’area con la cessione al Comune dei cinque ettari e il trasferimento dei 20 dipendenti. Le proposte che per prima l’amministrazione aveva portato avanti sono state scartate. Una prima ipotesi prevedeva di spostare il vivaio in un’area a Cugnana. Proposta portata avanti anche dal sindaco che pensava di integrare l’area all’interno del Fausto Noce. Ma l’area di fatto non è ancora nelle mani dell’amministrazione. Per questo si chiede di non smobilitare il vivaio, ma di integrarlo all’interno del polmone verde nel cuore della città. «Non ci interessa solo salvaguardare le professionalità - continua -, ma non disperdere un patrimonio della città. All’interno del vivaio vengono coltivate essenze endemiche, lecci, mirto, ma non solo. Il vivaio è anche un laboratorio botanico». (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 19 DICEMBRE 2008

Ferrovie, è l’ultima fermata Golfo Aranci ora accusa Olbia

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di Tiziana Simula

 GOLFO ARANCI. Veleni e divisioni per una sera sono stati messi nel congelatore: le ferrovie sono riuscite nel miracolo di ricompattare la maggioranza lacerata da una profonda crisi, con una giunta inesistente e un sindaco imbilico. C’è un appuntamento importante a cui il lunedì il primo cittadino non poteva andare senza avere una mandato dall’assemblea: la conferenza di servizi a Roma, dove si parlerà della dismissione del collegamento ferroviario Olbia Golfo Aranci.
 Una mazzata per il paese. Che le ferrovie se le vuole tenere e che invece si ritrova a fare i conti con una dismissione decisa da altri, compresa la vicina Olbia «che ha pensato a risolvere il problema dell’arretramento della stazione senza pensare alle conseguenze per Golfo Aranci, nessuno ha chiesto il nostro parere», hanno detto maggioranza e opposizione. Che hanno stilato un documento unitario di protesta che il sindaco Sergio Memmoli porterà a Roma, col quale il Comune esprime il proprio disappunto per non essere stati chiamati in causa e chiederà che le ferrovie non vadano via e il collegamento ferroviario nion venga smantellato, richiesta supportata da oltre 900 firme dei golfarancini. «Vogliamo essere ascoltati, dobbiamo ribellarci a chi non ci considera - ha attaccato il sindaco -, non siamo una periferia di Olbia. Pretenderò che Bertolaso venga a Golfo Aranci così come è andato a Olbia, La Maddalena e Palau: deve venire anche qui, solo così si renderà conto della nostra realtà e delle nostre esigenze».
 La contestazione prima di tutto. Visto che i giochi sembrano essere ormai fatti, previsti tra gli eventi del G8. «La convocazione non parla di dibattito ma di approvazione di progetti - ha sottolineato Giorgi Vagnarelli -. Progetti che noi non abbiamo mai visto: tutto è già stato deciso, cosa può fare Golfo Aranci col suo unico voto? Dobbiamo manifestare in maniera eclatante la nostra protesta». Il dissenso ma bene ma non basta: le aree dismesse dalla ferrovia dovranno restare al Comune, è la richiesta del consiglio comunale. Una contropartita necessaria per fronteggiare i danni provocati dalla dismissione. «non possiamo tornare a mani vuote, dobbiamo riprenderci le aree che poi dovranno essere riqualificate». Anche l’opposizione polemizza contro «l’ultimo abuso compiuto da Olbia che ci ha portato via le ferrovie», hanno detto Andrea Viola e Vito Frau, sottolineando però che l’amminustrazione comunale si sarebbe dovuta muovere prima.
 Sia la maggioranza che l’opposizione alla fine del lungo dibattito hanno comunque approvato all’unanimità un documento che condanna senza appello la dismissione della linea ferroviaria Golfo Aranci-Olbia a fronte delle pressanti esigenze di riqualificazione e valorizzazione del complessivo sistema dei trasporti nel paese. Insomma, giù le mani dai binari e i consiglieri comunali sollecitano addirittura «il potenziamento della tratta ferroviaria unitamente alla linea navale che collega Golfo Aranci con Civitavecchia per consentire il trasporto delle merci su rotaia».
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 19 DICEMBRE 2008

Maggioranza e opposizione d’accordo in aula

«Il traffico delle merci? Deve restare in Gallura»

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OLBIA. La Provincia si prepara alla guerra dei binari. Visto da via Nanni l’appuntamento con la storia del 22, in cui si firmerà l’arretramento della stazione dal centro della città, ha molto meno appeal. La preoccupazione più che per le volumetrie che nasceranno al centro è legata al futuro del trasporto delle merci sulle rotaie.
 Tutta l’aula compatta prende posizione. Vota un documento preparato dalla commissione programmazione e da quella viabilità. A illustrarla è il consigliere, Domenico Mannironi, Pd. «Un documento importante - spiega Mannironi - che impegna la presidente a portare avanti una posizione precisa».
 Nel documento votato da tutta l’aula si sceglie una via diversa da quella del Comune. Non si spinge solo sull’arretramento della stazione, ma anche sulla contestuale creazione della circonvallazione e dello scalo merci nel porto industriale. «Non dobbiamo avvallare lo spostamento a Porto Torres dello scalo merci - dice Tore Derosas, Pd -. Dobbiamo difendere l’asse del nord est, un corridoio privilegiato».
 Ma anche dal centrodestra c’è unità. «Partiamo dall’arretramento della ferrovia - spiega il capogruppo di Forza Italia, Livio Fideli -. Portiamo a casa la certezza di avere qualcosa, poi ci concentreremo sul traffico merci».
 L’appoggio arriva anche nell’intervento del consigliere Tore Marrone. «Dobbiamo difendere i nostri settori strategici, come il granito e il sughero - dice Marrone -. Per questo non possiamo rinunciare al traffico merci». A chiudere prende la parola il vicepresidente della Provincia, Antonio Satta. «Rinunciare allo scalo merci significa rinunciare a uno dei tasselli dello sviluppo - dice Satta -. Per questo nel documento che porterà la presidente a Roma ci sarà non solo la richiesta del’arretramento della stazione, ma anche la difesa del traffico merci su rotaia, è una risorsa per il nostro territorio a cui non possiamo venire meno». (l.roj.)
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 30 NOVEMBRE 2008

Cantieri a rischio, nella lista anche via Galvani

 Tra il Comune e l’impresa Comer braccio di ferro sull’adeguamento dei costi

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di Luca Rojch

OLBIA. Lo stregone è già stato contattato. Il Comune vuole spezzare la maledizione dei lavori pubblici. La macchina dei cantieri va avanti alla moviola in città. La data della fine dei lavori sembra scritta con l’inchiostro simpatico. Si sposta sempre un passo oltre. L’incompiuta è compiuta. Al posto del nastro tricolore per l’inaugurazione spesso restano sconsolate impalcature arrugginite che cingono come corone i palazzi in costruzione. Re del non finito, del cantiere interrotto. Il cemento si ferma, a prendere la scena sono gli avvocati. Si moltiplicano le controversie con le imprese. Più a loro agio tra le carte bollate che tra le betoniere.
 Dopo il crack della Pana, il braccio di ferro con la Tor di Valle per il municipio, l’amministrazione cerca di ricucire lo strappo con la Comer, la società che fa i lavori in via Galvani. Per 4 mesi il cantiere che sistema strade e canali tra il parco Fausto Noce e via Galvani è rimasto immobile. Uno appalto ricco che doveva servire per sistemare la viabilità e i gli equilibri idraulici per aprire il nuovo maxi parco. In teoria i lavori dovevano finire nel 2008. Solo in teoria. Perché l’impresa che ha vinto la gara ha chiesto un’integrazione dei prezzi. Il Comune ha risposto con la minaccia di rescissione del contratto e la richiesta di danni. Lavori fermi con il tempo che galoppa via. Alla fine l’impresa ha in parte ceduto. Ha ripreso i lavori, ma il braccio di ferro non è finito. «Trattiamo per trovare una via di uscita - dice il sindaco Gianni Giovannelli -, ma per prima cosa abbiamo chiesto che il cantiere riprendesse subito l’attività». Un cocktail letale. La crisi economica, il sistema di appalti che è una gabbia per l’amministrazione, la consuetudine di chiedere la revisione dei prezzi, un ritocco verso l’alto delle tariffe. Richiesta che diventa spesso insostenibile per il Comune. Si arriva a casi clamorosi. La Tor di Valle vuole una revisione dell’appalto sullo Scolastico da 5 milioni di euro. Il costo iniziale dell’appalto per il recupero dell’edificio era di 8 milioni. Il crack della Pana, la società fallita che faceva i lavori nel centro storico, è un altro esempio del momento di difficoltà. «In città questo tipo di investimenti non hanno nessuna ricaduta - spiega Rino Picinnu, Pd -. Ad aggiudicarsi gli appalti sono le imprese di fuori con ribassi che non sono sostenibili. Alcune falliscono o tentano la fuga. A pagare spesso sono i fornitori che non vedono un euro. Ma il Comune deve avere maggiore attenzione nel fare gli appalti». A cercare di far girare la macchina dei lavori pubblici c’è l’assessore Gesuino Satta. «Ci sono diversi fronti - spiega Satta -. Per l’appalto dello scolastico rimane in piedi la richiesta di rescissione. Spero che ora si apra un trattativa concreta. Sui lavori al centro siamo in contatto con la Gedi, la seconda classificata. Cerchiamo di risolvere anche la controversia per il cantiere di via Galvani. La società che faceva i lavori si è fermata per quattro mesi. Ha chiesto l’adeguamento delle tariffe al Comune, non l’abbiamo accontentata ed è andata via. Ora ha ripreso i lavori, ma siamo fuori tempo massimo. Dovevano completare tutto entro la fine dell’anno. Non sarà così. Molte imprese che partecipano alle gare di appalto convinte di trovare l’America. Ma non siamo mucche da mungere».
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 30 NOVEMBRE 2008

IL SINDACO

«Nelle imprese edili avvocati e consulenti al posto degli operai»

  14 ol bando 251108OLBIA. Campione di slalom tra le avversità il sindaco Gianni Giovannelli gestisce con l’abilità di chi passeggia ogni giorno sopra il tappeto di braci l’allarme cantieri. «Dobbiamo partire dalla crisi economica - spiega -. A pagare per prime sono le imprese. Più l’appalto è importante più alti sono gli sforzi economici. A questo si deve aggiungere la complessità dei lavori. Nei cantieri del centro l’imprevisto fa parte della quotidianità. Ma sarebbe scorretto ridurre tutto a questi due fattori». Il primo cittadino lascia la timidezza in un angolo. Giovannelli si riscalda e parte all’attacco del sistema degli appalti. «Non c’è quasi più un appalto che non abbia uno strascico legale - afferma il sindaco -. Il ricorso al Tar sembra un naturale corollario di ogni gara. Se andiamo a vedere come le società si strutturano sembrano sempre meno imprese edili e sempre più agenzie di affari. Hanno più avvocati e commercialisti che operai. Vincono gli appalti con ribassi insostenibili. Danno i lavori in sub appalto e poi si buttano a richiedere ritocchi delle tariffe. Il Comune non può fare molto, le alternative sono la rescissione del contratto, l’applicazione delle penali. Ma in questo modo i tempi per la fine dei lavori si allungano».
 Giovannelli scende nel concreto. «Non dobbiamo dare un quadro negativo della situazione degli appalti pubblici in città - continua Giovannelli -. I lavori al centro ricominceranno a breve. Siamo già in contatto con la seconda classificata. Cerchiamo di convincere l’impresa a riassumere le maestranze rimaste senza lavoro. È un’azienda seria, la stessa che ha vinto l’appalto per il secondo lotto dell’ospedale. Anche per la situazione dello Scolastico cerchiamo una soluzione. La proposta dell’aggiornamento dell’appalto proposta dalla Tor di Valle non è accettabile. Non possiamo sborsare altri 5 milioni di euro. Ma cerchiamo di capire se ci sono margini per la trattativa. Abbiamo quasi superato la controversia con la Comer, che fa i lavori in via Galvani. Anche loro hanno chiesto una revisione di alcune voci del capitolato. In qualche caso davvero bassi. Il calcestruzzo era sotto il prezzo di costo. Dopo quattro mesi di stop e la minaccia di rescissione del contratto ora hanno ripreso i lavori». (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 30 NOVEMBRE 2008

Sciopero al «Deffenu», sospesi 550 studenti

Epidemia di gastroenterite per evitare il 7 in condotta. Il preside convoca i genitori

 30 ol sciop 301108                                   di ALESSANDRO PIRINA
 OLBIA. Condannati per abuso di sciopero. Mano pesante del preside dell’istituto tecnico Deffenu contro i suoi studenti. Di fronte all’ennesima assenza di massa Gerardo De Luca ha deciso di ricorrere a una punizione esemplare: tre giorni di sospensione e sette in condotta in pagella. Una sanzione severa che ha inguaiato più della metà degli alunni dell’istituto tecnico cittadino: 550 su 870.
 Unica scappatoia, il certificato medico. E così i no ai tagli della Gelmini e le proteste sulla sicurezza nelle scuole si sono trasformati in ascessi e gastroenteriti. Ovviamente, complici mamma e papà. Artifizio che ha mandato su tutte le furie De Luca. Che ieri ha convocato i genitori per spiegare le ragioni del provvedimento e sollecitare maggior collaborazione tra scuola e famiglia. «Da più di un mese viviamo nel disagio - ha esordito il preside -. Non entro nel merito delle ragioni della protesta, che per alcuni versi può essere anche condivisibile. Il problema è che i ragazzi stanno creando una situazione insostenibile. Tra ottobre e novembre si sono persi dieci giorni di lezione. Io ho provato a parlarci, a organizzare iniziative comuni e mi sembrava avessero capito. Ma di fronte all’assenza immotivata di due giorni fa ho ritenuto opportuno prendere provvedimenti». Giovedì gli studenti hanno disertato le aule: in classe è entrata solo un’esigua minoranza, gli altri tutti a spasso. All’origine della protesta la sicurezza nelle scuole. «Non potevo far finta di niente - ha aggiunto De Luca -. Li ho sospesi per tre giorni con obbligo di frequenza. A meno che qualcuno non presentasse un certificato medico. Quel qualcuno, però, è diventato maggioranza. A Olbia giovedì mattina una gastroenterite ha colpito tutti gli studenti di questa scuola. Anche quelli che avevo visto con i miei occhi fuori dal cancello. Mi rivolgo ai genitori: vi sembra educativo diventare complici dei vostri figli per evitare una punizione?». La platea, più di un centinaio tra mamme e papà, prima ha ascoltato e poi si è divisa tra favorevoli e contrari. «Come genitori abbiamo fatto una figuraccia». «Ma è stato lei a darci la possibilità di coprire i nostri figli». Poi un padre, da sempre militante di sinistra, esalta la libertà di manifestare e attacca la riforma Gelmini. Ma viene contestato da una mamma iperconservatrice. «Mio figlio è stato adescato dal comitato studentesco. La prossima volta li denuncio». Tocca a De Luca difendere i rappresentanti d’istituto, promotori degli scioperi. «Io qui non ho mai visto violenze nei confronti di chi vuole entrare in aula».
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 29 NOVEMBRE 2008

Pittulongu, con le sentenze arriva la stangata

Dopo i 100 ricorsi al Tar il Comune paga il conto: si prevede un milione di euro

  16 pitt 291108 17 pitt 291108

di Luca Rojch

OLBIA. Dalla cima della montagna di carte bollate si è staccato solo un piccolo sasso, ma l’effetto valanga sembra inevitabile. Pittulongu diventa di nuovo protagonista. Il piano di risanamento messo sotto la lente di ingrandimento dalla magistratura continua a riservare effetti collaterali devastanti per il Comune. L’amministrazione, dopo l’interesse dei magistrati per i faldoni del quartiere nato sul mare, aveva deciso di stoppare tutte le concessioni. Nessuna licenza per evitare guai con la giustizia. Ma i proprietari dei terreni non si sono fermati. Hanno fatto e vinto il ricorso al Tar. Ora arriva il conto da pagare. Salatissimo.
 Il tribunale ha dato ragione ai proprietari e ha imposto all’amministrazione di rilasciare le concessioni. Ma ora arrivano anche gli effetti collaterali. La bordata non calcolata. Danni, spese processuali, parcelle di avvocati. Il primo è approdato in consiglio. Un debito fuori bilancio di mille euro. Pochi spiccioli. L’onda anomala si sta per abbattere sulle casse del Comune. Oltre 100 ricorsi al Tar. Ognuno dovrebbe costare all’amministrazione più o meno 10 mila euro. La moltiplicazione taglia le gambe. Un milione di euro. La denuncia arriva in consiglio comunale dall’opposizione. Che rompe la monotonia del riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Una specie di lista della spesa che il comune deve pagare. «Non possiamo accollarci tutti i costi dei ricorsi al Tar perché manca ancora un piano di risanamento valido per Pittulongu - accusa Giorgio Spano -. Credo sia indispensabile un chiarimento su questo aspetto». Subito si accoda Marco Varrucciu, Pd. «Non possiamo pagare questo debito fuori bilancio - spiega Varrucciu -. Ci sono 100 ricorsi al Tar che avranno un costo medio di 10 mila euro per il Comune». Interviene anche Carlo Careddu. «Non possiamo continuare a evitare la discussione sul nuovo piano di risanamento». Erminio Sirianni, Pdl, ricorda che questi debiti devono essere riconosciuti. «È quasi un atto formale - afferma -, è il giudice a imporlo al Comune. Votare di sì è un gesto di responsabilità».
 Ma Pittulongu contiuna a tenere banco anche negli altri punti all’ordine del giorno. L’amministrazione ha stanziato un milione e 200 mila euro per mettere una prima pezza sui danni dell’alluvione. Non soldi a pioggia per chi ha subito i danni. Quello non spetta al Comune. Ma fondi per risolvere alla radice le cause delle inondazioni. Con i soldi si interverrà su Pittulongu e su Santa Mariedda, due delle aree più colpite dall’alluvione. La discussione scivola pigra quasi senza scossoni fino all’approvazione del regolamento di igiene urbana. Sulla spazzatura scoppia l’ultima scintilla. Non c’è copia del regolamento nelle cartelle dei consiglieri. La minoranza non vuole votare un testo che non conosce, la maggioranza ne spiega l’importanza e la bontà. Ma non c’è l’accordo. L’opposizione va via. Il centrodestra si approva il regolamento e si fa i complimenti da solo in un’aula semideserta.
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 29 NOVEMBRE 2008

IL GASDOTTO

Stasera l’assemblea del comitato del no alla mega centrale

OLBIA. Il comitato anti centrale fa proseliti. Il movimento va a tutto gas e il suo presidente, Tore Zappadu, ribadisce la loro posizione. «In Gallura la centrale di compressione non deve essere fatta - attacca -. Non ci interessa. Non ne facciamo solo una questione di Spiritu Santu. Lasciamo stare l’idea folle di fare una centrale di 19 ettari tra un ospedale, un’area naturalistica e un centro abitato. Noi la stazione non la vogliamo in nessun angolo della Gallura. E neanche della Sardegna». Il comitato si riunisce stasera alle 18,30 al ristorante da Pinna a Murta Maria. Là darà il battesimo anche al sito internet www.anticompressione.com. «Abbiamo scelto Murta Maria come sede simbolo - continua Zappadu -. Ma non dobbiamo limitare un’opera così impattante a una questione di quartiere. La centrale di compressione interessa tutto il territorio». Il comitato sta per partire anche con una raccolta di firme per dire no alla centrale. Si punta a mettere insieme 40 mila adesioni per far sentire tutto il peso della comunità contro un progetto che viene messo in dubbio sotto ogni aspetto. Le critiche del comitato non riguardano solo l’impatto ambientale, ma anche la mancanza di dati sugli effetti per la salute. (l.roj.)
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 29 NOVEMBRE 2008

Mal di Provincia, la crisi non è risolta Pd ai ferri corti e intanto arriva Soru

  19 ol pro 291108  20 ol pro 291108   18 ol pro 291108

OLBIA. Sarà anche cresciuto il gruppo consiliare del Pd, ma la soluzione della crisi in Provincia è ancora lontana. Così riferisce la coordinatrice provinciale del partito, Maria Paola Mariotti il giorno dopo l’annuncio di ben 5 nuove adesioni al gruppo da parte di altrettanti consiglieri «ribelli». «Aderire a un gruppo, peraltro già costituito, è una cosa - dicono la Mariotti e Gianni Urtis, il vice coordinatore - rispettare la disciplina di partito è un’altra. Per questo, ripetiamo che in Provincia è ancora necessario un chiarimento politico».
 Il messaggio è fin troppo chiaro: il partito c’è, ci sono i dirigenti e c’è anche una linea politica da rispettare. In altre parole, c’è ancora un ultimatum pendente sul «partito del consiglio provinciale» dopo la brusca virata a destra del presidente Pietrina Murrighile nell’ultimo giro di nomine (assessorati, vice presidenza, Cines). «Loro, i consiglieri, parlano ancora di diktat imposto dall’alto, ma così non è - riferisce ancora la Mariotti - piuttosto c’è una risoluzione dell’assemblea provinciale, assunta all’unanimità. Insomma, questa è la linea politica che chi porta la bandiera del Pd, in qualunque sede e a qualunque tutolo, è tenuto a rispettare. Su queste basi noi vogliamo confrontarci, ora aspettiamo un segnale».
 Intanto, dietro espresso invito del coordinamento provinciale, Renato Soru sarà a Olbia sabato prossimo. In agenda c’è un’assemblea per discutere della Gallura e di quanto la sua giunta regionale ha fatto per farla crescere. (m.b.)

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 da La Nuova Sardegna SABATO, 29 NOVEMBRE 2008

Notte di paura: un fiume d’acqua allaga la città

Isolati i quartieri Santa Mariedda, Maria Rocca e Putzolu. Disagi all’Isola Bianca

  26 ol allag 291108 27 ol allag 291108 28 ol alag 291108

di Tiziana Simula

OLBIA. Non ha fatto in tempo a finire di contare i danni provocati dall’alluvione del 4 novembre, che la Gallura si è ritrovata a fronteggiare un’altra emergenza. La nuova ondata di maltempo non ha fatto altro che peggiorare una situazione già critica, facendo registrare il solito elenco di danni: strade allagate, quarteri impraticabili, ponti spazzati via, smottamenti e disagi nei collegamenti aerei e marittimi. All’Isola Bianca, la nave merci della Moby che sarebbe dovuta partire alle 22 di giovedì, ha chiesto di rimanere in porto, ieri mattina ha deviato verso Olbia anche l’Attinia, partita da Cagliari in direzione Genova.
 Durante la navigazione, a causa del maltempo, uno dei container si è rovesciato, rendendo necessaria la sosta per sistemare il carico. A Golfo Aranci, la “Regina” della Sardinia Ferries proveniente da Livorno ha attraccato con due ore di ritardo.
 In città, la macchina dei soccorsi, vigili del fuoco, protezione civile e forze dell’ordine, ha effettuato numerosi interventi per allagamenti: l’eccezionale quantità di pioggia caduta, 43,8 millimetri in ventiquattr’ore ha creato non pochi problemi alle strade. Colpiti i quartieri di Putzolu, Maria Rocca e Santa Mariedda, zone che a ogni temporale si ritrovano a fare i conti con gli allagamenti. I carabinieri all’alba hanno evacuato una donna e la figlia rimaste bloccate nella loro casa circondata dall’acqua in via Bronzetti, a Putzolu. Una vera fiumana ha invaso via Como, a Maria Rocca, proprio vicino alla scuola: il canale ha strarippato sommergendo anche uno scavo fatto dal Comune che sta eseguendo dei lavori per realizzare i sottoservizi. Allagate, poi, via San Domenico e via San Michele, a Santa Mariedda: in quest’ultima via, è stata emergenza. I tecnici del Comune e la protezione civile sono dovuti intervenire per creare un varco nella strada per consentire il deflusso delle acque dopo lo straripamento del Rio Gadduresu. Lavori seguiti dagli assessori Gesuino Satta e Marco Piro e accompagnati dalle accese proteste degli abitanti della zona che puntano il dito contro le nuove costruzioni vicine che avrebbero deviato il regolare corso del fiume. Sempre a Santa Mariedda, il Comune è intervenuto per inserire altri tubolari sotto il vecchio ponte (quello nuovo è ancora in costruzione) per agevolare lo scorrimento dell’acqua.
 Ma problemi si sono registrati anche negli altri comuni dove ieri gli amministratori si sono mobilitati per effettuare i sopralluoghi nei territori e verificare i danni subiti. Ad Arzachena, in località San Giovanni i torrenti si sono ingrossati e l’acqua ha isolato alcune zone. Allagamenti e smottamenti hanno creato disagi nelle frazioni e nel centro abitato di Padru, dove è stato danneggiato il campo sportivo. A Loiri, la pioggia torrenziale ha continuato a mettere in ginocchio la viabilità rurale, già provata dal precedente alluvione, spazzando via anche tre ponticelli nelle frazioni. La strada provinciale Loiri Padru, all’uscita da Montelittu è stata invasa dalla sabbia trascinata dalla furia dell’acqua e una frana ha interessato il tratto di strada per Santa Giusta, sulla statale 131. Black out per tutta la giornata in via Vicentelli, nel centro abitato di Loiri dove venti famiglie rimaste al buio reclamano l’intervento dell’Enel.
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 29 NOVEMBRE 2008

Commessa indiretta per la manutenzione da parte di Air China

A Olbia il check up di aerei cinesi

Verso il via libera del Comune per il terzo hangar-officina

Nuovo allarme lanciato dai sindacati: «Vogliono potenziare Eurofly e smembrare le attività di Meridiana»

11 ol aerei 291108OLBIA. Tra l’azienda e sindacati le posizioni sono lontanissime, invece la Cina è vicina. Dall’hangar di Meridiana, giorni fa è uscito rifatto a nuovo un Airbus: lo aveva in leasing Eurofly, è passato ad Air China, il secondo vettore di Pechino che ha affidato ai tecnici della compagnia olbiese il check completo prima di metterlo in servizio. Un altro aereo sarebbe in arrivo a gennaio. Può essere un nuovo, promettente mercato per l’area delle manutezione, che, dopo il sì del consiglio comunale, si arricchirà di un terzo hangar. «E’ uno degli effetti positivi del controllo di Eurofly» fa sapere una fonte aziendale.
 La commessa di Air China è indiretta. L’Airbus, di proprietà di una società di leasing, è passato dalla disponibilità di Eurofly a quella della compagnia orientale. Che ha dato il via libera a Meridiana per fare la manutenzione. I tecnici dell’hangar hanno lavorato alcune settimane sull’areo, mettendolo in pista con la nuova livrea.
 «E’ un mercato che, senza Eurofly, non avremmo potuto intercettare: adesso speriamo che la nostra professionalità ci metta nelle condizioni di avere delle commesse dirette» spiega la fonte di Meridiana.
 Per il settore delle manutenzioni è un buon test in vista del potenziamento. Ieri sera, il consiglio comunale di Olbia aveva in discussione il progetto per la costruzione del terzo hangar, una struttura che finirà dentro la nuova società di Karim, partecipata dalla Sfirs, la finanziaria regionale. Il sì, dopo quello della commissione urbanistica, è scontato.
 L’azienda, ovviamente, pone l’accento sulla presenza nel gruppo di un vettore con “molti contatti” come Eurofly, che per i sindacati, al contrario, è la causa di tutti i mali di Meridiana.
 Dopo il muro contro muro con il management durante il primo incontro sui 145 licenziamenti annunciati dalla compagnia, i sindacati ripropongono, per l’ennesima volta, lo spettro della dismissione delle attività di Meridiana a vantaggio del vettore controllato, che ha un costo del lavoro inferiore del 30 per cento.
 «Non potendo più scaricare la mancanza di un progetto industriale sui prezzo dei biglietti, Meridiana aggredisce il lavoro e i lavoratori - dice Giancarlo Palanghi, segretario provinciale della Cgil, settore trasporti -. Molti sono i pericoli all’orizzonte. I piloti che Meridiana vuole licenziare, potrebbero poi essere riassunti da Eurofly, con un contratto per loro molto svantaggioso rispetto a quello attuale. Ma i rischi sono altissimi anche per i lavoratori del settore terra, con gli amministrativi che non saranno tutti necessari al nuovo ciclo produttivo. La compagnia ha già annunciato che ci saranno dei licenziamenti. Nell’area tecnica, con un unico polo a Olbia, sono in pericolo i tecnici di Milano, Firenze, Verona, Bologna, Catania. Il call center, con 180 precari, verrà sostituito con un’altra società. I dipendenti di Same Italy, 50 venditori, sono stati trasferiti tutti a Milano. E’ il momento in cui tutti dobbiamo lottare per tenere unita la compagnia».
 E l’Anpac, l’associazione dei piloti, non a caso fa riferimento ai prossimi tagli, denuncia
ndo l’assenza al tavolo delle trattative dell’ad Gianni Rossi, quello che «guida la destrutturazione di Meridiana».
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 29 NOVEMBRE 2008

Nemmeno ieri il governo ha deciso come usare i soldi destinati alle infrastrutture

Sassari-Olbia, un’altra fumata nera

  12 ol ss-ol 291108SASSARI. E la Sassari-Olbia? Ancora nessuna risposta da Roma sul finanziamento del progetto della strada a quattro corsie, che rientra tra quelli per il G8. Il centrodestra sostiene che il governo nel provvedimento anticrisi di ieri ha sbloccato anche le infrastrutture. Ma poi, leggendo il verbale della riunione, si scopre che ha solo deciso che ogni grande opera avrà il suo commissario. Così il Cipe, che ieri non ha potuto riunirsi per dare il via alle grandi opere e far sapere così ai sardi se verranno finanziate quelle previste all’interno del programma per il G8, nemmeno la prossima settimana avrà uno straccio di indicazione politica su come ripartire quei 16,6 miliardi destinati ai nuovi cantieri. E nemmeno tra una settimana si saprà se i cantieri sardi - e le conseguenti assunzioni, indispensabili in questo momento - rientrano nei programmi del governo Berlusconi o se l’ordine del giorno approvato a larga maggioranza dal Senato, presentato dai senatori sardi dei due schieramenti politici, resterà senza risposta.
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 29 NOVEMBRE 2008

Intera famiglia, padre madre e figlia, in ospedale dopo una cena. Lui è gravissimo

In fin di vita per un risotto ai funghi velenosi

Sarebbe stato un amico a regalare il cesto dove c’erano anche le amanita phalloides

  13 ol fungi 291108OLBIA. Un risotto ai funghi quasi letale. Il piatto avvelenato ha mandato in ospedale un’intera famiglia. Il padre lotta per sopravvivere con il fegato spappolato. Moglie e figlia di 19 anni sono ricoverate in medicina d’urgenza. Tutta colpa di un cestino carico del fungo killer, l’amanita phalloides, che è stata scambiata con un popolarissimo ovulo. Gesto incauto. L’intruso finisce prima nel cesto, poi nel piatto. Ma la ricca cena ha un effetto collaterale quasi mortale. Il capofamiglia è in rianimazione al Brotzu di Cagliari. Il resto dei suoi cari, moglie e figlia, rimane in osservazione al Giovanni Paolo II.
 Domenica sera la moglie porta in tavola il risotto ai funghi. Ovuli gustosissimi, lei crede, raccolti in campagna e cucinati. Serve prima la figlia di 19 anni, poi il marito, un operaio di 60 anni di Olbia. Mangiano il riso, l’uomo fa la parte del leone e si serve più volte. Passano più di 24 ore. Martedì mattina la figlia si presenta al pronto soccorso. Ha forti dolori addominali, spasmi che somigliano a fendenti. I medici capiscono che è un avvelenamento alimentare. I sintomi non lasciano dubbi, ha mangiato l’amanita phalloides, forse il fungo più letale tra i funghi letali. Subdolo anche perché non dà sintomi immediati. E bastano solo 50 grammi per avere danni irreparabili. I medici ricoverano la ragazza e chiamano i genitori per un controllo. I due rifiutano il ricovero. Mercoledì è la madre, 44 anni, a bussare al pronto soccorso. Stessi sintomi, stessa patologia. Anche lei viene ricoverata d’urgenza e subito assistita. Le condizioni delle donne sono gravi, ma stabili. L’ultimo a cedere è il padre che arriva in ospedale giovedì, 4 giorni dopo avere mangiato il fungo velenoso. Le sue condizioni da subito appaiono disperate. Viene trasportato al Brotzu, con il fegato compromesso. Ora è stabile, ma gravissimo. Sul caso indaga anche la polizia. I medici sono stati informati che a regalare il cesto con l’amanita è stato un amico dell’uomo. Hanno avvisato il magistrato che ha dato compito alla polizia di chiarire i risvolti dell’avvelenamento.
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 26 NOVEMBRE 2008

«Dopo l’alluvione viviamo come in trincea»

Decine di famiglie in rivolta nelle case-prigione di Isticadeddu e Santa Mariedda

  19 ol all 261108 20 ol all 261108

21 ol all 261108di Alessandro Pirina

 OLBIA. Le strade che fanno la felicità dei carrozzieri. Le piogge dei giorni scorsi hanno trasformato Isticadeddu e Santa Mariedda in trappole per auto. Da settimane i residenti sono costretti alle gimkane per fare ritorno a casa. Uno scenario che si ripete tutte le volte che su Olbia cadono due gocce d’acqua. Figurarsi dopo il nubifragio che ha colpito la Gallura ai primi del mese. Dagli abitanti arriva un appello per mettere la parola fine su una vicenda nata troppi anni fa.
 Santa Mariedda e Isticadeddu sono due dei diciassette quartieri abusivi, nati e cresciuti senza autorizzazioni. Una pecca iniziale che i residenti hanno espiato con la Bucalossi e i condoni vari. Ma la civiltà tarda ad arrivare. La città ufficiale finisce in via Vittorio Veneto e via Barcellona. Da quel punto l’asfalto lascia il passo a strade sterrate, a rioni interamente al buio, a un esercito di cittadini che ancora si lavano e cucinano con l’acqua del Consorzio di bonifica. Il Comune ha annunciato che all’inizio del 2009 partirà il secondo atto del piano di risanamento di Santa Mariedda, ma le forti piogge delle scorse settimane hanno fatto precipitare nuovamente la situazione. Le”vie dei santi” vivono nell’incubo. Via San Severino è quasi impraticabile. Gigantesche voragini impediscono alle auto di transitare e ai residenti di uscire dalle case. Sono trascorsi venti giorni dal diluvio, ma il fango è ancora lì, a ridosso delle porte e dei cancelli delle abitazioni. In un punto la strada è addirittura attraversata da un fiumiciattolo, senza nessun ponte o sottopassaggio (siamo a Santa Mariedda, mai dimenticarlo) che ne delimiti la pericolosità in caso di piena. Poco più su, ma dall’altro lato di via Barcellona, c’è via Stella Polare. Anche qui crateri profondi a rischio carrozzeria. Per di più senza nessuna illuminazione. Dalle prime ore della sera l’oscurità si impadronisce della strada e per le macchine non c’è più scampo. Ma la protesta non riguarda solo Santa Mariedda. Anche Isticadeddu chiede un intervento immediato del Comune. Via Marco Polo, ma anche tutte le strade vicine, sono allagate e al buio. Un altro rione che tra discariche abusive e costruzioni abbandonate sembra anni luce lontano dal centro storico rimesso a nuovo, dalla nuova vita del lungomare, dalle aiuole fiorite e dai marciapiedi della parte alta di viale Aldo Moro. Santa Mariedda e Isticadeddu sono due rioni che rispecchiano in negativo la smisurata crescita di Olbia. Una città in cui il rispetto delle regole era solo un optional. Ma ora si dimentica il passato e si preferisce concentrarsi sul futuro. «La Bucalossi l’abbiamo pagata da anni, ma ancora l’illuminazione e l’asfalto promessi dall’amministrazione non si sono visti», è la litania che accomuna i numerosi residenti. Sì perché, se Santa Mariedda e Isticadeddu sono due rioni fantasma per la burocrazia, per l’anagrafe non lo sono più da molto tempo.
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 26 NOVEMBRE 2008

Mesi in lista d’attesa per un lipoma nel collo

22 ol all 261108OLBIA. «Dall’ufficio ticket alle visite specialistiche, ho trovato solo disorganizzazione». La denuncia è di una giovane olbiese che racconta la sua disavventura sanitaria cominciata a giugno. «In quel periodo, munita di impegnativa, mi sono recata nel reparto di chirurgia del nuovo ospedale a causa di un lipoma nel collo. “Si deve togliere, ma sarà una cosa rapida”, mi dice subito lo specialista. E poi vengo messa in lista d’attesa. L’intervento viene così programmato per il 21 novembre scorso. Mi presento a digiuno alle 8 e mezzo e, un’ora dopo, vengo visitata da un altro medico. Il quale prima mi chiede se, da giugno, il lipoma fosse cresciuto e poi aggiunge che, per evitare qualunque problema, “è meglio fare l’intervento in sala operatoria, dove c’è tutta l’attrezzatura necessaria”. La prima domanda che mi pongo è questa: non potevano dirmelo sei mesi fa? E così sono stata inserita di nuovo in lista d’attesa. Con un disagio che avrebbero potuto evitarmi. L’altro aspetto negativo riguarda l’ufficio ticket di via Canova: quando mi presento la prima volta con l’impegnativa, sbagliano i miei dati nonostante avessi in mano la tessera sanitaria. E quindi, prima della visita di giugno, devo correre davanti agli sportelli per chiedere la correzione. Quindici giorni fa, il secondo intoppo: mi presento per pagare il ticket munita della nuova impegnativa con su scritto “visita chirurgica+asportazione del lipoma” ma mi fanno pagare un importo che non comprende l’intervento. Un altro inghippo che mi costringe a tornare in via Canova per tre volte. Una corsa fastidiosa, stancante e inutile, alla fine, visto che sono ancora in lista d’attesa».
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 26 NOVEMBRE 2008

Meridiana: giallo sull’aumento di capitale

E l’amministrazione comunale di Olbia vuole conoscere i progetti della compagnia

Verso l’approvazione dell’hangar a disposizione delle manutenzioni Tensione per il rischio licenziamenti

  11 ol mer 261108OLBIA. Il cda di Meridiana ha sospeso «per approfondimenti» l’aumento di capitale di 25 milioni di euro deliberato il 28 ottobre scorso dall’assemblea straodinaria dei soci, che verrà riconvocata il 19 dicembre in prima e il 22 dicembre in seconda per la revoca della decisione. Il consiglio di amministrazione della compagnia aerea non ha, per il momento, esaminato la possibilità di riproporre lo stesso aumento di capitale, anche «alla luce della recente decisione di avviare una significativa riduzione delle attività. L’avviso di sospensione sarà pubblicato anche su un quotidiano a diffusione nazionale».
 «Nessun mistero - confida una fonte della compagnia- non abbiamo fatto un prospetto informativo per il mercato». La Consob gliel’ha imposto. E ieri il cda ha sanato l’errore, garantendo che l’azionista di maggioranza (Karim) lo sottoscriverà, insieme a quello (per altri 20 milioni) di Eurofly.
 Intanto lo scontro Comune e compagnia aerea non cessa. Dopo il documento durissimo di avant’ieri fatto dal Comune («Meridiana è svuotata a favore di Eurofly»), l’azienda dell’Aga Khan si è mossa per verificare se Giovannelli condividesse quelle accuse.
 Della missione si è fatto carico Franco Trivi, presidente di Meridiana, uno degli uomini più vicini all’Aga Khan.
 Trivi ha chiamato Giovannelli al telefono e alla fine, dopo un colloquio che le due parti dicono essere stato “sereno”, ha capito che la posizione dell’amministrazione è una sola. Non c’è stata una sconfessione della linea portata avanti dal consigliere (e pilota) Gigi Carbini, come aveva chiesto a caldo Claudio Miorelli, un altro uomo di Karim, dopo aver letto il comunicato. Il sindaco si è mosso su un doppio binario. Da una parte ha detto a Trivi che l’amministrazione è super partes, né con l’azienda né con i sindacati. «Siamo pronti a fare una mediazione tra le vostre posizioni per ricercare un’intesa che soddisfi tutte le rivendicazioni». In realtà, il Comune ha dimostrato di non voler fare rappresaglie contro una società che, due settimane fa, ha annunciato 140 licenziamenti (saranno almeno 400, compresi gli stagionali). E infatti, tra oggi e venerdì, il consiglio comunale approverà il nuovo hangar di Meridiana, il terzo, quello che sarà utilizzato dalla nuova società delle manutenzioni in fase di costituzione con la Sfirs. Ma dall’altra parte, Giovannelli ha ribadito a Trivi che l’amministrazione, e tutte le forze politiche (Rossi sarà sentito alla Camera il 3 dicembre), pretendono di conoscere dall’Aga Khan che cosa intenda fare della compagnia aerea. «Io ho parlato come amministratore di Olbia, e come tale voglio sapere se l’Aga Khan ha intenzione di chiudere l’azienda» precisa Carbini. In suo sostegno, è arrivato proprio il sindaco. «Siamo disposti a dialogare con Meridiana, ma a una sola condizione: la società deve dirci qual è il suo progetto. Siamo in attesa».

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 26 NOVEMBRE 2008

«Il G8 lo vuole il governo non può pagare la Regione»

AL SENATO La proposta di Scanu (Pd) passa con i voti del Pdl

12 ol mer 261108OLBIA. «E’ davvero singolare che i costi di un evento di politica estera come il G8, determinato da ragioni di sicurezza, vengano posti a carico della Regione che lo ospita» (applausi dal gruppo Pd). Il discorso non l’ha fatto un parlamentare dell’opposizione, è stato fatto da uno della maggioranza di Berlusconi: Beppe Pisanu. Un aiuto in più nella difesa dei fondi per la Sassari-Olbia.
 Pisanu è intervenuto al Senato il 20 novembre, per sostenere un emendamento sul G8 presentato da Gian Piero Scanu del Pd (e poi approvato a larghissima maggioranza).
 Poche righe per obbligare il governo a mettere nero su bianco, in una legge dello Stato, i soldi della Sassari-Olbia, 470 milioni che potrebbero essere cancellati nella riunione del Cipe in programma dopodomani.
 Berlusconi, tecnicamente, può non tenerne conto; politicamente, no. Sarebbe un boomerang. Anche perché la posizione di Pisanu, dentro la maggioranza, non è isolata, come dimostra il resoconto stenografico di quella seduta al Senato.
 L’ex ministro dell’Interno, democristianamente, ha diluito la portata dirompente della sua frase con una precisazione. «Il discorso per il G8 vale per il caso in questione e ovviamente deve valere per tutti i casi». Ma la sostanza è chiarissima: Berlusconi non può pretendere da Soru i soldi per un evento che si svolge in Sardegna, sì, ma che è di competenza dello Stato. Mica male, se a dirlo è uno che, fino a qualche settimana fa, sembrava dover essere lo sfidante del governatore alle regionali del 2009.
 Ora, potrebbe essere che Pisanu, chiedendo un ulteriore sforzo finanziario al governo, rischi di far saltare tutto il G8. Ipotesi maliziosa, ma che i fatti si incaricano di smentire.
 Dopo l’intervento in aula di Pisanu, hanno preso la parola altri senatori della maggioranza di centrodestra. Fedele Sanciu, eletto in Gallura: «Apprezzando la disponibilità del senatore Scanu a trasformare in ordine del giorno l’emendamento per il G8, chiedo di poter aggiungere la mia firma». E uno. Mariano Delogu, pure lui ex possibile candidato alla presidenza della Regione: «Anche io chiedo di aggiungere la mia firma all’ordine del giorno». E due. Piergiorgio Massidda, ex coordinatore regionale di Forza Italia, fatto fuori da quell’incarico senza troppi complimenti: «Vorrei sottolineare che non stiamo aggiungendo la nostra firma per un’idiozia: stiamo difendendo un principio comune a tutti. Non possiamo fare pesare a una Regione una scelta nazionale che deve premiare tutta la nazione. C’è un provvedimento internazionale pagato solo da una Regione. Credo quindi che in questo ordine del giorno ci debba essere la firma di tutti i parlamentari». E tre.
 Si vota. Senatori presenti 263, votanti 260, maggioranza richiesta di 131, favorevoli 246. Applausi da Soru: lo avrebbe fatto, fosse stato presente. Sicuro.
 Saranno solo “mal di pancia”, come usa dire nel centrodestra quando qualcuno non la pensa come il Capo? Sarà, ma persino uno che quella frase l’ha adoperata parecchio quand’era sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, ultimamente pare avere qualche problema all’apparato digerente. Lui smentirà su tutta la linea, ovviamente: ma incontrando i dipendenti di Meridiana, avant’ieri a Olbia, ha detto alcune cose che fanno riflettere.
 Scusandosi in anticipo con i presenti per i pochi minuti che avrebbe concesso loro, ha detto: «Sapete, la maggioranza ci ha richiamato in aula per oggi; non dobbiamo intervenire in aula, dobbiamo solo abbassare un pulsante ma, per farlo, dobbiamo esserci». Non è sembrato proprio felice di rinunciare al diritto (costituzionale) del parlamentare, che è libero da vincoli. Poi, sulla vicenda Cai tanto cara a Berlusconi, ha detto che «Meridiana ora deve vedersela con una compagnia che può fare quello che vuole». Infine, sulla continuità territoriale e il ricorso di Meridiana contro il governo che aveva modificato il bando a favore di Cai, ha detto che «la compagnia di Olbia ha fatto bene a opporsi. Per fortuna che c’è qualcuno di noi (la commissione europea, ndr) che ci guarda e non ci fa fare solo quello che piace a noi...». Sembrava di sognare.
 Dopodomani, Berlusconi avrà molti (buoni) motivi per far confermare dal Cipe i fondi per la Sassari-Olbia.
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 23 NOVEMBRE 2008

Cai dovrà mettere sul mercato 50 slot a Linate nella tratta più ricca del mercato nazionale

Meridiana vuole più spazio sul Roma-Milano

Alitalia e Airone finora coprivano l’80 per cento dei voli tra Fiumicino e il capoluogo lombardo

10 ol merid 231108

 OLBIA. Cai dovrà vendere almeno 50 slot sulla Roma-Milano, la rotta più redditizia d’Italia. La nuova compagnia aerea non potrà mantenere nell’operativo tutti i voli fatti attualmente da Alitalia e Airone, così come le era stato concesso dal governo Berlusconi in deroga alla legge antitrust. Per Meridiana, che ha denunciato alla commissione europea la nascita di un monopolio dei cieli, si aprono ampie possibilità di crescita. Il vettore di Olbia ha da tempo chiesto, senza ottenere risposta, di poter acquistare un pacchetto di slot: adesso potrà avviare la trattativa.
 Cai, che sarà operativa dal primo dicembre dopo la fusione tra Alitalia e Airone, dovrà mettere sul mercato 50 slot (fascie orarie di atterraggio e decollo) a Linate, l’aeroporto cittadino di Milano. La notizia è stata data ieri dal “Sole-24 Ore”, che ha citato come fonte il dossier inviato dalla società all’Antitrust.
 In un primo momento, Cai aveva ottenuto il via libera per mantenere tutti i voli fatti da Alitalia e Airone tra Milano e Roma. Una concentrazione mostruosa, vicina all’80 per cento, sancita per legge dal governo Berlusconi. Una scelta che rendeva impossibile la concorrenza e penalizzava economicamente i passeggeri.
 La prima compagnia ha protestare è stata Meridiana, e non poteva che essere così: la compagnia di Olbia, insieme alla controllata Eurofly, è l’unica alternativa credibile, in Italia, a Cai. I legali della società dell’Aga Khan hanno denunciato la nascita del monopolio alla commissione europea. Una decisione presa perché il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, non ha mai risposto alla richiesta di Meridiana di poter acquistare un gruppo di slot su Linate. Contro la concentrazione di voli, ha preso posizione anche il centrosinistra: Gian Piero Scanu, senatore del Pd, ha chiesto al governo di intervenire. Nessuna risposta è ancora arrivata.
 Alla fine, ha detto la sua l’organo chiamato a vigilare sul libero mercato: l’Antitrust. Quello italiano, prima di essere sorpassato dall’Europa, ha fatto capire che Cai dovrà liberarsi di alcuni slot, guadagnandoci anche molti soldi.
 Per il quotidiano di Confindustria, Cai «ha due opzioni». Ma una tocca direttamente Meridiana e la Sardegna. «Può infatti accordarsi con alcune compagnie che hanno slot sulle tratte Linate-Catania e sulle rotte verso la Sardegna (dove Cai intende aumentare i voli), procedere a uno scambio di slot ricevendo un conguaglio in denaro».
 Quelle compagnie sono due: Meridiana e Eurofly, cui la prima ha ceduto le rotte per la Sicilia. E’ un possibile grosso business, per il vettore olbiese. E i sindacati, già da domani, potrebbero chiedere ancora una volta alla compagnia un piano di sviluppo, non di licenziamenti.
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 23 NOVEMBRE 2008

Scuole, in città non ci saranno accorpamenti

La Provincia modifica il riordino, accolte le richieste di insegnanti e genitori

Raggiunta l’intesa: firmano i sindaci poi gli atti in Regione

      14 ol scuo 231108 15 ol scuo 231108 4 ca cons 211108

di STEFANIA PUORRO
 OLBIA. La Provincia rivede e corregge. E accoglie le richieste del mondo della scuola e del territorio. Domani, infatti, porterà alla firma dei sindaci una proposta di ridimensionamento della rete scolastica diversa da quella pensata inizialmente. Ovvero: a Olbia non si cambia. Si conferma l’istituto comprensivo attualmente esistente, ma non ne nasceranno altri. Restano i tre circoli didattici e le due scuole medie.
 Il Comune ha scelto di mantenere lo status quo; dirigenti, insegnanti e genitori sono dello stesso avviso (lo hanno ribadito ieri davanti alla presidente della Provincia Pietrina Murrighile e all’assessore della Pubblica Istruzione Francesco Carbini) e quindi, per ora, in città non si tocca nulla. «La condivisione è stata una parola chiave del piano - conferma la Murrighile - ed è per questo che si è deciso di percorrere la strada del non cambiamento. Gli istituti comprensivi dovrebbero favorire la continuità didattica, ma siamo tutti d’accordo a rinviare gli accorpamenti per diverse ragioni: si vuole evitare soprattutto la “rottura del carico”, senza dimenticare che la scuola vive già un momento difficile visto che si andrà verso il maestro unico alle elementari. Tra l’altro possiamo permetterci di muoverci con una certa libertà, dato che la Gallura, forte dei numeri relativi alla sua crescita, non subirà tagli».
 «Gli unici pezzi che perderemo sono quattro autonomie, e quindi 4 dirigenze scolastiche - aggiunge l’assessore Carbini -. Ed ecco i casi: un unico istituto comprensivo per Berchidda e Oschiri; Luras si aggrega a Calangianus; alla Maddalena, così come ci è stato chiesto dal sindaco, i due istituti superiori resteranno autonomi: quindi, il liceo classico da una parte e l’istituto nautico dall’altra. L’accorpamento ci sarà solo per il circolo didattico e la scuola media. L’ultima situazione riguarda l’istitituto Amsicora di Olbia, poco meno di 500 alunni, a cui verrà unito l’Ipia di Oschiri. Nessuna obiezione, invece, per gli altri istituti comprensivi della Gallura. Comunque - ha concluso Carbini - io continuo ad avere una visione pedagogica dell’istituto comprensivo. Per me è un processo educativo che dovrà essere salvaguardato e rivalutato».
 «Ma per creare gli istituti comprensivi - ha detto Raimonda Cocco, alla guida del 1º circolo - serve ancora un lungo confronto e, soprattutto, ci deve essere la mentalità giusta. Per ora non è sufficiente un progetto educativo unitario per mettere insieme i collegi dei docenti, ci vorrà altro tempo. Siamo comunque più che entusiasti della proposta finale concertata con la Provincia».
 All’incontro di ieri, c’erano pure i genitori e gli insegnanti. E anche loro hanno lasciato soddisfatti il tavolo della discussione. «Non è l’assembleaggio di ogni ordine di scuola a dare la continuità didattica. Siamo noi insegnanti a doverla garantire. E, senza fare nessuna critica all’istituto comprensivo della nostra città, ci rendiamo però conto che in via Vicenza non esiste ancora un progetto di unitarietà che vede i docenti sulla stessa linea».
 I prossimi passaggi tecnici del piano di ridimensionamento della rete scolastica in Gallura: domani alle 16 ci sarà la firma dei sindaci e in giornata la stessa proposta (insieme a quelle delle altre province) dovrà arrivare alla Regione.
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 23 NOVEMBRE 2008

Parto in acqua, ora è possibile

Vasca in funzione dal primo dicembre in Ginecologia

SANITA’ Ultimi corsi per le ostetriche

16 ol scuo 231108OLBIA. Cresce nei numeri, ma anche nell’offerta. L’unità operativa di ginecologia e ostetricia, che sino a ieri aveva già registrato 815 nascite e che alla fine dell’anno conta di superare quota 900, dal 1º dicembre darà alle donne la possibilità di partorire in acqua. La vasca c’è già e il 24 e 25 novembre prossimi si concluderanno gli ultimi corsi di assistenza al parto attivo in acqua frequentati dalla maggior parte delle ostetriche.
 Così, il reparto diretto da Antonio Rubattu, arriva a rispondere sempre meglio alla crescita del territorio e alle esigenze delle sue donne. Ma se il nuovo obiettivo è stato raggiunto, è grazie alla generosità dei galluresi. Sensibilizzati dal comitato promotore composto da un gruppo di medici, ostetriche e infermieri dell’unità operativa di ginecologia e ostetricia, con cui hanno collaborato la Onlus di Golfo Aranci Monte Ruiu e la società Billy beach Club che ha messo a disposizione il Fiat Playa dove si è svolta la cena di beneficenza. I 20mila euro raccolti, sono stati usati per comprare la vasca per il parto in acqua. E’ qui che si svolge il travaglio, durante il quale per la donna si alleviano i dolori delle contrazioni e dell’espulsione e si riducono le medicalizzazioni. «Dal primo dicembre, dunque, saremo in grado di offrire tutte le tipologie di parto con un’assistenza qualificata su ogni fronte - spiega il primario Antonio Rubattu -. La vasca si aggiunge alla poltrona e allo sgabello, che già noi utilizziamo per consentire alla donna di partorire in posizione semi-seduta con il sostegno fisico e psicologico del proprio partner».
 L’intero blocco parto del Giovanni Paolo II - sottolineano dalla Asl - «è caratterizzato da ambienti confortevoli, realizzati sulla base dei più recenti studi eseguiti in materia di cromoterapia e musicoterapia: spazi ampi e colorati, musica di sottofondo, voci basse, partecipazione del padre: sono tutti elementi per un “parto dolce” che vede come protagonista, oltre alla partoriente, anche l’ostetrica. La quale dà alla donna il supporto psicologico e professionale per mettere alla luce il proprio bambino».
 Sono già numerosissime le donne che hanno chiesto di poter partorire nella nuova vasca del “Giovanni Paolo Secondo”. Ma non èla prima del territorio. Dal giugno del 2007 ne ha una anche l’ospedale di Tempio.
 «L’attenzione nei confronti della sanità non è mai stata così alta - dice Antonio Rubattu -. La qualità dell’assistenza continua a migliorare, adesso cominciano i lavori del secondo lotto e la dirigenza della Asl, a breve, darà il via al rinnovamento strumentale di tutta l’azienda. Senza dimenticare che è stata inserita nel piano sanitario regionale anche la neonatologia, che eviterà i trasferimenti in utero». (s.p.)

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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 23 NOVEMBRE 2008

Fiocco bianco contro la violenza sulle donne

Iniziativa promossa dal volontariato e sposata da Provincia e Comuni galluresi

  19 ol fiocco 231108  20 ol fiocco 231108OLBIA. Un fiocco bianco per simbologgiare il no del mondo maschile alla violenza sulle donne, un fiocco bianco per sostenere la battaglia contro il silenzio e l’indifferenza. Martedì l’Associazione Prospettiva Donna, Centro antiviolenza della Provincia di Olbia Tempio, in occasione del 25 Novembre che è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, ha promosso la campagna del fiocco bianco; coinvolgendo gli uomini, le istituzioni e le associazioni della Gallura, che vogliono impegnarsi contro la violenza di genere. La campagna del Fiocco bianco rappresenta la maggior azione al mondo condotta da uomini per combattere la violenza sulle donne. Iniziativa nata nel 1991, in Canada, a seguito di una terribile strage in cui un uomo uccise 14 ragazze.
 La Gallura si è mobilitata aderendo all’iniziativa promossa da Prospettiva donna a cui chiunque può dare il suo contributo anche con una semplice email a infoprospettivadonna@gmail.com. A fianco dell’associazione ci sono la Provincia Olbia-Tempio e i comuni di Olbia, Tempio, Oschiri, Palau, Arzachena, Bortigiadas, S. Antonio, Telti, Padru, Monti. Sono stati convocati dei consigli comunali straordinari che avranno il compito di affrontare e discutere di una delle espressioni più brutali dell’ineguaglianza esistente nelle nostre società. La violenza domestica è una delle principali cause di morte per le donne di tutto il mondo. In Italia ogni tre giorni muore una donna ammazzata dal suo compagno o dal suo ex. La Gallura, purtroppo, non è estranea a tale fenomeno. Da quando Prospettiva Donna opera nel territorio, ha potuto verificare che i casi di violenza sono tanti e spesso si consumano dentro le mura domestiche, quasi sempre nell’indifferenza collettiva e a volte con l’inadeguata risposta delle istituzioni. Per questo, è necessario ribadire che la violenza sulle donne è un problema sociale e come tale va affrontato. Aderendo alla Campagna del Fiocco Bianco i Comuni e la Provincia, fanno propri i principi e le azioni fondanti dell’iniziativa, coinvolgendo gli uomini e i giovani a lavorare in cooperazione con le donne nel rimodellare l’organizzazione di genere della società.
 I punti che Prospettiva vuole sviluppare sono: aiutare economicamente i centri anti-violenza presenti nel territorio; creare una casa protetta in Gallura; aiutare le donne vittime di violenza a reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro; costruire una rete che coinvolga centri antiviolenza, forze dell’ordine, medici e infermieri del pronto soccorso, associazioni e istituzioni, per affrontare in maniera efficiente il fenomeno; intervenire immediatamente in caso di “stalking”; sensibilizzare i ragazzi già dai banchi di scuola al rispetto e alla differenza di genere; la realizzazione da parte dei comuni di un piano di sicurezza che consenta alle donne di vivere la propria vita senza paura.
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 23 NOVEMBRE 2008

Le analisi degli esperti al meeting Città di Olbia

Il mercato del turismo in crisi anche in Gallura

di ALESSANDRO PIRINA
 OLBIA. Tutti uniti sulla necessità di una svolta in campo turistico. C’è chi auspica maggiore collaborazione tra enti, chi un’assunzione di responsabilità tra addetti ai lavori, chi propone la nascita di una regia che fissi regole condivise. Il turismo in Gallura sembra resistere alla crisi, ma anche l’Eldorado della Sardegna inizia a mostrare le prime crepe. Istituzioni, gestori di porto e aeroporto, analisti non gridano aiuto. Ma quasi.
 Ieri si è svolto il «Meeting Città di Olbia», appuntamento che si ripete ogni anno per analizzare la stagione passata e presentare le strategie per quella futura. In cattedra si sono avvicendati politici ed esperti. Ognuno con la propria ricetta. Per Giovannelli i turisti, soprattutto quelli stranieri, non chiedono solo mare, ma «vogliono cultura, storia, percorsi enogastronomici. Oggi Olbia è più accogliente rispetto al passato. La riqualificazione del centro e il waterfront sono dei passi avanti, ma c’è ancora tanto da lavorare. Quest’estate sono arrivate tre navi da crociera in contemporanea, ma hanno trovato tutti i negozi chiusi. La sfida si può vincere. Servono, però, umiltà e senso di responsabilità».
 L’apertura ai mercati stranieri è stata poi al centro dell’intervento di Vanni Sanna. L’assessore al Turismo ha elencato tutte le fiere a cui Olbia ha preso parte negli ultimi mesi. Colonia, Berlino, Londra, Helsinki, Mosca, solo per citarne alcune. «Ma il futuro sono i mercati di Oriente e Medioriente - ha poi aggiunto -. La nostra partecipazione a Singapore e Shangai va in questa direzione. Ma la Regione non può non pianificare nuovi posti letto. Oggi sono appena 176mila, di cui 74mila nella sola Gallura. Numeri irrisori per il bacino d’utenza che ha il mercato orientale». Al meeting è intervenuto anche Antonio Satta, vice della Provincia, nonchè nuovo assessore al Turismo. L’ex-deputato ha messo l’accento sull’importanza di una stretta collaborazione tra l’ente di via Nanni e Olbia, ma si è anche scagliato contro l’ipotesi della costruzione della centrale del gas a Murta Maria. «Bisogna fare come fece De Michele negli anni’60 con il Petrolchimico: dire no».
 Dopo i politici è toccato agli addetti ai lavori. Alessandro Doveri, Port Authority, ha snocciolato i dati degli arrivi 2008: Olbia cresce (ma poco), Golfo Aranci crolla. In compenso sale il turismo crocieristico: i 54 giganti del mare del 2007 sono divenuti 107. Con 210mila presenze contro le 102mila di un anno fa. Raffaele Ciaravola, Geasar, ha parlato del traffico aereo tra Olbia e l’estero. «I numeri sono positivi, ma purtroppo si paga l’eccessiva stagionalità. Il rischio non può essere tutto in capo alle compagnie, ma sarebbe auspicabile una regia che delinei lo sviluppo turistico col coinvolgimento di istituzioni e privati». Tra gli intervenuti anche il comandante della Gdf Cesare Antuofermo, il senatore Fedele Sanciu e il docente Carlo Marcetti.
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da L'Unione Sarda Sabato 22 Novembre 2008
Usura. Dieci anni di attività della fondazione Santi Simplicio e Antonio nata in seno alla Caritas
In trappola per un capo firmato
«Oggi si confonde il necessario col superfluo»

Sta riprendendo quota il fenomeno dell'usura e spesso si finisce nelle mani degli strozzini per un capo firmato o un telefonino di ultima generazione: se ne è parlato ieri al convegno organizzato per i dieci anni della Fondazione anti usura.
«I miei figli devono avere quello che hanno gli altri. Perché non dev'essere così?»: in dieci anni i volontari della fondazione anti usura, questa frase l'hanno sentita tante volte e ancora di più negli ultimi tempi. È veramente facile finire nella trappola di uno strozzino anche per dare delle risposte alle richieste di un figlio, magari acquistando un cellulare, un'auto o un capo firmato. Così, si cerca la finanziaria e poi ancora la banca che può aprire di nuovo la borsa e alla fine l'usuraio.
Le storie sono drammatiche, negli ultimi atti della gente che non riesce a pagare le rate o il mutuo. La fondazione Onlus gallurese santi Simplicio e Antonio, oggi una realtà regionale, è nata nel 1998 e da allora ha aiutato quasi mille persone in tutta la Sardegna. Ad alcuni, circa trecento, sono stati accordati dei sostegni finanziari, per altri, invece, l'Onlus è intervenuta attraverso una rete di solidarietà e mediazione soprattutto nel rapporto con le banche. Ieri, a Tempio, l'organismo della Caritas ha tirato le somme di dieci anni di attività. «Un piccolo segnale nel mare della sofferenza - le parole sono quelle del vescovo di Tempio, Sebastiano Sanguinetti - amore, ma anche competenza, nel lavoro dei volontari».
Un patrimonio di esperienza, in effetti, che viene riconosciuto dagli investigatori e i magistrati di diverse procure dell'isola. La fondazione ha sostenuto le vittime dell'usura nel delicato passaggio della denuncia degli strozzini e ha garantito, attraverso un gruppo di avvocati, il sostegno legale. Nella storia di questi dieci anni c'è uno spaccato della società sarda, ed in particolare di quella gallurese. «Sono anche un po'emozionata - dice suor Luigia Leoni, presidente della fondazione - in questa giornata così importante. Abbiamo soprattutto cercato di ascoltare le persone poi è arrivato tutto il resto. Oggi ci sono di nuovo situazioni disastrose che vengono fuori mentre parliamo con persone che ci chiedono aiuto. Ma se è vero che i problemi esistono, bisogna anche ritornare all'obiettivo originario della nostra fondazione. È una questione di igiene mentale, la gente deve capire che ci sono priorità, bisogna distinguere tra ciò che è superfluo e ciò che è necessario. Per il resto, noi continuiamo il nostro lavoro grazie ai volontari, ai professionisti e a istituti di credito, come Banca Intesa, che ci aiutano. Vorrei sottolineare che sino ad oggi soltanto in pochissimi casi non c'è stato il rientro rispetto ai programmi di pagamento che ci siamo dati insieme alle persone che ci avevano chiesto aiuto».
Agostino Inzaina è il vice presidente della fondazione: «Le procedure per ottenere gli aiuti sono rigorose. C'è una commissione tecnica e un direttivo che vagliano le richieste. Siamo partiti con un fondo di cento milioni di lire, eravamo una ventina di persone. Purtroppo non è stato possibile aiutare tutti, ma se non altro abbiamo dato speranza alle persone che si sono avvicinate a noi». Ieri per il decennale della Onlus, sono intervenuti anche padre Massimiliano Rastrelli, presidente della fondazione San Giuseppe Moscati di Napoli e il sociologo Maurizio Fiasco. Quando la Onlus gallurese iniziò la sua attività, le fondazioni in Italia erano pochissime, oggi sono 27 riunite in una consulta nazionale.

ANDREA BUSIA
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da L'Unione Sarda Sabato 22 Novembre 2008
società Analisi in una tesi di laurea
Gli olbiesi e i gay: resta la diffidenza ma non al lavoro
 

Il pregiudizio verso l'omossessualità a Olbia? Nonostante qualche passo avanti, c'è ancora tanto da fare. Questo è quanto emerge da una ricerca svolta da Carla Bazzu, neolaureata in scienze della formazione all'università di Cagliari, che ha scelto di analizzare, con la sua tesi, come sia vissuta l'omossessualità dagli olbiesi.
Il quadro emerso dalla ricerca, con numerose testimonianze sia tra gli eterosessuali che tra i gay, è positivo rispetto al passato ma non abbastanza da poter definire il capoluogo gallurese una città aperta e tollerante.
Si passa dalla domanda più generale "Cosa pensa dell'omossessuualità" a quelle più specifiche dove si chiede di indicare se si hanno rapporti personali con persone gay. C'è chi sostene che l'omossessualità sia una malattia e chi la indica tra gli aspetti negativi della società. Quasi tutte la persone intervistate hanno dichiarato di aver avuto contatti con persone omossessuali ma, gli eterossessuali hanno specificato la natura formale di questi rapporti. Diversi hanno ammesso di non avere amici gay e di esser disposti a troncare i rapporti già esistenti se necessario. E' il mondo del lavoro a dare una risollevata al livello di tolleranza. Pochissimi omossessuali hanno, infatti, dichiarato di aver avuto problemi a trovare occupazione. Sono tanti, invece, ad aver detto di preferire gli omossessuali sul lavoro: sarebbero più pignoli e corretti degli etero.
Anche dal punto di vista della violenza, Olbia, rispetto ad altre realtà simili, non ha dati considerevoli riguardanti gravi atti di violenza verso gli omossessuali.
Nonostante i rarissimi casi di violenza fisica, sarebbero numerosissimi e sempre più frequenti quelli di violenza verbale e psicologica: dagli insulti alla derisione in pubblico fino all'emarginazione. Sarebbero le scuole il luogo dove si consumano maggiormente questo genere di reati. La tolleranza solo apparente, dimostrata dalla ricerca, viene messa particolarmente in risalto quando viene domandato agli intervistati di proporre cosa sia possibile fare per migliorare il grado di accoglienza. A questa domanda molti hanno risposto mostrando la più totale indifferenza. C'è chi ha sostenuto che abbiano già troppi privilegi e chi ha detto che si dovrebbero arrangiare da soli. La maggior parte delle persone ha, però proposto, un intervento educativo a partire dall'età scolastica. «È un problema di mentalità»: la risposta-scusa più gettonata.

ELENA NARDI
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da L'Unione Sarda Sabato 22 Novembre 2008
Tribunale. Relazione consegnata al magistrato, è indagato il direttore amministrativo
Si sgonfia il caso dei concorsi Asl
 

La Guardia di Finanza ha concluso il suo lavoro, è recentissima l'acquisizione da parte del Pm della Procura di Tempio di un dettagliato rapporto sui concorsi Asl e sui contratti a tempo determinato che riguardano numerose figure inserite nell'organico dell'Azienda sanitaria gallurese. Le Fiamme Gialle hanno tirato le somme di un'inchiesta durata diversi mesi e partita dopo la presentazione di un esposto da parte del sindacato Rdb. Il contenuto della relazione è coperto dal segreto istruttorio, il titolare dell'inchiesta non ha ancora concluso formalmente l'esame dei documenti e soprattutto definito la posizione delle persone indagate. La polizia giudiziaria, in particolare, si è occupata di alcune situazioni che riguardano il direttore generale della Asl, Pierluigi Caria, il cui nome è finito anche nel registro degli indagati della Procura gallurese.
I finanzieri, stando ad indiscrezioni, avrebbero indicato al Pubblico ministero degli episodi che non hanno alcuna rilevanza penale. In sostanza le situazioni descritte nell'esposto del sindacato Rdb presentano degli aspetti che possono essere oggetto di valutazioni sulla opportunità di scelte amministrative e gestionali, ma non contengono violazioni di norme penali.
L'ipotesi di reato, inizialmente, era quella di abuso di ufficio, almeno stando alle primissime valutazioni degli investigatori. Negli esposti presentati alle Fiamme gialle, si fa riferimento ad alcuni passaggi rigurdanti il rinnovo di contratti a tempo indeterminato, i concorsi banditi e più in generale le decisioni sui contratti co.co.pro. La posizione del direttore amministrativo Pierluigi Caria è stata presa in considerazione anche riguardo alla posizione di un suo familiare stretto che ha svolto funzioni all'interno della Asl olbiese.
La polizia giudiziaria si è occupata di un contratto che era stato stipulato al tempo della gestione di Efisio Scarteddu, ben prima della nomina del commercialista olbiese all'incarico di direttore amministrativo. A quanto pare, nella documentazione acquisita dalle Fiamme gialle, il nome di Caria non compare in nessuno degli atti con i quali la Asl ha disposto la stipula dei contratti a tempo determinato. Spetta al Pubblico ministero, titolare dell'inchiesta, l'ultimo atto, ossia la valutazione definitiva sul contenuto del rapporto della Guardia di Finanza.
Nel corso delle indagini, però, sarebbero emerse delle situazioni che, per certi versi, non hanno niente a che vedere con le ipotesi indicate negli esposti del sindacato Rdb. Sarebbero stati infatti individuate delle irregolarità che riguardano la posizione di alcuni dei soggetti inseriti con contratti a tempo determinato, in un caso, l'autocertificazione fornita dal candidato.

A.B.
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da L'Unione Sarda Sabato 22 Novembre 2008
Olbia. Gpl per ora disponibile alla Basa e a Sa Minda Noa
Pronta la rete del gas nei primi due quartieri
 

Arriva il gas di città anche ad Olbia: la società Fiamma 2000 - che si era aggiudicata l'appalto da 48 milioni di euro - ha ultimato i lavori nei tempi previsti nell'area Basa e nel quartiere Sa Minda Noa.
È iniziata l'era del gas ad Olbia: zona Basa e Sa Minda Noa sono i primi quartieri che possono avvalersi della rete ultimata e collaudata a ottobre dalla Fiamma 2000, l'azienda che ha vinto l'appalto da 48 milioni di euro per realizzare l'intero apparato di distribuzione energetico della città. I lavori nelle due aree periferiche settentrionali erano iniziati da circa un anno e mezzo e sono stati conclusi secondo i tempi previsti. La conseguenza logica è che gli abitanti di zona Basa e Sa Minda Noa potranno scegliere allacciarsi alla rete che fornirà Gpl comprato e venduto da Fiamma 2000. Durante la conferenza stampa informativa dei lavori in corso, sono stati resi noti i prezzi del gas distribuito nell'impianto: costa 0,155 euro al metro cubo, a fronte del 0,164 del gasolio, del 0,211 del gas delle normali bombole e del 0,235 del gas contenuto nei bomboloni da 1750 litri. Mentre l'energia elettrica costa 0,237 al kilowatt. Per collegarsi, i residenti non devono fare altro che telefonare a Fiamma 2000, l'allaccio è gratuito e viene effettuato dai tecnici dell'azienda.
Zona Bandinu sarà il prossimo quartiere in cui inizieranno i lavori, mentre l'intera città dovrebbe avere la possibilità di scegliere la sua fonte energetica nei prossimi due anni. Gli ultimi quartieri saranno Poltu Quadu e Sa Marinedda, Isticadeddu, San Nicola, Santa Mariedda e Baratta. Mentre Porto Rotondo e San Pantaleo saranno le ultime frazioni. Tutta la rete idrica è stata realizzata gratuitamente da Fiamma 2000, che però può avvalersi di una concessione trentennale per vendere gpl o metano. Sì, perché attualmente sarà distribuito gpl, ma quando sarà ultimato il metanodotto Galsi, il cui tubo dovrebbe passare proprio sotto Spiritu Santu, allora l'amministrazione comunale potrà valutare se continuare a far distribuire gpl o se passare al metano. In ogni caso, qualunque sia il propellente, sarà venduto agli olbiesi da Fiamma 2000 che potrà rifarsi con gli interessi dell'investimento per la costruzione della rete.
In contemporanea alla posa dei tubi del gas, sono stati collocati anche i cavi di fibra ottica che potranno quindi fornire tutti i servizi della banda larga come il collegamento internet a velocità supersoniche. Seguendo sempre lo sviluppo dei lavori nelle disastrate strade olbiesi, anche i cavi di fibra ottica saranno disponibili in tutto il territorio comunale entro il 2010.

CLAUDIO CHISU
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da L'Unione Sarda Sabato 22 Novembre 2008
Olbia. Nuova associazione
Io ti pago la bolletta, tu mi ripari il lavello: è la Banca del tempo
 

Il tempo è un bene prezioso e risparmiarlo è diventata una delle attività principali per molti cittadini. Da oggi, gli assillati dall'orologio possono contare su una nuova forma per controllarlo e per investirlo grazie alla Banca del tempo. Si tratta di un innovativo metodo gestito da un'associazione nata ad Olbia che propone un metodo di scambio basato appunto sul tempo libero disponibili per avere o rendere una o più ore ai soci aderenti. Funziona così: un cittadino ha bisogno di fare una qualunque commissione, ma non ha la possibilità di farla per i motivi più disparati. Potrebbe essere, per esempio, il pagamento di una bolletta. Il cittadino si rivolge all'associazione, che lo mette in contatto con un'altra persona che ha dato la sua disponibilità in quel giorno e in quell'ora. Costui potrà andare a pagare la bolletta al posto del richiedente e risolvere un piccolo, ma spesso stressante problema. A sua volta, riceverà un favore simile da una terza persona, se e quando ne avrà la necessità. In questo modo si dovrebbe realizzare una fitta e complessa rete di scambi per soddisfare qualsiasi necessità. Il progetto è stato presentato ieri dal sindaco Gianni Giovannelli, dall'assessore ai servizi sociali Tiziano Pinna, e dagli otto soci promotori della 'Banca del tempo. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il consigliere comunale Marco Varrucciu, che ha detto: «Quest'iniziativa mi ricorda la manialìa, ovvero l'antica usanza di aiutare gli altri durante il tempo libero, tanto in voga e necessaria ai tempi degli stazzi. Per quanto mi riguarda, mi sono già iscritto all'associazione e sono pronto a dare il mio contributo durante i miei momenti di tempo libero». Sia il sindaco sia l'assessore Pinna hanno lodato il progetto, che sembra destinato a sopperire alle inevitabili limitazioni dei servizi offerti dal volontariato e dalla stessa amministrazione. «La banca del tempo è in grado di far intervenire a titolo gratuito un idraulico per la riparazione di un lavello. Il Comune o la Protezione civile non possono fare altrettanto», ha commentato il sindaco Giovannelli. Durante l'incontro con i giornalisti si è anche accennato alla realizzazione di un centro di prima accoglienza e di smistamento dei beni di prima necessità situato in Via Tavolara. Il Comune metterà a disposizione delle associazioni di volontariato un magazzino che fungerà da ricovero per le persone che si trovano in grave stato di indigenza. I volontari saranno in grado di dare un tetto, del cibo e l'assistenza essenziale ai più poveri.
C.C.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 21 NOVEMBRE 2008

MOBILITAZIONE CONTRO I TAGLI

Sassari-Olbia, blindato mezzo miliardo

Al Senato passa la linea Scanu-Pisanu Industrie dismesse, fondi per le bonifiche

Sulle infrastrutture le Regioni dicono no alla nuova distribuzione dei finanziamenti: rinviato il Cipe Lettera di Soru a Berlusconi

1 ol ss 211108di Guido Piga

OLBIA. Stavolta non potrà prendersela con il caratteraccio di Soru: Berlusconi se li è trovati contro praticamente tutti. Rossi, azzurri, verdi, del nord, del centro, del sud, i presidenti delle Regioni hanno imposto al governo lo stop alla alla redistribuzione dei fondi per le grandi infrastrutture. Un’operazione che doveva chiudersi oggi al Cipe, con numerosi tagli alle opere, compresa la Sassari-Olbia. E anche il pressing bipartisan della Sardegna ha scongiurato lo scippo, almeno per una settimana.
 La Sardegna si tiene stretti i soldi in arrivo dai Fas (Fondi per le aree svantaggiate) per le sue opere, dalla quattro corsie allo spostamento della stazione ferroviaria di Olbia per finire con la costruzione del molo di levante a Porto Torres. Una partita grossissima, stimata, per ora, in 16 miliardi di euro.
 Il governo Berlusconi aveva deciso di mettere mano alla ripartizione dei Fas, tagliando alcuni investimenti e dirottando le risorse così recuperate per costituire il “fondo infrastrutture strategiche”. Due giorni fa, una riunione tra il premier e un gruppo di suoi ministri, fra cui spiccava il ruolo di quello all’Economia Giulio Tremonti, aveva partorito il nuovo piano di investimenti da portare all’approvazione del Cipe.
 Per mandare avanti alcune grandi opere, soprattutto al nord, il governo aveva deciso di annullare i precedenti finanziamenti del comitato interministeriale: aveva cancellato 11 miliardi e mezzo di euro dai fondi 2007-2013 e 2 miliardi e mezzo dai fondi 2000-2006. Quest’ultima sforbiciata tremontiana metteva a serio rischio la realizzazione delle opere in Sardegna collegate al G8.
 Nonostante l’allarme lanciato dalla Confidustria sarda, («Berlusconi scongiuri il dirottamento di quei soldi») e la successiva mobilitazione della Regione e del centrosinistra (il centrodestra non ha detto una parola), il governo sembrava correre verso il traguardo senza tentennamenti né ostacoli.
 E invece, ieri, ha dovuto bloccarsi bruscamente. Il grande piano di redistribuzione dei 16 miliardi non ha ottenuto il via libera delle Regioni. Tutti i presidenti, di destra e di sinistra, del nord e del sud, hanno detto “no” alla nuova destinazione dei Fas, «fondi che appartengono a noi, e non al governo».
 Davanti all’inaspettata (ma non più di tanto) opposizione delle autonomie locali, il governo ha dovuto ritirare la delibera, e spostare il Cipe che avrebbe dovuta approvarla da oggi a mercoledì prossimo.
 Poco meno di una settimana di tempo che permetterà alla Sardegna di preparare ancora meglio la “linea difensiva” dei suoi fondi. Le prime mosse sono state fatte già ieri. Prima al Senato e poi, in via riservata, da Soru.
 A Palazzo Madama, sono stati i senatori del Pd a dare battaglia sul G8 e sulle risorse necessarie per fare tutte le opere programmate. In discussione c’era un emendamento di Francesco Sanna: chiedeva che, nel decreto legge che sblocca i 230 milioni di euro per le infrastrutture alla Maddalena, venissero inseriti anche gli altri soldi: ovvero 111 milioni (che il governo voleva accollare alla Regione) più i 522 milioni di fondi Fas per la Sassari-Olbia, che Berlusconi aveva inserito in un’ordinanza (ad agosto) ed escluso nella legge (ad ottobre). Un’azione contro lo scippo che l’aula ha bocciato.
 A quel punto ha preso la parola Gian Piero Scanu, che ha modificato l’emendamento in un ordine del giorno. Il senatore gallurese ha spiegato che quei soldi appartegono alla Sardegna e che, «come sanno senatori autorevolissimi della maggioranza, servono per una strada importantissima come la Sassari-Olbia».
 Sentitosi chiamato in causa, o forse per un precedente accordo, è intervenuto Beppe Pisanu, che ha sostenuto apertamente la tesi di Scanu e, ovviamente, non quelle del governo. Un’intesa che ha portato il Senato a votare un provvedimento che blinda politicamente i soldi per la strada, in vista della riunione decisiva del Cipe. Quella che darà il lasciapassare anche per le bonifiche delle aree industriali dismesse, con un investimento massiccio per il Sulcis e Porto Torres.
 Berlusconi dovrà tenere conto del nuovo contesto. Così come non potrà ignorare una lettera che oggi arriverà sul suo tavolo. La firma Renato Soru. Il presidente della Regione gli ha scritto per dirgli che il governo stava venendo meno alla parola data (e messa nero su bianco in un atto ufficiale) sulle opere collaterali al G8.
 Se lei non confermerà i soldi per la Sassari-Olbia - è il senso della lettera di Soru a Berlusconi - verrà meno la leale collaborazione tra Stato e Regione e, soprattutto, priverà i sardi di importantissime infrastrutture troppo a lungo attese e questo sarebbe un danno enorme per tutta l’isola. Non manca, ovviamente, un riferimento proprio alla votazione del Senato.
 «Oggi abbiamo ottenuto un importante risultato» dice Soru da Roma.

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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 21 NOVEMBRE 2008

Consorzi industriali, una riforma a metà

Nomine sempre lottizzate dai partiti Resta da chiarire il ruolo delle aziende

                 3 ca cons 211108  4 ca cons 211108  5 ca coms 211108

di Alfredo Franchini

 CAGLIARI. La saga dei Consorzi, durata una trentina d’anni, si è esaurita in questi giorni con una Controriforma. Certo, molte cose sono cambiate, sono stati chiusi gli organismi comunali e ridotto il numero degli amministratori ma i partiti hanno monopolizzato le nomine e hanno impresso una caratterizzazione contraria alla riforma che la giunta Soru aveva predisposto e che poi il Consiglio ha modificato in parte. I casi più eclatanti sono quelli di Cagliari e Olbia dove a guidare il Casic e il Cines sono stati nominati Emanuele Sanna e Pietrina Murrighile.
 La battaglia per riformare gli organismi che avevano visto progressivamente aumentare il loro peso politico mentre diminuiva quello originario di fornire servizi efficienti alle imprese sarde, era stata lunga. Un tentativo di cambiare quegli organismi fu affidato a una proposta di legge rimasta per alcuni anni ferma. Poi, nel novembre dell’anno scorso, il «colpo» della giunta Soru: la legge, sia pure modificata dall’aula, ha soppresso i consorzi sovraccomunali e ha «razionalizzato» gli altri. Ma i partiti si sono subito adeguati. A Cagliari, dopo che il nome del Consorzio era stato sovrapposto per un paio di decenni a quello di Sandro Usai, esponente doroteo della vecchia Dc, e per un anno «all’interregno» di Graziano Milia, presidente ds della Provincia, arriva alla guida del maggior Consorzio dell’isola Emanuele Sanna, ex parlamentare, ex presidente del Consiglio regionale, più volte assessore, attualmente sindaco di Samugheo che, ovviamente, ha poco a che fare con l’area di Macchiareddu. Lo ha nominato proprio Graziano Milia il quale ha motivato: «Era necessario scegliere un uomo d’esperienza e davanti a una figura come quella di Emanuele Sanna solo lui avrebbe potuto rifiutare». Non l’ha fatto ed è stato ben accetto anche dagli altri prescelti, (sette sindaci del Cagliaritano, più l’imprenditore indicato dalla Camera di commercio), appartenenti a partiti di destra e di sinistra che non ci hanno pensato un minuto prima di far convergere il voto in modo unanime sull’ex parlamentare ds.
 Il fatto importante, però, non è forse la scelta delle persone di lunga esperienza, com’è accaduto anche a Olbia, (si veda l’articolo pubblicato accanto) ma è il ritorno dei partiti, pronti a polemizzare in aula o a colpi di comunicati stampa ma d’accordo, da destra a sinistra, nelle nomine. Resta da capire quale sarà il ruolo partendo da un dato significativo: laddove l’industria ha una funzione importante per il territorio (Piemonte, Lombardia, Trentino), non esiste questo genere di organismi. E quando invece esistono sono fortemente associati ai distretti industriali: è il caso del Friuli con il distretto del prosciutto San Daniele o dei vini Colli orientali. Qualche caso c’è anche nel Mezzogiorno, ad esempio in Puglia con il distretto dei divani. Ma c’è una gran differenza di funzioni tra chi deve favorire i servizi per l’impresa e un distretto spontaneo formato quindi non in modo forzato come accade nell’isola per la produzione del sughero, per il pecorino e per l’estrazione del granito.
 Proprio nei tre distretti sardi appena citati la ricaduta dei consorzi, se ci fosse stata, sarebbe stata minima.
 La posta in gioco della riforma dei Consorzi è altissima. Si tratta - secondo i principi che hanno ispirato la legge approvata dal Consiglio - di creare organismi in grado di promuovere gli insediamenti produttivi e realizzare forme di gestione delle aree industriali connotate da efficienza economica e moralità pubblica. Per Scanu, presidente degli industriali della Sardegna meridionale, «ora si può pensare a fare un’altra riforma dei Consorzi».

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  da L'Unione Sarda Venerdì 21 Novembre 2008

Olbia. Denuncia presentata da un cliente, le Generali revocano il mandato a Premuselli e soci

Scomparsi i soldi della polizza
Nuovi guai per l'assicuratore accusato di usura

Nuovo filone nell'inchiesta tempiese sull'usura. L'assicuratore Osvaldo Premuselli è finito di nuovo nei guai per un esposto presentato da un cliente di Olbia: i soldi della polizza - secondo l'esposto - non erano mai stati versati alle Generali.
La denuncia è stata presentata di recente, le ipotesi sono quelle di truffa e appropriazione indebita. Un cliente delle Generali sostiene di essere stato raggirato dall'assicuratore tempiese Osvaldo Premuselli, coinvolto nell'inchiesta su un presunto giro d'usura. Il titolare di una polizza a rendimento fisso, dopo una breve indagine, avrebbe scoperto che i 30mila euro versati alle Generali, non sono mai entrati nelle casse della compagnia assicuratrice. Stando alla ricostruzione della presunta vittima della truffa, l'assegno consegnato all'assicuratore tempiese sarebbe stato incassato dallo stesso Premuselli.
La denuncia è il primo atto di un nuovo filone d'indagine che affianca quello più importante aperto a carico del professionista di Tempio, del commerciante Giovanni Azzena e dell'impresario edile Piero Dati. Ovviamente, l'episodio segnalato alla Procura della Repubblica riguarda solo ed esclusivamente Premuselli. L'effetto dell'esposto, insieme a quello di altre situazioni che si sono verificate dopo l'arresto dell'agente, è stato particolarmente pesante. Le Generali, compagnia attentissima alla corretta e puntuale applicazione delle norme organizzative interne, ha inviato un pool di ispettori a Olbia. Premuselli faceva infatti parte di una snc che gestiva, con ottimi risultati, un ricco portafoglio di clienti proprio nella città gallurese. Come primo risultato della severa verifica interna, la compagnia ha revocato il mandato alla società. Si tratta di un provvedimento cautelativo che, però, coinvolge anche soggetti che nulla hanno a che vedere con le inchieste della Procura della Repubblica di Tempio. Le Generali hanno già inviato un nuovo agente a Olbia, mentre l'ufficio di Premuselli, in alta Gallura, è stato chiuso.
È in corso un accertamento su tutte le polizze stipulate dall'agenzia olbiese. A quanto pare dalle primissime verifiche non sarebbe emersa una situazione grave, ma altre polizze, almeno quattro, più alcune Rc auto, presenterebbero dei problemi abbastanza seri. Il cliente che si è rivolto alla polizia giudiziaria segnalando la presunta truffa ai suoi danni, si è basato sul lavoro del suo avvocato, Maurizio Mani. Il legale ha spiegato nell'esposto che il prestampato firmato dal suo assistito, il contratto di assicurazione, non trova riscontro nella documentazione in possesso delle Generali. Una situazione che ora richiederà ulteriori approfondimenti da parte degli investigatori. Non è escluso che la Procura acquisisca in un secondo momento un ulteriore dossier raccolto proprio dalle Generali. La compagnia assicuratrice non intende lasciare alcun spazio di dubbio o incertezza.
Nei giorni scorsi, intanto, sono state rese note le motivazioni del provvedimento del Tribunale del riesame di Sassari, l'atto che ha disposto per Azzena e Dati, gli arresti domiciliari. Gli avvocati del commerciante e dell'impresario, Domenico Putzolu e Salvatore Diana, incassano un importante risultato. I giudici hanno infatti escluso gravi indizi di colpevolezza per uno degli episodi contestati ai due, quello ai danni di un barista tempiese. Anche il legale di Premuselli, Marco Petitta, ha chiesto la revoca della misura cautelare disposta a carico del suo assistito.

ANDREA BUSIA
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  da L'Unione Sarda Venerdì 21 Novembre 2008
Olbia. Liquami e canali straripanti sono il problema principale segnalato dai cittadini
Tra quartiere residenziale e bidonville
Nel rione Ospedale dove ogni pioggia diventa un incubo

Viaggio nel quartiere Ospedale alle prese con gravi problemi mai risolti.
Un ratto morto, adagiato a pancia in su, gonfio e putrido, affiora per pochi millimetri dal pelo dell'acqua del rio San Nicola. A occhio e croce sarà lungo 15 centimetri, coda esclusa. La carcassa viene investita da getti di fogna che finiscono nel rio da una canaletta che dovrebbe invece riversare solo acque bianche. Un odore pungente di urina e altri tanfi innominabili invadono l'aria. Intorno alla canaletta e al ratto ci sono centinaia di canne lunghe due metri. Non sono affatto belle, affondano nella melma e intorno ai loro tronchi ci sono pezzetti di carta igienica. Sono canne molli, malsane e pericolose, perché quando piove molto e vengono sradicate tappano il piccolo ponte tra via Galvani e via Veronese. E il San Nicola straripa.
Tra le canne si nascondono anche animali vivi: un airone dalle piume bianchissime contrasta per bellezza e vitalità con l'immagine del ratto morto. «Questo airone è coraggioso a venire qui, perché il Comune non pulisce il fiume da tre anni», commenta Fulvio D'Anna, presidente del comitato di quartiere 'Zona ospedale', che comprende tutta Olbia Nord, dal cavalcavia di Via dei Lidi fino a Sa Minda Noa e zona Basa.
Una zona che spesso viene definita elitaria ma che presenta delle contraddizioni vistose. Il San Nicola è inquinato, forse qualcuno si è collegato allo scarico di acque bianche, oppure la responsabilità è della rete fognaria che perde liquami. Una cosa è certa: i tubi delle fogne sono da rifare. Infatti, durante una riunione con il comitato, il sindaco Gianni Giovannelli si è incaricato di sollecitare Abbanoa in modo che siano fatti subito i lavori necessari. I tubi sono stati fatti dieci anni fa, quando il quartiere era molto meno popolato. Adesso devono servire 15 mila persone e si ostruiscono con facilità. Quando saranno completati gli appartamenti della lottizzazione Bonifaci-Degortes e all'impianto si allacceranno altre 2500 persone, in via Veronese e dintorni potrebbero verificarsi frequenti geyser di acque nere.
Intanto i lavori della lottizzazione hanno già fatto danni. Il primo passo è stato l'estirpamento della vegetazione nel terreno su cui sorgeranno le abitazioni. Solo che i cespugli trattenevano l'acqua piovana, che adesso invece si lancia libera giù per la nuda discesa di terra e allaga tutte le traverse di via Veronese alta. Ci sono famiglie che hanno buttato via dei mobili, hanno fatto fronte a tre alluvioni in un anno e hanno paura. Raccontano che in trent'anni mai una goccia d'acqua era penetrata nelle loro villette. Stessa sorte per le famiglie di via Gramsci e via dei Cambi a causa delle grate di raccoglimento della pioggia troppo piccole, mentre il problema di viale Aldo Moro resta il traffico.
Per quanto riguarda la viabilità, ci sono problemi per la venuzza che in futuro sarà l'alternativa all'arteria principale: via Fancelli. Si tratta di una strada secondaria che l'amministrazione comunale intende trasformare in un secondo viale che partirà dal cavalcavia fino al Borgo delle Rose. Sono già stati stanziati 1 milione e 400 mila euro in totale, ma i lavori sono stati bloccati a causa di un vincolo per dei ritrovamenti archeologici rinvenuti nella zona. Forse in futuro questa strada sarà resa agibile, ma adesso è stretta, bucata, piena di pozzanghere e soprattutto sporca. Per oltre un chilometro lungo tutta la stradina si è formata una discarica abusiva con mucchi alti quanto una persona di materiale inerte. E non possono mancare frigo, lavatrici e carcasse di auto. Il panorama è desolante, i barbari hanno sottomesso anche questa zona di Olbia.

CLAUDIO CHISU
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 21 NOVEMBRE 2008

Alberto Scanu, presidente degli industriali della Sardegna meridionale, fa il punto sullo sviluppo

«Meglio un manager pubblico»

«Da chiarire le competenze sull’edilizia e sull’urbanistica»

L’INTERVISTA «Siamo contro tutti i monopoli»

6 ca cons 211108CAGLIARI. Un anno fa, quando il Consiglio regionale si apprestava a varare la riforma dei Consorzi industriali, la Confindustria aveva proposto un modello differente, tutto basato sull’efficienza da raggiungere magari con la trasformazione dei vecchi organismi in società per azioni.
 - L’obiettivo di riformare i Consorzi potrebbe essere svilito dai partiti che sembra se ne siano nuovamente impossessati.
 
«In parte può essere vero», risponde Alberto Scanu, presidente degli industriali della Sardegna meridionale, «ma il punto è che devono ancora essere chiarite quali saranno le competenze. Per esempio c’è chi sostiene che i Consorzi non eserciteranno funzioni in materia urbanistica e di edilizia ma non è vero: i Piani regolatori territoriali esistono ancora e resta il dubbio su chi deve attestare la conformità del progetto presentato al piano territoriale».
 - La maggior parte delle aziende opera al di fuori delle Aree industriali e la domanda, un po’ brutale, è se questi Consorzi servano davvero?
 
«È anche vero però che ci sono molte aziende insediate. I problemi si sovrappongono: certo le aziende che stanno fuori hanno potuto usare meglio lo sportello unico per le attività produttive; sono state avvantaggiate. Ora chiederemo alla Regione di far funzionare meglio lo sportello unico».
 - In Italia non esiste un modello basato su questo tipo di servizi alla aziende manifatturiere, siamo l’unica regione dove i Consorzi sopravvivono bene.
 
«Dipende da quello che si vuole fare. Innanzitutto dovrebbero cercare di far cessare la frenesia di pubblicizzare tutto. Non fraintendetemi: siamo contrari al monopolio sia statale che privato».
 - In che cosa si manifesta la frenesia a favore del pubblico?
 
«Prendiamo l’esempio del Tecnocasic, (la società che garantisce lo smaltimento dei rifiuti, Ndr). C’era un privato al 30% ma hanno messo la società in liquidazione quando non era nemmeno stata istituta l’Autorità d’ambito per i rifiuti. Risultato: il Tecnocasic svolge attività commerciali in regime di privatizzazione. Lo fa il pubblico e tutto va bene ma noi privati non lo potremmo fare».
 - Una liquidazione che porterà il Tecnocasic ad essere conferito all’Autorità d’ambito.
 
«Sì, proprio così. C’è una gran voglia di pubblicizzare tutto e mettere sotto controllo l’economia. Possiamo dire che la riforma dei Consorzi è andata nel senso opposto di come la vedevano gli industriali».
 - Perché gli industriali come vedono i Consorzi?
 
«Dovevano essere società in grado di dare servizi agli imprenditori perché se i Comuni fanno la loro infrastrutturazione e tutto finisce lì non ha senso. Non dobbiamo dimenticare, ad esempio, che il Casic nacque proprio all’interno dell’Associazione degli industriali. Insomma, noi chiediamo organismi efficienti e vogliamo capire molti aspetti della legge».
 - Contrari a tutti i monopoli ma non a un manager pubblico?
 
«Il manager pubblico va bene, il monopolio no. Faccio un esempio:il settore Sanità non è messo male perché convivono le due anime e c’è lo stimolo a far meglio».
 - Invece del manager pubblico sono arrivate le nomine che hanno fatto discutere.
 
«Siamo contrari al sistema scelto per la rappresentanza. La norma che è uscita dal Consiglio recita che il rappresentante degli industriali dev’essere scelto, in una rosa di tre nomi, dal presidente della Provincia. Perché ci deve essere «il gradimento» della politica»?

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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 19 NOVEMBRE 2008

TRASPORTO AEREO

Meridiana taglia anche la continuità

Cancellati due voli, l’assessore regionale chiede l’intervento dell’Enac

5 merid 191108di STEFANIA PUORRO
 OLBIA. Meridiana «taglia» anche la continuità territoriale: due voli cancellati. Ma la Regione non sta a guardare e chiederà l’intervento dell’Enac. La convenzione stabiliva che la compagnia dovesse garantire da Olbia tre voli diretti per Milano e 4 per Roma. L’operativo, invece, è diverso.
 Nel sito di Meridiana c’è la conferma: sino al 30 novembre sono stati programmati un collegamento in meno per Linate (si può partire solo alle 8.05 e alle 18.10) e uno in meno anche per l’aeroporto di Fiumicino (i voli prenotabili sono quelli delle 7, delle 13.50 e delle 19.40).
 «Così non va - attacca l’assessore regionale dei Trasporti Sandro Broccia -. La data del 4 novembre, giorno in cui sarebbe dovuta partire la continuità territoriale, era stata considerata indicativa. E questo per consentire alle compagnie di riorganizzare tutto lasciandosi alle spalle la vecchia convenzione e i problemi irrisolti. Avevamo così dato una settimana in più ai vettori, ma adesso è troppo: Meridiana non ha rispettato gli accordi per quanto riguarda i voli concordati da Olbia per Linate e per Fiumicino. Il ruolo della Regione è quello di vigilare e segnalare all’Enac un eventuale mancato rispetto di ciò che è stato scritto nelle convenzioni. E intendiamo rispettare questo compito». Ed ecco che cosa dicono dalla direzione Enac: «Non appena ci arriverà la segnalazione ufficiale dall’assessore Broccia, ci muoveremo. Alle compagnie avevamo concesso delle deroghe, sino al 30 novembre, solo per quanto riguarda l’orario dei voli, che possono quindi variare. Per diventare poi definitivi dal 1º dicembre, quando la continuità territoriale entrerà a pieno regime. Ma non abbiamo concesso deroghe per il numero dei voli. Questo vuol dire che non potevano essere ridotti».
 «Ma ci sono difficoltà oggettive - replicano da Meridiana -, a partire dagli slot che non vengono concessi. Programmare operativi in questo momento è un’impresa complicatissima per qualunque vettore e non solo per noi. Ci vuole tempo. E siamo già al lavoro per rimettere a posto le cose nel mese di dicembre».
 «In effetti so che per Linate c’era un problema di fasce orarie, ma la continuità territoriale non fa sconti a nessuno - spiega Broccia -. E visto che sono trascorsi i giorni di proroga, ora si deve capire che cosa sta succedendo. E l’Enac farà le sue verifiche». Che sono queste: «Chiederemo alla compagnia le motivazioni che l’hanno portata a ridurre il numero dei voli - dicono ancora dall’Enac - ma solo quando la Regione ci darà il via. Poi arriveranno gli eventuali correttivi da parte nostra. Quali saranno? L’obbligo di attivazione immediata dei voli cancellati».
 Ma se Meridiana non ha rispettato in pieno quanto ha firmato il 31 ottobre scorso, non è tornata indietro sulla decisione (dopo l’accordo con Alitalia e Airone) di estendere le tariffe agevolate anche ai sardi non residenti nell’isola. L’Unione Europea, a loro, l’ha negata. Ma Alitalia e Meridiana non hanno comunque cambiato rotta. Cosa che, invece, ha fatto Airone.
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 19 NOVEMBRE 2008

I lavori sono fermi, a rischio l’ex «scolastico»

Il Comune nella giungla degli appalti al ribasso. L’incubo di una nuova incompiuta

        7 ol scol 191108 6 ol scol 191108

di MARCO BITTAU
 OLBIA. Prima il crack della Pana, ora la «fuga» della Tor di Valle dal nuovo municipio (l’ex «scolastico»): per i cantieri olbiesi è davvero un autunno caldo. Una dopo l’altra, si fermano le gru e le ruspe nel corso Umberto, cuore del centro storico, che con ogni probabilità dovrà rimandare a tempi migliori il suo Rinascimento per conoscere una magra stagione di ponteggi arrugginiti e grandi incompiute.
 Il tracollo è storia di questi giorni. Da settimane si conoscevano le difficoltà dell’impresa a completare l’ambiziosa ristrutturazione dell’ex istituto scolastico, che entro l’anno avrebbe dovuto ospitare i nuovi uffici dell’amministrazione comunale al prezzo di 8 milioni di euro, comprese cuffie e microfoni per i banchi dell’aula consiliare. Parlare di difficoltà oggi però è riduttivo: il cantiere da qualche giorno è fermo, nessuno lavora, a casa gli operai, spente tutte le macchine. Insomma, non si muove una foglia. Tutto inghiottito nel silenzio.
 Una certezza (i lavori fermi) e tante indiscrezioni. Così l’impresa titolare del cantiere, la Tor di Valle, cioè un colosso dell’industria delle costruzioni, con ogni probabilità non riesce più a stare dentro gli importi previsti nell’appalto, sicuramente al ribasso, e si appresta adesso a ingaggiare un braccio di ferro con il Comune committente. Una situazione complessa, dove si intrecciano tante altre piccole imprese che pure lavorano nel cantiere (in regime di subappalto) e, soprattutto, tanti fornitori che ora cominciano a pressare. Insomma, si sarebbe messa in moto quella macchina spietata che prima o poi finisce per travolgere i cantieri più spericolati. Tutto questo mentre ancora inquieta il fallimento della Pana, travolta dai debiti al punto da piantare in asso i cantieri di piazza Mercato e via delle Terme. Si pensa agli stipendi dei lavoratori, ma si discute anche sul meccanismo infernale degli appalti stracciati. «Siamo preoccupati - dice Rino Piccinnu, capogruppo del Partito democratico, all’opposizione in consiglio comunale - prima il caso della Pana e adesso quello della Tor di Valle: due situazioni ben differenti tra loro che però provocano uguali conseguenze, cioè il blocco dei cantieri. Ecco perché è il momento di riflettere su come vengono effettuati gli appalti, nel senso che se alla gara partecipa una sola impresa è legittimo sospettare che i lavori non siano considerati appetibili, se non proprio a rischio. In altre parole, il problema è quello degli appalti al ribasso, dove le imprese con l’avanzare dei lavori non riescono a rientare nei costi stabiliti e alla fine gettano la spugna». «Il risultato - conclude Piccinnu - è l’abbandono del cantiere, come nel caso dell’ex istituto scolastico, che ora rischia di diventare la più grande incompiuta di Olbia».
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 19 NOVEMBRE 2008

Otto milioni di euro per il nuovo municipio

8 ol  munic 191108OLBIA. I lavori erano cominciati nel 2005 e, almeno nelle previsioni, si sarebbero dovuti concludere nel 2008, cioè quest’anno. Neanche a parlarne, invece. Dello «scolastico» (imponente architettura del Ventennio) con ogni probabilità rimarrà lo scheletro ancora in corso di ristrutturazione. La struttura avrebbe già dovuto ospitare tutti gli uffici del Comune, compresi quelli del sindaco e dei consiglieri, ad eccezione del corpo di polizia municipale. Del vecchio originale edificio sarebbe dovuta restare solo la facciata, mentre è stato abbattuto l’interno, al pari della palestra di via Garibaldi e dell’ufficio dell’azienda di soggiorno di via Catello Piro.
 Il grande progetto, voluto dall’amministrazione comunale allora guidata dal sindaco Settimo Nizzi, nelle previsioni doveva essere supportato da un investimento di 8 milioni di euro (comprese le modifiche al progetto iniziale curato dall’ingegnere Mario Marongiu, dall’architetto Luciano Nieddu, e dagli ingegneri Giorgio Pisano e Costanzo Rasenti). Rispetto alla bozza iniziale, infatti, si era reso necessario un intervento strutturale, così l’aula consiliare (un emiciclo sul modello parlamentare) doveva essere dotata di una cabina di per i traduttori. Questo perché nei sogni e bisogni di allora Olbia, città europea, doveva guardare avanti, pronta a ospitare eventi di rilevanza internazionale. Un prospettiva sicuramente ambiziosa e lungimirante, forse anche realistica, che però oggi si infrange contro gli ordinari problemi che qualunque amministrazione comunale deve affrontare, cioè quelli legati al mondo degli appalti, al mercato del lavoro e alle restrizioni finanziarie.
 Adesso, neanche il tempo di «digerire» il crack della Pana, titolare dei cantieri ancora aperti in piazza Mercato e in via delle Terme, che nel palazzo comunale di corso Umberto si deve già risolvere un’altra grana. Con ogni probabilità i problemi lamentati dalla Tor di Valle sono irrisolvibili e dunque, realisticamente, si parla di un nuovo appalto. Cosa che richiede tempo e anche risorse finanziarie aggiuntive, perché è ovvio che dal 2005 a oggi lo scenario economico è mutato e la base d’asta non potrà più essere la stessa. Insomma, un pasticcio che rischia di allungare i tempi per il completamento dell’opera pubblica.
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 19 NOVEMBRE 2008

Le auto in sosta al posto della Ztl: il Corso è di nuovo terra di nessuno

9 ol auto 191108OLBIA. Divieto di sosta? No, parcheggio selvaggio. Il corso Umberto nell’era post Ztl è di nuovo terra di conquista per gli automobilisti incuranti dei divieti di sosta e di fermata. In realtà, non ci voleva molto per prevedere che con il dietrofront sull’isola pedonale da parte dell’amministrazione comunale si sarebbe tradotto in un parcheggio libero permanente. Magari si rischia una multa per divieto di sosta, ma l’irrefrenabile bisogno di parcheggiare di fronte ai negozi evidentemente val bene il sacrificio. Le immagini si commentano da sole: mattina o sera, le due ali del Corso sono piene di auto e i vigili urbani hanno il loro bel da fare per far rispettare i divieti.
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 19 NOVEMBRE 2008

«Soru lasci i binari, serve la circonvallazione»

La Cisl dice sì allo spostamento a condizione che resti il collegamento per Golfo Aranci

  12 ol bin 13 ol bin 191108

OLBIA. Parla prima il segretario provinciale, poi quello regionale. Non è commissariamento, è una strategia: sullo spostamento della stazione ferroviaria di Olbia, la Cisl ha un’unica posizione. «Non siamo contrari all’arretramento della stazione» dice Massimo Tedde, che deve tenere conto delle richieste di Olbia. «Ma le esigenze di Olbia non possono compromettere quelle dell’intera Sardegna» aggiunge Giovanni Matta, che deve fare sintesi. E dunque: niente più passaggi a livello ma a condizione che ci sia una circonvallazione.
 La Cisl dice la sua sull’annoso problema della città (lo era già nel 1958): la presenza della stazione ferroviaria al centro della città. Un peso, un ostacolo che, se ci fosse un referendum per la sua eliminazione, vedrebbe il il 90 per cento dei consensi. Per portare a termine un’“operazione storica”, la chiusura dei passaggi a livello, Renato Soru ha speso soldi (10 milioni di euro) e capacità diplomatiche (il progetto verrà portato avanti dalla struttura di missione del G8, dunque in tempi rapidi).
 A giorni ci sarà l’ultima conferenza di servizi, poi partiranno i lavori. Proprio per questo la Cisl interviene con forza, chiedendo che il piano venga bloccato e rivisto. «Altrimenti, per la difesa di un’infrastruttura così importante, siamo pronti alla mobilitazione, a scendere in piazza, se necessario» dice Massimo Tedde, segretario provinciale della Cisl durante una conferenza stampa nella sede del sindacato.
 La posizione della Cisl è, come usa dire, articolata. Il sindacato sa che la stazione, al centro della città, è un freno allo sviluppo. E infatti non è contrario al suo arretramento. Ma sa anche che la ferrovia è fondamentale per rendere competitivo un territorio. «Arretrare la stazione significa chiudere la rete ferroviaria per Golfo Aranci e, quindi, mettere in crisi tutto il sistema sardo - dice il segretario regionale Giovanni Matta -. Questo è il disegno di Trenitalia, noi non possiamo né vogliamo assecondarlo, a differenza dell’amministrazione comunale di Olbia. Nel 2008 c’è stato un aumento esponenziale del trasporto su gomma, + 26 per cento sul 2007. Il che vuol dire 400 tir in più, al giorno, sulla Olbia-Cagliari. E’ insostenibile, questo: le merci, per esempio, devono viaggiare tra sud e nord della Sardegna sui treni».
 E allora, che fare? Rinunciare allo spostamento della stazione? Tedde la mette così: «Questa operazione può essere fatta a condizione che la Regione faccia partire un progetto, già finanziato, per la realizzazione della circonvallazione ferroviaria di Olbia, in modo da mantenere il collegamento con Golfo Aranci senza attraversare la città. Un progetto che prevede anche il collegamento con il porto industriale di Olbia. Solo così - conclude - si garantiscono i diritti di tutti, compresi quelli dei lavoratori di Trenitalia che stanno perdendo il loro posto di lavoro». (g.pi.)

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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 19 NOVEMBRE 2008

Primi incontri del presidente assente il sindaco Giovannelli

14 ol cines 191108OLBIA. Guai a chiamarlo Cines. Pietrina Murrighile non perde occasione per sottolineare come il nuovo Consorzio industriale sia altra cosa rispetto all’ente spesso teatro di risse e denunce. Ieri la neopresidente ha incontrato associazioni di categoria e sindacati, all’appello però mancava Gianni Giovannelli, il sindaco di Olbia, che per legge fa parte del cda. Un’assenza pesante ma non inaspettata, visto che la Murrighile è stata eletta solo col voto suo e di Patrizia Bigi. «Giovannelli - ha dichiarato la presidente - fa parte a pieno titolo di quest’assemblea. Si unisca a noi per lavorare per questo territorio. In questo tavolo io voglio tutti i 26 comuni». Poi un appello alle associazioni delle imprese: «Dobbiamo lavorare insieme». Positivi i commenti delle associazioni. «Non più solo utenti, ma coprotagonisti», ha detto Bonacossa (Cna). «La legge penalizza Olbia, ma non collaborare andrebbe contro i nostri interessi», ha aggiunto Raspitzu (Coldiretti). «Insieme per trovare una soluzione al problema della Tarsu», ha concluso Masia (Confindustria). (al.pi.)
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 19 NOVEMBRE 2008

Cinema, il festival tra le polemiche «Cagliari boccia le nostre proposte»

NON SOLO TAVOLARA

    15 ol cin 191108  16 ol cin 191108

di ALESSANDRO PIRINA
 OLBIA. Ha ideato uno dei festival più apprezzati del cinema italiano, ha portato sull’isola di Tavolara i nomi più gettonati del grande schermo tricolore, ha dato il suo enorme contributo all’apertura del teatro Michelucci. Ma evidentemente il suo curriculum non basta.
 Marco Navone e l’associazione Argonauti si son visti bocciare la proposta di una rassegna dedicata agli «spaghetti western» girati in Sardegna. L’idea era quella di inserirla nell’ambito di «Un’isola in festival», la serie di iniziative regionali volte alla diffusione di musica, danza, cinema, teatro. Ma Cagliari ha detto no. «Forse in Regione non si guardano i curriculum», si lascia scappare, non senza una vena di polemica, Marco Navone. La delusione dell’ideatore del festival di Tavolara deriva dal fatto che l’anno scorso uno degli eventi che riscosse maggior successo all’interno di «Un’isola in festival» fu proprio la rassegna dedicata a Piero Livi, l’ottuagenario regista olbiese che tra gli anni’60 e’90 aveva portato sullo schermo attori come Flavio Bucci, Renzo Montagnani, Anna Galiena, Corrado Pani. Un’iniziativa che coincise con l’apertura al pubblico del teatro Michelucci, ultima opera del grande architetto fiorentino, per anni lasciata alla mercè di vandali e centauri. La rassegna fece riscoprire alla città la voglia di cultura. La fece tornare indietro di qualche decennio quando al cinema Astra si organizzava (l’ideatore era proprio Piero Livi) uno dei più importanti festival del cinema indipendente del panorama europeo. Un successo di critica e di pubblico che faceva ben sperare per un nuovo evento da organizzarsi il prossimo dicembre. «Avevamo intenzione di fare un percorso sugli”spaghetti western” realizzati nell’isola, nel villaggio di San Salvatore - spiega Navone -. Avevamo in mente proiezioni di film e la mostra di Antonio Maraldi. Ma non siamo stati presi in considerazione». La bocciatura della Regione non significa, però, che la rassegna cinematografica non vedrà la luce. Giovanni Cassitta, assessore al Polo culturale, ha parlato di un possibile svolgimento al Michelucci. «Ma non a dicembre, perché il teatro deve essere insonorizzato. Se ne può parlare per i primi mesi del 2009».
 Insomma, la fame di cultura non si ferma di fronte al niet cagliaritano. La città vuol continuare il cammino intrapreso negli ultimi anni. E così domani partirà la rassegna, che porta sempre la firma di Navone, dedicata all’«Altro cinema» (con la possibilità di incontri con registi come Baricco, Vicari, Ozpetek). E il 1 dicembre toccherà a Tullio Solenghi dare il via alla stagione teatrale, che nei mesi successivi vedrà sul palco del cineteatro Olbia anche Paolo Poli, Erica Blanc, Paola Gassman e Marina Confalone.
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 19 NOVEMBRE 2008

Circolo nautico, una regata speciale dedicata allo skipper Paoletto Oggiano

24 ol regata 191108OLBIA. Una regata speciale per ricordare l’amico skipper tragicamente scomparso. Domenica prossima le acque del golfo di Olbia saranno il teatro di un evento velico in memoria di Paoletto Oggiano, lo skipper trentanovenne ucciso a fine luglio nelle campagne tra Olbia e San Pantaleo dal vicino di casa. Un atroce omicidio che scosse l’intera Gallura, dove la famiglia di Oggiano (il padre Francesco è stato anche assessore regionale negli anni’80) è molto conosciuta. Ora gli amici vogliono ricordare Paoletto con un evento sul mare, la sua grande passione insieme alla campagna. Per l’occasione è stato coinvolto il Circolo nautico di Olbia. L’organizzazione tiene a precisare che la regata sarà un appuntamento amichevole, improntato all’amicizia e alla solidarietà, senza alcun fine competitivo. Anzi, gli amici invitano tutta la cittadinanza a partecipare. «Da parte nostra - dice Giorgio Spano, vicepresidente e responsabile sportivo del circolo nautico - c’è la piena disponibilità ad accogliere sulle nostre barche tutti gli interessati». L’appuntamento è per domenica intorno alle 9.30 al Circolo, da dove poi le imbarcazioni prenderanno il largo. (al.pi.)
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 18 NOVEMBRE 2008

La diocesi in festa: il vescovo ordina 4 diaconi

Il più giovane ha 56 anni, il più anziano 75. Un avvenimento per la chiesa olbiese

   12 OL chiesa 181108 13 OL chiesa 181108

di TIZIANA SIMULA
 OLBIA. Al servizio della chiesa, non come sacerdote ma con l’esperienza di un uomo che è anche marito e padre. Una “chiamata” che sabato porterà quattro olbiesi a raggiungere la tappa finale di un lungo percorso di fede che li porterà a diventare diaconi permanenti. Una pagina nuova nella storia della chiesa olbiese che mai ha vissuto l’esperienza del diaconato permanente, un avvenimento speciale anche per la diocesi che per la prima volta ordina quattro diaconi insieme, in un’unica parrocchia.
 Un cammino spirituale e umano, quello intrapreso da Ottavio Ballarotto, Luciano Contu, Giovanni Deiana e Paolo Varrucciu, 56 anni il più giovane, 75 il più grande, tutti padri di famiglia, che porta uno sprazzo di luce in un momento di profonda e generale crisi vocazionale. Per loro, il diaconato non rappresenterà il passaggio al sacerdozio (come avviene col “diaconato transeunte” per i seminaristi) ma costituisce l’ultimo gradino di un percorso, dopo il Lettorato e l’Accolitato, ministeri conferiti anni fa: con l’imposizione delle mani da parte del vescovo riceveranno l’ordine sacro e «saremo al servizio della chiesa, così come dice la parola stessa, dal greco diakonìa, servizio, ministero», spiegano.
 Il loro operato dipenderà direttamente dal vescovo Sebastiano Sanguinetti, e il loro impegno sarà a tempo pieno e a pieno titolo e soprattutto verrà svolto in totale gratuità. Non potranno celebrare messa nè confessare «ma - spiegano ancora - - potremo tenere l’omelia durante la messa, amministrare il battesimo, benedire le nozze, presiedere i riti funebri e la preghiera liturgica, distribuire l’eucarestia».
 Una missione di fede che non impoverisce la vita coniugale e familiare, sottolineano, ma l’approfondisce, la impregna di valori e amore. «Anche la moglie e la famiglia ricevono indirettamente la “chiamata” perchè vengono per quanto possibile coinvolti - dice Giovanni Deiana -. Il consenso della moglie è determinante, senza la sua approvazione non si può andare avanti».
 Quattro storie di vita diverse, quattro storie parallele che una decina d’anni fa, si sono incrociate e insieme hanno iniziato il cammino nella parrocchia della Sacra Famiglia, di cui è parroco don Andrea Raffatellu: gli studi per 5 anni all’istituto di scienze religiose, oggi Euromediterraneo, la continua formazione spirituale e personale, l’impegno nella parrocchia con incarichi nella catechesi, nel volontariato, nella formazione matrimoniale.
 Luciano, il più giovane, è l’unico che continua a lavorare, è addetto commerciale in un’impresa a Siniscola, gli altri tre sono in pensione: Ottavio faceva il capostazione, Paolo l’impiegato (entrambi sono vedovi), Nanni, l’insegnante, con un passato anche da giornalista e sindacalista. «Da piccolo volevo fare il missionario, ho sofferto molto per non esserci riuscito, ora sono felice di questa scelta», racconta Nanni. Il diaconato è stato quasi un approdo naturale per Paolo, da sempre nel volontariato: «ho iniziato 25 anni fa, con l’Azione cattolica, poi, l’impegno in altre associazioni». La vocazione ha invece segnato la svolta nella vita di Luciano. Che della Chiesa non ne voleva sapere, «poi, un’esperienza personale mi ha fatto aprire gli occhi», racconta. La fede ha riportato la serenità nel cuore di Ottavio, «attraversato da una profonda crisi di ideali».
 Dalle loro parole, un unico messaggio: «se il Signore ti chiama, ascoltalo».
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 18 NOVEMBRE 2008

Udienze a rilento, le toghe scendono in piazza

La Camera penale decide 3 giorni di astensione: «La giustizia non può fermarsi»

La carenza di giudici sta paralizzando l’attività giudiziaria

  18 tempio gius 181108 19 tempio gius 181108

di GIAMPIERO COCCO
 TEMPIO. Gli avvocati penalisti aderenti alla camera penale di Tempio si asterranno per tre giorni dalle udienze. A deciderlo è stata la sezione gallurese, presieduta dall’avvocato Domenico Putzolu, organismo che questa mattina deciderà le date dello sciopero, previsto dopo i dieci giorni canonici disposti dal garante per lo sciopero. «La situazione del tribunale gallurese, in tutte le sue funzioni e sezioni, è ormai ingovernabile - affermano i penalisti - a causa delle carenze di organico di magistrati nella Procura e nel tribunale. Di questo passo sarà impossibile esercitare la nostra professione».
 «Dobbiamo coinvolgere nella nostra battaglia anche il consiglio dell’ordine - afferma Domenico Putzolu, e le forze politiche presenti in Gallura. Il rischio, per quanti chiedono giustizia (e non soltanto nel campo penale), e che dal prossimo anno si potrebbero bloccare istituti importanti come l’ufficio esecuzioni, sprovvisto di un magistrato titolare, la sezione fallimentare e parte dell’attività civile del tribunale. A questo si deve già sommare l’impossibilità, fin d’ora, della Procura gallurese a smaltire l’arretrato e portare avanti gli impegni istituzionali (direttissime, convalide, presenza in udienze gip, gup e collegiali) stante la perdurante assenza del 70 per cento dei magistrati in organico. Questa situazione - spiega l’avvocato Putzolu - comporta rinvii a nuovo ruolo di procedimenti già fissati negli uffici tempiesi e nelle sedi staccate di Olbia e della Maddalena con evidente disagio, e denegata giustizia, per coloro che attendono la definizione di un procedimento penale». Se, in tempi non lontani, il tribunale di Tempio era portato ad esempio nelle relazioni di apertura dell’anno giudiziario sardo per la produttività dei suoi magistrati e del personale amministrativo, con il prossimo anno la tendenza allo staccanovismo andrà, per forza di cose, a scemare. Con buona pace del ministro Renato Brunetta «al quale chiediamo - dice provocatoriamente un avvocato - di monitorare costantemente il lavoro che viene svolto nel tribunale gallurese per rendersi conto che non tutti i dipendenti statali sono, come lui li definisce, dei fannulloni». Acque agitate, dunque, nel pianeta giustizia, mentre le preoccupazioni del procuratore della Repubblica Mario D’Onofrio e del presidente del tribunale Francesco Mazzaroppi sono state fatte proprie dall’assemblea della Associazione nazionale magistrati, che ha portato all’attenzione della commissione giustizia della camera il problema degli organici del tribunale gallurese.
 In molti non lo dicono, ma uno dei punti primari da affrontare, in sede legislativa, e la soppressione della sezione staccata della Maddalena, un ufficio che impegna (a fronte di un carico di lavoro irrilevante, ai fini statistici) saltuariamente magistrati e avvocati in lunghe trasferte.

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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 18 NOVEMBRE 2008

Notte di paura nel rione periferico Sa minda noa

Incendiato in via Golfo Aranci il furgone di un «padroncino»

  14 ol incauto 181108OLBIA. Un incendio di natura dolosa ha incenerito, ieri notte, il camioncino di un autotrasportatore di Olbia - M.F., di 45 anni -, che l’uomo aveva lasciato nei parcheggi sotto casa, in via Golfo Aranci, nella zona di Sa Minda Noa. Le fiamme, spente dai vigili del fuoco, hanno praticamente distrutto il Fiat Daily che l’autotrasportatore, un «padroncino» che lavora per conto terzi, avrebbe dovuto utilizzare ieri mattina per effettuare delle consegne in città.
 L’autista, ieri mattina, ha presentato una denuncia contro ignoti al commissariato di polizia di Olbia, i cui agenti erano interventuti, poco dopo la mezzanotte di domenica, nella zona dove si e verificato il grave atto di intimidazione.
 M.F., che con un familiare si occupa di piccoli trasporti, non ha saputo fornire alcuna indicazione alle forze dell’ordine.
 L’autotrasportatore, che lavora sodo da diversi decenni, non ha mai avuto screzi di alcun genere con alcuno, e la sua attività di trasporto non è mai entrata in rotta di collisione con altri “colleghi” che lavorano nello stesso settore.
 Le indagini della polizia di Stato sono state avviate, anche se sarà difficile, come avviene in questi casi, dare un nome e un volto all’incendiario che, poco prima della mezzanotte di ieri, ha versato del liquido infiammabile sul cassone del mezzo, dandogli poi fuoco.
 Un gesto intimidatorio, quello messo a segno contro M.F., che ha praticamente messo in ginocchio l’autotrasportatore, il quale tirava a campare (con i familiari) grazie solo al suo mezzo di trasporto.
 Dell’accaduto è stata informata, con un rapporto, la procura della Repubblica di Tempio, che ha aperto un fascicolo per atti relativi.

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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 18 NOVEMBRE 2008

Centri provinciali per il lavoro, le nuove regole del collocamento

di Alessandro Pirina

                    15 ol lavoro 181108 16 ol lavoro 181108

 OLBIA. La Provincia va in piazza per far conoscere le sue nuove funzioni in tema di lavoro. E’ iniziato ieri mattina il tour dell’ente che attraverserà i 26 comuni della Gallura per informare i cittadini sui compiti dei Centri servizi per il Lavoro. L’iniziativa è stata presentata da Sebastiano Pirredda, assessore alle Attività produttive e al Lavoro. «La riforma del collocamento pubblico ha dato alla Provincia un ruolo fondamentale sulle questioni lavorative. Non tutti, però, lo sanno».
 «Pertanto - aggiunge l’assessore - abbiamo deciso di recarci in tutti i 26 comuni del territorio per illustrare l’importanza di questo provvedimento».
 Con la riforma alle province è affidata la gestione dei Csl, che hanno sostituito i vecchi uffici di collocamento. «I nuovi centri servizi per il lavoro - ha aggiunto Pirredda - superano la visione burocratica degli uffici precedenti e si presentano oggi come il nuovo punto puntodi incontro per lavoratori e aziende con lo scopo di contrastare il problema della disoccupazione e rispondere alla necessità di reperimento del personale da parte delle imprese».
 Da qui la necessità di far conoscere ai cittadini i dettagli della riforma. In ogni comune saranno chiamati a partecipare tutti gli attori interessati dal mercato del lavoro: dalle istituzioni ai sindacati, dalle scuole alle aziende, dai lavoratori ai disoccupati, ai professionisti. «Il nostro auspicio - ha concluso Pirredda - è che agli incontri faccia seguito un dibattito con i partecipanti. Bisogna lanciare il messaggio che qualcosa è cambiato. In meglio». La prima tappa del tour è stata Olbia, dove si tratterrà anche per tutta la giornata di oggi, sempre dalle 10 alle 13, dalle 15 alle 19, nella sala conferenze di via Nanni. Domani la carovana si trasferirà a Tempio e rimarrà per tutto il giorno nella sede di Palazzo Villamarina Pes. Da giovedì il progetto Csl itinerante farà tappe mattutine e pomeridiane: si inizia con Loiri Porto San Paolo e Padru. Il 25 sarà il turno di Monti e Telti, il 26 di Oschiri e Berchidda, il 27 di Buddusò e Alà. Il 1 dicembre si riprende da Budoni e San Teodoro. A seguire Sant’Antonio e Luogosanto (il 2), Golfo Aranci (il 3), Palau (il 4), La Maddalena (il 9), Calangianus e Luras (il 10), Santa Teresa e Aglientu (l’11), Arzachena (il 12), Aggius e Bortigiadas (il 15). Ultimi appuntamenti il 16 a Trinità e Badesi. Alla presentazione dell’iniziativa, a cui hanno preso parte il coordinatore del progetto Alessandro Depperu, il responsabile Antonio Dettori e il direttore del Csl di Olbia Antonio Azzena, era presente anche la presidente Pietrina Murrighile.
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 18 NOVEMBRE 2008

TELTI

Duecento funghi in vetrina alla rassegna dell’Ascunas

17 telto 181108TELTI. Un ottimo risotto con i funghi sapientemente preparato dalla Pro loco domenica all’ora di pranzo, ha completato l’appuntamento con la 2ª edizione della manifestazione micologica organizzata dall’Ascunas, l’associazione per gli studi culturali e naturalistici della Sardegna in collaborazione con Asl e Comune, due giorni dedicati alla presentazione delle diverse specie di funghi che crescono in Gallura: circa duecento quelli in esposizione, di cinquanta specie diverse, sia commestibili che tossici ma anche velenosi, tutti raccolti nelle campagne teltesi da appassionati che hanno voluto dare il loro indispensabile apporto all’iniziativa. Una vera e propria caccia al fungo che si è conclusa con un ricco bottino, nonostante l’imperversare del maltempo. La mostra, allestita nei locali del museo naturalistico di piazza Duomo, è stata apprezzata da numerosi visitatori, tra i quali anche gli alunni della scuola media locale che sabato scorso hanno assistito alla lezione della micologa della Asl, Ada Careddu, e del tossicologo Augusto Magnone. Gli esperti hanno spiegato come riconoscere le specie commestibili da quelle velenose, le loro principali caratteristiche, gli effetti tossicologici e come raccoglierli per non danneggiare l’ambiente. La manifestazione è stata anche occasione per ammirare l’esposizione dei minerali, delle piante e degli insetti custodita nel museo. (t.s.)
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  da L'Unione Sarda Domenica 16 Novembre 2008
Olbia. Assemblea del coordinamento: subito il gruppo consiliare, quindi la verifica con gli alleati
Per Murrighile ultima chiamata
Il Pd cerca di stringere all'angolo la presidente

Il Partito democratico, nell'assemblea territoriale di venerdì sera, ha messo a punto la strategia per risolvere la crisi in Provincia. Da domani si costituirà il gruppo del Pd, chi vorrà aderirvi dovrà farlo entro il 15 dicembre, pena l'esclusione.
Primo: costituire il gruppo del Partito democratico in consiglio provinciale. Secondo: verificare quanti sono disposti ad aderirvi. Terzo: contarsi e vedere l'effetto che fa. Naturalmente, dopo aver chiesto alla presidente Pietrina Murrighile di azzerare l'esecutivo e sedersi a un tavolo per discutere con gli alleati.
Niente di clamoroso dall'ultima assemblea territoriale del Pd svoltasi venerdì sera. Giusto la messa a punto di una strategia che dovrebbe servire a risolvere la grave crisi politica in Provincia. Senza molti giri di parole, tutti gli interventi hanno riguardato le recenti decisioni della Murrighile, dal licenziamento di tre assessori (Elena Burrai, Giovanni Andrea Giagoni e Alberto Melinu) alla nomina dei sostituti (Antonio Satta, Gilberto Bo e Francesco Carbini), nonché di quella di Patrizia Bigi (Forza Italia) nel cda del Consorzio industriale. In particolare, è stato sottolineata la virata a destra della giunta con l'inserimento di Satta e Bo, entrambi appartenenti ai Cristiano popolari, partito che sta lavorando alla costituzione del Popolo delle libertà.
«È intollerabile che la presidente, alla guida di una maggioranza di centrosinistra, assuma posizioni contrarie ai patti con gli elettori», ha detto il consigliere regionale del Pd Elio Corda. Che ha aggiunto: «In ogni caso non si può rimandare ancora il momento in cui bisogna far chiarezza».
Appunto. Già domani, sarà formalmente costituito il gruppo consiliare il quale, per ora (stando almeno a chi ha partecipato alla riunione) conta su due consiglieri (Tomaso Visicale e Domenico Mannironi). Pochini, in verità, ma sufficienti, se la minoranza di centrodestra (dieci consiglieri) presentasse una mozione di sfiducia alla presidente, considerando che Pierpaolo Spano (Idv) è da tempo in rotta con la Murrighile. Si potrebbero invertire i rapporti di forza attuali visto che la maggioranza, in teoria, conta 15 consiglieri.
In realtà, gli oltre mille euro mensili percepiti dai consiglieri (in fin dei conti, uno stipendio in più) rappresentano un ottimo motivo per far dubitare sul buon esito della spallata trasversale.
Tuttavia, il 30 novembre sarà il primo serio banco di prova per verificare la tenuta del cosiddetto partito del consiglio. C'è una variazione di bilancio da approvare e la conta, a questo punto, è obbligatoria. Non dovesse succedere nulla, il 15 dicembre, come stabilito dall'assemblea, scadrà il termine ultimo per l'adesione al gruppo consiliare del Partito democratico. Della serie: chi c'è c'è e chi no si arrangi. Soprattutto, il dictat tornerà utile per quanti (e sono tanti, forse troppi) ambiscono a una candidatura alle prossime regionali.
Insomma, il cerchio si stringe. «Non è più tempo per i tentennamenti - ha spiegato Tomaso Visicale - le scelte vanno fatte e devono essere chiare. Ogni partito ha le proprie regole da rispettare e il nostro non fa eccezione. Finora le cose sono andate diversamente ma ora basta». Il Pd comincia a mostrare i denti nel tentativo di riportare alla normalità una situazione che gli era sfuggita di mano. Chissà se ci riuscirà o se, come molti pensano, sia davvero troppo tardi. ( v. f. )

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da L'Unione Sarda Domenica 16 Novembre 2008
viabilità Manca la segnaletica
Strade pericolose, i sindaci galluresi contro la Provincia
 

Per i sindaci dell'Alta Gallura la Olbia-Tempio è una strada ancora pericolosa e in alcuni punti quasi impercorribile, soprattutto quando nebbia o pioggia, nelle ore notturne, azzerano la visibilità. Nonostante gli interventi che hanno messo in sicurezza una parte della provinciale, gli amministratori comunali chiedono conto di una situazione insostenibile. Con l'inverno i problemi vecchi si sono ripresentati, sino a poche settimane fa sindaci e assessori insistevano per l'adeguamento della segnaletica. La strada è rimasta esattamente la stessa anche dopo i ritocchi.
«É inutile - dice il sindaco di Luras, Marisa Careddu - parlare di massimi sistemi o dei finanziamenti e progetti che verranno. Intanto c'è il problema serio dell'incolumità delle persone. É sufficiente percorrere la strada in tarda serata, magari con un temporale, per capire che la vita degli automobilisti è sempre in gioco. Come amministratori pubblici, noi sindaci lo sappiamo benissimo, rispondiamo della sicurezza delle persone. Nonostante tutte le richieste, le insistenze e le proteste, la strada è quella che è. Ma non basta, la Provincia continua a dare segnali contradditori anche per quanto riguarda altre situazioni. C'è la strada che collega Luras con la Tempio-Palau in condizioni pessime. Gli automobilisti protestano con noi, ma nessuno si prende la briga di sistemare il manto stradale». Anche il sindaco di Tempio Antonello Pintus ha qualcosa da osservare: «I lavori sono stati fatti, è vero. Ma gli operai hanno sistemato il primissimo tratto della Olbia-Tempio, gli interventi arrivano sino alla stazione di Priatu. Dopo non c'è più niente. É vero, abbiamo avuto la notizia importante della pubblicazione del bando della progettazione della provinciale. Questo riguarda, però, il futuro, adesso, molto più semplicemente, e lo chiediamo da troppo tempo, è necessario rendere sicura la strada con la segnaletica e tutti gli altri interventi che, per la verità, dovrebbero essere automatici e scontati».
Gli amministratori comunali non perdono occasione per denunciare le carenze della rete stradale in Alta Gallura. «Se dobbiamo insistere - conclude il sindaco di Bortigiadas Emiliano Deiana - anche per i requisiti minimi di sicurezza di una strada, significa che la situazione è veramente inaccettabile».

ANDREA BUSIA
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da La Nuova Sardegna SABATO, 15 NOVEMBRE 2008

Bertolaso rassicura la Sardegna: per la Sassari-Olbia i soldi ci sono

3 ol bert 151108di ENRICO GAVIANO
 OLBIA. «I soldi per le opere collaterali del G8 ci sono, verranno contabilizzati e assegnati nella prossima riunione del Cipe». Via libera, dunque, anche alla Sassari-Olbia. Parola di Guido Bertolaso, che ieri alla Camera ha risposto così all’interpellanza proposta dal deputato gallurese Giulio Calvisi.
 Bertolaso, sottosegretario alla presidenza del consiglio, è anche il commissario del G8. Conosce la materia e anche ieri ne ha dato prova durante l’esposizione a Montecitorio. E ha tranquillizzato, almeno in parte, Calvisi e tutti coloro che in questi ultimi giorni hanno pensato che il governo Berlusconi stesse perpetrando uno scippo nei confronti del nord Sardegna. «E’ vero che nell’ordinanza 3698 di agosto il governo aveva stanziato delle somme per le opere complementari. E anche che nel decreto 162 queste somme non ci sono più. Il ministero dell’economia ha preferito fare un ulteriore passaggio al Cipe, e con la prossima riunione tutto sarà risolto. Si tratta di 417 milioni di euro che serviranno, in particolare, per la Sassari-Olbia, che finalmente verrà adattata alle esigenze dei sardi».
 Bertolaso ha anche ricordato che «nessuno ha mai detto che la Sassari-Olbia sarà completata entro l’inizio del G8. Ma intanto si anticipa di oltre un anno la tempistica prevista dal ministero delle infrastrutture. In secondo luogo ricordiamo che già si è fatto parecchio per avviare il lavoro, compresa la conferenza di servizi. C’è da dire, infine, che l’opera ha suscitato l’interesse di 807 gruppi imprenditoriali, che ci hanno contattati».
 Calvisi, primo firmatario dell’interpellanza che ha raccolto l’adesione dei deputati sardi Pd, nella replica ha solo fatto un appunto. «Si è sempre parlato di 522 milioni di euro per le opere collaterali. Ma faremo bene i calcoli. C’è un margine di dubbio, comunque». Calvisi aveva parlato anche del fatto che continuano a circolare le voci che il summit, dalla Maddalena, possa essere spostato in altra sede, in tutto o in parte. Anche in questo caso Bertolaso ha fatto sapere che «il G8 sarà ospitato nell’Arcipelago, mentre in altre sedi, come Napoli, potrebbero esserci semplicemente degli incontri ministeriali, come avviene sempre in questi casi».
 Infine, Calvisi ha ricordato come la Sardegna si augura che i fondi destinati all’isola non vengano intaccati per le spese destinate all’accoglienza degli ospiti del vertice della Maddalena. «Sono stati già stanziati 323 milioni, che andranno interamente per le opere da realizzare alla Maddalena, e già avviate - ha detto Bertolaso -. Altre somme sono già state assegnate per l’aeroporto Costa Smeralda. Infine i soldi per le opere collaterali, che verranno fuori dalla prossima riunione del Cipe. La finaziaria 2008 ha stanziato per le spese vive del G8 30 milioni. Poca cosa. Se si pensa che il Giappone, a Hokkaido, ha speso 400 milioni di euro, e un anno fa la Germania ne ha stanziato poco meno di 200. Mi auguro che i partiti capiscano, quando verrà il momento, che differenza c’è fra le opere che resteranno alla comunità locale, e le spese dell’organizzazione».
 Ieri c’è stata anche un’altra iniziativa parlamentare sul G8. Ne sono stati autori i senatori sardi del Pd Francesco Sanna, Antonello Cabras e Gianpiero Scanu. Anche loro hanno chiesto certezze sulla destinazione dei fondi per le opere collaterali, come la Olbia-Sassari. Con l’augurio che vengano evitate riprogrammazioni unilaterali del governo. I senatori hanno presentato un emendamento al decreto di legge in fase di conversione a Palazzo Madama, secono cui «non si possono utilizzare solo fondi per le aree sottoutilizzate destinati alla Sardegna, circa 522 milioni, per le opere destinate al G8. E’ un summit che interessa tutto il paese, per cui una parte di questa somma (111 milioni) dovrebbe essere prelevata da fondi destinati ad altre Regioni».
 Procedure di Via. Ieri la Regione ha approvato la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) delle «Opere strategiche funzionali del G8», dopo l’illustrazione fatta dall’assessorato all’ambiente.
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da La Nuova Sardegna SABATO, 15 NOVEMBRE 2008

«Senza tagli via ai licenziamenti»

Ma i piloti non si arrendono. L’Anpav: troppi lati oscuri

IL CASO MERIDIANA L’ad Rossi ai dipendenti: «Rinnovate il contratto»

     4 ol mer 151108   5 ol mer 151108

di STEFANIA PUORRO
 OLBIA. Dura e tremendamente chiara. La lettera di tre pagine e mezzo indirizzata dall’ad di Meridiana ai dipendenti, fa paura. Gianni Rossi l’ha scritta l’altro ieri, riappropriandosi del ruolo che il cda aveva affidato al consigliere Miorelli. E mentre i piloti minacciano di scendere in piazza, la logica della compagnia sembra quella di far “riflettere” chi sta per perdere il posto, spingendo i lavoratori a far tornare indietro i sindacati: portandoli a firmare un rinnovo contrattuale con un taglio degli stipendi.
 Cioè: se non si rinuncia a una parte dei guadagni, i licenziamenti non si eviteranno. «E arriviamo all’inizio - come è scritto tra le righe - di un processo irreversibile».
 Infatti, il cda, ha annunciato di mandare a casa 150 persone: dipendenti a tempo indeterminato a cui si aggiungerebbero anche gli stagionali. E il numero cresce.
 Non c’è molto da scegliere. In più, i sindacati sono divisi e per riavviare il dialogo ci sono solo 45 giorni di tempo. Ma i piloti non si vogliono arrendere. Lo conferma il coordinatore nazionale dell’Anpav Fabrizio Contino, il quale dice: «Sulla questione della mobilità, ci risultano grossi errori di pura matematica, a cui i dirigenti artefici di questa catastrofica operazione dovranno rispondere dettagliatamente e immediatamente. Anpav non è disponibile a intraprendere nessuna trattativa prima che questi oscuri dubbi vengano chiariti».
 Gianni Rossi, però, nella lettera ai dipendenti, aggiunge che «il momento verità che siamo riusciti, con i vostri sforzi, a posticipare, adesso non è più rinviabile. Dobbiamo cercare di sopravvivere, abbiamo l’obbligo e il dovere di farlo. A qualunque costo. E non esistono altre vie o scorciatoie». Quindi: o si tagliano i costi, o si licenzia. E poi «diminuzione dei prodotti offerti, delle tratte e delle frequenze andando a ridurre gli aeromobili: quelli operativi passeranno dagli attuali 22 a 13». Che vuol dire: 9 aerei a terra, cinque dei quali a Olbia.
 Ancora: «Le decisioni assunte da parte del consiglio di amministrazione sull’avvio di una procedura di mobilità - scrive l’ad nella parte finale della lettera - sono state comunicate a tutti gli enti e alle parti sociali. Tale comunicazione rappresenta il momento iniziale di un processo irreversibile, a meno che non si raggiunga un accordo serio e strutturale sul costo del lavoro. L’Aga Khan, il consiglio di amministrazione e il management, sono tutt’altro che rinunciatari. E sono più che mai determinati a favorire, in qualsiasi modo e nonostante la ristrettezza dei tempi, il raggiungimento di un accordo. Non ci possono essere meriti o demeriti, ma solo il massimo rispetto reciproco e serio impegno di ciascuno di noi nel perseguire ogni possibile soluzione, che consenta di evitare l’irreversibilità dello stato di crisi con tutte le conseguenze immediate e future».
 Il resto della lettera è la sintesi di una crisi che va avanti da tempo e che è culminata con la richiesta di mobilità: la storia di un piano industriale (quello elaborato la scorsa primavera) «con il quale si è cercata ogni soluzione che potesse assicurare la continuità aziendale salvaguardando l’organico e avviando un processo di sostituzione della flotta. Si era anche arrivati a condividere, con i sindacati, le esigenze di rendere la compagnia competitiva anche sotto il profilo del costo del lavoro. Ma poi, sui contratti, c’è stata la rottura. Nel 2008 - continua Rossi - non siamo riusciti a recuperare il divario, ormai strutturale, tra costi e ricavi» e nonostante i tentativi di uscire da questo stallo, si è arrivati all’unica decisione che potesse mantenere in piedi l’azienda. Inutile ripeterla.
 Ma in tutta questa vicenda, c’è chi non vede chiarezza «perché ogni soggetto coinvolto, dalla compagnia ai sindacati, non ha scoperto tutte le carte». A parlare è Gigi Carbini (comandante di Meridiana): interviene, però, nella sua veste di consigliere comunale che ha ricevuto dal sindaco la delega per i Trasporti. «Lunedì invierò le lettere a tutti i sindacati e il venerdì successivo si dovranno sedere attorno a un tavolo. Si deve fare chiarezza su una situazione che, in questi quattro mesi, non è stata spiegata nei dettagli; si deve fare chiarezza sul perché si vogliano destinare risorse ed energie verso Eurofly e non su Meridiana; si deve parlare della possibilità di fare tutti un passo indietro».
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 15 NOVEMBRE 2008

Nasce un comitato contro la stazione del gas

Gli anti centrale non vogliono la struttura da 19 ettari che sorgerà a Spiritu Santu

              15 ol gas 151108 16 ol gas 151108

di Luca Rojch

OLBIA. Non si sentono un esercito di don Chisciotte. Placide massaie, pensionati, lavoratori sono pronti ad abbattere il loro mulino a vento, a cancellare la stazione spara gas. Nasce il comitato del no. Alla testa i pasdaran anticentrale, i crociati della guerra al gigante di ferro e cemento alto 15 metri, largo 19 ettari, che inscatola gas a 200 atmosfere e lo lancia oltre Tirreno. I dubbi sulla stazione che dovrebbe sorgere a Spiritu Santu hanno preso gambe e braccia. La protesta è diventata rivolta spinta dal basso. Dal confronto con le tante città ingrigite dalle industrie, avvelenate dagli stabilimenti petrolchimici, meccanizzate dalle fabbriche.
 Olbia non vuole perdere il suo posto al sole, non vuole chiudere gli ombrelloni per accendere le ciminiere. Nasce il comitato anti centrale. Troppi i dubbi sulla sicurezza. La mega stazione dovrebbe prender corpo nella zona di Spirtu Santu, di fronte alla cava di sabbia. Incastonata tra il parco fluviale del Padrongianus, l’ospedale San Raffaele, l’area naturalistica delle Saline e il centro urbano di Murta Maria. Un gigante con vista sull’area marina protetta di Tavolara. Ma le garanzie date dai tecnici della Galsi sulla sicurezza e su eventuali pericoli per la salute non hanno soddisfatto chi dovrà convivere con la centrale. Dalla Galsi hanno presentato studi che raccontano di una centrale che inquina meno di una cucina a gas, che è più silenziosa del frinire delle cicale ed è sicurissima. Ma nessuno ha mai sentito il salumiere dire: «Signora compri questo salame che fa schifo». Chi avrà come vicino di casa una centrale di 19 ettari che inscatola gas non si sente tranquillo. Per questo è nato il comitato. A dare vita al movimento anti centrale c’è un gruppo di 30 persone, tra loro esponenti del mondo sindacale, come Tore Zappadu, che è stato scelto come presidente, ma anche consiglieri comunali, Pino Masala e Marco Varrucciu. Del comitato fanno parte altre due associazioni quella di Murta Maria e quella di Enas. La sede è in via Roma 157. I partiti hanno fatto un passo indietro. La lotta alla centrale non ha un colore politico. I promotori sono già al lavoro per creare un sito internet e puntano sull’informazione per coinvolgere tutta la città nella battaglia contro la centrale. Tra le proposte che il comitato vuole fare sua c’è la richiesta di un referendum, fatta dal consigliere Pd, Carlo Careddu, in aula. Una consultazione popolare per far decidere alla città se convivere in futuro con la centrale. «Noi non la vogliamo - spiega Varrucciu, tra i promotori del comitato -. Siamo convinti che debba essere il popolo a decidere. Non ci piacciono le imposizioni dall’alto. Credo che presto ci sarà una forte adesione al comitato che non ha colori politici». Già in consiglio comunale una larga parte del centro destra ha criticato il progetto. «Nel piano originario la centrale doveva nascere a Porto Torres - continua Varrucciu -, poi senza spiegazioni ce la siamo trovata in casa. Si può ancora intervenire e non dobbiamo stare a guardare. Progetti simili non possono sorgere contro la volontà della popolazione. Chi vuole informazioni può inviare una mail a olbianogas@email.it. Dobbiamo stare uniti e portare avanti una campagna in cui coinvolgere tutti. Sindacati, Comuni, associazioni. Devono spostare la centrale del gas in altri territori già vocati a questo tipo di strutture, non in aree destinate al turismo».
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 15 NOVEMBRE 2008

Piove per 3 ore, via Veronese finisce sott’acqua

Cantine sommerse, case allagate, la strada viene chiusa al traffico per tutta la sera

     20 ol piove 151108  21 ol piove 151108

OLBIA. Gli occhi al cielo in una improbabile danza del sole. La soluzione agli allagamenti è in una poco scientifica speranza che smetta di piovere. La città annega di nuovo. Bastano 3 ore di pioggia per far scattare l’allarme. Oltre alla immancabile Pittulongu è finita in ammollo anche la parte alta di via Veronese. Una new entry nella classifica dei quartieri alluvionati della città. La pioggia ha gonfiato un modestissimo rigagnolo, tanto piccolo da non avere neanche un nome, e lo ha trasformato in un fiume impetuoso. Con forza ha invaso la strada, sommerso i seminterrati delle vie intorno, da via Pozzo alla parte alta di via Veronese.
 A salvare almeno in parte questa parte di città dal disastro totale l’intervento dei mezzi del Comune e dei vigili del fuoco e della protezione civile. Il fiume è stato sbarrato e il corso d’acqua deviato sui campi. A lavorare sotto il diluvio il sindaco, Gianni Giovannelli, l’assessore ai Lavori pubblici, Gesuino Satta e i tecnici del Comune. «Abbiamo trovato una soluzione tampone per questa parte di città - spiega -. Speriamo che tenga. Di mattina con la luce del giorno cominceremo subito i lavori per mettere in sicurezza tutta la zona e far scorrere meglio il fiume». L’assessore non lo dice, ma fino a ieri il fiumiciattolo non aveva mai esondato. Segno che qualcosa è cambiato. «È inevitabile che qualsiasi intervento umano altera il deflusso delle acque. E in zona la presenza dell’uomo è aumentata di molto». Nessuno ricorda di avere mai visto il fiume tracimare, né possono giustificare tanta violenza tre ore di acqua. Furioso il presidente del comitato di quartiere di zona Ospedale, Fulvio D’Anna. «Non è accettabile che possano accadere cose simili - spiega D’Anna -. Ogni volta che c’è un accenno di pioggia tutta la parte bassa di via Veronese si allaga. Le condotte per le acque nere saltano. Abbiamo già detto tante volte al Comune che è indispensabile intervenire. Ora si aggiungono anche le difficoltà per la parte alta di via Veronese. Anche se devo dare atto che il Comune si è mosso in tempi rapidi e ha promesso di trovare una soluzione definitiva». Cantine sommerse e case allagate. Prove generali di alluvione. Anche in via Galvani il canale in tarda serata è al limite. Mente da Pittulongu si moltiplicano le chiamate ai vigili. Tutti con i piedi in ammollo guardano il cielo nella speranza di vedere sparire le nuvole nere. (l.roj.)
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 14 NOVEMBRE 2008

IL LUTTO

Morto per un attacco di cuore l’ex consigliere Tiberio Ciceri

  19 ol ciceri 141108

OLBIA. Tiberio Ciceri è morto ieri nella sua casa di Olbia. Un attacco di cuore gli è stato fatale. Alcuni anni fa aveva superato una difficile crisi cardiaca ed era tornato in ottima forma. Stavolta, non ce l’ha fatta.
 Nato a Telti, Ciceri è stato per anni funzionario della Regione. E’ stato consigliere comunale di Olbia, ha ricoperto importanti incarichi nella comunità montana. E’ stato anche commissario dell’azienda di soggiorno e turismo.
 Negli ultimi anni, aveva rivestito il ruolo di consigliere comunale di Telti, dopo essere stato candidato a sindaco.
 Alla sua famiglia le condoglianze della “Nuova”.

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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 14 NOVEMBRE 2008

LA CRISI NEI CIELI

Meridiana: «In 150 a casa per non fallire»

Il cda avvia la richiesta di mobilità. La proposta: stipendi ridotti per lavorare tutti

Dopo quattro mesi di inutili trattative l’azienda e i sindacati avranno altri 45 giorni di tempo per trovare soluzioni alternative e un accordo

  1 ol mer 141108 2 ol mer 141108

3 ol mer 141108di Guido Piga

OLBIA. Fallite le trattative con i sindacati, Meridiana annuncia 150 licenziamenti per non fallire. La compagnia metterà a terra 9 aerei (5 a Olbia, 2 a Firenze e 2 a Verona), cancellerà le rotte meno redditizie (quelle delle continuità territoriale non si toccano), ma la drastica decisione, presa ieri all’unanimità dal cda, non avrà effetto immediato: ci sono 45 giorni per riavviare il dialogo e trovare una soluzione alternativa. L’azienda punta ai contratti di solidarietà («lavorare tutti, guadagnare meno»), vincolando però questa opzione a una successivo taglio degli stipendi. E’ una sfida aperta ai sindacati: o si fa così o si chiude.
 Non è la prima volta che Meridiana annuncia i licenziamenti. Ma le differenze rispetto al passato, l’ultima volta era stata nel 2005, sono sostanziali. Stavolta, la decisione l’ha presa il cda, senza un preventivo accordo con i sindacati. In più, la procedura di mobilità (così come recita la legge 223), non servirà per accompagnare alla pensione i lavoratori più anziani. Verranno licenziati - in larga parte piloti e assistenti di volo - quelli con meno anni di servizio. E prima di questi verranno mandati a casa molti stagionali.
 Centinaia di lavoratori, soprattutto di Olbia, sono dunque a rischio. «Se qualcuno pensava che la crisi non fosse vera, ora ha la prova che si era sbagliato» ha detto Claudio Miorelli, citando il discorso di Obama appena eletto presidente, ad alcuni interlocutori istituzionali. Lo spettro dei licenziamenti è la prima conseguenza dello stato di crisi dichiarato dal consiglio d’amministrazione. Il cda ha proceduto dopo che il consigliere Miorelli ha spiegato all’organo esecutivo che le trattative con i sindacati per rifare i contratti, e ridurre il costo del lavoro, non avevano portato a un’intesa. Prima Cgil, Cisl e Uil, infine le associazioni dei piloti, hanno detto no alla proposta di taglio degli stipendi del 30 per cento. Preso atto del fallimento dei negoziati, il cda, all’unanimità (salvo l’astensione di Fabrizio Corradini, rappresentante dei dipendenti-azionisti), ha avviato la richiesta per la mobilità di 150 dipendenti. L’amministratore delegato Gianni Rossi ha chiarito che, nel difficile contesto del trasporto aereo, Meridiana non è in grado, con i suoi alti costi, di reggere la concorrenza delle low cost e, più ancora, di Cai. E dunque, deve alleggerirsi, pena rischiare il fallimento. La compagnia - che a ottobre ha restituito un Md82 alla società di leasing da cui li affitta, riducendo la flotta da 18 a 17 aerei - ipotizza di mettere a terra altri nove velivoli: cinque a Olbia, e due a testa nelle altre basi, Verona e Firenze.
 Non saranno più coperte le rotte meno redditizie. Non saranno toccate quella della continuità territoriale, che, secondo la compagnia, rappresentano il 40 per cento del proprio fatturato. Una cura dimagrante pesantissima che, in serata, ha fatto scattare l’allarme tra i dipendenti. I sindacati, che attendono la comunicazione ufficiale dell’ad sull’esito del cda, hanno temuto che la decisione sui nove aerei fosse immediata. «Assicuriamo che non è così, perché non potrebbe essere altrimenti: abbiamo avviato la procedura, i tagli alle rotte avverrano se non sarà trovata una soluzione alternativa» spiega Loredana De Filippo, responsabile delle pubbliche comunicazioni di Meridiana.
 Per trovare quell’intesa sfuggita in quattro mesi di trattative, la legge dà ad azienda e sindacati 45 giorni di tempo. È la “zona Cesarini” evocata da Miorelli in tutti gli incontri. C’è un’ultima chance che l’azienda vincola, però, a una condizione durissima. Meridiana ha accelerato sulla mobilità un po’ per dare un segnale forte ai dipendenti, un po’ perché doveva correre per avere la possibilità, nel caso si arrivi a un’intesa, di attingere ai fondi degli ammortizzatori sociali (i soldi sono pochi, e molti di questi potrebbe prenderseli Alitalia). L’ipotesi è di ottenere dai sindacati il sì, in alternativa ai licenziamenti, ai contratti di solidarietà («lavorare tutti, guadagnare meno»). Come era successo in passato. Ma Meridiana farebbe questo passo solo in cambio, poi, della revisione dei contratti, con la sforbiciata del 30 per cento sui costi. Come dire: prendere o lasciare...
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 14 NOVEMBRE 2008

ANPAC E ANPAV

«Favoriscono Eurofly»

Tesi univoca dei piloti e degli assistenti di volo

4 ol mer 141108

OLBIA. «E’ ormai chiaro, chiarissimo: l’amministratore delegato Gianni Rossi vuole la chiusura di Meridiana per trasferire tutto a Eurofly»: Roberto Casotto, pilota, rappresentante dell’Anpac, non ha mai avuto dubbi, e ne ha ancora meno dopo l’annuncio dei 150 licenziamenti. «La strategia di Rossi è nero su bianco - conferma Fabrizio Contino, leader dell’Anpav (assistenti di volo) -: adesso resta da capire se anche l’azionista di maggioranza condivide la linea del suo manager. Aspettiamo un suo segnale».
 Al momento, sembra proprio che sia così: l’Aga Khan, che aveva scritto una lettera per garantire che voleva tenere la compagnia a Olbia, ha coperto tutte le mosse di Rossi. Compreso il maggiore interesse per Eurofly, un vettore la cui continuità è a forte rischio.
 I fatti. Eurofly, nei giorni scorsi, ha pubblicato l’andamento dei primi nove mesi. «I ricavi delle vendite, che ammontano a 294 milioni di euro, sono cresciuti del 15 per cento rispetto ai primi nove mesi del 2007 - è scritto nel documento presentato alla Borsa -. La crescita, in termini di ricavi, è riconducibile prevalentemente ai collegamenti di linea di medio raggio in partenza da Milano Linate verso Napoli, Catania e Palermo avviati dal novembre 2007 in code sharing con Meridiana».
 Sono dunque le rinunce di Meridiana a favorire Eurofly. Una strategia che penalizza la controllante per tenere in vita la controllata, acquistata per 20 milioni di euro nel dicembre del 2006.
 Ma c’è di più. «L’assemblea degli azionisti del 10 settembre 2008 ha deliberato l’aumento di capitale per 44 milioni di euro - è scritto ancora nel documento di Eurofly -. Il 29 agosto Meridiana si è irrevocabilmente impegnata a sottoscrivere 20 milioni nella ricapitalizzazione».
 In due anni, dalle casse di Meridiana sono usciti 40 milioni di euro per salvare Eurofly. Anzi, devono uscire entro l’anno. «In considerazione delle perdite previste per il 2008, un sufficiente livello di patrimonializzazione potrebbe essere garantito solo dal completamento dell’aumento di capitale entro in 2008, nella quota garantita da Meridiana - recita ancora il documento -. Un ritardo nelle operazioni di ricapitalizzazione farà ricadere Eurofly nella fattispecie degli articoli 2446-2447 del codice civile». Il che vuol dire che o c’è la ricapitalizzazione, o c’è la «trasformazione della società». (g.pi.)
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 14 NOVEMBRE 2008

L’assessore regionale Broccia: non hanno voluto cogliere la valenza sociale del problema

E la continuità territoriale si spezza

L’Ue boccia l’estensione delle tariffe ai sardi non residenti nell’isola

5 ol mer 141108di CHIARAMARIA PINNA
 SASSARI. La continuità territoriale si è interrotta. Almeno per i sardi non residenti da ora in poi la tariffa per viaggiare sarà piena: dai 71,97 euro per un volo Roma-Alghero si passa a 172,97. Non basta essere nati in Sardegna per mantere un diritto che sembrava acquisito da 10 anni.
 Una doccia fredda, anzi gelata per migliaia di persone tranne che per l’assessore regionale ai Trasporti Sandro Broccia: «E’ una notizia vecchia, è stata già scritta». Spiega, o rispiega, che qualche settimana fa l’Ue, tra le modifiche che ha chiesto di apportare ai temi della continuità territoriale, ha inserito anche quella di interrompere le agevolazioni ai non residenti. «Non ne hanno voluto sapere perchè dicono sia scorretto distinguere le persone in base alla nascita...».
 E aggiunge che inutili sono stati anche gli sforzi dei rappresentanti degli emigrati. «L’Europa non vuole approfondire nè capire o valutare il significato sociale della continuità». Sta di fatto che il 24 ottobre scorso, Meridiana e Airone con un comunicato congiunto, si sono affrettate a dire che «purtroppo, nonostante gli sforzi dell’assessore Broccia e del professor Deiana rappresentanti della Regione Sardegna, le convenzioni relative agli oneri di servizio pubblico imposti dal decreto del 5 agosto non sono state firmate», ma i due gruppi si sono impegnati, in via transitoria, a rispettare le bande orarie e le tariffe previste. Poi le convenzioni sono state firmate anche se l’Ue aveva chiesto la cancellazione delle facilitazioni. Infine due giorni fa Airone ha informato gli agenti di viaggio, con un comunicato, che la festa è finita. Poche righe che interrompono il sogno della continuità.
 «A beneficiare delle tariffe agevolate saranno i residenti in Sardegna, i disabili, i giovani dai 2 ai 21 anni, gli anziani al di sopra dei 70, gli studenti universitari fino al 27º anno. Esclusivamente sui Bologna-Alghero, Torino-Alghero le tariffe agevolate saranno applicate anche ai nativi».
 Gli altri restano a terra e nelle agenzie di viaggio sale la pressione: «Ci pare di capire che non tutto sia definito - spiega Gianni Satta dell’agenzia di Sassari Ajo Viaggi - in questi giorni abbiamo avuto ancora qualche margine di manovra, abbiamo potuto applicare qualche tariffa ridotta, certo si tratta di un segnale preoccupante». L’assessore Broccia non si è arreso. «Ho trovato con le compagnie che operano in continuità e i circoli degli emigrati - dice - una serie di formule che permetteranno comunque di avere sconti per i sardi non residenti».
 Un’operazione cominciata lo scorso anno, quando con Meridiana aveva stipulato un accordo che prevedeva sconti per coniugi e figli. «Non so più a chi credere, di chi è la responsabilità? Della Regione, del Governo di chi?», è la domanda che Maria Cristina Bassu, sarda e non residente, fa al telefono dall’aeroporto di Milano. Il biglietto andata e ritorno da Alghero ora le costa 380 euro contro i 180 di pochi giorni fa.
 Racconta della lunga contrattazione tra il call center che dava ancora il vecchio prezzo, e l’agenzia già aggiornata, sotto la maxi pubblicità di un Milano-Palermo che di euro ne costa 80. E annuncia che la prossima volta volerà low cost con Ryanair.

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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 14 NOVEMBRE 2008

Fallimento Pana, la disperazione degli operai

Il sindaco pagherà gli stipendi impegnando la fideiussione versata dall’impresa

7 ol pana 141108 8 ol pana 141108

di Luca Rojch

OLBIA. Gli scarponi grossi ancora incrostati di cemento, le mani ruvide che agitano la bandiera del sindacato come l’ultimo vessillo della loro speranza. I 14 operai della Pana sfilano in via delle Terme nel loro primo giorno da disoccupati. Una processione mesta di tute blu. La Pana non esiste più, è finita ko. Buttata a terra da una sentenza di fallimento del tribunale di Bolzano. I dipendenti sono le prime vittime, i dead man walking della società che è esplosa, travolta dai debiti. Gli operai sono tutti sardi. Braccia low cost spinte dalla fame di lavoro costrette a emigrare. La società ha collassato e ha lasciato il cuore della città aperto.
 Il tribunale ha dichiarato il fallimento della Pana. Stop ai cantieri. Via delle Terme resta sventrata. Secondo qualcuno è tutta colpa della maledizione di piazza Mercato, l’eterna incompiuta. Una fama nera costruita sui resti dei negozi che hanno abbassato la saracinesca prima della fine dei lavori, sulla voragine che si è aperta dopo una giornata di pioggia e ha quasi ingoiato il consigliere Antonio Loriga. Sempre la piazza maledetta ha fatto fallire già un’impresa a cui era subentrata la Pana. La società tritatutto che aveva fatto lavori per dieci milioni di euro. Un colosso, assicuravano. Sì ma con i piedi di argilla. Dietro l’ombra del gigante c’era un nano. Una società in piena crisi che per mesi ha lavorato con casse esangui. I 14 operai non prendevano lo stipendio da due mesi e mezzo. Ma già da prima i pagamenti non erano regolari. In molti casi l’impresa non riusciva più a pagare i fornitori e spesso i cantieri andavano alla moviola perché mancavano i materiali. Una lenta agonia che ha portato l’impresa a ritardi sempre più allarmanti. La copertura di piazza Mercato doveva cominciare il 15 settembre. Ma tutta la struttura di ferro e vetro è dentro un capannone della Novamarine in zona industriale. Il Comune l’ha pagata in contanti alla Pana. 900 mila euro. Ma la Pana si è dimenticata di girare la cifra alla società che ha costruito la copertura. Il risultato è a metà tra il comico e il surreale. La copertura è sotto chiave in città. Il Comune l’ha pagata, ma è come se non lo avesse fatto. Non si può montare. L’altro capitolo riguarda il resto dei lavori. Oltre la copertura di piazza Mercato è rimasto il tratto che da via Regina Elena arriva a via Porto Romano. Il punto più critico è via delle Terme. Là il cantiere è a metà. Un pezzo di città resta chiuso per fallimento. La situazione assume tutte le sfumature del grigio. Il sindaco Gianni Giovannelli corre ai ripari. Accoglie la delegazione di operai guidata dal segretario provinciale della Filca Cisl, Alfredo Costa e dal responsabile dell’ufficio legale, Battista Imperio. «Risolveremo tutto in tempi rapidissimi - dice Giovannelli -. Il Comune nelle sue mani la fideiussione che la Pana ha versato. In più c’è una parte dei fondi per lo stato di avanzamento dei lavori. A questo punto congeleremo questi soldi e li dirotteremo per pagare gli operai, come prevede la legge. Diverso il discorso per ciò che riguarda la fine dei lavori». C’è più o meno un altro milione di euro da spendere. «Dobbiamo capire come procedere - continua Giovannelli -. Ci sono due ipotesi. La prima è che subentri nell’appalto la seconda classificata nella gara. La seconda è il passaggio di tutto all’impresa che lavora in subappalto, la Stonedil». Soddisfatti i sindacati. «Abbiamo strappato un ottimo accordo con l’amministrazione - spiega Imperio -. Spero che il Comune dia garanzie anche per un possibile assorbimento degli operai da parte di chi subentrerà nell’appalto». Sulla stessa linea anche il segretario Filca Cisl, Alfredo Costa. «Un successo quasi insperato che riduce - spiega -, almeno in parte l’emergenza per questi lavoratori».
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 14 NOVEMBRE 2008

«Viviamo tra ruspe e transenne»

Nella strada famiglie «prigioniere» e commercianti in ginocchio

10 ol rusp 141108 9 ol ruspe 141108OLBIA. Una distesa di cemento lunga 200 metri intervallata da sabbione, lastre di ferro e tombini sporgenti. Un campionario di tubi e fili scoperti. Via delle Terme più che un’elegante strada del centro somiglia a un tugurio di Bombay. Il disagio cominciato a giugno doveva essere passeggero, qualche mese al massimo per finire il tratto di strada. L’inizio è stato fulminante. Transenne, panettoni di cemento e via con le ruspe a grattare via l’asfalto. Poi l’impresa sembra essere colpita da uno strano virus. Va alla moviola. Movimenti da bradipo. Gli operai sono solerti, ma non basta. Campanelli d’allarme che diventano campane a morto. Fino al fallimento di oggi. La prospettiva per chi vive e lavora in quel tratto di strada è una paziente e lunga attesa. Le ipotesi previste dal Comune non dànno molte speranze. C’è il rischio di dovere fare una seconda gara di appalto con tutti i tempi, lunghi, della burocrazia. I commercianti si ribellano. A loro sembra quasi impossibile pensare di poter convivere con i cantieri. Tra i più depressi c’è Vera Fiorentino, ha un negozio di abbigliamento all’angolo con via Porto Romano. Ma per entrare dentro il suo showroom bisogna guadare una palude di fanghiglia e sabbione. «Ditemi cosa dovrei fare - dice -. Sono da giugno che convivo i lavori. Adesso mi chiedete di stare tranquilla. Devo mantenere la terra davanti all’ingresso del negozio e non mi sapete neanche dire quando riprenderanno i lavori». Anche il proprietario della lavanderia Apegreen si lamenta. «Ho perso il 50 percento del mio fatturato». Chi vive nelle case che si affacciano sulla via apre la porta e scende per strada. «Ci sono persone anziane - grida Ileana Pinna, che abita in via delle Terme -, malati, disabili. Mi devono spiegare come possono arrivare o uscire dalle loro case». Nella via anche un odore mefitico. Le acque nere scorrono chiuse solo con una lastra di ferro, che non risparmia a chi passeggia anche tutta la fragranza della via. Tra loro anche Luca Cassitta, il ristoratore ha un credito di 12 mila euro nei confronti della Pana. Gli operai hanno mangiato per mesi da lui. Ora si trova in mano ricevute che valgono poco. Lui spera che tra gli stipendi da pagare ai lavoratori ci sia anche il rimborso per il vitto. In caso contrario dovrà prendere il numerino e mettersi in coda tra i creditori della Pana. (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 14 NOVEMBRE 2008

IL CASO

Contratti low cost: licenziati e riassunti nel giro di 11 giorni

11ol low 141108 OLBIA. Fonni, Orani, Escalaplano, Assemini. Si fa presto a fare una geografia della disperazione, una mappa della necessità. I 14 operai della Pana raccontano le loro storie fatte di sacrifici. Braccia precarie dell’industria del cemento. Contratti di un mese, a volte tre settimane. Ma c’è qualcuno che è stato assunto per 11 giorni. Poi si viene licenziati e riassunti. Un sistema che fanno più o meno tutte le grandi imprese che lavorano nel settore. Piero Dessì arriva da Escalaplano. Per 1400 euro al mese, quando ci sono, macina ogni settimana
450 chilometri, poi sei giorni di cantiere a portare sacchi di cemento e incastrare sanpietrini. «Non mi lamento - spiega -. Il lavoro duro non l’ho mai temuto. La mia preoccupazione è cominciata due mesi fa. Quando hanno smesso di pagare. Ho una figlia di due anni. Una moglie. Il lavoro non c’è. In questi mesi sono andato avanti e indietro da Escalaplano una volta alla settimana. Di più non si può. Costa troppo e la benzina la dobbiamo pagare noi. 220 chilometri per volta. Ora speriamo che il Comune ci dia una mano». Tutte le storie si sovrappongono. I dipendenti della Pana arrivano di primo mattino in via delle Terme. Il loro posto di lavoro negli ultimi mesi. A guidarli il segretario provinciale della Filca Cisl, Alfredo Costa e il responsabile dell’ufficio legale, Battista Imperio. «La loro situazione è simile a quella di tanti altri - spiega Imperio -. In troppi casi non si valuta la solidità delle imprese. Gli appalti vengono affidati con troppa superficialità. La Pana ha in tutta Italia 120 dipendenti che aspettano di essere liquidati. Tra questi anche i 20 di Olbia. Accanto a questi 14 ce ne sono altri che hanno lavorato e sono andati via. C’è poi la lunga lista dei fornitori. I lavori sono andati a rilento anche perché non si trovava più nessuno pronto a fare credito in città all’impresa».
 Dopo un agonia durata qualche mese il tribunale ha dichiarato il fallimento della società. Anche il commissario che pilotava i concordato per evitare il crack ha alzato bandiera bianca. I libri contabili della Pana finiranno in tribunale. Il baratro si è aperto e la società è ora in caduta libera. (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 14 NOVEMBRE 2008

Il bestiame si potrà spostare tutto l’anno. Dirindin e allevatori galluresi, incontro il 29

Lingua blu, tolto il blocco alla movimentazione

Coldiretti vince la battaglia, sì del ministero al vaccino spento che limita i danni

6 ol lingua 141108di TIZIANA SIMULA
 OLBIA. Una settimana fa, la marcia dei trattori che aveva portato sulla statale Olbia-Monti la rabbia degli allevatori galluresi contro il blocco della movimentazione dei bovini imposto dal protocollo vaccinale contro la blue tongue.
 Ora, dopo otto lunghi anni di disagi e proteste, il comparto zootecnico sardo può finalmente ritornare a respirare: sarà possibile movimentare i capi tutto l’anno, senza le ristrettezze previste dai protocolli vaccinali finora applicati.
 Una grande vittoria per la Coldiretti che il 5 novembre scorso aveva denunciato il forte malessere della categoria - dal 2000 alle prese con la blue tongue - rallentando il traffico lungo la statale 199 con un lungo serpentone di trattori provenienti da tutta la Gallura.
 La svolta è avvenuta due giorni fa, quando l’assessore regionale alla Sanità Nerina Dirindin ha incontrato i vertici di Coldiretti Sardegna, annunciando che il vaccino spento, quello cioè che consente la movimentazione tutto l’anno, «è disponibile e che il ministero lo invierà in Sardegna in quantità e tempi compatibili con le esigenze degli allevatori».
 Che potranno così finalmente liberarsi dalla schiavitù delle vaccinazioni finora utilizzate che obbligavano le aziende agricole a tenere in stalla i bovini (potenziali portatori della malattia), in determinati periodi, compreso il bestiame già pronto per essere imbarcato verso i centri di ingrasso. Imposizioni che nel tempo hanno costretto gli allevatori a sostenere pesanti spese.
 Il vaccino spento avrà - così come disposto dal direttore generale della sanità animale del ministero della Salute Gaetana Ferri -, una copertura per i capi vaccinati di 180 giorni contro i precedenti 60, scadenza che consentirà agli allevatori di bovini di riportare un po’ di ordine nel mercato dei vitelli destinati ai centri di ingrasso, evitando la svendita degli animali dovuta all’assillo dei giorni contati.
 La Coldiretti Sardegna attraverso il direttore Luca Saba esprime grande soddisfazione per il risultato ottenuto e per la disponibilità dimostrata durante l’incontro dall’assessore Dirindin.
 Che ha anche accolto la richiesta della Coldiretti della Gallura di un incontro con gli allevatori del nord est dell’isola, la zona dove è concentrata la maggior parte delle aziende da carne della linea vacca-vitello. «Appuntamento fissato per il 29 novembre a Tempio», fa sapere il presidente della Coldiretti Gallura Fausto Sanna, che rimarca l’importanza della novità per la categoria.
 Una soluzione attesa da migliaia di aziende agricole sarde, ormai sull’orlo del tracollo. A confermarlo, un dato che spiega la situazione: nel comparto del bovino da carne, uno dei settori più importanti per l’economia agricola del nord Sardegna, si registra una diminuzione del cinquanta per cento della vendita rispetto a otto anni fa. Allora, infatti, si riuscivano a vendere in media venticinquemila vitelli ogni anno.
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 14 NOVEMBRE 2008

Allarme erosione per le spiagge: via al monitoraggio degli arenili

Sotto osservazione i 500 chilometri delle coste galluresi

12 ol erosi 141108 13 ol eros 141108 14 ol eros 141108

di ENRICO GAVIANO
 OLBIA. L’adesione al progetto Oceans, votata all’unanimità dall’aula di via Nanni martedì, rappresenta un contributo importante che la Provincia vuol dare nella battaglia per la tutela delle spiagge e degli ambienti marini. Dall’osservatorio del faro di Punta Sardegna e dall’iniziale idea del comune di Palau, che già lavora da dieci anni su questo versante, l’iniziativa si allarga dunque agli oltre 500 chilometri di costa della Gallura.
 Sull’adesione al progetto scientifico, che viene curato dalle università di Cagliari e Trieste e che vede il comune di Palau prima amministrazione ad averne visto l’importanza strategica, hanno lavorato l’assessorato all’ambiente della Provincia oltre che le commissioni consiliari ambiente e statuto. Ora la Provincia si trova ad essere capofila del programma Gerer per la difesa degli arenili, di cui fanno parte anche Corsica, Liguria e Toscana, e di cui il comune di Palau e Oceans sono attori di primo piano. Progetto che godrà, ovviamente, dei finanziamenti provenienti dall’Unione europea.
 Con questa iniziativa, sarà possibile il monitoraggio e le azioni di difesa delle coste galluresi. A cominciare dai sistemi dunali per continuare con gli arenili stessi e per finire con gli ambienti marini e in particolare, la difesa delle praterie di posidonia.
 Non si tratta di un lavoro di poco conto, ma che diventa assolutamente necessario, visto che le spiagge galluresi sono diventate sempre più a rischio erosione. A parte i fenomeni naturali, a contribuire al pericolo di estinzione di alcuni arenili, contribuisce in misura enorme la pressione antropica. Un numero valga per tutto: le spiagge della provincia potrebbero accogliere circa 250mila persone, ma nel picco di mezza estate i turisti che ruotano sulla sabbia gallurese sono dieci volte tanto.
 Per questo motivo non si può più attendere. E la Provincia si è messa in azione sfruttando il lavoro avviato dall’osservatorio Oceans e amplificandone la portata. Gli scienziati del dipartimento scienze della terra dell’università di Cagliari e del dipartimento scienze geologiche e marine dell’università di Trieste in questi anni hanno lavorato molto bene, facendo diventare Palau un modello sperimentale di gestione delle spiagge. Il gruppo di lavoro guidato dal docente universitario Sandro De Muro ha operato interventi di grande impatto scientifico e culturale, come la diffusione di un decalogo dell’uso delle spiagge, il posizionamento di cartelli, la creazione di percorsi per preservare i sistemi dunali. Inoltre, è stata operata anche la scelta di non rimuovere la posidonia. Risultati ottenuti con l’Interreg III a, che ora verranno potenziati con l’intervento di nuove figure e nuovi finanziamenti nel piano operativo marittimo Italia-Francia.
 La Provincia, intanto, ha già dato un finanziamento di circa 10mila euro per la risistemazione dell’osservatorio del Faro di Punta Sardegna. Nel frattempo guarda con attenzione agli arenili a rischio, in particolare quelli definiti «pocket beach», piccole spiagge comprese fra due costoni di rocce, quelle più sensibili all’erosione. L’elenco degli arenili osservati speciali comprende le foci del Coghinas, Rena Majori, Lu Litarroni, il sistema dunale di Porto Pollo, diversi angoli dell’arcipelago come la spiaggia del Cavaliere, Santa Maria, Spargi, e ancora Pevero, Liscia Ruja, Pittulongu e Bados, San Teodoro e Budoni. Zone che vanno protette con l’ausilio della scienza ma anche delle iniziative divulgative. Far capire ai bagnanti che il bene prezioso della sabbia può essere fruibile solo con la massima attenzione.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 14 NOVEMBRE 2008

I volontari galluresi pronti all’emergenza

Ieri la riunione della Consulta che raccoglie 21 associazioni

                                    15 ol vol 141108

OLBIA. La consulta provinciale gallurese del volontariato è scattata prontamente in azione nei giorni scorsi, quando l’alluvione che ha colpito anche il nord-est della Sardegna ha fatto partire l’allarme generale. La macchina della protezione civile, coordinata dalla Provincia e che conta sull’apporto di 21 associazioni di volontariato, sparse nel territorio occupando oltre l’80 per cento dei 26 comuni presenti in Gallura, è oliatissima e pronta a intervenire a supporto dei mezzi e degli uomini che mette in campo lo Stato.
 Ieri, nel corso della riunione convocata in provincia, l’assessore all’ambiente Pierfranco Zanchetta si è complimentato con i rappresentanti delle associazioni, ricordando come «il volontariato gallurese non ha fatto mancare il suo apporto fondamentale nel momento della necessità. Tutti noi dobbiamo ringraziare dunque gli operatori delle associazioni, per il loro operato che si è rivelato, ancora una volta, preziosissimo».
 Ma il sistema va migliorato ulteriormente, e lo stesso Pierfranco Zanchetta ha ricordato che è necessario un maggior confronto e migliore collaborazione con i comuni per poter far sì che il meccanismo della protezione civile possa funzionare alla perfezione. In particolare è necessario un maggiore coordinamento nel caso di fenomeni che interessino più comuni. Nel corso dell’incontro è stato ricordato come quest’anno sono già stati messi a disposizione delle associazioni del volontariato circa 250 mila euro, ma che la cifra è destinata a crescere sino a toccare almeno i 400mila euro.
 «Di questi soldi - ha ricordato ancora Zanchetta - oltre 93mila euro sono stati già spesi. Sono stati acquistati due pick up con relativi moduli antincendio. Ancora, abbiamo acquistato una lama spazzaneve. E’ stata infine allestita la piazzola per gli elicotteri a Budoni».
 Altri finanziamenti per il miglioramento dell’attività dei volontaria sono stati destinati a migliorare il sistema degli idranti, per la prevenzione degli incendi, e per l’acquisto di gommoni, quad e kit di pronto intervento sulle spiagge. Infine le associazioni avranno tutte diritto alla quota di rimborsi per le spese sostenute. (en.g.)

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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 14 NOVEMBRE 2008

Traffico di droga, un arresto all’Isola Bianca

La guardia di finanza ha fermato il presunto corriere allo sbarco dal traghetto

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OLBIA. Nuovo colpo delle fiamme gialle, ma i militari per ora preferiscono tenere avvolta nel mistero la loro operazione antidroga. La guardia di finanza ha fermato un uomo, un campano, allo sbarco dal traghetto. L’uomo arrivava dalla penisola e di prima mattina è stato bloccato e perquisito dagli agenti di sevizio all’Isola Bianca. Trasportava con sé della droga. L’operazione rimane riservatissima, e non trapelano né la quantità, né il tipo di sostanza trovata addosso al presunto corriere. Il quantitativo di stupefacente era sufficiente a far scattare le manette e a far trasportare l’uomo prima in caserma e poi in carcere a Tempio.
 La guardia di finanza di Olbia, guidata dal comandante Cesare Antuofermo, mantiene il più stretto riserbo sulla vicenda, maggiori dettagli si conosceranno oggi. I militari presidiano ogni giorno sia l’aeroporto, sia il porto. In collaborazione con la polizia e con la dogana passano al setaccio auto e passeggeri. Difficile che possa scappare alle fitte maglie di controllo delle fiamme gialle. In questi mesi i sequestri in particolare all’Isola Bianca si moltiplicano. Ci sono sempre più arresti e si sequestrano quantità sempre maggiori di droga. L’ultimo arresto un paio di settimane fa. Una donna nigeriana con uno skipper milanese erano stati arrestati allo sbarco dal traghetto all’Isola Bianca. La donna nascondeva dentro di sé 350 grammi di eroina, divisa in ovuli. In quella occasione erano bastati pochi minuti e un cane lupo con un super fiuto per arrestare la nigeriana e lo skipper. All’alba sbarcavano dalla Moby in arrivo da Livorno. Cercavano di passare inosservati. A tradirli era stata una manovra azzardata. I due che con un colpo di sterzo avevano provato ad affiancarsi a un tir appena sbarcato. Gli agenti della guardia di finanza e quelli della dogana li avevano notati. E avevano bloccato la loro auto. La donna dalla sua borsa aveva estratto e consegnato un ovulo con 48 grammi di cocaina. Gli agenti di guardia di finanza e dogana alla fine avevano messo insieme 363 grammi di cocaina, valore sul mercato oltre 250 mila euro. Nel 2007 la guardia di finanza aveva sequestrato quatto chili di cocaina e quattro di hascisc. Ma quest’anno le fiamme gialle sono pronte a sbriciolare il record. Segno che l’attenzione delle fiamme gialle è cresciuta. Ma è segno anche che la Gallura è sempre più porta di ingresso per i traffici di droga.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 14 NOVEMBRE 2008

CITTADINANZATTIVA

Rinnovate le cariche sociali: Antonella Meloni coordinatrice

18 ol meloni 141108OLBIA. Tanti progetti da attuare e tante battaglie, come quella per il difensore civico, da portare avanti. Cittadinanzattiva, che promuove e tutela i diritti dei cittadini e dei consumatori, non si ferma un attimo. Anzi, dopo il recente rinnovo delle cariche sociali, riparte con entusiasmo e determinazione. La nuova coordinatrice territoriale è Antonella Meloni che ha preso il posto di Rosanna Bucciero.
 Ma la Bucciero, pilastro di Cittadinanzattiva in Gallura, continua a conservare un ruolo importante: è la responsabile di rete dei procuratori dei cittadini. Confermata Gabriella Furbetto a capo del Tribunale per i diritti del malato, al suo fianco Giovanni Clari. Pierina Careddu guida il settore Scuola di Cittadinanza attiva, mentre Roberta Conforti e Anna Pagano quello della Giustizia per i Diritti.
 Ovviamente soddisfatta la nuova coordinatrice territoriale Antonella Meloni (che è anche presidente del Cecco, il comitato degli esercenti e dei cittadini di Olbia). Ed è proprio lei ad annunciare alcuni dei prossimi appuntamenti. «Il primo - dice - è quello del 25 novembre, quando verrà celebrata la giornata dedicata alla sicurezza nelle scuole. Forniremo tutto il materiale necessario e, ancora una volta, ci saranno le prove di evacuazione. Un ringraziamento particolare va alla Provincia, che ci ha garantito il patrocinio. Tra gli obiettivi che vogliamo raggiungere, quello di attivare la commissione mista conciliativa che approfondisce la segnalazione e la vicenda individuale fornendo una risposta dettagliata all’utente in relazione ai servizi garantiti dalla struttura ospedaliera. E a proposito di sanità, ricordiamo che abbiamo avviato da tempo l’Audit civico, strumento a disposizione del cittadino per valutare la qualità delle prestazioni offerte dagli ospedali». L’assemblea territoriale della Gallura sarà inoltre presente, lunedì ad Alghero, per parlare, con le associazioni dei consumatori, di carte di qualità.
 Intanto va avanti la battaglia per ottenere il difensore civico. «Solo due, in Italia, le regioni che non lo hanno: una è la Campania, l’altra è proprio la Sardegna. Al congresso nazionale di dicembre - spiega Rosanna Bucciero - ribadiremo quella che anche per noi è un’assoluta necessità e chiederò che la nomina del difensore civico venga tolta ai politici».
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 da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 13 NOVEMBRE 2008

CAOS NEI LAVORI DEL CENTRO STORICO

La Pana a un passo dal crac, stop ai cantieri

Sull’impresa lo spettro del fallimento. Il Comune ha già contattato un’altra società

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di Luca Rojch

OLBIA. Come un maratoneta che crolla a pochi metri dal traguardo, appena prima di entrare da solo in testa nello stadio per l’anello finale, il giro d’onore. La Pana è andata in crash. La società che doveva fare il lifting al centro storico ha collassato. Ora l’azienda è sotto la lente di un commissario che porta avanti un concordato preventivo. Unica flebile speranza prima del fallimento. In altre parole si fa il conto di debitori e beni disponibili. L’impresa non è più in grado di portare avanti i lavori.
 In Comune scatta l’allarme rosso, il sindaco Gianni Giovannelli sigilla in cassaforte i soldi che la società doveva incassare ed è pronto a dirottarli nelle tasche dei dipendenti che da due mesi non ricevono lo stipendio. Gli operai finiscono stritolati dai meccanismi inceppati della fabbrica. Per due mesi sono andati avanti senza ricevere un euro da un’impresa che in città ha accumulato debiti. «Sapevamo che la società navigava in pessime acque - dice Giovannelli -. Oggi siamo stati informati di un suo probabile fallimento. Cerchiamo di capire come risolvere in tempi brevi. Abbiamo contattato la società che è arrivata per seconda nella graduatoria. Ma servono tempi tecnici per superare l’impasse. Cerchiamo di non paralizzare i lavori nel centro».
 L’amministrazione ha già preparato le contromosse. «Per prima cosa abbiamo congelato l’assegno che serviva per pagare lo stato di avanzamento dei lavori - spiega il sindaco -. Serviranno per pagare gli stipendi arretrati».
 Per completare i lavori del corso manca il tratto di via delle Terme, il tratto che va dalla fine di via Regina Elena a via Porto Romano e la copertura di piazza Mercato. «Siamo molto dispiaciuti - continua il sindaco - la copertura della piazza è all’interno di un capannone della zona industriale di Olbia. Noi l’abbiamo pagata alla Pana, 900 mila euro, ma la società che l’ha costruita non ha visto un euro dall’impresa. Per questo rimane dentro una struttura».
 Il sindaco ostenta tranquillità, con lui l’assessore ai Lavori Pubblici, Gesuino Satta. «Pensiamo a come far riprendere nel tempo più breve possibile i lavori - dice l’assessore -. Ci servono solo i tempi tecnici per riavviare i cantieri, ma dispiace dovere affrontare l’emergenza quasi sotto il traguardo».
 Giovannelli resta imperturbabile. «Abbiamo diverse garanzie - afferma il sindaco - della fideiussione che è stata versata dalla società. Mi spiace solo che i tempi per si dilatino. I nostri uffici legali sono già a lavoro». «Da tempo seguivamo - continua Satta - con attenzione la situazione della Pana. Sapevamo che era in difficoltà economiche. Ma ci avevano assicurato che sarebbe stata una situazione passeggera. Dalla sede della Pana a Bressanone ci avevano assicurato che tutto si sarebbe risolto in tempi brevi. Oggi ci arrivano notizie nefaste che ci obbligano a seguire strade diverse».

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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 13 NOVEMBRE 2008

Oggi il cda chiederà la cassa integrazione

  12 merid 131108                                                 di GUIDO PIGA
 OLBIA. Meridiana chiederà lo stato di crisi. Oggi il cda prenderà la difficile decisione: a causa dei troppi costi, la compagnia farà richiesta per alcuni periodi di cassa integrazione. E, salvo un accordo, ancora possibile, si materializzerà lo spettro dei licenziamenti.
 La decisione è l’unica possibile, per l’organo esecutivo dell’azienda. Claudio Miorelli, il consigliere delegato a trattare con i sindacati sul costo del lavoro, dirà al cda che la sua missione non ha portato all’intesa, la precondizione, nell’ottica della compagnia, per il rilancio.
 E dunque, sarà stato di crisi, con la richiesta al governo di avere gli ammortizzatori sociali per la cassa integrazione. Una decisione che, comunque, potrebbe essere revocata successivamente.
 Ieri, ha preso posizione la Filt-Cgil della Gallura, che rappresenta i lavoratori del terra e gli assistenti di volo. «Ribadiamo che il negoziato finora svolto si è limitato a tratteggiare un’ipotesi di lavoro, che non è mai stata approfondita in sede tecnica - scrive Fabrizio Serra -. Privi di un valido progetto di rinnovo dei contratti del personale del gruppo, Meridiana si è limitata ad aspettare gli esiti della trattativa Cai/Alitalia per poi proporre alle organizzazioni sindacali una pessima imitazione degli accordi là sottoscritti. Ciò che serve in questo momento è un progetto industriale degno di questo nome, accompagnato da una proposta di rinnovo dei contratti di lavoro ritagliata a misura delle necessità dell’azienda, evitando inutili e pericolose imitazioni. Siamo consapevoli del grave momento che attraversa il comparto del trasporto aereo e dell’economia in generale, e siamo pronti da subito a sederci al tavolo di una trattativa seria, libera da pericolose “importazioni” dalla penisola, al fine da garantire la sopravvivenza e lo sviluppo della prima realtà industriale della Gallura e la serenità delle famiglie dei lavoratori coinvolti in questo difficile momento della vita aziendale».

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 da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 13 NOVEMBRE 2008

«Sul gasdotto si faccia un referendum»

Il progetto della maxi centrale fa paura. La proposta dell’opposizione

  13 ol 131108  14 ol 131108   15 ol 131108

OLBIA. La centrale del gas ha perso del tutto il suo fascino. Sponsorizzarla è come fare uno spot a favore di Osama Bin Laden. Reclame destinata all’insuccesso. Il consiglio comunale è un gioco al rilancio. Parte fortissimo Carlo Careddu, Pd, che invoca un referendum popolare. Poi si può solo rilanciare. Tante le adesioni all’idea del voto di massa per decidere se ospitare la centrale spara gas di 19 ettari.
 Un mostro incastrato tra Murta Maria, le Saline, l’ospedale San Raffaele e con vista sull’isola di Tavolara.
 Quasi scontato l’ammutinamento di massa da parte della politica. Il metano dà una mano a tutti per trovare l’accordo contro il nemico comune. «Io dico un netto no a qualsiasi ipotesi di centrale - dice Marco Varrucciu, Pd -. Noi a Olbia non la vogliamo». Massimo Putzu, Mpa, viviseziona gli assetti societari di Galsi, per far emergere come ai comuni spettano solo i sacrifici, neanche un euro di vantaggi. Rino Picinnu, Pd mette l’accento sull’incompatibilità tra il metanodotto e la rete del gas che in città verrà gestita per 20 anni da Fiamma 2000. Olbia rischia di ospitare la centrale per un gas che non potrà usare.
 Ad ascoltare i rappresentanti del comitato Murta Maria e di quello di Enas, che si sono uniti nella protesta. Ma anche il centrodestra affonda la centrale. «Ho studiato a fondo le carte - spiega il capogruppo di Forza Italia, Giampiero Mura - e vedo solo aspetti negativi. Non entro nei dettagli degli aspetti della sicurezza, ma l’impatto per chi arriva in Gallura, una terra a vocazione turistica, è devastante. Per chi atterra è la prima cosa che si vede». Sulla stessa linea Gianfranco Bardanzellu, capogruppo Pdl. «Dobbiamo cercare un’altra area in cui mettere la centrale del gas che sia compatibile con quella che è la prerogativa del nostro territorio». (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 13 NOVEMBRE 2008

Riparte il confronto dentro il Pd: il nodo da sciogliere resta Satta

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di ENRICO GAVIANO
 OLBIA. Ds e Margherita ancora formano due gruppi in consiglio provinciale: 5 della Quercia e tre del secondo partito, visto che Spano, eletto con la Margherita, ora è finito all’Idv. Scelte antistoriche, certamente, ma che danno anche la possibilità di agire con le mani libere. In ogni caso i consiglieri e gli assessori di riferimento (quattro) dovranno sbrigarsi.
 Tesseramento Pd. Entro il 15 dicembre, infatti, scade il tesseramento per l’adesione al Partito democratico. E dunque entro un mese tutti questi rappresentanti politici, a cui occorre aggiungere anche la Murrighile, dovranno decidere se aderire o meno al partito guidato da Walter Veltroni, oppure restare nel cosiddetto partito del Consiglio. Parallelamente c’è anche chi sarebbe disposto a formare già ora il gruppo del Pd in consiglio provinciale.
 Domani assemblea Pd. Consiglieri e assessori ex ds ed ex margherita si incontreranno nuovamente anche oggi. C’è da discutere se prendere parte o meno domani alla nuova assemblea provinciale convocata per decidere il futuro di coloro che, in consiglio provinciale, si riconoscono nel Pd, e decidere soprattutto, il futuro della legislatura. Comunque, gli ex Ds dovrebbero tutti finire nel Pd, e rappresentano un po’ l’ago della bilancia. Hanno lanciato, chi più chi meno, tutti segnali di disapprovazione verso la linea dettata dal coordinamento provinciale, che aveva chiesto le dimissioni dei consiglieri e degli assessori, dopo le ultime decisioni di Pietrina Murrighile. La reazione è stata: «Non possiamo farci imporre le decisioni, abbiamo diritto all’autonomia». Che, in effetti, suona un po’ come un alibi per non affrontare direttamente il problema.
 La terza via. Intanto si affaccia un’ipotesi di mezzo fra la richiesta delle dimissioni e la disobbedienza. Ci potrebbe essere un tentativo di tenere in vita la legislatura, ma a patto che i Cristiano Popolari vengano estromessi dai ruoli di governo. In questo caso la maggioranza avrebbe un solo voto di margine, e navigherebbe a vista avendo anche la necessità dell’appoggio di Pierpaolo Spano dell’Idv. Se questa ipotesi non fosse percorribile, all’inizio del nuovo anno si dovrebbe votare la sfiducia al presidente e andare a nuove elezioni.
 Carbini. Emanuela Murgia, di estrazione Progetto Sardegna, non era d’accordo con la designazione ad assessore di Francesco Carbini (entrambi erano stati eletti sotto il simbolo di Gallura Unita). O almeno, aveva chiesto che la delega venisse assegnata solo a febbraio. Non è stata accontentata e ha dunque ha lasciato Gallura unita, confluendo nel gruppo misto. Protesta anche Arrigo Bionda, del direttivo socialista di Tempio. «Avremmo voluto un consigliere e un assessore socialista. Per questo avevamo chiesto a Carbini di rinunciare alla carica a favore di un esterno. Ma ci ha detto che la Murrighile non lasciava alternativa: o lui o niente. Dunque la presidente ha condizionato anche i socialisti. Trattamento diverso hanno avuto i Cristiano popolari di Satta».
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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 13 NOVEMBRE 2008

Zona Ospedale, primo confronto fogne e strade sono le priorità

Sindaco e assessori incontrano il comitato Subito un sopralluogo

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di TIZIANA SIMULA
 OLBIA. Rete fognaria inadeguata, strade dissestate, segnaletica da rivedere. Nell’elenco dei disagi, questo e altro. Ma il faccia a faccia con gli amministratori, fa ben sperare il comitato di quartiere ospedale. «L’amministrazione ha fatto delle promesse, ora aspettiamo che dalle parole passi ai fatti».
 Due sere fa, il direttivo e alcuni abitanti della zona hanno incontrato il sindaco Gianni Giovannelli, il vice Marzio Altana e l’assessore ai lavori pubblici Gesuino Satta. Un confronto richiesto dal Comitato che protesta per i numerosi disagi che da tempo affliggono il quartiere, problemi messi sul tappeto dai cittadini. Come quelli relativi al sistema fognario, in diversi tratti vecchio e ostruito o comunque inadeguato, da cui rigurgitano liquami che invadono le strade, ad esempio, in via degli Ulivi. O come i problemi del Rio San Nicola, anche questo interessato da scarichi fognari, o di via Gramsci, che quando piove si allaga. E altri ancora: dalla viabilità in via Veronese dove gli automobilisti schizzano a tutta velocità alla necessità di creare nuovi spazi verdi in alternativa al Fausto Noce. Gli amministratori hanno ascoltato, dato le loro spiegazioni soprattutto in merito alle competenze in capo al Comune e ad Abbanoa, annunciato i progetti già in cantiere per il quartiere e preso fin da subito alcuni impegni. «Manderanno un tecnico per vedere cosa si può fare in via degli Ulivi - spiega il presidente Fulvio D’Anna -. Hanno anche previsto interventi in via Gramsci e in via Veronese, in questo caso per limitare la velocità delle auto. Ci faranno poi avere le carte relative alla nuova viabilità nella zona di via Galvani dove si stanno svolgendo i lavori, per cui potremo fare le nostre osservazioni». Tra le opere in calendario, il rifacimento di una parte dei marciapiedi in viale Aldo Moro e la realizzazione di una nuova strada alternativa alla trafficata via che partirà da via Canova per sbuccare all’altezza di Sa Minda Noa. «È stato un confronto positivo, ora aspettiamo i fatti - conclude il presidente -. Abbiamo sollecitato gli amministratori a proseguire questo dialogo con il comitato di quartiere, che ha il polso vero delle esigenze dei cittadini. La nostra richiesta è stata accolta: ci vedremo ogni tre mesi».
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  da L'Unione Sarda Mercoledì, 12 Novembre 2008
Viabilità. Gianni Giovannelli cede alle proteste dei commercianti ma la sosta resta vietata
Via libera alle auto in centro
Il sindaco cancella la ztl dopo cinque mesi

Alla fine i commercianti hanno vinto la loro battaglia: il sindaco ieri ha firmato un'ordinanza che cancella la zona a traffico limitato nel centro storico, almeno in attesa di nuovi interventi sull'arredo urbano. Sarà però vietata la sosta.
Via libera alle auto nel centro storico. Dopo aver sperimentato la zona a traffico limitato, per circa cinque mesi, l'amministrazione comunale ha ceduto alle continue lamentele dei commercianti correggendo l'ordinanza che da giugno ha tentato di far nascere un'isola pedonale in centro.
Gli automobilisti potranno, secondo una nuova ordinanza, percorrere le vie del centro storico ma soltanto per raggiungere i parcheggi vicini o altre zone della città, non sarà, infatti, consentita la sosta neanche durante alcune ore del giorno.
La chiusura totale aveva, già dopo alcuni giorni dalla messa in pratica, suscitato non poche lamentele da parte dei commercianti che accusavano il provvedimento di allontanare i cittadini intenzionati a fare shopping dal centro.
«Siamo convinti, in ogni caso, che la Ztl abbia rappresentato in ogni caso un salto di qualità e che buona parte dei cittadini siamo riamsti soddisfatti dall'iniziativa - ha precisato il sindaco, Gianni Giovannelli - ma siamo altrettanto consapevoli della mancanza dell'arredo urbano necessario a rendere l'isola pedonale vivibile».
La scelta della soluzione da prendere non è stata soggettiva ma ha coinvolto, diverso tempo fa, l'intero Consiglio comunale, che aveva espresso chiaramente la richiesta di modificare il sistema di chiusura del traffico.
«La decisione di riaprire è stata presa anche in vista dei mesi invernali durante i quali, fatta esclusione per le feste natalizie, il centro non è particolarmente frequentato - ha spiegato Giovannelli - a breve riprenderemo il dialogo con i commercianti per decidere come organizzare il periodo natalizio».
Un addio alla ztl che ha, però, l'aria di un arrivederci. L'intenzione è infatti quella di riaprire soltanto in attesa di aver completato l'arredo delle vie centrali.
Per il momento il primo passo saranno, con molta probabilità, delle piante che avranno la funzione di delimitare lo spazio dedicato ai pedoni dalla corsia delle auto.
«Finalmente siamo giunti a un'assonanza di intenti - ha detto il presidente della Confcommercio, Italo Fara - anche noi siamo convinti che la Ztl debba essere uno dei componenti del futuro di questa città. Ma durante la stagione estiva appena trascorsa il corso, durante l'orario di apertura dei negozi, era spesso deserto».
Due passi importanti spettano ora, però alla cittadinanza.
Uno ai commercianti del centro: la Regione ha messo a disposizione del consorzio Centro Città un finanziamento di circa 100 mila euro da utilizzare per l'acquisto di arredo urbano. Il progetto per ottenere il denaro dovrà, però, essere consegnato entro il 31 dicembre.
L'altro appello agli automobilisti che dovranno dare segno della loro civiltà evitando di far diventare Corso Umberto e via Regina Elena un caos totale con auto parcheggiate ovunque.
«Nel caso in cui dovessi vedere la città tornare alla situazione precedente alla Ztl - ha detto Giovannelli - non esiterò a revocare l'ordinanza».

ELENA NARDI
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da L'Unione Sarda Mercoledì, 12 Novembre 2008
tribunale Sfratto giudiziario
Sgombero forzato ai “Triangoli” per 15 abitazioni
 

Hanno lasciato gli appartamenti senza fare troppo chiasso, una famiglia dopo l'altra, in tutto sono stati sgomberati quindici abitazioni del residence "I Triangoli". Ieri mattina, avvocato dell'istituto vendite giudiziarie, ufficiale giudiziario e un rinforzo di vigili urbani, si sono occupati dell'ultima parte del lavoro. In realtà gli sfratti esecutivi e i sequestri degli immobili richiederanno un altro blitz nel residence olbiese, perché almeno tre famiglie hanno deciso di non rispondere al citofono e i vigili del fuoco, su indicazione dell'avvocato Gianfranco Grussu, legale incaricato dal tribunale, hanno preferito non insistere, ossia non buttare giù i portoncini blindati chiusi a chiave dall'interno degli appartamenti. Questo il bilancio, in estrema sintesi, della giornata scelta dall'Ivg per chiudere il caso del complesso olbiese per lungo tempo indebitamente utilizzato da inquilini senza contratto o con la locazione scaduta.
La maggior parte delle persone che nel giro di qualche mese hanno lasciato gli appartamenti è straniera, molti gli extracomunitari. Fortunatamente la vicenda si avvia ad una soluzione senza particolari problemi, molti degli inquilini infatti hanno acquistato all'asta la casa che occupavano anche a prezzi particolarmente vantaggiosi. L'istituto vendite giudiziarie nelle settimane scorse aveva ricordato a chi restava ancora ai Triangoli la scadenza dell'11 novembre. In pratica dall'elenco mancavano otto appartamenti. Cinque sono stati sgomberati subito e ieri l'avvocato Grussu li ha trovati vuoti. Ora dovrà essere risolto il problema delle tre famiglie che, evidentemente, non hanno trovato soluzioni alternative a Olbia e non sono riuscite a recuperare il denaro per comprare gli immobili all'asta.
La vicenda dei Triangoli, particolarmente delicata perché aveva delle implicazioni anche per quanto riguarda l'ordine pubblico, è stata condotta tenendo conto delle condizioni di decine di persone che per lungo tempo sono state le vere vittime di faccendieri senza scrupoli. Personaggi che per una serie di ragioni abbastanza inspiegabili, dopo il tracollo finanziario della società che aveva iniziato i lavori per la realizzazione del complesso residenziale, hanno incassato senza averne il diritto centinaia di migliaia di euro di canone di locazione ogni anno. Per molti extracomunitari il complesso I Triangoli ha garantito un tetto e una sistemazione dignitosa, per il resto la storia è quella di una speculazione sulla pelle di povera gente.

ANDREA BUSIA
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  da L'Unione Sarda Mercoledì, 12 Novembre 2008
Autortà portuale
I progetti dei giovani architetti per ridisegnare la città sul mare
 

34 ol da unio sard 121108Ieri nella sede dell'Autorità Portuale si è tenuta una riunione tra la dirigenza dell'Ente, i rappresentanti del Comune e i responsabili del dipartimento di urbanistica dell'Università di Firenze. L'incontro è servito per illustrare i nuovi progetti di sei neolaureati in architettura alla facoltà fiorentina. I sei ragazzi nei mesi scorsi hanno avuto la possibilità di frequentare un corso di perfezionamento sul waterfront di Olbia, organizzato in collaborazione con l'Autorità Portuale presieduta da Paolo Piro. Grazie a questa fruttuosa collaborazione, ieri gli architetti Francesca Azara, Claudia Nali, Francesco Saba, Maria Paola Cau, Patty Sanna e Pietro Asara hanno illustrato i loro modelli ai rappresentanti del territorio avvalendosi di disegni e presentazioni in power point. Francesca Azara ha presentato un progetto sul parco urbano di Golfo Aranci, Francesco Saba ha spiegato la sua nuova idea sul porto golfarancino, Maria Paola Cau si è addentrata nel golfo di Olbia, aumentandone la fruibilità e la riqualificazione della parte meridionale dell'insenatura. Anche Patty Sanna ha concentrato la sua attenzione sulla zona sud della città, in particolare sulla sopraelevata, arrivando fino a riqualificare la zona della ex artiglieria. Stesso obiettivo per Pietro Asara, che ha proposto nuove soluzioni per l'area compresa tra il ponte di ferro e la stazione dei treni. Ciascun progetto è stato descritto in pochi minuti, e il risultato è stata una sorprendente nuova versione sia di Olbia sia di Golfo Aranci: passeggiate sull'acqua senza barriere in via Redipuglia, metro di superficie, rivalutazioni di interi quartieri rivoltati come calzini dalla fervida mente degli architetti, che si sono anche preoccupati di cercare soluzioni per snellire il traffico in punti critici. Sull'iniziativa il presidente Piro ha dichiarato: «Vorremmo che il corso diventasse un appuntamento annuale che possa proiettare Olbia tra le città che offrono spazi risorse e opportunità per la formazione dei giovani laureati».
CLAUDIO CHISU
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da L'Unione Sarda Mercoledì, 12 Novembre 2008
Olbia. Spano (Idv) rompe il clima troppo melenso in aula
«La Provincia è già morta», duro attacco alla Murrighile
 

Delusione per chi si aspettava scintille dalla seduta del consiglio provinciale. I nuovi ingressi in giunta non hanno suscitato grandi entusiasmi. Ma, ad onor del vero manco critiche.
“Cronaca di una morte annunciata”. A citare il titolo del celebre romanzo di Gabriel Garcia Marquez per definire l'attuale situazione in cui versa l'amministrazione provinciale, è stato il consigliere Pier Paolo Spano, ex Margherita che di recente ha aderito all'Italia dei valori. Un intervento, il suo, che ha rotto l'atmosfera melensa con cui l'assemblea cercava di procedere.
Spano è stato durissimo: «Cosa vediamo dopo tre anni di legislatura? Un ente che sembra prender vita solo nei momenti in cui qualcuno, anche dietro le quinte, reclama incarichi e poltrone. Poltrone che, beninteso - ha sottolineato rivolgendosi a Pietrina Murrighile - non possono essere occupate da lei, signor presidente. I suoi molteplici incarichi, e il suo eccessivo presenzialismo, furono subito individuati dalla maggioranza tra le cause del ritardato avvio dell'ente, e non mi risulta che i suoi “gravosi” incarichi siano diminuiti, anzi, continuano ad aumentare anche quando non sembrano esserci le condizioni politiche».
E ancora: «In questo percorso amministrativo e politico disastroso, lei è stata accompagnata e assecondata proprio da chi adesso pretende di dettare condizioni (il riferimento è al Partito democratico, ndr )». Spano ha chiuso comunicando la sua disponibilità a dimettersi, qualora dovesse esserci un numero sufficiente di consiglieri, e a tornare alle urne.
Probabile, anzi certo, che la sua disamina scivolerà sulla maggioranza di centrosinistra che governa la Provincia diventata impermeabile a critiche e osservazioni. Manca un anno e mezzo alla fine di questa legislatura e non è escluso che l'agonia si trascini sino ad allora. Da quelle poltrone, i consiglieri di maggioranza e minoranza difficilmente si schioderanno.
Anche ieri, nella seduta che ha “consacrato” il salto sulla giostra, pardon, l'ingresso in giunta di Antonio Satta, Pietro Giorgioni e Francesco Carbini, e, in consiglio, di Francesco Roich, buona parte del tempo è stato dedicato agli auguri rituali e a poco altro. D'altronde, dimissionare o sostituire ben sette assessori in tre anni e mezzo ormai è diventato un esercizio di routine.
Invece, per tagliare il cordone ombelicale con Sassari forse non basteranno cinque anni. Soprattutto se si proseguirà con questo atteggiamento. Ma per Pietrina Murrighile, la presidentessa delle genti di Gallura che la sua domestica ha soprannominato Nilde Iotti, poco importa. «Ho una maggioranza e un programma che è il collante di questa maggioranza», ha detto. ( v. f. )
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 09 NOVEMBRE 2008

Meridiana: così Berlusconi agevola Cai

Gli avvocati della compagnia ricorrono in Commissione europea

di Guido Piga

5 ol cai merid 091108OLBIA. Aiuti di Stato, vendite senza gara, blocco della concorrenza, conflitti d’interesse, aumento dei costi per i consumatori. Tutto ciò che un governo liberista non dovrebbe mai fare, e che invece quello di Berlusconi ha fatto per Alitalia, è ora sotto la lente di ingrandimento della commissione europea. In 30 pagine, gli avvocati ingaggiati da Meridiana per bloccare la vendita dell’ex compagnia di bandiera hanno denunciato tutte le violazioni commesse a favore di Cai.
 Il ricorso alla commissione europea è stato firmato da Roberto Pardolesi e Cristoforo Orsi, due docenti universitari. E’ un durissimo atto d’accusa contro il governo Berlusconi.
 I legali del gruppo dell’Aga Khan partono dalla nuova legge Marzano sulle grandi imprese in crisi, modificata da Berlusconi proprio per adattarla ad Alitalia, controllata dal ministero delle Finanze.
 «La nuova Marzano permette la divisione di Alitalia in due parti, lasciando allo Stato i debiti, gli asset non redditizi e i lavoratori in eccesso - scrivono Pardolesi e Orsi - permettendo la vendita dei soli attivi a Cai. In realtà, la divisione in due di Alitalia e la cessione a Cai della parte potenzialmente redditizia, configurano un aiuto di Stato incompatibile con il diritto comunitario».
 L’aiuto di Stato è questo: il governo, per salvare la compagnia privata, accolla i costi alle casse pubbliche (dunque a tutti i cittadini). Così, mentre Colaninno e soci voleranno con Cai senza la zavorra dei debiti e potranno fare affari, gli italiani, secondo il calcolo dei legali di Meridiana, dovranno «sopportare una spesa di 3 miliardi di euro per la vecchia Alitalia». Sul fronte dei costi, c’è poi la tassa di 3 euro (prima era uno) che ogni passeggero pagherà, ovunque parta.
 Nell’esposto, un capitolo consistente è dedicato alla violazione della libera concorrenza. «La nuova Marzano presuppone che la compagnia sia venduta a Cai attraverso una trattiva privata, in violazione delle norme comunitarie sulla privatizzazione delle imprese pubbliche e quindi della trasparenza» scrivono i legali. La trattativa è stata fatta, in esclusiva, tra Berlusconi e un gruppo di imprenditori italiani, «tranne un invito tardivo e punitivo» per eventuali nuove offerte fatto dal commissario di Alitalia, Fantozzi.
 Gli avvocati di Meridiana non risparmiano neppure le figure super partes. Non solo Fantozzi, in ballo è chiamato anche l’advisor incaricato di valutare il valore di Alitalia. «Banca Leonardo non possiede il necessario requisito di indipendenza in quanto tra i suoi azionisti sono presenti anche tre azionisti di Cai - è scritto nell’esposto legali -: la famiglia Benetton (azionista di riferimento degli aeroporti di Roma), la famiglia Ligresti (interessata con le sue assicurazioni alla previdenza complementare dei piloti), il gruppo Pirelli».
 Tre gruppi industriali che possono determinare il prezzo di Alitalia, a loro vantaggio secondo il ragionamento di Pardolesi e Orsi. I quali censurano anche la condotta di Intesa San Paolo, che ha elaborato il piano di salvataggio a beneficio di Cai (della banca è azionista la Cariplo, a sua volta nel capitale di Meridiana).
 Tutte operazioni che porteranno Cai, dopo la fusione Alitalia-Airone, ad avere una «posizione di monopolio, danneggiando la concorrenza e i consumatori». Per decreto, il governo ha permesso la concentrazione degli slot (diritti di atterraggio e decollo). Alitalia e Airone non dovranno venderli fino a giugno del 2009 (solo a Linate hanno 120 coppie su 150), tagliando fuori Meridiana che aveva fatto richiesta per averli e, così, poter crescere.
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 09 NOVEMBRE 2008

La proposta del coordinamento gallurese avvicina in Provincia le elezioni anticipate

«Dimissioni di consiglieri e assessori del Pd»

Maria Paola Mariotti: «Dopo le ultime scelte della Murrighile non ci sono alternative»

Stamane la riunione decisiva nella sede del Partito democratico

  7 ol prov 091108 8 ol prov 091108

di ENRICO GAVIANO
 OLBIA. Il coordinamento gallurese del Partito democratico lancia la sfida a Pietrina Murrighile: ha convocato per oggi l’assemblea generale in cui chiederà ai consiglieri e agli assessori provinciali che aderiscono al Pd di dimettersi. La notizia è stata data ieri dalla coordinatrice provinciale Maria Paola Mariotti in una conferenza stampa in cui era affiancata dal vicecoordinatore Gianni Urtis e da Marina Spinetti, membro della direzione regionale del Pd.
 La richiesta, se accolta, si tradurrebbe nello scioglimento dell’assemblea di via Nanni, per cui si dovrebbe tornare alle urne. «Dopo le ultime nomine, quella degli assessori e di Patrizia Bigi al Cines - ha detto la Mariotti - non ci sono molte alternative. Le scelte sono state fatte in perfetta solitudine dalla presidente Murrighile, senza alcun confronto con il partito. Il risultato è che la Provincia si è spostata verso il centrodestra. Un fatto che, per noi, è inaccettabile. Dunque all’assemblea proporremo che i consiglieri e gli assessori provinciali si dimettano e si ponga fine a questo equivoco».
 C’è da aspettarsi, oggi nella sede del Pd in via Roma a Olbia, una riunione molto infuocata. Anche se la Murrighile può essere riuscita, con le sue scelte, a ricompattare il partito diviso in questi ultimi mesi dalle vicende legate alla segreteria regionale. Le voci di condanna dell’operato del presidente, infatti, arrivano da diverse «anime» del Pd. Resta da vedere se le direttive del Partito democratico saranno più forti della voglia di mantenere il posto in aula o in giunta, peraltro per un solo anno e mezzo.
 «La mia proposta - dice Marina Spinetti - è che la richiesta di dimissioni debba essere accettata da coloro che sono nel Pd. Altrimenti non solo non sarebbe giusto che in futuro chi si è rifiutato venga ricandidato a qualsiasi carica dal partito, ma si dovrebbe mettere in discussione anche una sua eventuale domanda di tesseramento».
 Tesseramento che partirà a breve e si concluderà il 16 dicembre, poi sarà la volta delle primarie: il 18 gennaio le comunali e il 31 quelle per il nuovo direttivo provinciale. Nel frattempo c’è da sciogliere il nodo della provincia dove «è stato tradito - secondo Urtis - il mandato dato dagli elettori nel 2005 che non possono riconoscersi in questo quadro. La presidente parla di partito del Consiglio. Invece deve fare i conti con il Pd, il partito vero di riferimento, a meno che non abbia cambiato idee».
 Maria Paola Mariotti ha ricordato come «prima della nomina di Antonio Satta ho cercato di discutere con la Murrighile, sperando che sottoponesse le nomine al giudizio del partito, di cui lei è membro di diritto della direzione regionale. Ma invece lei è andata avanti, facendo di testa sua».
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 09 NOVEMBRE 2008

Quando la crisi fu scongiurata

9 ol crisi 091108OLBIA. Non è la prima volta che la giunta provinciale rischia la caduta. L’esecutivo ha vissuto un periodo di crisi anche a maggio del 2006, esattamente un anno dopo la storica prima votazione per il consiglio provinciale della Gallura. In quell’occasione era stata la Murrighile (foto) a minacciare la chiusura anticipata della legislatura, sventolando l’ipotesi di dimissioni. La presidente aveva già scritto la lettera, senza però mai protocollarla. Allora la crisi era stata determinata da uno scollamento fra la presidente, e maggioranza e partiti a sostegno. L’aula mugugnava per il mancato coinvolgimento. Clamorosa fu in quei giorni l’uscita in consiglio dei rappresentanti della Margherita, durante una votazione. La delibera passò con l’appoggio della minoranza. Ma il gesto non mancò di indispettire la presidente della provincia che già, pochi giorni prima, si era vista abbandonata da Raimondo Meloni. L’assessore al turismo, in quota socialista, decise di lasciare l’incarico perché frustrato dalla mancanza di finanziamenti per il suo assessorato e anche dalla mancanza di programmi a medio e lungo termine. La crisi rientrò dopo una riunione fiume nella sede della Coalizione di centrosinistra a Olbia. Tutti d’accordo nel lasciare alla presidente il compito di portare avanti il programma risultato vincente alle elezioni del 2005. La spaccatura ora è ritornata a galla, e rischia di essere fatale alla maggioranza. (en.g.)
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 09 NOVEMBRE 2008

CINES

Domani alle 18 la prima assemblea: sarà composta da tre rappresentanti

11 ol cines 041108OLBIA. Domani sera, alle 18 in Provincia, si riunirà per la prima volta la nuova assemblea del Cines. Un organismo ristretto rispetto alla trentina di rappresentanti della vecchia assemblea. Ne fanno parte, infatti, tre sole persone: il presidente della provincia Pietrina Murrighile, il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, e il rappresentante dell’imprenditoria e dell’artigianato, Patrizia Bigi (foto). Questo, almeno sulla carta, perché diversi comuni che facevano parte del vecchio consorzio industriale vorrebbero ugualmente essere rappresentati. In quel caso assemblea e cda potrebbero salire anche sino a cinque rappresentanti. La Murrighile, però, ha dato una lettura restrittiva della legge. Le polemiche comunque non mancano, a cominciare dal dispetto con cui il centrosinistra ha accolto la nomina della Bigi, esponente di Forza Italia, da parte della presidente della Provincia. (en.g.)
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 09 NOVEMBRE 2008

Nuovo ospedale pronto nel 2010

Affidati i lavori a una società di Ravenna e una di Altamura

SANITA’ Il cantiere aprirà entro novembre

  11 osp 091108OLBIA. Nuovo ospedale pubblico: ecco il passo decisivo per il completamento. La Regione, lo scorso 6 novembre, ha approvato la delibera della Asl di Olbia con la quale vengono affidati i lavori per realizzare il secondo lotto. Verrà ultimato nel 2010.
 Sarà un raggruppamento temporaneo di imprese - dicono dall’azienda sanitaria gallurese - ad aprire e avviare il cantiere entro novembre: 750 i giorni di lavoro previsti per la consegna della nuova ala del presidio di Pasana.
 Il team di società che si è aggiudicato i lavori del II lotto del “Giovanni Paolo Secondo”, con un ribasso a base d’asta del 3% per un totale di 21 milioni e 800mila euro, è composto dal Gruppo Ge.Di.srl di Altamura (Bari) e dal Consorzio Ravennate delle cooperative di produzione e lavoro.
 I dettagli dei lavori che dovranno essere eseguiti. Verrà realizzato il padiglione A, quello di accesso, in cui sono concentrate le attività direttive, l’accoglimento dei pazienti “non critici” (hall, portineria, informazione, accettazione amministrativa, servizi religiosi) e le funzioni ambulatoriali. Questa prima trance del II lotto dovrà essere conclusa entro 390 giorni dall’inizio dei lavori, quindi prima che finisca il 2009. Poi si passerà al padiglione D2, delle degenze, in cui verranno ospitate le degenze ordinarie, comprensive di day-hospital divisionale e i servizi interdipartimentali. Fissato anche in questo caso il termine della chiusura del cantiere: i lavori dell’ultima parte del secondo lotto, dovranno essere terminati entro 360 giorni, cioè nel 2010.
 Con questo definitivo intervento, il Giovanni Paolo II raddoppierà le sue dimensioni e arriverà (su una superficie complessiva di 13.685 metri quadri) ad avere 248 posti letto.
 Gli altri 150 circa, che sono quelli concessi al San Raffaele, andranno a completare il numero di posti letto assegnati dalla Regione a questo territorio.
 Se l’ospedale pubblico verrà completato entro il 2010, rimane per ora confermata la fine dei lavori nella struttura di don Verzè: primavera 2009. Restano invece da decidere, oltre a quelle già previste dal piano sanitario, le altre specialità di cui si dovrà occupare l’ospedale privato.(s.p.)

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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 09 NOVEMBRE 2008

Giovani innamorati dell’agenzia matrimoniale

In città ce n’è una che ha già formato 14 coppie. Un boom di ragazzi iscritti

Anche un ex sindaco ha trovato in questo modo la sua compagna

12 ol agen 091108di STEFANIA PUORRO
 OLBIA. Più di 350 iscritti in meno di due anni. E oltre 3000 contatti. I protagonisti sono soprattutto i giovani sotto i 30 anni - ed è proprio questa la novità -, ma anche gli ottantenni non si tirano indietro. In prevalenza si tratta di uomini (60%), ma avanza anche l’esercito delle donne. Chi sono? Persone diverse tra loro, ma che hanno un obiettivo comune: trovare l’anima gemella chiedendo l’aiuto di qualcuno che, di mestiere, fa il “creatore” di nuove coppie. Se oggi internet occupa gran parte del mercato, è anche vero che da queste parti l’agenzia matrimoniale (purché sia seria, regolarmente autorizzata e rispettosa del fisco) attraversa un momento davvero favorevole.
 La conferma arriva dall’agenzia di Rita Aramini, l’unica presente a Olbia, in via Gramsci, e che è riuscita a portare all’altare o quasi 14 coppie in meno di 24 mesi. Anche un ex sindaco del Nuorese ha trovato la compagna della vita grazie all’agenzia. Che non viene considerata, però, come ultima spiaggia. C’è chi decide di seguire questa strada perché vuole dimenticare esperienze negative del passato, ma c’è anche chi, come è capitato di recente a una ventisettenne olbiese «stanca di incontrare tanta gentaglia», ha deciso di chiedere una mano a chi garantisce un’accurata selezione. E ha funzionato: la ragazza ha trovato un compagno quattro mesi fa e tra due lo sposerà.
 Rita Aramini, una dinamica donna poco più che quarantenne, è sempre stata a contatto con la gente: per anni ha fatto la promoter per un’azienda, ma ha detto basta dopo un incidente stradale.
 In lei è nata la curiosità nei confronti di un’agenzia matrimoniale che opera in franchising (per la quale ha lavorato), ma adesso si è messa in proprio.
 «L’ho fatto perché dovevo adattarmi a quella che è la realtà sarda e ho deciso di mettermi dalla parte delle donne - dice Rita Aramini -. Con un’attività tutta mia, ho potuto garantire loro l’iscrizione gratuita andando incontro alle difficoltà di molte casalinghe o di tante ragazze disoccupate che vivono ancora in famiglie».
 Ma chi è il cliente tipo dell’agenzia? «Si sono rivolti a me dall’avvocato all’attore di teatro, dal commercialista all’impiegato, per arrivare all’allevatore che cerca una donna disposta a lavorare in campagna. Ma ci sono anche artigiani, muratori e studenti universitari. A proposito dei giovani, devo dire che c’è stata un’impennata spaventosa di richieste a partire dai 24 e sino ai 30 anni. Può sembrare strano, ma è così. Di recente ho anche ricevuto un ragazzo di 26 anni accompagnato dalla madre e un altro con qualche anno in più arrivato con il padre. Dall’altra parte, ecco farsi avanti l’ottantacinquenne che cerca una compagna che non abbia superato i 60 anni. Le richieste degli uomini, inizialmemte, sono simili tra loro: sognano una donna bellissima, alta, snella, occhi azzurri, celibe. Nella realtà, poi, sono anche disposti ad accettare la non perfezione fisica guardando pure altri aspetti. Per quanto riguarda le donne che si rivolgono all’agenzia, ci sono arredatrici, infermiere, insegnanti, professioniste e molte badanti tra le straniere. E infine le casalinghe e le disoccupate. C’è un aspetto che accomuna tutti: l’essere assolutamente esigenti. Quindi spetta a me il compito di conoscere bene chi mi trovo di fronte e di organizzare l’incontro giusto. In due anni sono riuscita a formare 14 coppie, di tutta la Sardegna, alcune delle quali si sono già sposate mentre altre convivono. Tutti gli incontri non andati a buon fine, invece, sono stati compromessi dall’uomo: le donne si lamentavano della poca attenzione dedicata all’arte del corteggiamento».
 Il lavoro di Rita Aramini, nell’assoluto rispetto della privacy, è però basato sulla trasparenza e sulla serietà.
 «Ho la licenza di pubblica sicurezza rilasciata dalla questura e sono in regola con il fisco. Operare così è una garanzia di questi tempi, considerato che sono molte in tutta Italia le agenzie fasulle. Anche un ex sindaco del Nuorese ha chiesto l’aiuto della mia agenzia per trovare una compagna ideale: gliel’ho trovata e da due anni convivono felicemente».
 Ma come avviene il primo incontro? «Quando credo di aver trovato il lui e la lei che ritengo possano avere delle affinità, fornisco loro i rispettivi numeri di telefono. Possono decidere da soli quando e dove vedersi oppure, nei casi in cui uno dei protagonisti sia particolarmente timido, organizzo il primo incontro in agenzia. In attesa del finale che non sempre coincide con i fiori d’arancio. Sono comunque riuscita a far fidanzare un ragazzo che cercava una donna nubile e senza figli, ma che ha trovato una giovane separata con due figli a carico. Sono riusciti a trovare il modo per stare bene insieme e hanno reso felici anche i bambini».
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 09 NOVEMBRE 2008

«Così, noi, abbiamo trovato l’amore»

Tre donne di età e di luoghi diversi raccontano le loro esperienze

13 ol matr 091108OLBIA. Anna ha 27 anni ed è di Olbia. Un anno fa ha deciso di iscriversi all’agenzia di Rita Aramini. Lei è riuscita a realizzare il suo sogno e a tutti, compresi i giovani come lei, consiglierebbe di seguire il suo stesso percorso. «Arrivavo da una delusione d’amore con un uomo separato che aveva anche problemi economici. Quindi volevo conoscere una persona con un buon lavoro e, soprattutto, libera. Mi avevano indicato questa agenzia per la sua serietà e non ci ho pensato due volte. Ma se ho deciso di percorrere questa strada a 27 anni, è perché mi rendo conto che è davvero difficile trovare l’anima gemella: la mia generazione sta perdendo i valori, troppi i ragazzi che basano la loro esistenza sull’apparenza. Mi sono dunque buttata in questa avventura - continua Anna -. Ho avuto modo di fare diversi incontri e sono riuscita anche a trovare qualche amico. Ma l’uomo giusto, che spero possa essere quello della vita, l’ho incontrato quattro mesi fa: non è stato un vero e proprio colpo di fulmine, ma aveva tante cose che mi piacevano. Lui ha 39 anni e conviviamo già. E abbiamo anche fissato la data delle nozze: ci sposeremo a gennaio».
 L’esperienza di Laura, algherese, 43 anni.
 «Due storie andate male alle spalle e tanta voglia di sentirmi felice. Sapevo che non sarebbe stato facile ma quando, un anno fa, mi sono rivolta all’agenzia, ero fiduciosa. Il primo incontro combinato non ha dato i suoi frutti, poi il 15 dicembre 2007 sono uscita con Giommaria, di Sassari, ed è nato l’amore. Mai un litigio e da subito l’intesa è stata perfetta. Ci siamo sposati l’11 ottobre scorso e ora anche la mia famiglia, parte della quale non si era schierata a favore della mia iniziativa, è contenta per me».
 Ed ecco Angela, 35 anni, sudamericana e madre di due bambini avuti da un matrimonio precedente durato 12 anni. «Il mio scetticismo nei confronti delle agenzie matrimoniale era ai massimi livelli. Poi mi sono dovuta ricredere. Quando Rita Aramini, che avevo conosciuto per altre ragioni, mi ha proposto l’incontro con il mio attuale compagno, mi veniva da sorridere. Invece quella che poteva sembrarmi una semplice amicizia, si è trasformata in convivenza: io e Mario viviamo insieme vicino ad Arzachena da circa due anni. E oggi non avrei più alcun dubbio a dire che quella dell’agenzia matrimoniale è una strada da considerare. Non sempre, come in questo caso, ci sono dietro le fregature». (s.p.)
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da La Nuova Sardegna SABATO, 08 NOVEMBRE 2008

Firmato a Roma il protocollo per l’ampliamento dell’aeroporto Costa Smeralda

Per l’Air Force One di Obama 240 metri in più

Trovati i 36 milioni di euro necessari per l’allungamento della pista: via ai lavori

  1 ol aer 081108  2 ol aer 081108

DALL’INVIATO GUIDO PIGA
 ROMA. Nell’aeroporto di Midway, Chicago, la pista sarà allungata: d’ora in poi lì dovrà atterrare l’aereo del cittadino più illustre (e più potente del mondo): Obama. Ma, una volta tanto, l’Italia arriverà prima degli Stati Uniti: per luglio, mese del G8 alla Maddalena, quella dell’aeroporto di Olbia passerà da 2 chilometri 450 metri di lunghezza a 2 chilometri 690, 240 metri in più, quelli necessari per far arrivare in sicurezza l’Air Force One del presidente Usa. Da ieri non ci sono più dubbi sulla realizzazione, né incertezze sui tempi e la copertura finanziaria: Regione, Enac e Geasar hanno trovato i soldi (36 milioni di euro) e hanno firmato l’intesa per avviare e completare i lavori a tempo di record: i cantieri apriranno la prossima settimana e saranno chiusi a fine maggio. Un’impresa che sarà compiuta con la regìa della struttura di missione per il G8, che farà una gara d’appalto con le procedure rapide e garantirà turni di lavoro da 24 ore al giorno, sul modello di ciò che sta avvenendo nei cantieri della Maddalena.
 Il protocollo è stato firmato a Fiumicino, in una sala di rappresentanza dell’aeroporto. Nessun intoppo politico o burocratico, a parte un ritardo di un’ora nel volo (Alitalia, tanto per cambiare) che ha portato Renato Soru da Palermo a Roma. Niente di preoccupante, rispetto al rischio corso in queste settimane: i fondi per lo scalo di Olbia sembravano essere spariti. Il governo Berlusconi, che è impegnato a riprogrammare i (tanti) miliardi di euro per le infrastrutture strategiche, ha avuto la tentazione di toglierne un bel po’ dal capitolo “trasporti”, come ha rivelato il “Sole 24-Ore”.
 Niente da fare: i soldi c’erano, restano e saranno spesi. In tutto 36 milioni 375 mila euro per l’allungamento, verso il mare, della pista del “Costa Smeralda”, per la modifica del tracciato della statale 125 nel tratto tra Olbia e la frazione di Murta Maria (davanti all’ospedale San Raffaele) e per il completamento del piazzale per i voli di Stato.
 Da Enac e Regione arriva il grosso delle risorse: l’ente nazionale per l’aviazione civile mette a disposizione 16 milioni 850 mila euro (presi dal programma operativo trasporti), la giunta di Soru investe 16 milioni 200 mila euro (10 di questi dai fondi per le aree svantaggiate, 6 dal programma di mobilità della Regione).
 «Sono contento per Olbia e per il suo aeroporto, che è ottimante gestito - ha detto il presidente della Regione -. Non solo registra un aumento del numero dei passeggeri nazionali e internazionali, ma ha una grande area commerciale, con tutti i servizi possibili per i passeggeri, e ha una una bellissima avazione generale. Al G8, la Sardegna e l’Italia faranno una figura splendida».
 Un bel complimento, per la Geasar. Ma la società di gestione dell’aeroporto, controllata dall’Aga Khan, che avrà il beneficio diretto dall’operazione, ha dovuto fare la sua parte anche dal punto di vista finanziario. «E’ un primo passo» sottolinea Vito Riggio, presidente dell’Enac. La spa, rappresentata dall’aministratore delegato Silvio Pippobello, contribuisce con 3 milioni 400 mila euro.
 I progetti sono già pronti, e coperti dal segreto di Stato. Il “Costa Smeralda”, che toccherà quota 2 milioni di passeggeri, crescerà verso la foce del fiume Padrongianus. I 240 metri in più in quella direzione, come segnalato dai rapporti dell’Enac e dell’Enav (l’ente per l’assistenza al volo), erano necessari per l’«eliminazione delle attuali penalizzazioni di atterraggio e decollo per alcuni modelli a carico significativo». Tradotto, per permettere un agevole arrivo all’Air Force One, il Boeing 747-200 del presidente Usa che è lungo 70 metri, alto 19, ha un’apertura alare di 60 metri, viaggia a una velocità massima di 969 chilometri e può percorrere 12 mila 500 chilometri.
 «Non è solo un’opera importante per la Sardegna e l’Italia - dice Angelo Balducci, capo degli appalti del G8 -. E’ anche una grande prova di efficienza». Chissà, magari Obama prenderà spunto per la pista di Chicago...
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da La Nuova Sardegna SABATO, 08 NOVEMBRE 2008

Santo Stefano. Sembra che i militari vogliano sfruttare i finanziamenti per il summit

Le nuove pretese della Marina

Chiesta la costruzione di un molo a Guardia del Moro

SERVITÙ MILITARI Giudizio negativo del presidente Soru

  3 la madd 08110 4 la madd 081108

di PIERO MANNIRONI
 LA MADDALENA. Dopo il danno ora rischia di arrivare anche la beffa. Non solo la Marina militare sta facendo di tutto per tenersi stretto il deposito di munizioni di Guardia del Moro, ma addirittura vorrebbe realizzare un nuovo molo nell’isola di Santo Stefano. Magari utilizzando i fondi stanziati per il G8. Sarebbe davvero il colmo. I finanziamenti per organizzare il vertice dei potenti della Terra avevano infatti una finalità politica di fondo dichiarata: aiutare la riconversione economica e sociale della Maddalena, finalmente smilitarizzata. E invece la Marina, nonostante abbia di fatto trasferito da anni tutta la logistica e le attività operative a Taranto e alla Spezia, continua a pretendere un presidio nell’arcipelago.
 La richiesta della Marina è arrivata, a sorpresa, nel corso di una riunione operativa per valutare lo stato dei lavori in preparazione del vertice del G8, programmato per i primi giorni del luglio 2009. Con un’improvvisa inversione di rotta, i militari hanno infatti ritenuto inadeguato alle proprie esigenze il molo Carbone, contiguo all’area dell’ex Arsenale. Ecco perciò la manifestazione di interesse per un nuovo molo a Santo Stefano. Una struttura - secondo alcune indiscrezioni - che dovrebbe essere in grado di ospitare anche navi da guerra di notevoli dimensioni.
 Inutile dire che la costruzione della banchina, proprio davanti al deposito sotterraneo di Guardia del Moro, rappresenterebbe il suggello per una nuova e duratura servitù militare. E sicuramente un ulteriore ostacolo al processo di riconversione dell’arcipelago. Già sulla polveriera è in atto un duro contenzioso davanti ai giudici amministrativi tra il ministero della Difesa e il Comune della Maddalena. Un braccio di ferro che ha fatto registrare il mese scorso un’iniziativa molto violenta del capo di gabinetto del ministro La Russa contro il sindaco Angelo Comiti. E cioé una lettera inviata al gabinetto del ministro dell’Interno Maroni per sollecitare un intervento sul prefetto di Sassari. Obiettivo: far annullare due ordinanze del sindaco emesse nel periodo in cui, in seguito alla sentenza del Tar Sardegna, era decaduta la servitù militare su Guardia del Moro.
 E ora ecco spuntare il progetto di un molo a Santo Stefano. Lapidario il commento del presidente della Regione Renato Soru: «Per ora è solo un’idea, una proposta, rispetto alla quale abbiamo già manifestato la nostra contrarietà. Io ho detto che un molo a Santo Stefano c’è già, quello al quale attraccava la nave appoggio americana Emory Land. Se ne hanno bisogno, usino quello».
 Resta il fatto che la Marina, con la sua iniziativa, ha gettato benzina sul fuoco. Ha infatti politicamente rafforzato la propria posizione e cioé mantenere un presidio nell’arcipelago. E questo mentre si è in attesa della sentenza del Consiglio di Stato che dovrà dire se la servitù su Guardia del Moro è decaduta o meno. E soprattutto mentre la Marina, temendo una sentenza conforme a quella del Tar, sta cercando di accelerare in tutti i modi le procedure per reimporre la servitù a Santo Stefano. Sigillando così una parte importante dell’isola e minando il tanto atteso sviluppo eco-turistico per il quale si stanno investendo centinaia di milioni di euro.

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                   foto dal Quotidiano       IL SARDEGNA

        Nizzi Murrighilr

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da La Nuova Sardegna SABATO, 08 NOVEMBRE 2008

Crisi in Provincia: anche i consiglieri di maggioranza in disaccordo con il presidente

Il Pd attacca: «La Murrighile va verso destra»

Oggi una conferenza stampa del Partito democratico: sfiducia in vista per l’esecutivo?

  11 ol pr 081108 12 ol pr 081108 13 ol pr 081108 14 ol pr 081108

di ENRICO GAVIANO
 OLBIA. C’è stato di recente un incontro fra Pietrina Murrighile e Renato Soru. Il Governatore, dopo la nomina di Antonio Satta alla seconda carica della giunta provinciale, era molto contrariato. Alla presidente della Provincia ha detto: «E’ stato un errore designarti come candidata della coalizione nel 2005». La Murrighile ha incassato e ha tirato dritto. Due giorni fa la nomina dei due nuovi assessori e la designazione di Patrizia Bigi, di area centrodestra, come rappresentante dell’imprenditoria e degli artigiani nel Cines. Mosse che hanno scatenato la reazione negativa nel centrosinistra, soprattutto nel Pd. La giunta scricchiola e martedì, in consiglio provinciale, potrebbe arrivare la richiesta della mozione di sfiducia.
 Oggi, nella sede del Partito democratico a Olbia, ci sarà una conferenza stampa, in cui è prevedibile la richiesta di chiusura di legislatura in provincia. I venti di guerra spirano fortissimi. Il deputato del Pd Giulio Calvisi non usa mezzi termini. «Situazione assurda. Basti pensare che si discute sulla collocazione di Pietrina Murrighile. Non si sa se sta con il centrosinistra, con Antonio Satta, con il centrodestra o se si candiderà con un altro polo. L’unica cosa certa è che il quadro che si sta creando, dopo le ultime decisioni prese in maniera personalistica dal presidente della provincia, è nettamente diverso rispetto a quello delle elezioni del 2005. E questo il Pd non può tollerarlo».
 Come porre rimedio a questa situazione? «Bisogna resettare tutto e ripartire - dice ancora Calvisi -. I rappresentanti del Pd gallurese devono riunirsi, confrontarsi, decidere. Questa situazione è dovuta anche alle difficoltà che ha attraversato il partito, ma ora non è più tempo di tentennamenti. Il quadro è cambiato, occorre vedere se c’è lo spazio per un nuovo patto politico, oppure se è meglio metter fine alla legislatura».
 Ancora più dura la presa di posizione del consigliere regionale Elio Corda. «Sono stupefatto io - sottolinea - ma ancora di più lo è la gente che ci ha votato tre anni fa. In giunta si sono calpestati tutti gli accordi programmatici e ora l’asse si è spostato nettamente verso destra. Poi la nomina di Patrizia Bigi è davvero il colmo. Nulla da dire sulla persona, ma è una donna impegnata in prima linea con Forza Italia. Un insulto per il centrosinistra».
 Dunque la via che deve seguire la Murrighile è una sola secondo Corda. «Sta trascinando la provincia verso l’altra parte dello schieramento - sottolinea -. Ma se ci vuole andare lei, a destra, lo dica chiaramente. Niente da dire, ma ovviamente si deve dimettere immediatamente dalla carica. Non può furbescamente stare in bilico, in attesa di eventi».
 Le nomine hanno acceso il dibattito nella componente più pesante della maggioranza in consiglio provinciale. Gli ex Ds e gli ex Margherita si sono riuniti per decidere il da farsi. Lunedì un nuovo incontro per decidere se andare avanti o staccare la spina. «Abbiamo chiesto alla presidente - ricorda Piero Sircana, capogruppo della Margherita -, di soprassedere sulle ultime nomine in giunta. Volevamo confrontarci. Invece lei non ha tenuto conto di questa richiesta, come pure non ha avuto alcun incontro con noi per parlare della designazione al Cines. E siamo rimasti di stucco nell’apprendere che aveva nominato Patrizia Bigi, esponente del centrodestra. Segnali pesanti - osserva ancora Sircana -, che ci fanno riflettere. Dobbiamo decidere ora se aspettare l’ultimo anno e mezzo di legislatura oppure se davvero è il caso di interrompere l’esperienza ora».
 «Le ultime nomine - chiude Pierpaolo Spano, di recente passato con Idv - confermano che la mia posizione critica non era sbagliata. Qui si pensa ai posti, piuttosto che a una visione di ampio respiro».
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da La Nuova Sardegna SABATO, 08 NOVEMBRE 2008

LA STORIA

La giunta stravolta

 OLBIA. Con le ultime due nomine, la giunta provinciale ha cambiato tutti i nomi, rispetto all’ottobre del 2005, escluso la presidente e un assessore. Del primo esecutivo di Pietrina Murrighile è rimasto un solo superstite su otto, Antonello Addis, che ha mantenuto la delega «pesante» alle finanze e bilancio. Il tourbillon è iniziato con le dimissioni dall’assessorato al turismo del socialista Raimondo Meloni, sostituito da Gimmi Giagoni. Quindi due successivi rimpasti per una giunta che ora pende un po’ più a destra. Nel primo rimpasto via Pasquale Pirodda, Psdaz, avvicendato con il consigliere Elio Casu. L’uragano provocato dalla fine di Margherita e Ds con la nascita del Pd ha poi determinato l’uscita di scena a beneficio di Nino Nicoli, dell’assessore alla programmazione Carlo Cervo, che non aveva aderito al nuovo partito. Via anche Sebastiano Beccu che deteneva l’assessorato alla sanità, sostituito nell’esecutivo da Pierfranco Zanchetta, finito all’ambiente, mentre Melinu era passato ai servizi sociali. Ultimo valzer: prima Antonio Satta per Elena Burrai. Il leader dei Cristiano Popolari diventa vicepresidente e assessore al turismo. Poi Pietro Giorgioni, anche lui dei Cristiano Popolari fa la staffetta con Melinu, mentre Francesco Carbini, prende il posto in giunta spettante ai socialisti assumendo la delega alla pubblica istruzione. Da perderci la testa! (en.g.)
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     dal diario personale: I Carbonari cospirano elezioni anticipate. E' crisi sicura.

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da La Nuova Sardegna SABATO, 08 NOVEMBRE 2008

«Meglio ritornare alle urne»

Fideli (Fi) e Russu (An) criticano il centrosinistra

  15 ol fide 081108 16 ol urne 081108OLBIA. Siluri anche dal centrodestra verso la giunta guidata da Pietrina Murrighile. Nella battaglia navale che è scoppiata intorno all’esecutivo, il Polo non risparmia le bordate. «Il quadro è negativo, non c’è dubbio - dice Livio Fideli, capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale -. La conferma che il centrosinistra non ha saputo operare bene. Al di là degli impegni presi in campagna elettorale, non possiamo che registrare che gli unici movimenti sono quelli relativi ai cambi degli assessori. Una marea. L’assetto è stato stravolto, addirittura, rispetto alla prima giunta provinciale».
 Fideli, dunque, vede poche soluzioni. «Andiamo in aula, e vediamo se questa maggioranza esiste ancora, oppure se è meglio tornare alle urne. Stiamo facendo i conti con una grande quantità di problemi irrisolti, a cominciare da quello legato alla disputa con la Provincia di Sassari. E’ dovuta intervenire, così sembra, la Regione con un commissario ad Acta. Ma anche di questa faccenda, noi in aula - conclude l’esponente di Forza Italia - non abbiamo saputo niente di niente».
 Il tenore delle dichiarazioni non cambia spostando il microfono a un altro esponente del centrodestra, Mario Russu, di Alleanza nazionale. «Le ultime vicende impongono una immediata verifica - sottolinea il capogruppo di An in consiglio provinciale -, il centrosinistra è scollato, credo che non abbia più la forza di andare avanti. E del resto, in questi anni le cose sono andate sempre male. In consiglio provinciale si è sempre e solo discusso di ordini del giorno, mentre l’ente andava sempre più a fondo».
 Anche per Russu le alternative sono davvero poche. «Meglio chiudere qua, con questa legislatura - sottolinea l’esponente di Alleanza nazionale -. Dare nuovamente la parola agli elettori ed eleggere un nuovo consiglio ed un nuovo esecutivo. L’unico modo per togliere la Provincia dallo stallo e farla ripartire». (en.g.)
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    la Calamità non è una moda. ( riflessioni)

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da La Nuova Sardegna SABATO, 08 NOVEMBRE 2008

«Ora dateci lo stato di calamità»

I consiglieri regionali della Gallura presentano una mozione

  17 ol cala 081108 18 ol calam 081108 di LUCA ROJCH
 OLBIA. L’onda anomala ha travolto la tranquillità, la solidità di risparmi fatti di mattone. Quartieri costretti all’apnea, travolti da un nemico liquido invincibile. Dopo avere asciugato le cantine, i salotti buoni, le lacrime di disperazione, ora i flagellati dalla marea blu alzano gli occhi e cercano di contare i danni della distruzione. La politica dimentica le barricate dei colori di partito e si unisce nella richiesta di aiuti. In Regione è un fiorire di mozioni, interrogazioni, interpellanze. Tutte invocano lo stato di calamità naturale e un intervento immediato per aiutare la città e il territorio.
 Tutte chiedono alla Regione un passo rapido per dare risposte immediate a un territorio finito in ammollo. Danni per milioni di euro. Tanto gravi da non essere ancora quantificabili Le giornate di fango e di acqua alle ginocchia non sono ancora finite. Non è ancora il momento di prendere la calcolatrice e tentare di dare un valore a un pezzo della propria vita spazzato via, ingoiato da un gorgo. Sul tavolo della giunta si affastellano le mozioni. La prima ha come primo firmatario Giommaria Uggia, Idv. Ma alla sua firma seguono quelle di Elio Corda, Pd, Matteo Sanna, An, Renato Lai, gruppo misto, Giovanni Pileri, FI.
Si chiede alla Regione che per Olbia, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Budoni e San Teodoro venga riconosciuto lo stato di calamità naturale. E che la richiesta venga estesa alla Presidenza del consiglio. Si chiede anche un immediato stanziamento di fondi da parte della Regione per offrire un primo aiuto concreto alle famiglie e alle imprese colpito dall’alluvione del 4 novembre. Il consigliere Regionale Carmelo Cachia, Pd, segue invece la strada dell’interpellanza urgente con richiesta di risposta scritta al presidente della giunta regionale, Renato Soru, e all’assessore all’Ambiente Cicito Morittu. La richiesta è la stessa. Il riconoscimento dello stato di calamità naturale per le aree della Gallura colpite dall’alluvione e lo stanziamento di fondi immediati per i primi interventi.
 Quelli più urgenti. La speranza dei consiglieri regionali della Gallura è ottenere fondi e un impegno formale da parte della giunta per il riconoscimento dello stato di calamità. Sullo sfondo rimane la costante assenza nei comuni colpiti dall’alluvione di uno studio delle zone a rischio alluvione. Case, quartieri, interi paesi venuti su in zone umide, sui letti dei fiumi.
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  pensierino della sera " Vacanza Romane " un bel Film --  " Vacanze Cinesi " un altro Film

La telecinesi è il movimento di un oggetto, in maniera scientificamente inspiegabile, come un esercizio di potenza occulta. ...
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da La Nuova Sardegna SABATO, 08 NOVEMBRE 2008

In città si girerà un reality sui matrimoni cinesi

L’assessore Vanni Sanna dalla fiera di Singapore torna anche con un maxi accordo

  27 ol cina 081108 28 ol cina 081108

di LUCA ROJCH
 OLBIA. L’isola dei cinesi. Il format televisivo non sarà originalissimo e a molti non piacerà, ma la Gallura finirà per 4 mesi in prima serata alle 21 sulla tv ammiraglia della Cina. La Rai Uno mandarina trasmetterà un programma girato in Sardegna. Protagoniste 30 coppie cinesi che diranno sì davanti al sindaco Gianni Giovannelli. Dall’altare nuziale a quello catodico. Le telecamere seguiranno le coppiette nella loro luna di miele in Gallura. Un maxi spot per tutto il territorio che andrà in onda nei teleschermi di un miliardo di cinesi.
 Se gli albergatori della provincia si preparano alla telecinesi, certi che alla fine tutti saranno conquistati dai panorami da cartolina della Costa Smeralda, l’assessore al Turismo, Vanni Sanna si frega le mani. A lui diventare una star catodica del primo canale cinese non interessa. Punta ad aprire un nuovo ricchissimo mercato. Di suo ci ha messo la faccia e le braccia. È andato in prima linea alla fiera di Singapore a vendere il prodotto Olbia. Ha preso contatti con i tour operator asiatici, ma anche australiani, europei e mediorientali. «Ci si apre un mercato infinito - spiega Sanna -. Eravamo gli unici italiani a Singapore. Siamo stati presi d’assalto. Abbiamo incontrato decine di tour operator di tutto il mondo. Un dialogo molto positivo. In tanti sono interessati ai mesi di spalla. Da settembre a marzo. Sono pronti a prenotare pacchetti per 100 turisti per volta. Abbiamo creato i contatti con le strutture ricettive. Là il mercato è differente, non si cerca solo la Sardegna come meta per le spiagge. Spesso l’attività più richiesta è la pesca. Tra le altre cose sono state contattate anche le società che si occupano di affittare imbarcazioni. I charter sono molto richiesti. Abbiamo visto che il lavoro fatto a Singapore ha avuto effetti immediati. Ci sono state oltre 60 richieste da tour operator per avviare un rapporto con il territorio». Con l’assessore Sanna c’era anche Lucialda Lombardi, della Nautilus services. «Spesso la Sardegna è ricercata come meta da integrare all’interno di un pacchetto più vasto - spiega -. Faccio un piccolo esempio. Chi sceglie Roma o Firenze vuole passare un paio di giorni in un posto differente. Ci sono poi gli amanti della vacanza avventurosa che chiedono mete più selvagge. Per esempio gli australiani si sono mostrati molto interessati». Ad accompagnare il Comune nella sua missione c’è anche Confindustria. «Troviamo importanti le iniziative portate avanti dal Comune - dice il responsabile di confindustria Gallura, Gian Simone Masia -. È evidente che c’è un forte ritorno per le aziende del territorio. In un periodo di crisi internazionale si possono catturare nuovi flussi. Confindustria si è fatta portatrice di un progetto interessante come la sottoscrizione dell’accordo che porterà delle coppie cinesi nel nord Sardegna». Un accordo concreto per far diventare la città la Las Vegas degli sposini dagli occhi a mandorla. «Tutto pianificato - conclude Sanna - abbiamo stretto un accordo con la Hui Hai, società controllata dal Comune di Shanghai, che a sua volta controlla la Rose Wedding, società che organizza viaggi di nozze per i 178 milioni di abitanti del distretto di Shanghai».
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fare e disfare c'è di mezzo il mare

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da La Nuova Sardegna SABATO, 08 NOVEMBRE 2008

Una festa per salvare l’ambiente

La settimana dedicata a un uso più attento del territorio

Sabato un’escursione che sarà aperta a tutta la popolazione

                                                                       26 ol ambiente 081108di LUCA ROJCH
 OLBIA. Una banale busta di plastica diventa un pericoloso serial killer. Un vassoio di polistirolo è un indistruttibile nemico dell’ambiente. L’era digitale lascerà ai posteri montagne di rifiuti, per nulla virtuali. La settimana dell’educazione ambientale serve per mettere a fuoco risultati e sfide perché il pianeta abbia un futuro. Difficile pensare a un corso, a un esame per mostrare il proprio cuore ecologico. Così l’area marina protetta ha creato una festa, sette giorni tra dibattiti, spettacoli, teatro, seminari, in una scuola senza pareti, aule e banchi.
 A presentare il progetto il presidente dell’Amp, il sindaco Gianni Giovannelli. «Un evento importante per l’educazione ambientale di tutto il territorio - afferma Giovannelli -. Lavoriamo per migliorare in modo costante. Ora riscriviamo il nuovo regolamento dell’Amp». Con lui anche il responsabile per San Teodoro dell’Amp, Nino Mannoni. «Il nostro è un parco didattico molto importante per tutto il territorio - spiega -. L’attività didattica fa pare dei suoi compiti». L’Amp insegna a rispettare l’ambiente in modo gioioso attraverso un confronto con la natura. La rivoluzione passa dall’abuso al riuso delle risorse. La terza festa dell’Amp mette l’accento sull’importanza del riciclo dei rifiuti. Un mondo dal passo troppo veloce e distratto che produce e consuma senza pensare al futuro. A questo gli ambientalisti contrappongono l’attenzione ai piccoli gesti quotidiani. Così la banale busta di plastica che ci viene offerta al supermercato, in libreria, in qualsiasi negozio ogni anno uccide 300 mila tartarughe marine e 100 mila cetacei. Tutto il polistirolo prodotto è destinato a farci compagnia per sempre. Non è biodegradabile. Alla fine l’umanità sarà sepolta da piccoli vassoi monodose indistruttibili che sono stati prodotti in serie per rendere più sterile, più pulita, più bianca, la frutta. Piccoli esempi di un mondo alla deriva che ha bisogno di una nuova educazione all’ambiente. L’area marina protetta diventa protagonista anche in questo campo. Non si limita alla difesa dell’oasi naturalistica, ma promuove anche incontri per far crescere la consapevolezza del rispetto dell’ambiente. La terza festa comincerà il 10. Martedì mattina al cinema di Olbia lo spettacolo di burattini «La vecchia macchina», realizzato dalla Compagnia del cocomero. Nella sede dell’area marina protetta, ci sarà «Scopri l’area marina», un percorso per conoscere a fondo come lavora l’Amp. Mercoledì si replica, ma nel pomeriggio ci sarà anche un laboratorio per gli insegnati delle scuole che verrà fatto nel centro di educazione ambientale dell’Amp a San Teodoro. Giovedì alle 10 nella sede dell’Amp verrà premiata la classe che ha partecipato all’edizione dello scorso anno di «Cittadini dei parchi» subito dopo la firma del protocollo di intesa con i rappresentanti del liceo scientifico Mossa. Giovedì ci sarà anche un convegno all’Expo. «Rifiuti, riduciamoli. Educazione e azioni concrete», in cui la Provincia presenterà anche il progetto «imballi e bolle ribelli». Sabato si chiude con un’escursione guidata aperta a tutti nell’area marina.
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 07 NOVEMBRE 2008

Olbia. Nuorese denunciato dopo un inseguimento: sequestrati patente e autotreno

Camionista ubriaco semina il panico per due ore

A zig zag sulla circonvallazione ha danneggiato dieci auto

6 ol ubriaco 071108di GIAMPIERO COCCO
 OLBIA. Per due ore ha seminato il panico, alla guida di un autoarticolato, tra gli automobilisti che percorrevano la Nuoro-Olbia e la circonvallazione che porta verso la Costa Smeralda. Il camionista, un nuorese di 57 anni, era al volante ubriaco: patente e autotreno confiscati.
 L’autotrasportatore è stato denunciato alla procura della Repubblica per guida in stato di ebrezza - il tasso alcolico presente nel sangue superava di cinque punti il limite consentito - e altri reati, mentre la patente gli è stata ritirata e l’automezzo (motrice e semirimorchio, carico di laterizi, un mostro gommato pesante 440 tonnellate) posto sotto confisca dagli agenti della stradale, coordinati, nel lunghissimo inseguimento, dal comandante del distaccamento di Olbia Andrea Chiminelli.
 L’allarme lo hanno lanciato, alle 18,30 di avantieri, alcuni automobilisti che percorrevano la 131 bis in direzione Nuoro Olbia. Un autoarticolato procedeva zigzagando in direzione di Olbia, urtando le barriere di delimitazione e mettendo in serio pericolo la circolazione. Le pattuglie della polizia stradale e alcune pantere della squadra volante si sono messe subito alla ricerca dell’automezzo, che, nel frattempo, proseguiva a viaggiare sulla circonvallazione a Nord di Olbia.
 L’autista (di cui non sono state rese note le generalità) era alla disperata ricerca dello svincolo per il porto, dove avrebbe dovuto imbarcarsi per il continente. Nel suo peregrinare il pesantissimo bisonte della strada ha danneggiato una decina di auto e, imboccata la vecchia statale per Olbia, è finito in cunetta all’altezza della cantoniera di Putzolu: in senso contrario arrivavano alcune auto, una delle quali, guidata da Maria Antonietta B., 40 anni, titolare di un vivaio floareale, stava per svoltare verso la sua azienda. L’auto, una Fiat Idea, è stata sfiorata dalle ruote dell’autoarticolato, che procedeva a forte velocità, con le ruote di destra in cunetta. La polizia, dopo il lungo inseguimento, ha fermato il camionista al suo secondo passaggio sulla circonvallazione, all’altezza del nuovo ospedale civile. L’autista non si era neppure reso conto d’essere seguito da 4 auto di servizio con lampeggianti e sirene accese.

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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 07 NOVEMBRE 2008

Nasce la Direzione marittima del nord Sardegna

La guardia costiera controllerà il territorio che va da Cala Gonone alle porte di Bosa

di Luca Rojch

           12 ol natir 071108 13 ol marit 071108

OLBIA. Un dna da dominatrice dei mari lo ha sempre avuto. Ora la città riconquista il suo ruolo di regina, di repubblica marinara. Tutte le coste del nord Sardegna sono sue. Un territorio che va da Alghero a Cala Gonone. Nessuna guerra, solo il risultato di un decreto che trasforma la capitaneria in Direzione marittima. Il regno di Gallura diventa un impero blu che ora gli uomini della guardia costiera dovranno controllare. Sarà un po’ l’effetto G8, il summit di pace a cui ci si prepara come a una guerra, ma le acque dell’isola saranno da oggi più sicure. Il cervello pensante viene trasferito in città. Nella sala di controllo dell’Isola Bianca.
 In Sardegna, unica regione con la Sicilia, ci saranno due Direzioni marittime. Una a Cagliari, l’altra a Olbia. Una giornata storica per la città. La nuova direzione sarà la prima nell’isola per estensione. Gestirà più di mille chilometri di coste, più della metà del totale di 1800. Per ora ci sono 337 uomini in servizio tra ufficiali, sottufficiali e truppe in servizio nella Direzione di Olbia. Ma non è escluso che siano destinate a crescere. A dirigere la super centrale sarà il comandante Rodolfo De Petris, che già aveva la responsabilità della capitaneria. A fare il mega spot per la capitaneria il tenente di vascello Cristiano Aliperta, capo ufficio delle relazioni esterne della Guardia costiera. «La nuova direzione marittima abbraccerà un territorio che va da Cala Gonone fino quasi a Bosa». Un tuffo nella centrale di controllo nella palazzina lungo l’Isola Bianca. Un trionfo di tecnologia tra schermi al plasma e computer che dànno in tempo reale la posizione di tutte le imbarcazioni nel braccio di mare che abbraccia il territorio di competenza della Direzione marittima. Ogni imbarcazione ha una sorta di trasponder. Una specie di Tom Tom dei mari, ma più evoluto che dà la possibilità di capire da questa torre di controllo dei mari di vedere dove è ogni imbarcazione. Nella stanza dei bottoni anche una zona tutta dedicata all’area marina protetta di Tavolara. In tempo reale una decina di telecamere controllano ogni movimento all’interno della zona ad alto pregio ambientale. Ma nella sala c’è posto anche per le affidabilissime carte nautiche e per un sofisticato sistema radio. Olbia è sempre più signora dei mari. La decisione di creare una direzione marittima era già stata presa dal Consiglio dei ministri questa estate. Della nuova Direzione faranno parte le capitanerie di Olbia, con l’ufficio circondariale di Golfo Aranci e la sezione staccata di Porto Rotondo e Porto Cervo, La Maddalena, Santa Teresa, Palau, La Caletta, Cala Gonone. Dall’altra parte Porto Torres, compresi anche Alghero, Stintino, Castelsardo, Porto Conte. Nella direzione sono compresi 3 capitanerie di porto, 2 uffici circondariali, 6 uffici locali e 3 delegazioni di spiaggia. Un risultato atteso da un anno. Il percorso per la creazione della Direzione marittima era cominciato da tempo, a dare la certezza dell’istituzione era arrivato in città il comandante generale di tutte le capitanerie di porto, l’ammiraglio Raimondo Pollastrini che aveva annunciato di avere dato il via all’iter per la creazione della Direzione.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 07 NOVEMBRE 2008

IL COMANDANTE

«Una scelta che ci darà più responsabilità»

  16 ol de petri 071108OLBIA. Osserva i monitor nella torre di controllo dei mari. I suoi occhi riescono a vedere quello che a semplici esseri umani sembrano puntini informi. Sono imbarcazioni che si muovono. Rodolfo De Petris è l’uomo che comanderà la Direzione marittima, il signore delle acque del nord Sardegna. «Un momento storico per Olbia che vede riconosciuta la sua centralità nel Mediterraneo - spiega il comandante De Petris -. Con la creazione della Direzione marittima per noi crescono mansioni e responsabilità. Una sfida avvincente». La direzione controllerà oltre mille chilometri di coste. Ai 380 della Gallura costiera si devono aggiungere i 282 dell’arcipelago della Maddalena e i 470 chilometri di Porto Torres. «Per noi crescono le responsabilità - continua De Petris -, ma ci siamo abituati. Il momento di maggiore impegno in Gallura è l’estate, quando le imbarcazioni arrivano a migliaia. Si moltiplica il traffico. Di conseguenza crescono gli interventi e anche le attività di soccorso. Le condizioni di lavoro estive per noi sono tipiche e topiche. Serve grande preparazione e attenzione. Con la creazione della direzione migliorerà anche l’efficienza. Abbiamo compiti in materia di navigazione, trasporto marittimo, vigilanza dei porti, sicurezza, demanio, soccorso. Un’attività che richiede professionalità. Con l’istituzione della Direzione marittima sapremo affrontare anche le esigenze di un territorio in continua crescita anche dal punto di vista del traffico». Per il prossimo anno sono previste oltre 120 navi da crociera in arrivo solo all’Isola Bianca. Neanche una parola sul G8, l’evento che sembra catalizzare gli sforzi e le attenzione di tutte le forze dell’ordine. «Tutte le decisioni sul G8 vengono prese a livelli più alti - conclude il comandante De Petris -. Noi applicheremo ordini e direttive che arriveranno». Il comandante non perde il sorriso, per ora si gode il giorno storico per la città, che da oggi diventa regina dei mari. (l.roj)
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 07 NOVEMBRE 2008

Disegnato il futuro del porto

Approvato il piano operativo con le linee di sviluppo

15 ol porto 071108 14 ol porto 071108OLBIA. Il re del porto è pronto a stupire ancora e apre il manuale delle cose da fare. Non un libro dei desideri, ma la rotta tracciata dello sviluppo dei porti del nord Sardegna. Paolo Piro, presidente dell’autorità portuale, è sicuro di avere scritto un nuovo best seller. L’isola è sempre di più cuore del Mediterraneo, crocevia di traffici e navi di turisti.
 Il comitato portuale ha approvato il piano triennale che disegna lo sviluppo degli scali di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres.
 Il parlamentino composto da Port Authority, capitaneria, i delegati dei tre Comuni, e delle due Province Olbia-Tempio e Sassari, ha dato il via libera al piano operativo triennale.
 Il presidente Piro, non si accontenta dei risultati record di questi anni, punta a nuove rotte per la Port Authority. L’idea è di esportare il filone d’oro delle crociere anche a Porto Torres, completare il progetto di home port, base di partenza dei giganti del mare, in città e far splendere di vita nuova Golfo Aranci. La ricetta è chiusa dentro il manuale del piano operativo.
 L’autorità portuale ha studiato punti di forza e falle dei tre scali. Per Olbia la linea è in parte già tracciata. Si punta sempre più sulle navi da crociera con la consegna dei due maxi moli da 275 metri per le suite galleggianti dei mari. Il primo verrà inaugurato a giugno del 2009, l’altro a gennaio del 2010.
 Si crea anche un collegamento tra il porto e il tessuto urbano. Nel 2009 verrà allungata la passeggiata fino al varco della security. Saranno realizzati anche parcheggi e aree verdi. Ma continua anche il lavoro per il recupero dell’ex palazzina dei fanalisti. Il restauro sarà completato entro i primi mesi del 2009.
 La Port Autority lavora anche per separare in modo definitivo il traffico merci da quello passeggeri. Nel porto Cocciani è prevista la creazione di un binario che consentirà di far arrivare i convogli fino alla banchina. Un effetto positivo anche per Golfo Aranci che vedrà il suo scalo liberato dal giogo della ferrovia. Un primo passo per la rinascita dello scalo che in questi anni ha collezionato risultati da collasso. Un baratro su cui il porto sembra essere precipitato. Al di là degli interventi strutturali, come la creazione di un approdo per i pescherecci, l’autorità portuale propone nuove rotte per Porto Torres. Si guarda al nord Africa, alla Spagna e alla Francia. (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 05 NOVEMBRE 2008

Olbia, la costa ha vissuto un vero incubo

I danni maggiori dove c’è più cemento Scuole evacuate, strade impercorribili

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di Guido Piga

OLBIA. I fiumi sono entrati dentro le case, lì dove i Comuni hanno rilasciato concessioni a getto continuo, per decenni, senza regolamentazione. C’è tutta una geografia del dissesto urbanistico che emerge in queste ore di piogge eccezionali, 67 millimetri ieri a Olbia e Golfo Aranci in cinque ore, 130 tra Porto San Paolo, San Teodoro, Budoni. Pareti d’acqua e fango hanno abbattuto muri, ponti, tombini, allagato ville, danneggiato strade. Non ci sono feriti, vigili e protezione civile hanno salvato un agricoltore finito con il trattore nella piena di un ruscello e un’anziana dentro la sua abitazione circordata dall’acqua. Lo Stato ha tirato fuori dai guai centinaia di cittadini ai quali una sua parte, periferica, autonoma, ha concesso molti metri cubi, nessun servizio di sicurezza minimo.
 E’ stata una giornata terribile, annunciata dai bollettini meteo, sì, ma esplosa in poche ore. Alle 8 del mattino, dopo una notte di pioggia abbondante, al centralino dei vigili del fuoco di Olbia non era arrivata neanche una segnalazione. Un’ora dopo, era già emergenza. Richieste di intervento sono giunte da tutti i quartieri della città, molte vie si sono allagate, non è stato necessario chiuderle perché erano impercorribili. Tutta la macchina dei soccorsi è stata sottoposta in pochi minuti a uno sforzo immane: era un allarme continuo su tutta la fascia costiera da Budoni alla Costa Smeralda, passando per San Teodoro, Porto San Paolo, Golfo Aranci, Porto Rotondo.
 La provincia ha allestito la prima unità di crisi della sua breve storia per coordinare coordinare gli interventi, senza sprecare tempo né risorse.
 A Pittulongu, zona di Olbia ancora alle prese con un piano idrogeologico da approvare e caricata negli anni di troppo cemento, un ruscello è diventato un’onda di piena altra due metri, è stato gonfiato dalle costruzioni, dai tombini troppo stretti. «L’abbiamo detto più volte al Comune, mai una risposta» dice Matteo De Turco, il proprietario di una villa che è stata invasa dall’acqua, con un muro di di cinque metri demolito. I vigili del fuoco, 70 uomini al lavoro da ogni parte del nord Sardegna, hanno salvato un’anziana la cui casa era circondata, accanto alla spiaggia. Nella zona industriale, si è allagata un’industria che con l’acqua lavora, la lavanderia industriale Clea. Le cinquanta dipendenti sono state portate via con i camion e le camionette della polizia. Nell’area erano pronti i gommoni per i soccorsi, è tutto dire. «Ci siamo spaventate parecchio, mai vista una cosa così» dicono Franca, Graziella, Maddalena.
 A Golfo Aranci la scuola elementare è stata evacuata. Stessa cosa a Porto San Paolo, centro simbolo delle lottizzazioni senza freno. A Vaccileddi, un ruscello largo 30 centimetri, Lu Lioni, è diventato di 20 metri, ha distrutto un cantiere nautico, portando via le barche per centinaia di metri.
 «Un danno enorme, è stato incredibile» dice il fratello del titolare Efisio Fronteddu. Un agricoltore è stato tirato fuori dal trattore finito nella piena. Un pensionato, dato per disperso, era alle poste. A Budoni, San Teodoro, i ruscelli mare, hanno trovato ancora cemento sul loro percorso, impossibile che non esplodessero.
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 05 NOVEMBRE 2008

Allagata la Clea, lavoratrici salvate con i camion

«Mai vista una cosa simile». A Pittulongu distrutta una villa. Loiri: calamità naturale

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28 clea 051108di GUIDO PIGA
 OLBIA. «Mai vista una cosa così, ci siamo spaventate moltissimo» dicono Franca, Maddalena, Graziella. Alle 11 sono in salvo, un’ora prima loro e le loro 50 colleghe erano al lavoro dentro una fabbrica allagata, la Clea. Le hanno portate vie con i camion e le camionette della polizia, erano pronti persino i gommoni.
 In città, tra le cinque e le dieci del mattino, sono caduti 67 millimetri di pioggia, un record (nel gennaio 2001 caddero 65 millimetri).
 L’amministrazione comunale ha sistemato i canali e la piena non ha trovato ostacoli, sicché ha potuto scorrere verso il mare senza difficoltà. Ma numerose vie si sono allagare, molte traverse di viale Aldo Moro erano un lago (fra queste via De Simone e via Pozzo). E’ stata chiusa via Escrivà, per via dell’allagamento del sottopassaggio. Sulla sopraelevata sud, recentemente asfaltata, sono comparse delle pericolose buche.
 L’emergenza è stata affrontata dall’unità di crisi della provincia. Alla fine, il presidente Pietrina Murrighile e l’assessore all’Ambiente Pierfranco Zanchetta sono soddisfatti. «C’è stato un coordinamento ottimo tra noi, la protezione civile, i vigili del fuoco, le forse dell’ordine, il 118, i volontari».
 Rispondere a tutti gli interventi, non è stato facile. Arrivavano richieste di soccorso da Budoni a La Maddalena, passando per Olbia, ovviamente.
 A Pittulongu i vigili, guidati da Paolo Nirta, hanno salvato una famiglia che era rimasta imprigionata nella propria abitazione circondata dall’acqua. In un’altra villa, hanno potuto solo fare la conta dei danni: un’area completamente allagata, un muro abbattuto.
 «E’ colpa di questo tombino troppo stretto, praticamente il fiume è andato a sbattere su una diga. Lo abbiamo segnalato al Comune, non abbiamo mai avuto una risposta» dice il proprietario Matteo De Turco.
 Disagi anche a Loiri, dove a tarda sera la giunta comunale ha dichiarato lo stato di calamità, chiedendo l’intervento della Regione, dello Stato, per via dei danni a Vaccileddi, Porto San Paolo e Porto Taverno.
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 05 NOVEMBRE 2008

La casa ancora sott’acqua si incatena davanti al Comune

29 incat 051108OLBIA. Le mani intrecciate intorno a un palo a cui si aggrappa con tutta la sua disperazione. Il volto segnato da una notte senza sonno, il corpo stretto da una catena di ferro. Carla Moretti Bazzoni ha combattuto per troppe ore contro il diluvio. Contro il fiume che entrava nella sua casa di via Pozzo. Persa la sua battaglia non le restava che protestare contro l’immobilismo delle istituzioni. Si è incatenata davanti al Comune.
 La casa è invasa, di nuovo sott’acqua. Finite le promesse, le speranze, le buone intenzioni. Protesta civile davanti a un mondo incivile che si è dimenticato di lei. Piange, esausta, come chi non ha più forze per lottare. Le sue parole sono un distillato di disperazione. «Basta, non ne posso più. Mi devono aiutare. La mia casa è sempre allagata. Anche quando non piove. L’ho costruita per prima più di 30 anni fa. Il Comune ha fatto le condotte per l’acqua più in alto rispetto alla mia abitazione. Il risultato lo possono vedere tutti. La mia casa è sempre sott’acqua, ora c’è più di un metro di fango e nessuno viene a darmi una mano. Sono stanca anche di protestare e ricevere inutili promesse. Mi sono incatenata, avevo pensato di lanciarmi dal traghetto».
 Dal portone del municipio spunta il sindaco Gianni Giovannelli. La ascolta. Le parla. Una trattativa che dura oltre mezzora. Giovannelli assicura che si occuperà della sua casa. Alla fine riesce a convincerla. La donna si slega e va via con il primo cittadino. (l.roj.)

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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 05 NOVEMBRE 2008

L’INDUSTRIA DEL MATTONE

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L’accusa. Gli istituti non accettano i documenti presentati dalle aziende edili

«Le banche hanno chiuso i rubinetti alle imprese»

La denuncia di un’economia vicina al tracollo arriva dal capogruppo Pd Rino Piccinnu

 15 ol banche 051108

OLBIA. Fragili come mattoni. Le imprese edili boccheggiano, cominciano a sentire il fiato corto di un’economia in apnea. A levare ossigeno alle aziende sono le banche che hanno tagliato l’accesso al credito. Un po’ colpa della crisi internazionale, 14 ol banche 051108molto colpa della burocrazia. Il mostro invincibile fa diventare ancora più complicato sopravvivere all’esplosione della bolla immobiliare. Si sfarinano le imprese più grandi, quelle che puntano a costruire i palazzi. Per loro non è più possibile avere denaro dagli istituti di credito. Si spezza un anello della catena di montaggio e l’ex indistruttibile fabbrica del cemento rischia di andare in crash.
 Tutta colpa del Duaap. Non è una marca di detersivo, ma la dichiarazione unica autocertificativa per le attività produttive. Sigla complicatissima che dovrebbe rendere facile la vita per le imprese. Per spiegarla semplice semplice se un’impresa deve costruire un palazzo o un residence con più di 10 appartamenti può presentare il progetto e un’autocertificazione, il duaap, a uno sportello del Comune, il Suap. Al di là della scarsa fantasia di chi inventa le sigle, nel duaap chi ha fatto il progetto e il proprietario certificano che l’opera da costruire è conforme a tutte le leggi e le regole previste da Stato e Regione. Il Comune ha 20 giorni per fare obiezione. Se non si pronuncia si può iniziare dopo tre settimane a costruire. Tutto senza presentare ulteriori pratiche o attendere che l’amministrazione dia il via libera. Una trovata geniale della Regione che vuole snellire con questo sistema i tempi al moviolone della burocrazia. Tutto perfetto. O quasi. Perché tra i sogni di cemento e la realtà si mette di mezzo di nuovo il tiranno, la burocrazia, che questa volta ha indossato i panni del pignolo bancario. Sulla carta basta presentare il duaap alla banca per ottenere i fondi per costruire. Solo sulla carta, perché in realtà nessun istituto di credito apre la borsa per concedere un euro. Più taccagno di una massaia alla terza settimana.
 La denuncia arriva dal capogruppo del Pd in consiglio, Rino Piccinnu. «Il mondo delle imprese edili è in profonda crisi - spiega -. Tutta colpa delle banche che si rifiutano di concedere credito a chi si presenta con il duaap. È un autocertificazione con cui il Comune dà la possibilità al privato di costruire. Ma per la banca non ha nessun valore. Ci si ostina a chiedere la concessione edilizia. Ma non esiste più per questo tipo di costruzioni». Piccinnu lancia l’allarme. «Non si deve sottovalutare l’importanza di questi imprenditori che investono forti cifre per costruire in città - continua -. Sono la spina dorsale del nostro sistema. Se si taglia questa fetta dall’accesso al credito ci sarà un effetto domino che si abbatterà su tutti. Al di là dei singoli casi non comprendo l’atteggiamento degli istituti di credito. Non si può disapplicare una legge dello Stato. Ho parlato con l’assessore regionale all’Industria, Concetta Rau, e lei mi ha confermato che basta presentare il Duaap in banca per avere i finanziamenti». Il consigliere comunale spera in un cambiamento di rotta da parte delle banche. «Il momento economico non è semplice - conclude -. La crisi si fa sentire anche nella dinamica Gallura. Alla base mi sembra evidente che manchi un’attenta valutazione da parte delle banche dell’importanza delle imprese edili nel territorio per quello che riguarda le ricadute economiche e l’occupazione». Lo sportello è stato creato dall’amministrazione ed è stato accolto con entusiasmo da parte delle aziende. Taglia tutti i tempi morti della burocrazia. In meno di un mese si può cominciare a costruire se si hanno le carte in regola. Ma il velocissimo sportello rimane inchiodato se a far girare il motore della macchina non c’è la benzina.
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 05 NOVEMBRE 2008

Il Comune cerca aree per case popolari

Il sindaco Gianni Giovannelli spiega la ricetta per uscire dall’emergenza

17 ol case 051108 OLBIA. Nessuna paura di fare flop. Di non avere capito il cuore e la pancia della sua città. Il sindaco, Gianni Giovannelli, è sicuro di avere trovato la ricetta giusta per uscire dall’emergenza case popolari e si prepara al colpo da maestro per chiudere la partita.
 Anche lui resta un po’ spiazzato dal fallimento del piano della Regione che non ha trovato nessuno disposto a vendere il proprio immobile. Il mercato è in affanno, ma nessuno sembra pronto a rinunciare alla propria casa.
 L’amministrazione fa tesoro della risposta inaspettata all’offerta speciale. Il sindaco ora propone la sua ricetta. «Non sottovalutiamo l’emergenza casa - spiega -, ma dobbiamo muoverci in un mercato complesso come quello cittadino. Non c’è una sola spiegazione del perché nessuno abbia voluto vendere alla Regione. L’amministrazione ha seguito una strada differente che già dà i suoi frutti. Abbiamo individuato alcune aree. Alcune le stiamo per acquisire. Una è nella zona di Murta Maria e verrà ceduta a una cooperativa che realizzare appartamenti in edilizia popolare convenzionata. Presto faremo lo stesso anche con altri terreni per cui siamo in trattativa. So che ci sono tante richieste e lavoriamo per dare una risposta a tutti. Per anni la strada dell’edilizia convenzionata è stata abbandonata. E in parte anche con buone ragioni. In passato questo tipo di scelta ha dato luogo a clamorosi insuccessi. Spesso le cooperative fallivano o i progetti si arenavano. Cercheremo di essere vigili. Nello stesso tempo offriremo zone edificabili all’Area, l’ex istituto delle case popolari». Il tentativo dell’amministrazione è tamponare la situazione difficile in cui si trovano molte famiglie. Sul tavolo dell’amministrazione 400 richieste per una casa popolare. Segno che in città c’è ancora fame di alloggi. Ma il paradosso continua e accanto a tanti che chiedono una casa continuano a nascere palazzi, quartieri che restano chiusi, o al massimo sono popolati per tre mesi all’anno. Una città a due velocità. Quella della necessità e quella dell’opulenza. L’emergenza è stata riportata al centro del dibattito dal consigliere del Pd Carlo Careddu. Ora tutto il gruppo presenterà un’interrogazione per capire le intenzioni dell’amministrazione. (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 05 NOVEMBRE 2008

Allevatori in strada contro la blue tongue

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 OLBIA. Preparano la marcia sulla città per protestare dopo otto anni di convivenza forzata e indesiderata con la peste blu. I coltivatori della Coldiretti con 30 trattori partiranno questa mattina alle 9 dalla Olbia-Monti, mentre un secondo corteo prenderà il via da Tempio e si congiungerà al primo, per protestare contro otto anni di silenzio delle istituzioni che ora ha portato le aziende zootecniche sull’orlo del fallimento. La blue tongue ha bloccato la movimentazione degli animali e il vaccino per ora ha distrutto solo i conti delle imprese della Gallura. «Scendiamo per strada a difesa delle imprese agricole del nord-est. Il comparto del bovino - spiegano i responsabili di Coldiretti - è uno dei settori più importanti per l’economia agricola del nord Sardegna, ma rischia ogni giorno di più il tracollo per la mancanza di chiarezza nelle regole e per l’assenza della Regione. La Sardegna è l’unica regione che per vaccinare contro il sierotipo 1 utilizza prodotto vivo che ha bisogno di un richiamo e tempi lunghi. Abbiamo più volte fatto presente la situazione estrema alle istituzioni. È stato richiesto un tavolo di confronto con l’assessorato regionale alla Sanità, e un tavolo tecnico urgente al Prefetto di Sassari. La lingua blu ha messo in ginocchio centinaia di imprese agricole galluresi. Avevamo annunciato la volontà di bloccare i cantieri per il G8 della Maddalena, ma davanti all’immobilismo delle istituzioni e alla prostrazione delle imprese scendiamo per strada a gridare tutto il nostro dolore».
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 05 NOVEMBRE 2008

Studenti-attori recitano «Nino» un corto sulla vita di Gramsci

19 ol attori 051108 20 ol attori 051108 21 ol attori 051108

40 ol attori 051108di ALESSANDRO PIRINA
 OLBIA. Per tutti è il filosofo, il politico, uno dei più grandi pensatori del Novecento. Ma per i genitori e gli insegnanti era semplicemente Nino. L’infanzia e l’adolescenza di Antonio Gramsci sono protagoniste di un cortometraggio realizzato dal regista Giovanni Ambrosino e interpretato da un gruppo di studenti olbiesi. Il film è finanziato dalla Regione con i fondi della legge istitutiva di «Sa Die de da Sardigna».
 All’iniziativa hanno preso parte diverse scuole dell’isola, che sono state tutte chiamate a realizzare un corto sulla figura di Antonio Gramsci.
 Il liceo classico di Olbia, che, tra l’altro, porta proprio il nome del fondatore del Partito comunista italiano, ha voluto puntare sulla gioventù gramsciana, sul suo rapporto con la scuola, su quella genialità che già iniziava a intravedersi quando lui ancora sedeva dietro il banco. «Nino», è il titolo del cortometraggio, ha visto impegnati sul set con grande passione gli studenti liceali insieme ai bambini della scuola elementare di San Pantaleo, già diretti da Ambrosino in una precedente occasione. Tutta l’adolescenza di Gramsci è stata tratta dai «Quaderni dal carcere», che l’autore scrisse durante la prigionia fascista, che, durata al 1929 al 1935, minò fortemente la sua salute e lo condannò a morire ad appena 52 anni.
 A interpretare il politico e filosofo sardo sono nell’ordine Nicolas Fontana, Giovanni Filigheddu e Antonello Chessa: il primo nel ruolo di Nino bambino, il secondo da adolescente, il terzo il Gramsci adulto. I genitori, invece, hanno il volto di Emilio Esposito e Maria Vittoria Pischedda, mentre Oreste Morano è il professore e Sara Guddelmoni la domestica. Gli altri interpreti sono Valeria Azara, Federica Demuru, Sara Falchi, Maria Farina, Serena Misuraca, Erica Ruzzittu, Carlo Piccinnu e Alessandro Pirina, più la partecipazione straordinaria degli alunni della scuola primaria di San Pantaleo.
 Il cortometraggio, a cura di Gianfranco Saba e con le musiche originali di Leonardo Mattana, sarà presentato il prossimo 15 novembre al Liceo classico alla presenza di Maria Antonietta Mongiu, assessore regionale alla Pubblica istruzione.
 Tra gli altri interverranno il sindaco Gianni Giovannelli, la presidente della Provincia Pietrina Murrighile, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Armando Pietrella e lo storico Manlio Brigaglia. Dopo la proiezione seguirà una tavola rotonda che coinvolgerà i giovani protagonisti del corto, attori per un giorno.
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 da La Nuova Sardegna LUNEDÌ, 03 NOVEMBRE 2008

Polemiche sul fallimento della trattativa per il costo del lavoro, le versioni dei sindacati Anpac e Up

Crisi Meridiana, i piloti al contrattacco

«Difficoltà finanziarie? La responsabilità è solo del management»

3 meridiana 031108OLBIA. Diventa sempre più duro lo scontro tra i dipendenti e i manager Meridiana dopo la notizia che la compagnia aerea avrebbe enormi problemi di liquidità, tanto che gli stipendi di novembre e dicembre sarebbero a rischio. Questa volta sono i piloti a scendere in campo raccontando un’altra e diversa verità (rispetto ai dirigenti) sulla trattativa sul costo del lavoro. «Non si può addebitare ai piloti il fallimento del negoziato per aver disertato gli incontri - si legge in una nota diffusa dalle organizzazioni Anpac e Up - la realtà, invece, è che il piano industriale è stato rifatto tre volte e che gli incaricati aziendali al tavolo non solo hanno sottoscritto per l’ennesima volta impegni che non hanno rispettato, ma si sono dimostrati privi di idee e di mandati, tanto da chiedere alle rappresentanze dei piloti di avanzare progetti o proposte». «Inoltre - aggiungono le organizzazioni sindacali - l’azienda ha tergiversato a lungo sulla convocazione degli incontri probabilmente nella speranza che la trattativa sul costo del lavoro Alitalia-Cai si definisse in tempi brevi e quindi avere un riferimento su cui poggiare i propri budget e quindi le richieste ai sindacati».
 Secondo i piloti «la responsabilità dello stato di crisi in cui verserebbe l’azienda va addebitata direttamente all’amministratore delegato, Gianni Rossi, che ha sfruttato dopo il suo insediamento un volano positivo generatosi da scelte operate negli anni precedenti ma che non ha saputo investire con lungimiranza quella ingente liquidità che si era venuta a creare alla fine del 2006».
 Sotto accusa c’è soprattutto l’acquisizione di Eurofly e le ripetute iniezioni di liquidità e di energieche hanno via via dissanguato Meridiana. «A fronte di questa politica scellerata - concludono Anpav e Up - non è stata realizzata alcuna operazione significativa di mercato, né sono stati fatti investimenti strategici come il cambio della flotta per contenere i consumi di carburante, cioè la voce più significativa del bilancio».
 Insomma, i piloti respingono le accuse e ribadiscono la loro disponibilità a discutere «tutti gli argomenti atti a contenere il costo del lavoro e non solo gli stipendi, trattativa cui l’azienda si è sottratta forse con il subdolo obbiettivo di smantellare a poco a poco la realtà industriale sarda e trasferire la sua ricchezza altrove, magari nella nuova controllata del Nord. (m.b.)
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da La Nuova Sardegna LUNEDÌ, 03 NOVEMBRE 2008

Giallo risolto, l’auto in fuga è di una casalinga

I carabinieri identificano la proprietaria, denunciata per omissione di soccorso

5 ol 031108di Luca Rojch

 OLBIA. Qualcuno già dava la caccia al mostro. All’uomo che senza tatto e cortesia era andato via dopo avere urtato contro uno scooter e avere lasciato una donna ferita per terra in via Apulia, nella parte alta di via Vittorio Veneto. Ma la realtà ha una sua sottile ironia. A salire sull’auto e andare via dopo lo scontro è una placida casalinga di 50 anni di Olbia. I carabinieri ci hanno messo meno di 24 ore per risolvere un giallo pallido pallido e a identificare la donna.
 È lei la proprietaria della Punto grigia che nell’incrocio tra via Apulia e via Ferula si è scontrata contro uno Scarabeo. Ad avere la peggio è stata la signora di 48 anni a bordo dello scooter. Per lei una frattura scomposta della gamba sinistra. La ricostruzione dei fatti la fanno i carabinieri della compagnia di Olbia, guidati dal capitano Luigi Bramati. Lo scontro all’incrocio di due traverse, via Apulia e via Ferula, nella anonima scacchiera di strade che si intrecciano nella parte alta di via Vittorio Veneto. L’auto e la moto si sono toccate poco dopo uno stop. La donna è a bordo dello Scarabeo è volata via. Per lei la frattura di tibia e perone. La casalinga è scesa dalla Punto. Le due, scosse e spaventate, hanno discusso in modo concitato. Alla fine la donna è risalita sulla sua macchina ed è andata via senza forse neanche rendersi conto del suo gesto. Qualcuno dei testimoni ha preso una parte dei numeri della targa della Punto grigia. Il resto lo ha fatto l’attento e certosino lavoro di intelligence dei carabinieri. Hanno fatto una scrematura attenta delle 20 punto grigie che cominciavano con quelle lettere. In meno di 24 ore i militari hanno identificato la proprietaria dell’auto. Per lei è scattata la denuncia a piede libero per omissione di soccorso. La signora con discrezione è stata convocata in caserma e là ha raccontato i dettagli della sua mattinata al volante.
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 da La Nuova Sardegna LUNEDÌ, 03 NOVEMBRE 2008

Scontro tra via Imperia e via Monferrato: un ferito

Panda contro Punto nell’incrocio a rischio

4 ol 031108OLBIA. Solo feriti lievi nello scontro tra due auto, una fiat Panda grigia nuovo modello, e una Punto verde, all’incrocio tra via Imperia e via Monferrato. L’incidente è avvenuto verso le 13. La panda grigia ha preso sullo sportello anteriore sinistro la Punto. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i volontari del 118 e i vigili del fuoco. Gli uomini del 115 hanno spostato le auto e sono intervenuti per divincolare il groviglio di lamiere. Poi sono intervenuti i volontari del 115 e hanno soccorso il guidatore della Punto. Per lui nulla di grave solo qualche graffio e un trauma cervicale. La zona Bandinu è una di quelle ad alto rischio di scontri. Sulle vie principali si innestano diverse vie laterali. Spesso basta un attimo di distrazione o una scarsa conoscenza della segnaletica per centrare in pieno un’altra macchina. A rendere ancora più pericolose le vie è la scarsa illuminazione che in molte strade del quartiere dovrebbe essere potenziata per garantire una maggiore visibilità per gli automobilisti e più sicurezza per tutti i residenti.
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  da L'Unione Sarda Domenica, 02 Novembre 2008
Continuità. Alitalia firma la convenzione e invia tutto all'Enac
Meridiana, spettro cassa integrazione
Il management valuta possibili tagli all'attività e addetti

Alitalia firma subito la convenzione per la continuità territoriale e consegna tutto all'Enac, Meridiana firma e Air One temporeggia. Non solo. La compagnia di Olbia finisce in mezzo alla tempesta: tra i lavoratori aleggia lo spettro della cassa integrazione o, peggio ancora, della mobilità. Dopo la rottura delle trattative con i sindacati, il clima in Meridiana si fa pesante: la compagnia è sempre più in difficoltà soprattutto nel risanare la controllata Eurofly, a cui serve un sostegno finanziario per andare avanti.
CONTINUITÀ La partita della continuità va verso la conclusione, anche se potrebbero esserci clamorose novità. Alitalia, infatti, ha già sottoscritto la convenzione e ha inviato la documentazione a Enac per poter operare sulle rotte in regime di continuità territoriale tra la Sardegna e gli scali di Roma e Milano (la compagnia pubblica viaggerà solo da Cagliari con due voli al giorno per Fiumicino e uno per Linate), mentre Meridiana (aveva presentato una proposta anche Eurofly) ha firmato ma i documenti non sono ancora negli uffici dell'ente romano. C'è tempo fino a domani, e solo allora, secondo alcune indiscrezioni, Air One farà sapere se coprire le rotte con la capogruppo oppure se volare con la controllata Air One CityLiner, considerata idonea dal Tar, che ha respinto il ricorso di Meridiana. La scelta potrebbe ricadere sulla società più piccola perché questo permetterebbe ad Air One di avere un surplus di slot (le autorizzazioni di volo) da utilizzare sul mercato. Inoltre, la compagnia vorrebbe anche attendere che si chiarisca meglio cosa accadrà nella nuova Alitalia targata Cai.
CASSA INTEGRAZIONE Intanto, i rapporti interni tra Meridiana e i sindacati si fanno sempre più difficili. Dopo l'acquisto di Eurofly, la società di Olbia è dovuta intervenire più volte a sostegno della compagnia controllata. E le operazioni finanziarie pesano non poco sui conti di Meridiana, nonostante la compagnia possa vantare una situazione debitoria quasi inesistente e negli anni passati abbia sempre chiuso con bilanci in attivo. Ora, però, le cose stanno diversamente: la crisi economica, l'aumento della concorrenza da parte delle low cost e soprattutto il probabile matrimonio tra Alitalia e Air One pesano sul futuro della società che chiede sacrifici ai lavoratori. Alcune settimane fa, il consigliere di amministrazione delegato da Meridiana ai rapporti sindacali, Claudio Miorelli, ha proposto ai rappresentanti dei lavoratori di rivedere i contratti per ridurre il costo del lavoro e rafforzare la compagnia sul mercato. Allo stesso tempo, l'azionista di maggioranza, l'Aga Khan, farebbe la sua parte per l'avvio di un nuovo piano industriale, con un consistente investimento per il rinnovo della flotta, in modo da rendere la compagnia appetibile e avviare la ricerca di un forte partner internazionale (i contatti con numerose compagnie europee vanno avanti da mesi).
Nessuna crisi di liquidità fino ad ora, dunque, ma prospettive non proprio rosee. Tanto che il management della società avrebbe iniziato a discutere nei giorni scorsi quali azioni mettere in campo: mollare Eurofly al suo destino non è più possibile, perché trascinerebbe in un eventuale fallimento anche Meridiana. Eurofly, peraltro, ha costi operativi più bassi della capogruppo. Ecco perché, il management sta valutando anche la possibilità di chiedere la cassa integrazione o la mobilità per i dipendenti e spostare magari altre attività verso la controllata.

GIUSEPPE DEIANA
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da L'Unione Sarda Domenica, 02 Novembre 2008
I sindacati. L'Anpav chiede alla compagnia di Olbia un confronto
«Troppi silenzi dalla società»
 

Da troppo tempo si parla di un piano industriale che Meridiana vuole avviare in tempi brevi, senza però che veda la luce. E i sindacati iniziano a lamentare questi ritardi. Non solo. Protestano anche per il silenzio della società dopo che a metà ottobre era stato lanciato un messaggio chiaro e urgente ai rappresentanti dei lavoratori, per chiudere la trattativa entro la fine del mese.
ANPAV «Un silenzio sospetto quello della dirigenza Meridiana, dopo una fase nella quale sembrava che tutti i protagonisti, proprietà, sindacato e management avessero imboccato un percorso di decisioni e confronti per dare un futuro al Gruppo», afferma Massimo Muccioli, presidente di Anpav, l'associazione degli assistenti di volo, aggiungendo poi che «da qualche tempo sembra sia calato il silenzio». Secondo il sindacato, il Piano industriale e le scelte conseguenti, dopo una prima fase di confronto, «hanno purtroppo registrato rigidità del management, che certo non hanno favorito l'adozione di azioni positive. Assistiamo adesso a un atteggiamento dilatorio che non prelude a nulla di buono». L'Anpav denuncia anche «tagli di attività striscianti, utilizzo del personale in forma parziale e la rinuncia alla difesa del mercato storicamente di Meridiana», scelte che «indicano che anche in questa realtà ci troveremo di fronte a tentativi di far pagare il conto ai lavoratori».
CGIL Ogni volta che si avvicina l'avvio di un nuovo regime di continuità territoriale, aggiunge il segretario regionale della Filt-Cgil, Alessandro Bianco, «si registrano queste richieste: è il solito ricatto». Secondo Bianco, si tenta di tornare al libero mercato. «L'azienda parla di difficoltà: ebbene le verificheremo», aggiunge ancora Bianco, «non è possibile parlare di crisi quando nell'isola si registrano incrementi del traffico. Nonostante questo si chiedono sacrifici per i lavoratori». La Cgil, inoltre, teme che si ripeta la vicenda di Alitalia: «Quando venne esclusa dalla continuità si sbarazzò di 120 lavoratori che operavano nello scalo di Cagliari e ora torna tranquillamente nello scalo di Elmas. È la dimostrazione che i lavoratori debbano essere assunti dalle società di gestione, così le compagnie possono andare e venire senza ricadute occupazionali».
I sindacati, dunque, chiedono che il dialogo riprenda, mettendo da parte, conclude Muccioli, «veti incrociati, incapacità al dialogo da parte dell'azienda, mancata percezione da parte di tutti che le decisioni devono essere chiare, condivise ed efficaci. L'Anpav non può assistere passivamente al tramonto pilotato di Meridiana» e minaccia una nuova mobilitazione.

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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 31 OTTOBRE 2008

LA NUOVA VITA DEL CENTRO STORICO

Corso Umberto sogna una passeggiata coperta

Il progetto è già stato presentato al sindaco: solo pedoni sotto la cupola di vetro

1 ol corsso 311008 2 ol corso 311008 4 ol 311008 3 ol corso 311008

 di Marco Bittau

OLBIA. Il progetto si chiama «Olbia domani» e già il nome è tutto un programma. Una passeggiata coperta, elegante e ambiziosa che, se realizzerà l’impresa di uscire dal libro dei sogni, proietterà il corso Umberto nell’olimpo dei grandi centri storici d’Italia. Il progetto, ovviamente, presuppone il traffico limitato (la ztl, estiva o invernale che sia) e ne costituisce uno sviluppo ulteriore. I promotori (il ristoratore Adriano Guernieri, Claudio Piergianni e Paola Pili) nelle scorse settimane lo hanno illustrato al sindaco Gianni Giovannelli. Inevitabilmente farà discutere e anche sognare gli olbiesi.
 L’idea è quella di realizzare una passeggiata coperta nelle vie del centro, dal corso Umberto a via Porto Romano e via Regina Elena. Una grande galleria capace di trasformare il centro, triste e desolato con l’eccezione dei mesi estivi, in un salotto brulicante di negozi e ristoranti, di bar e locali di ogni genere con tavolini e sedie sui marciapiedi dove i passanti possono intrattenersi piacevolmente bevendo un caffè, leggendo un giornale e visitando le boutique. Tutto questo, naturalmente, a disposizione in qualunque stagione e a qualunque ora del giorno, senza temere né la pioggia né il sole. La copertura prevista nel progetto, realizzata in acciaio e vetro ad arco ribassato oppure a botte, potrebbe occupare solo la sede stradale con il sostegno di apposite colonne metalliche, oppure in alcuni tratti ancorarsi direttamente da un fabbricato all’altro. Negli incroci o negli slarghi delle strade si potrebbero realizzare delle cupole creando spazi di intrattenimento. Inoltre, alcuni tratti potrebbero essere realizzati con pannelli fotovoltaici che permetterebbero di sfruttare l’energia solare per garantire corrente elettrica ai lampioni nelle vie del centro e persino l’acqua calda per gli esercizi commerciali che si affacciano nella passeggiata.
 «Il progetto è ambizioso, - spiegano Adriano Guernieri, Paola Pili e Claudio Piergianni - potrebbe dare un volto nuovo e una nuova vitalità alla città. L’idea è nostra, ma in qualche modo è stata suggerita dalle realizzazioni simili presenti un po’ dappertutto nel mondo, che affondano le radici nei fascinosi passage parigini del Settecento. Si pensi a Milano, a Palermo, a Napoli, a Genova a Firenze, a Roma e a Torino, per non parlare di Londra, Istanbul, Praga, Vienna e Bruxelles. Certo, il paragone tra Olbia e queste grandi città è improbabile, ma sognare non è vietato. Perciò sarebbe bello se un giorno non troppo lontano, gli abitanti potessero ricominciare a vivere il centro storico rituffandosi nelle piazze e nelle strade colme di gente, nella cornice degli antichi palazzi, magari ristrutturati. Anche i turisti appena sbarcati dalle navi da crociera non vagherebbero smarriti per le vie del centro, ma sarebbero accolti da una città finalmente gradevole e ospitale, che troppe volte hanno visitato solo di passaggio perché non aveva nulla da offrire per attrarre la loro attenzione».
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 31 OTTOBRE 2008

L’INTERVENTO

Giua: «Diamo all’Expo un compito preciso per la sua rinascita»

5 ol expo 311008OLBIA. Il futuro dell’Expo finisce all’asta. La proposta trasformare la società di proprietà del Comune in una versione superlusso e antitecnologica di e-Bay raccoglie un timido consenso da parte del presidente, Gian Mario Giua. Non che il numero uno della società non gradisca il contributo di idee arrivato dal consigliere comunale Angelo Pagano, che ha lanciato la proposta. Ma Giua è preoccupato dai costi di gestione della partecipata, che non chiude da oltre tre anni i bilanci in attivo. Il presidente che ha tagliato qualsiasi costo per l’impresa è pronto a sostenere l’ipotesi, ma a patto che sia a costo zero per la società di via Porto Romano. «Ringrazio Pagano per il suo contributo - dice Giua -. Per noi che amministriamo una realtà piccola, ma con diverse difficoltà come l’Expo è importante l’apporto di tutti. In modo particolare da chi come Angelo è stato per anni amministratore dell’Expo, nella gestione che ha lasciato a noi l’eredità amministrativa».
 Giua è convinto che sia necessario dare una direzione precisa sul ruolo dell’Expo. «Prima è necessario capire su cosa puntare - continua -. Non credo che l’Expo possa essere un soggetto buono per tutte le attività. La società è nata nel 2000 per gestire la struttura al centro della città. Il nostro territorio non ha grandi risultati dall’attività dei congressi. A dimostrarlo anche i nostri concorrenti». Il presidente vuole riuscire nel miracolo. Chiudere i bilanci in attivo. Obiettivo in cui nessuno dei suoi predecessori è riuscito. «L’Expo non deve pesare sulle casse del Comune come è accaduto in passato. La società è stata usata anche come veicolo dell’offerta turistica del territorio, ma con la presenza dell’Stl questo compito è passato di mano. Non sono contrario alla proposta di Pagano. Bisogna fare in modo che questa attività sia conciliabile con le altre. Ma vorrei esser chiaro su un aspetto. Il mio consiglio di amministrazione ha avviato un percorso di risparmi che deve portare a bilanci in salute. Apprezziamo il contributo di tutti ma non vogliamo fare salti nel buio e caricare il peso di investimenti il cui profitto è tutto da verificare». (l.roj.)
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 31 OTTOBRE 2008

Una Ztl «ridotta» per i mesi invernali: i commercianti aspettano l’ordinanza

6 ol comm 311008 OLBIA. I commercianti chiedono una data. Vogliono sapere quando verrà riaperto il centro, perché non sono più disposti ad aspettare. Il sindaco non ha ancora stabilito il giorno, ma garantisce che ormai è cosa quasi fatta. «Ci sentiamo abbandonati - dicono i negozianti - e siamo stanchi di rimanere sospesi a una decisione solo annunciata». La pensano così anche gli aderenti al Cecco (comitato degli esercenti e dei cittadini di Olbia) e pure la Confcommercio che, proprio lunedì scorso, ha avuto un incontro con Giovannelli.

17 ol ZTL 250908
 «Sono andato a sollecitare l’applicazione degli accordi - ha raccontato Italo Fara, presidente della Confcommercio -: se è vero che non è stata comunicata una data ufficiale, è anche vero che non può passare un mese come se niente fosse. Lasciare le cose in sospeso ci lascia stupefatti».
 Ed ecco il sindaco: «La riapertura al transito delle auto sino alle 18, avverrà nel giro di pochi giorni. Se non sarà possibile per questo fine settimana, la sposteremo all’inizio della prossima. Stiamo continuando a valutare le offerte dei vari fornitori per l’arredo urbano - spiega Giovannelli -: accanto alla corsia di transito, verranno sistemate anche le fioriere. Se avessimo dovuto aprire il Corso senza fare alcun intervento, ci troveremmo di fronte ai parcheggi selvaggi e, dopo le 18, si genererebbe il caos».
 Mentre i commercianti attendono, altri problemi restano irrisolti. «Il Consorzio Centro Città non esiste da due mesi - ricorda Italo Fara -: abbiamo assistito alle dimissioni di massa, dopo le quali, però, c’è stato il vuoto». Il Cecco, che da questa vicenda è rimasto fuori, aggiunge: «Credo che tutti i commercianti, nell’affrontare una situazione negativa, siano riusciti a trarre un vantaggio: quello di essersi avvicinati, di aver cominciato a dialogare e di aver trovato una grande unità proprio sull’isola pedonale. Alla fine, dopo una divisione iniziale, tutti si sono resi conto che la Ztl funziona solo se ci sono i servizi. In attesa che ogni cosa promessa possa concretizzarsi subito - sostiene Antonella Meloni, presidente del Cecco -, ribadiamo che le nostre attività hanno bisogno di ossigeno. Questa Ztl è stata solo un danno. E quando dico che siamo compatti, sfido chiunque a trovare un commerciante che possa tracciare un bilancio positivo sull’isola pedonale che ci è stata regalata. E che non quella che tutti avremmo voluto». (s.p.)

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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 31 OTTOBRE 2008

ITALIA DEI VALORI

Inaugurato in via Nuoro il circolo cittadino

7 ol IDV 311008OLBIA. Inaugurato ieri sera il Circolo olbiese dell’Italia dei valori, intitolato ad Antonio di Pietro. Nella sede di via Nuoro, si sono dati appuntamento iscritti e simpatizzanti olbiesi e della provincia. Ospite d’onore il deputato Federico Palomba, leader sardo di Idv. Al suo fianco, al tavolo della presidenza, Giommaria Uggias, che ha annunciato il suo passaggio al partito durante la visita di Di Pietro in Sardegna, alcuni giorni fa. Con loro anche il coordinatore provinciale di Italia dei valori, Gianni Nieddu e il consigliere provinciale Pierpaolo Spano, anche lui neo iscritto al partito. Durante l’incontro sono state anche annunciate i luoghi e le date per la raccolta delle firme in Gallura sul referendum contro il lodo Alfano.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 31 OTTOBRE 2008

Moby interviene sul caso degli ascensori ostruiti dalle auto nel garage della nave

«Tante scuse alla passeggera disabile»

OLBIA. La Moby spa chiede scusa alla madre della bambina disabile che, lunedì sera, non è riuscita a salire a bordo della nave con la carrozzina perché gli ascensori erano ostruiti dai mezzi parcheggiati. «Abbiamo interpellato il comando di bordo per chiarire l’accaduto - ha precisato Eliana Marino, direttore commerciale della Moby -: la circostanza è stata difficile da gestire, poiché la cliente è arrivata all’imbarco con estremo ritardo, rispetto ai tempi indicati dal nostro regolamento, necessari proprio per organizzare l’imbarco in maniera efficiente e razionale. Al suo arrivo, infatti, l’imbarco era stato completato ed essendo gli spazi del garage tutti occupati, non è stato possibile sgomberare una maggior area di accesso agli ascensori, ideonei a far passare la carrozzella. Tale impossibilità derivava dal fatto che la nave era al completo e un eventuale sgombero avrebbe comportato la movimentazione, con sbarco e successivo reimbarco, non di uno ma di tutti i veicoli parcheggiati. La manovra avrebbe provocato un ritardo di ore sull’orario di partenza e di arrivo della nave. Per questa ragione - aggiunge Eliana Marino - il nostro personale ha più volte proposto alla signora di accedere mediante la scala mobile offrendo ogni tipo di assistenza. Purtroppo, questo, è stato considerato inaccettabile. Siamo spiacenti per lo sfavorevole epilogo dei fatti, per il quale rinnoviamo le nostre scuse». Un epilogo che aveva costretto la giovane madre e la sua bambina disabile a lasciare il porto senza prendere quella nave. Con la quale avrebbero dovuto raggiungere Livorno per poi andare a Bologna. Lì, la bambina, aveva un appuntamento con alcuni specialisti. Un viaggio necessario, dunque, che per ora è rinviato.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 31 OTTOBRE 2008

Per ora fa fede solo il piano sanitario regionale

Incontro sul San Raffaele, per conoscere le specialità si deve attendere ancora

12 ol san raf 291008OLBIA. Niente è deciso. E, sul San Raffaele, nessun passo in avanti è stato fatto. Le specialità che dovrà contenere l’ospedale di don Verzè, per ora sono quelle scritte nel piano sanitario regionale: se arriveranno altre proposte dalla fondazione San Romanello, dovranno essere valutate dalla Regione e dalla Asl di Olbia. Quest’ultima dovrà infatti stipulare con la struttura privata una serie di contratti. Cioè: accordi che serviranno a integrare l’offerta sanitaria evitando ai pazienti sardi di curarsi fuori dall’isola.
 L’incontro dell’altro ieri sera a Cagliari, a cui hanno partecipato i vertici del San Raffaele, i dirigenti dell’assessorato regionale della Sanità e il direttore generale della Asl 2 Giorgio Lenzotti, è stato dunque interlocutorio. E considerato che ci dovranno essere altre riunioni per definire quanti posti letto privati destinare alle varie discipline, si suppone che la “pratica” possa essere definita entro la fine dell’anno.
 Dal San Raffaele di Milano, nessuna dichiarazione. Parleranno solo a decisione prese, e a proposte fatte (e accolte). «I lavori, comunque, proseguono senza sosta - si limitano a dire da Milano: abbiamo sempre difeso e sostenuto il progetto del San Raffaele sardo e, nel rispetto di quella che è la volontà politica della Regione Sardegna, continuiamo a fare i nostri passi. Il nostro obiettivo è completare il rustico della struttura entro la primavera del 2009: un conto però è arrivare puntuali all’appuntamento, un altro è sapere esattamente che cosa dovrà contenere. La speranza, nella totale disponibilità, è quella di riuscire ad accorciare i tempi che restano».
 L’assessore Nerina Dirindin, che l’altro ieri non ha partecipato all’incontro perché impegnata in un’altra riunione, ha delegato i suoi dirigenti affinché ribadissero che, per il momento, l’offerta che dovrà garantire il San Raffele sardo sarà quella contenuta nel piano sanitario regionale.
 Per le ulteriori proposte che arriveranno, dunque, ci sarà da attendere ancora.
 Quindi, al momento, la situazione è ferma a un centro ospedaliero specializzato nella ricerca, che dovrà operare nell’area medica e nell’area chirugica rispettando le discipline specialistiche operanti all’interno delle aziende sanitarie sarde.
 «In particolare, nel San Raffaele di Olbia - si legge testualmente nel piano sanitario -, si prevede la presenza nell’ambito della nefro-oncologia (con un’attenzione all’indirizzo oncologico), delle neuroscienze, della chirurgia vascolare, nonché di un centro dialisi (a supporto dell’attività che viene svolta nei periodi di massima affluenza turistica). L’attività specialistica ambulatoriale è sviluppata esclusivamente nelle specialità per le quali è prevista l’attività di degenza nell’ospedale privato». (s.p.)
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 31 OTTOBRE 2008

I volontari di Porto Rotondo in servizio nella nuova sede

8 PROT 311008 9 prot 311008OLBIA. Le sirene del 118 ritornano a suonare. Le ambulanze della “Squadra emergenza 24” hanno ripreso il loro servizio. Un piccolo miracolo della diplomazia. I volontari erano rimasti da qualche settimana senza sede. Dopo la convivenza impossibile con il padrone di casa erano stati costretti a sospendere il servizio. Ambulanze ferme e tutta la zona tra Rudalza e Porto Rotondo rimasta senza copertura. In caso di emergenza le ambulanze dovevano arrivare da Olbia.
 Ora grazie all’impegno del conte Luigi Donà Dalle Rose i volontari hanno di nuovo una sede. Per ora è provvisoria. Vengono ospitati nel residence “Sa jaga bruiada”, a Porto Rotondo, ma ora sperano di avere una base operativa vera. In ogni caso ad aprile, con l’arrivo dei primi turisti, dovranno lasciare la struttura. Per ora si godono la loro casa che gli consente di ritornare a salvare vite umane. «Siamo felicissimi - spiega la presidente Monica Pagani -. Si riparte dopo uno stop forzato. Dal 18 ottobre abbiamo avuto tante persone che ci hanno dato la loro solidarietà. Abbiamo superato lo sconforto di questi giorni in cui abbiamo anche creduto di non potere più indossare le nostre divise. Vorrei ringraziare il sindaco Gianni Giovannelli, il conte Luigi Donà Dalle Rose, e il responsabile del consorzio Porto Rotondo, Paolo Manca. La presidente del comitato di quartiere di Rudalza, Ofelia Canu. L’elenco è lunghissimo quasi impossibile dire grazie a tutti uno per uno. Dai carabinieri al direttore del 118 Piero Delogu, al sindaco di Golfo Arnaci, Sergio Memoli». La soluzione potrebbe arrivare da un prefabbricato che i volontari hanno chiesto per costruire la loro base. Il consorzio ha già individuato l’area e il sindaco ha dato la sua disponibilità. «Nessuna difficoltà a concedere l’autorizzazione - spiega Giovannelli -. Ho già dato garanzie e da sempre sono vicino a tutti i volontari».(l.roj.)
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 31 OTTOBRE 2008

Il nuovo spettacolo di Claudio Rocco

Sabato c’è «Terra mia» la stella è Carla Denule

12 OL ballo 311008 OLBIA. Carla Denule è la protagonista di «Terra mia», il nuovo spettacolo musicale di Claudio Rocco, un lungo passato da collaboratore di Raffaella Carrà, che ne cura regia e coreografia. La giovane cantante di Oschiri (nella foto), già protagonista del gala di apertura delle Olimpiadi invernali di Torino, sarà sul palco guidata dalla sua orchestra e dalla compagnia dei «Danzatori dell’isola». Un grande evento in cui le tradizioni musicali sarde si accompagneranno ai movimenti della danza contemporanea, una coreografia suggestiva in grado di attirare anche quel pubblico giovane, che spesso rimane indifferente di fronte a manifestazioni di questo tipo. «Terra mia» è inserito nella rassegna «Un’isola in Festival», finanziata dalla Regione e organizzata dalla Provincia di Olbia-Tempio. Lo spettacolo si svolgerà in quattro tappe e attraverserà tutto il territorio gallurese. Si comincia il 1 novembre alle 21 a Liscia di Vacca al teatro Le Palme, poi l’8 la compagnia si sposterà a Tempio al Teatro del Carmine, mentre l’11 dicembre sarà di scena a Olbia al cineteatro. L’ultimo appuntamento sarà il 20 dicembre a San Teodoro. L’ingresso sarà sempre libero. (al.pi.)
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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 30 OTTOBRE 2008

Addio ai treni, ma non alle rotaie spunta la metropolitana leggera

2 ol ferr 301008 1 ol ferr 301008 Andrea Demuru

           3 ol ferr 301010

di TIZIANA SIMULA
 OLBIA. L’idea si snoda lungo i binari della ferrovia, rotaie non da smantellare ma da riutilizzare per continuare a tenere saldo il collegamento tra Golfo Aranci e Olbia, un tracciato dove la metropolitana di superficie potrebbe prendere il posto del treno. L’ipotesi è già diventata un progetto sulla carta, un disegno che delinea uno scenario tutto nuovo sul fronte del collegamento tra i due comuni.
 Tutto ciò, utilizzando strutture in gran parte esistenti, cioè l’attuale linea ferroviaria. L’ipotesi di realizzazione di una metropolitana di superficie tra Olbia e Golfo Aranci mediante il riutilizzo della rete ferroviaria è stata redatta dallo Studio d’equipe di Andrea Demuru e dallo Studio ingegneri Corrao, lo stesso gruppo di professionisti che attualmente sta predisponendo il progetto di raccordo ferroviario alla zona industriale di Olbia su incarico del Cines, titolari anche del progetto di circonvallazione ferroviaria esterna, passato dalla Comunità montana alla Provincia. L’idea è stata presentata qualche mese fa all’Autorità portuale, un lavoro svolto autonomamente dal gruppo di professionisti che potrebbe portare un ulteriore contributo alla diffusa discussione in atto nel territorio sul futuro delle Fs e del trasporto merci. Ciò anche alla luce della possibilità di finanziamenti europei e ministeriali per progetti che puntino al miglioramento della mobilità (già realizzati, ad esempio, a Sassari e Cagliari).
 In pratica, la metropolitana di superficie viene individuata dai progettisti come soluzione sostitutiva al trasporto passeggeri su treno nel comune golfarancino qualora il servizio merci venisse trasferito al molo Cocciani, con la conseguente disattivazione del tratto di linea ferroviaria di collegamento con Olbia. «Il tracciato ipotizzato - spiega Andrea Demuru - ripercorre la linea ferroviaria esistente che si snoda verso Olbia. Parte dalla stazione ferroviaria di Golfo Aranci e prosegue con fermate nelle diverse spiagge presenti lungo il percorso come Cala Sabina, Marinella e Porto Rotondo. Il servizio, quindi, avrebbe anche un importante risvolto sotto il profilo turistico facilitando gli spostamenti di residenti e turisti nelle località balneari, e non solo: la linea si collegherebbe anche col porto industriale, la zona di Pittulongu, l’Isola Bianca, il centro città, il nuovo ospedale di Tannaule e l’aeroporto, costruendo ex novo solo alcuni tratti di ferrovia».
 L’interscambio tra il treno e la metropolitana potrebbe avvenire nella zona di Tannaule all’incrocio tra la ferrovia e la circonvallazione stradale esistente, punto di deviazione per l’affiancamento della circonvallazione ferroviaria a quella stradale che proseguirà fino a raggiungere la zona a nord di Tilibbas, dove è previsto un altro interscambio passeggeri a servizio della città, del comune di Golfo Aranci, dei porti dell’Isola Bianca e Cocciani e delle spiagge di Pittulongu.
 «Il progetto, dunque -, aggiunge ancora Demuru - consentirà al traffico merci di passare fuori dal centro abitato di Olbia e allo stesso tempo di liberare il centro cittadino dal passaggio dei treni, rendendo inutile anche l’arretramento della stazione ferroviaria in quanto l’attuale stazione è più che adeguata a svolgere le funzioni del nuovo servizio».
 La metropolitana utilizzerà i binari incorporati nella sede stradale, affiancandosi tranquillamente in sede propria alle auto, così come accade esattamente in viale Italia, a Sassari. Una soluzione che rientra nell’ambito di un sistema di trasporto sostenibile, a basso impatto ambientale e con rilevanti risparmi energetici. Un progetto, quello della metropolitana, che consentirebbe attraverso un unico intervento di migliorare la mobilità cittadina e ricongiugere le due parti di Olbia, oggi divise.
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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 30 OTTOBRE 2008

«La centrale del gas se la tenga Olbia»

4 ol gas 301008

L’assessore Pina Delrio respinge con sdegno l’idea

A fare la proposta il consigliere comunale Marco Varrucciu, Pd

di FEDERICO SEDDA
 OTTANA. La proposta choc del consigliere comunale Marco Varrucciu (Pd), lanciata qualche giorno fa nel corso della presentazione all’Expo di Olbia del metadonotto Galsi, che porterà il metano dall’Algeria a Piombino attraversando la Sardegna, non è passata inosservata a Ottana. Ed è subito polemica. A rispondere per le rime ci pensa, a nome della giunta, l’assessore al Lavoro, Pina Delrio.
 L’assesore rimanda la proposta al mittente. «Spiace davvero - dice l’assessore - che alcuni amministratori di Olbia facciano esternazioni con un sottofondo di disprezzo nei confronti del nostro territorio. Successe già un’altra volta, quando un ex sindaco alle prese con la gestione dei rifiuti del suo Comune, sostenne il progetto della Regione di realizzare il termovalorizzatore a Ottana, pur di allontanarlo dal suo territorio. Ora ci riprovano proponendo, come ha fatto un consigliere comunale, di realizzare a Ottana la centrale del gas». A lanciare l’idea era stato Marco Varrucciu, consigliere comunale del Pd e strenuo oppositore della centrale Galsi a Olbia per il rilancio del gas verso la penisola. Un progetto su 19 ettari e 23 mila metri cubi, con tubi di un metro e 20 centimetri di diametro, temperature di 50 gradi, più i decibel di rumore e alta pressione. Un sistema, insomma, non certo bucolico per rilanciare il gas oltre Tirreno. «La stazione del gas - ha detto Varrucciu - dovrebbe essere realizzata in un’area già degradata e non in una ancora vergine. Noi non la vogliamo. Spostiamola a Ottana». La reazione degli amministratori di questo centro, già alle prese nei mesi scorsi con il termovalorizzatore proposto dalla Regione e rifiutato dalla popolazione, non si è fatta attendere. «Ancora una volta - ribatte Pina Delrio - da Olbia, gridando al degrado, arriva la soluzione che, guarda caso, è come la precedente: costruitela a Ottana la centrale del gas. Il tutto, non per un impeto di generosità verso il nostro territorio, ma con l’atteggiamento di chi ha individuato ancora la soluzione della discarica a cielo aperto: fatela pure, ma non nel mio orto». Detto questo, Pina Delrio la butta sull’ironia: «Avremmo potuto volentieri decidere di ospitare l’impianto del gas e assecondare così il desiderio del solerte amministratore di Olbia. Peccato, però, che nel nostro territorio manchi un requisito fondamentale: non si affaccia sulla costa. Quanto poi al degrado - conclude l’assessore di Ottana - crediamo che Olbia non sia seconda a nessuno. La voracità con la quale si è consentito lo sfruttamento del territorio, ne fanno un posto di frontiera e non certo il biglietto da visita della Sardegna. Che il consigliere si rimbocchi le maniche: a Olbia c’è un bel daffare».
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008

Forse domani l’annuncio della vendita dell’azienda di Ottana

La Lorica a un imprenditore di Olbia

Giuseppe Sandigliano acquista la fabbrica di pelle sintetica

La società, con 40 dipendenti, è in crisi di liquidità ma può contare su clienti come Nike, Adidas, Peugeot e Mercedes

  OTTANA. Sembra giunto a una svolta il futuro della Lorica sud di Ottana, la fabbrica che produce pelle sintetica high-tech per il calzaturiero, l’arredamento e l’abbigliamento sportivo. Lo stabilimento, messo sul mercato dal gruppo tedesco Hegana e dai giapponesi della Kuraray, dovrebbe passare nelle mani di Giuseppe Sandigliano.
 La vendita all’imprenditore gallurese potrebbe essere annunciata domani, nel corso della riunione che si terrà alle 11 nella sede della Confindustria nuorese e alla quale prenderanno parte i segretari provinciali della Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem, Palmiro Cillara, Tomaso Canu e Nicolino Pittalis, il presidente della Lorica, Enrico Racheli, e i rappresentanti della Confindustria del Nord Sardegna, coinvolta nell’acquisto.
 Proprio la convocazione al vertice del dirigente dell’associazione degli industriali del nord dell’isola, Simone Masia, autorizza l’ipotesi che la vendita, data per certa fin dai primi di settembre, potrebbe essere stata conclusa.
 Il nome dell’imprenditore olbiese Giuseppe Sandigliano, titolare della Novafloor di Olbia, una società del settore tessile di alta classe, è spuntato nel corso dell’estate. Ora, secondo voci insistenti, la trattativa potrebbe essere stata conclusa. In questo caso, per la Lorica, in crisi di mercato e di liquidità da oltre un anno, potrebbe aprirsi la strada del rilancio auspicato dai sindacati e dai quaranta dipendenti.
 Subito dopo l’annuncio del passaggio di proprietà, Sandigliano dovrebbe presentare il suo nuovo piano industriale e il progetto strategico di sviluppo.
 Nell’ultimo periodo, a causa del disimpegno della vecchia proprietà, la Lorica ha avuto un calo di produzione di circa il 50 per cento. La fabbrica, tuttavia, è pronta a essere rilanciata. Il tutto grazie alla solidità del mercato di riferimento. L’azienda, nata nel 1993 da una costola dell’Enichem, vanta tra i propri clienti colossi del calibro di Nike, Adidas, Peugeot e Mercedes. Negli anni successivi lo stabilimento è diventato un piccolo gioiello, rafforzato dagli investimenti della Hegana-Kurarary, la multinazionale tedesco-nipponica che, ai primi del 2008, ha messo l’azienda sul mercato.
 Sulla Lorica si sono abbattuti pesantemente i costi dell’energia e dei trasporti, con ricadute negative sulla competitività nel mercato internazionale e sulla produzione. Le speranze di rilancio ora sono riposte nell’imprenditore gallurese, titolare della Novafloor, che opera nell’area industriale di Olbia con un’ ottantina di dipendenti. Bmw e Audi sono tra i principali clienti nel settore del rivestimento delle auto.

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008

La seconda vita del Parco del Padrongianus

Via ai lavori finanziati dalla Provincia per rimediare a lunghi anni di abbandono

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di Enrico Gaviano

OLBIA. Il Parco fluviale del Padrongianus rinasce a nuova vita. Inizieranno fra pochi giorni i lavori per cancellare il degrado causato da anni di incuria. L’area, estesa per 40 ettari, dipende dalla Provincia Olbia-Tempio che l’ha ereditata da quella sassarese. E propria la provincia madre è sotto accusa: dopo aver completato all’inizio del 2002 i lavori nell’oasi verde, gli amministratori dell’ente di Piazza d’Italia avevano dimenticato il polmone verde alle porte della città. Il primo lotto di interventi, per 250mila euro, verrà curato dalla Stea di Olbia.
 La Stea ha garantito la conclusione dei lavori entro 105 giorni. Nell’accordo con la Provincia, però, la società di cui è amministratore e direttore tecnico Nino Falconi, assicurerà il serrvizio di guardiania durante il completamento della ristrutturazione e nei 24 mesi successivi.
 Soddisfazione è stata espressa, ieri mattina, dall’assessore provinciale all’Ambiente, Pierfranco Zanchetta che, accompagnato dal funzionario Silvio Foresti e dal tecnico Alberto Fozzi, ha illustrato i dettagli della questione. «Gli agenti atmosferici e l’incuria hanno fatto tanto - ha detto l’esponente dell’esecutivo provinciale - ma molto hanno fatto i vandali. Sono stati distrutti gli infissi e insozzati i muri dell’edificio posto al centro del Parco, rovinati i camminamenti, addirittura qualcuno si è divertito a rubare alcuni bulloni del ponticello sul fiume, rendendolo pericolante».
 La devastazione ha mandato praticamente in fumo i quasi tre miliardi di vecchie lire che la provincia di Sassari aveva stanziato a suo tempo per rendere praticabile l’area verde sul Padrongianus, con percorsi per il bird-watching, ponticello, parco giochi e sede dove ospitare eventuali mostre e iniziative culturali.
 «Tutte queste strutture verranno ora restaurate, migliorate e potenziate - ha continuato Zanchetta -. Ma si tratta solo della prima parte del lavoro. Perché la Provincia ha già pronti altri 250mila euro che serviranno a completare l’opera. Intendiamo spenderli per la gestione, l’istituzione del servizio di vigilanza e per il potenziamento dell’offerta culturale ai visitatori».
 La Provincia Olbia Tempio ha faticato non poco per entrare in possesso del Parco fluviale. «Solo nel 2007, dopo lunghe trattative con la provincia di Sassari - ricorda Zanchetta - siamo arrivati a poterci occupare direttamente di questa splendida oasi. Nel frattempo, però, il danno era stato fatto. Proprio per non ripeterlo, stiamo facendo le cose per bene, e intanto ci siamo garantiti con la Stea il servizio di vigilanza per i prossimi due anni».
 Nell’oasi verde del Padrongianus vivono, ha ricordato il tecnico della provincia Alberto Fozzi, circa 60 specie di animali di interesse conservazionistico. E, inoltre, nelle viginanze c’è anche il sito archeologico con il nuraghe Torra. La Provincia collaborerà anche con l’Area marina protetta di Tavolara Capo Coda cavallo per le iniziative da portare avanti in comune e ha già avviato il dialogo con il comune di Olbia per una reciproca collaborazione. Il Parco sarà anche la sede del nodo Infea della Gallura. L’acronimo sta per Informazione ed educazione ambientale, e il progetto coinvolge, grazie all’idea partita dalla giunta Soru, tutte le province sarde.

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008

Gasdotto e centrale, il progetto in Consiglio

  6 ol gas 291008 7 ol gas 291008OLBIA. Il gigante si è mimetizzato benissimo. La centrale di tubi e cemento da 19 ettari è diventata un oggetto misterioso, quasi invisibile. Nessuno ne parla più. Dopo la presentazione alla camomilla dei tecnici della Galsi l’interesse sulla mega stazione, che dovrà inscatolare il gas a 200 atmosfere e sparare metano da corsa oltre Tirreno, sembra essere vicina allo sbadiglio. La lotta senza quartiere è diventata una lotta di un quartiere, Murta Maria, contro la stazione di rilancio. La maggioranza sembra più concentrata a studiare la posizione, il rumore e le emissioni della centrale, l’opposizione si compatta e decide di scendere in campo in modo deciso. Rompe il silenzio, l’ovatta che avvolge la mega centrale. Lo fa con una richiesta precisa. I rappresentanti della minoranza chiedono la convocazione urgente di un consiglio comunale. All’ordine del giorno la discussione sulla maxi stazione, carte alla mano. Secondo i tecnici della Galsi, la struttura alta fino a 15 metri dovrebbero nascere nella zona di Spiritu Santu. Davanti alla cava di sabbia, incastonata tra il quartiere di Murta Maria, il nuovo ospedale San Raffaele e la zona umida delle Saline. I tecnici sono sicuri che la mega centrale sarà quasi invisibile a occhio nudo, sarà meno rumorosa del frinire dei grilli e meno inquinante di una cucina a gas.
 Ma test e rassicurazioni non sembrano convincere la politica. E se la maggioranza mantiene ancora un diplomatico equilibrio, con molti cavalieri azzurri che hanno fatto già capire di non amare il gigante a metano, la minoranza si è mostrata compatta nel contestare il colosso che dovrà stipare il metano e spingerlo come una molla in un tubo di un metro e 20 di diametro a una pressione di 200 atmosfere. Un passo ulteriore è la richiesta di una convocazione immediata del consiglio comunale presentata al presidente del consiglio, Tonino Pizzadili, e al sindaco, Gianni Giovannelli. A convincere l’opposizione anche la presentazione fatta nei giorni scorsi all’Expo del gasdotto. I tecnici della Galsi hanno cercato come perfetti imbonitori di convincere tutti della bontà del loro prodotto. Ma non hanno dato una risposta precisa all’unica domanda chè stata portata avanti da molti consiglieri. Dopo quattro ore di esposizione non si è capito se la centrale può essere spostata. Se la tecnologia darà qualche speranza a chi rischia di trovare vicino al giardino di casa una centrale da 19 ettari. Al di là dei presunti pericoli, minimizzati dai funzionari della Galsi, c’è l’incognita dell’impatto ambientale. Da più partì stato detto che la stazione è nel corridoio di atterraggio di tutti gli aerei che planano sul Costa Smeralda. Un biglietto da visita poco vacanziero per chi sceglie la Gallura. (l.roj.)

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008

E’ iniziata ieri l’era digitale

Qualche disagio: necessario riprogrammare i decoder

8 ol dig 291008OLBIA. Anche per la Gallura è arrivato ieri il giorno del passaggio all’era della tv digitale. Durante la giornata, infatti, progressivamente è stato effettuato lo spegnimento del segnale analogico e l’accensione di quello digitale. Ciò significa che, anche nei comuni della provincia, ora sarà necessario possedere un decoder per il digitale terrestre o una tv con decoder incorporato per vedere i programmi.
 L’operazione in Gallura ha creato qualche disagio, come già era avvenuto nei giorni scorsi nelle altre zone della Sardegna dove il segnale analogico è stato spento.
 Numerose le chiamate ai negozi specializzati e anche alla redazione di Olbia della Nuova Sardegna, di utenti che improvvisamente si sono trovati, accendendo la televisione, davanti al classico effetto neve. Chi infatti possedeva già il decoder per il digitale terrestre, e lo aveva messo in funzione, deve ora necessariamente azzerare la programmazione dell’apparecchio. I canali televisivi (come ad esempio Rai1, Rai 2, Rete 4) hanno cambiato infatti la frequenza con lo spegnimento definitivo dell’analogico. E’ sufficiente, dunque, riprogrammare il decoder per poter nuovamente recuperare tutti i canali e assistere tranquillamente ai programmi televisivi.
 Nei negozi olbiesi e galluresi anche ieri c’è stata la corsa agli ultimi acquisti di decoder, e qualcuno si è trovato sprovvisto, in particolare degli apparecchi di minor costo. Ampia disponibilità, in genere, di quelli più sofisticati, che hanno anche gli ingressi per le carte prepagate, come quelle Mediaset Premium e La7 Carta più.
 Per qualsiasi dubbio, comunque, gli utenti possono contattare il negozio di fiducia, oppure chiamare il numero verde 800.022.000 dal lunedì al sabato, esclusi i giorni festivi, dalle 8 alle 20. Altri modi per ricavare notizie sul digitale terrestre sono quello di guardare il canale 50 in tv, oppure su internet collegarsi ai siti web www.sardegnadigitale.it e www.decoder.comunicazioni.it. (en.g.)

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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008

San Raffaele, ecco le specialità vertice decisivo con la Regione

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  12 ol san raf 291008                                                   di STEFANIA PUORRO
 OLBIA. San Raffaele, nuovo atto. Che potrebbe essere quello decisivo in merito alle specialità che dovranno essere ospitate nella struttura di don Verzè. Oggi, a Cagliari, è infatti in programma un incontro tra i dirigenti dell’assessorato regionale alla Sanità, i vertici della fondazione San Romanello e la Asl di Olbia, che sarà rappresentata dal manager Giorgio Lenzotti.
 L’assessore Nerina Dirindin, per il momento, si limita a dire che l’offerta che dovrà garantire il San Raffele sardo, sarà quella contenuta nel piano sanitario regionale. Ma non si esclude che possano essere accettate anche nuove proposte da parte dell’ospedale privato, purché sempre integrate e quindi non in contrapposizione con l’assistenza della sanità pubblica.
 Ciò che prevede il piano è dunque un centro ospedaliero, specializzato nella ricerca, «che dovrà operare nell’area medica, nell’area chirugica e in quella della riabilitazione, nel rispetto di quanto previsto dallo stesso piano con riguardo alle discipline specialistiche operanti all’interno delle aziende sanitarie sarde. In particolare, nel San Raffaele, si prevede la presenza nell’ambito della nefro-oncologia (con un’attenzione all’indirizzo oncologico), delle neuroscienze, della chirurgia vascolare, nonché di un centro dialisi (a supporto dell’attività che viene svolta nei periodi di massima affluenza turistica). L’attività specialistica ambulatoriale è sviluppata esclusivamente nelle specialità per le quali è prevista l’attività di degenza nell’ospedale privato».
 Il piano sanitario prevede anche la stipula, da parte della Asl di Olbia, di una serie di contratti con il San Raffaele con l’obiettivo di evitare, per i pazienti, i viaggi fuori dall’isola. Di più: come ha detto il nuovo direttore sanitario Contu, la priorità della Asl, con l’offerta dell’ospedale pubblico e di quello privato, è quella di limitare al minimo il trasporto dei pazienti dalle strutture sanitarie galluresi a quelle di Sassari e Nuoro. «Chi subirà un trauma cranico grave, sarà curato al San Raffaele» ha assicurato Lenzotti.
 Resta da capire quanti saranno, sui circa 150-180 posti letto assegnati al San Raffaele, quelli convenzionati. E sarà proprio questo, probabilmente, un altro degli argomenti all’ordine del giorno nell’incontro di oggi.
 I lavori sulla collina a sud di Olbia, dove sta sorgendo il San Raffaele, proseguono spediti. La fondazione del Monte Tabor aveva dato come termine la primavera del 2009, secondo le previsioni della Asl si dovrà invece attendere la fine dell’anno prossimo. Ma in ogni caso l’entrata in funzione dell’ospedale privato, se non ci saranno intoppi, anticiperà di circa due anni la conclusione del secondo lotto del nuovo ospedale pubblico, il cui cantiere - come comunicato dal direttore della Asl di Olbia Giorgio Lenzotti - verrà aperto alla fine di novembre.

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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008

Spano aderisce all’Idv

Domani apre i battenti il circolo cittadino

13 ol idv 291008 14 o idv 291008OLBIA. Italia dei valori cerca di radicarsi anche in città. Domani l’atto costitutivo del circolo cittadino, che verrà intitolato ad Antonio Di Pietro, leader del movimento. Nel frattempo, dopo l’adesione del consigliere regionale di maggioranza Giommaria Uggias, eletto con la Margherita, anche il consigliere provinciale Pierpaolo, anche lui eletto nelle liste della Margherita, ha annunciato di voler far parte di Idv, dandone comunicazione ufficiale al presidente del consiglio e alla presidente della giunta provinciale. Spano dà così origine, nell’aula di via Nanni, al Gruppo misto.
 «La scelta del partito dell’Italia dei valori - ha fatto sapere Spano - nel senso del cambiamento e del rinnovamento politico-istituzionale della provincia olbia-Tempio, costituisce il naturale approdo del mio percorso. Sono stato eletto nel 2005 nelle liste della Margherita, ma da oltre un anno sono in appoggio esterno alla maggioranza di centrosinistra e sardista, in posizione critica rispetto alle scelte errate e alla mancanza di metodo causa dello stallo vissuto oggi dall’ente».
 La scelta di Spano verrà ribadita domani, alle 19.30, quando si terrà la presentazione pubblica del Circolo Antonio Di Pietro-Italia dei valori, nei locali di via Nuoro angolo via San Francesco. All’incontro saranno presenti anche il coordinatore provinciale del movimento Gianni Nieddu, Federico Palomba, deputato e capogruppo di Idv in Commissione giustizia a Montecitorio, e il consigliere regionale Giommaria Uggias. Nell’occasione verrà anche comunicato il calendario della raccolta di firme per il referendum contro il Lodo Alfano.

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008

«Contu? Scelta sbagliata»

Beccu e Visicale polemici con la Asl olbiese

15 ol cintu 29108OLBIA. La nomina di Bruno Contu a direttore sanitario dell’Asl gallurese non è passata sotto silenzio. Sulla decisione presa dal manager Giorgio Lenzotti, con l’avallo dell’esecutivo regionale, intervengono polemicamente due consiglieri provinciali che hanno aderito al Partito Democratico. Si tratta dell’arzachenese Sebastiano Beccu (foto), medico di base, e del tempiese Tommaso Visicale, medico dentista. In sostanza i due esponenti del Pd bocciano la decisione presa pochi giorni fa, sottolineando come sarebbe stato possibile scegliere il nominativo fra i numerosi professionisti che vivono e lavorano in Gallura.
 «Non vogliamo mettere in dubbio le capacità di Bruno Contu, la cui preparazione è acclarata - dicono Beccu e Visicale -, ma riteniamo che la scelta si poteva effettuare nel territorio. Pensiamo infatti che in Gallura ci siano delle valide professionalità in campo ospedaliero e medico in generale». Nessun riferimento al collega di partito oltre che consigliere provinciale Domenico Mannironi, il medico che per un certo tempo era stato dato fra i candidati a occupare il ruolo assegnato a Contu. Ma solo amarezza per la scelta definitiva.
 «Una nomina inopportuna - continuano Beccu e Visicale - anche perché un professionista gallurese probabilmente ha una conoscenza maggiore del territorio e dei problemi nel settore sanitario della provincia. Non sappiamo se questa decisione sia stata fatta dal manager Giorgio Lenzotti o ispirata dalla Regione, in ogni caso, ripetiamo, secondo noi è sbagliata».
 «Si poteva forse aspettare ancora - concludono i due consiglieri provinciali del Partito democratico -. Era stata fatta la nomina provvisoria di Maria Teresa Fenu, una gallurese, probabilmente per avere il tempo di ponderare e riflettere bene prima della decisione finale. E dunque non c’era fretta». (en.g.)

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008

Confcommercio, al via un corso per barman

OLBIA. Prenderà il via il 24 novembre la nuova sessione del corso per barman organizzata dalla Confcommercio. Un appuntamento che si inserisce nel quadro delle iniziative di formazione e aggiornamento professionale promosse da Performa-Accademia del terziario e delle piccole e medie imprese (l’agenzia formativa della Confcommercio) in collaborazione con un team di esperti che operano su tutto il territorio nazionale per conto della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi). Il percorso formativo, già sperimentato con successo sia in Sardegna che in altre realtà della penisola, assume una valenza particolare in un territorio a vocazione turistica qual è appunto il Nord Sardegna, anche in considerazione delle opportunità di lavoro stagionale. Il corso, che è aperto a una ventina di partecipanti, si propone di fornire le conoscenze tecniche sul”mondo del bar” a quanti sono interessati alla professione di barman. Contattare la sede Performa Confcommercio di Olbia, in via Ogliastra 30 (telefono: 0789.21413-23994). (al.pi.)
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008

IL TRASPORTO FERROVIARIO IN CRISI

«Addio vagoni, i politici si sono svegliati tardi»

Monti, niente più merci da smistare: al capolinea l’azienda di Rosanna Parriciatu

16 Monti 291008 17 monti 291008 18 monti 191008

19 monti 291008di Tiziana Simula

MONTI. Per vent’anni si è occupata dello smistamento delle merci che arrivavano e che partivano dalla stazione ferroviaria di Monti: carri carichi di granito, legname, cemento e diversi altri materiali che viaggiavano sulle rotaie, le stesse che le Ferrovie ora vogliono smantellare. Ma da mesi ormai, Rosanna Parriciatu ha dovuto fermare gli ingranaggi del carro ponte che campeggia maestoso in un piazzale della stazione, spegnere i motori di muletti e camion, mandare a casa l’ultimo dipendente: «il traffico merci non esiste più, è da metà luglio che non arriva un carro merci nell’isola».
 «È importante che si dicano le cose come stanno realmente - denuncia la donna -: la battaglia per salvare il traffico merci su rotaia bisognava farla prima, ora si vuole chiudere la stalla quando i buoi sono scappati». La storia di Rosanna Parriciatu è quella di un’imprenditrice colpita dalla politica di dismissione di Trenitalia Cargo, l’anello di una catena che si è già spezzato facendo finire su un binario morto un’attività portata avanti per vent’anni - l’impresa di famiglia aveva la concessione dalle Fs per lo smistamento delle merci in arrivo e in partenza dalla stazione di Monti -, sulla quale non si potrà neppure più investire. Così, di punto in bianco si è ritrovata a doversi rimboccare le maniche per reinventarsi un nuovo lavoro.
 «Sento dire dai politici che si deve lottare per mantenere almeno il livello attuale del traffico merci - attacca l’imprenditrice -: ma il servizio è già chiuso, non c’è nulla da salvare. Semmai la battaglia dovrà essere fatta per ripristinarlo e questo potrà avvenire se davvero ci sarà una forte volontà politica da parte della Regione. Invece, finora si è assistito passivamente alla scomparsa del traffico merci come in una sorta di eutanasia che porterà la nostra isola a essere l’unica regione a non avere più il servizio merci su rotaia, con pesanti ripercussioni sull’economia di molte imprese e su tutto l’indotto creato dal servizio. Molte cave galluresi che fornivano la Sicilia, ad esempio, sono in gravi difficoltà per il trasporto, hanno il granito fermo in cava. Ed è solo uno dei tanti casi».
 Il primo campanello d’allarme era suonato nell’aprile scorso, quando si diffuse la notizia della soppressione del collegamento marittimo Golfo Aranci-Civitavecchia per il trasporto dei carri ferroviari. «A metà luglio la nave Garibaldi ha fatto la sua ultima corsa prima di fermarsi per la manuntenzione - spiega la donna -: è da allora che non arriva più un carro merci. Dal 10 settembre, da quando ha ripreso le corse, la nave viaggia su richiesta solo per trasporti di servizio aziendale o di carri militari».
 La rabbia e l’amarezza sono quelli di una donna che dice di aver tentato invano di fare qualcosa perchè non si arrivasse al capolinea. «Già da aprile ho cercato di contattare politici e amministratori regionali di tutti i colori, ho cercato di spiegare la gravità delle conseguenze della fine del servizio, solo il consigliere Renato Lai si è fatto portavoce fin da subito del problema in Regione. Ora tutti vogliono salvare qualcosa che non c’è più. E questo è il motivo principale per cui ho deciso di parlare, non tanto per raccontare la mia vicenda personale quanto per denunciare che nulla è stato fatto per fermare questo progetto di dismissione. Il trasferimento a Porto Torres? Sarebbe come realizzare una cattedrale nel deserto, un’alternativa antieconomica che non convince nessuno».
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008

 Boom di iscritti e di docenti per l’Università delle tre età

20 ol univ 291008di ALESSANDRO PIRINA
 OLBIA. L’Unitre compie 8 anni e li festeggia con il consueto boom di iscritti e di docenti. L’Università delle tre età è ormai una realtà importante, ma allo stesso tempo è costretta a fare i salti mortali per far quadrare i conti.
 Da anni i suoi dirigenti si appellano al Comune per un contributo economico per pagare gli affitti delle sedi di via Sulcis e dell’Expo per le conferenze, ma finora non è arrivata risposta. Intanto anche quest’anno, con le iscrizioni sono aperte, ha già superato abbondantemente le 400 unità. Il nuovo anno accademico aprirà il 3 novembre. Tutti i giorni, dal lunedì al sabato, l’Unitre offrirà un calendario variegato, un ricco menu per tutti i palati, in cui numerosi docenti saranno a disposizione degli studenti senza percepire stipendio. Le lezioni più seguite sono quelle di lingua straniera e informatica. Ma molti sono anche i corsi di ceramica, floricoltura, biologia, storia dell’arte, filosofia, pittura, ricamo, decorazione, yoga, decoupage, sommelier e bridge. Tra le novità, le lezioni di ballo sardo e il raddoppio di quelle di fotografia. C’era l’idea di istituire anche un corso di gastronomia, ma l’assenza di locali ha costretto il direttivo a desistere. Le lezioni si terranno nelle sedi di via Sulcis, ma alcune saranno ospitate (gratuitamente) all’istituto Panedda, alla scuola media Paise nella palestra «Gymnastic Center». Accanto ai corsi l’Unitre organizzerà una serie di conferenze all’Expo, che quest’anno saranno nuovamente a cadenza settimanale: si comincia il 6 novembre con la presentazione dell’anno accademico, mentre il 13 l’ospite sarà Pino Mulas, primario del centro trasfusionale, con una relazione sull’importanza della donazione. Tra le tante iniziative, gite in Sardegna, nella penisola e in Europa. Il presidente dell’Unitre è sempre Giovanni Pirredda, che come vice ha Tina Giliberti, mentre Mauccia Masala Rosas è la direttrice dei corsi. La segreteria apre tutti i giorni dalle 9 alle 13 e, salvo il venerdì, dalle 16 alle 18 (0789.24161).
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da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008

Si moltiplicano i furti tra via Galvani e via Tenente Cossu. Ogni giorno mancano all’appello autoradio e telefonini

I parcheggi del «Fausto Noce» nel mirino dei ladri

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 OLBIA. Correre fa bene alla salute, ma può far male al borsellino. Fin dalla sua inaugurazione il parco Fausto Noce è stato preso d’assalto dai fanatici del footing, un’abitudine che all’inizio riguardava solo gli appassionati, ma ha poi contagiato tutti.
 Ogni sera il parco è un via vai di persone di tutte le età che scelgono l’oasi verde per tenersi in forma. Uomini e donne, giovani e anziani, pattinatori, ciclisti e pedoni. Ogni sera il «Fausto Noce» fa il tutto esaurito. Dal tardo pomeriggio in via Galvani è impossibile trovare parcheggio. Tanto che chi non vuole rinunciare alla sua corsetta immersa nel verde si trova costretto a cercare un altro punto per lasciare la macchina. E spesso la scelta ricade sull’altra entrata del parco, quella che dà su via Tenente Cossu, passando per via Michele Moro.
 Ma ora altri soggetti, magari meno sportivi ma comunque veloci, hanno messo gli occhi su quell’area. quell’area.Da qualche tempo gli habituè del parco hanno a che fare con una banda di ladruncoli che ogni sera fa razzia di autoradio, cellulari e portafogli. Un colpo al finestrino e l’opera è fatta. La lista dei furti viene aggiornata quotidianamente. Anche perché i novelli topi d’auto possono agire indisturbati. Senza il pericolo di essere colti in flagranza. Tutta quell’area, infatti, è priva di illuminazione. I pali della luce ci sono, ma giacciono accatastati in un angolo in attesa di essere installati. Ma ad approfittare del buio non solo i ladri di autoradio e cellulari, ma anche quei cittadini (sempre più numerosi) che scelgono le zone prive di illuminazione per abbandonare elettrodomestici, arredamenti e sanitari. Un immondezzaio all’aperto che confina con il nuovo eden verde. Insomma, il «Fausto Noce», il parco che Olbia ha aspettato per decenni, la meta prediletta per famiglie e sportivi, ancora una volta deve fare i conti con vandali, ladri e incivili. Nelle scorse settimane baby delinquenti hanno devastato i bagni pubblici, in precedenza a finire nel mirino dei vandali di turno era stato il PalaDeiana. Il comune ha promesso diverse soluzioni per evitare che l’oasi ambientale diventi zona franca, ma ora sono anche i residenti delle vie vicine a chiedere che la premura dell’amministrazione non si fermi al ponticello del parco.(al.pi.)
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 OTTOBRE 2008

Tre nuove chiese in città. Ma il vescovo frena

Il sindaco annuncia la nascita di altre parrocchie. Sanguinetti: per ora sono sogni

di STEFANIA PUORRO
 OLBIA. Il sindaco comunica la notizia: tre nuove parrocchie in città. Una vicino all’ospedale Giovanni Paolo II, una a nord e una verso il mare. Francesco Tamponi, responsabile dei beni culturali per la diocesi di Tempio Ampurias, illustra brevemente il progetto più importante, il centro pastorale che sorgerà a Tannaule. Ma il vescovo Sebastiano Sanguinetti mette subito un freno all’entusiasmo.
 «Per ora è solo un libro dei sogni - ha detto il vescovo sentito dalla “Nuova” ieri pomeriggio - e per parlare di parrocchie è presto. Le decisioni non sono prese, c’è solo un’idea di massima della quale ho parlato con i parroci e con il sindaco. Limitandomi a dire che c’è la necessità, per alcune zone della città, di avere nuovi servizi religiosi o socio-culturali, di centri di formazione. Servizi, appunto, che solo in un secondo momento potrebbero diventare parrocchie. A Giovannelli avevo chiesto se avessero standard disponibili, ma non ho mai ricevuto una risposta ufficiale. L’unica risposta, l’ho avuta per l’area di Tannaule. Così abbiamo avviato la pratica presso la Cei (Conferenza episcopale italiana) per realizzare un centro pastorale. Ma ancora, quell’area, non ci è stata consegnata, nonostante ci sia già l’approvazione del consiglio comunale.
 «Il progetto complessivo, però, è stato solo abbozzato - ha aggiunto monsignor Sanguinetti - e siamo sempre in attesa di una risposta da parte del Comune. E poi, anche noi abbiamo i nostri iter da seguire e da rispettare. Quindi, ripeto: siamo ancora nella fase della presentazione di un libro dei sogni. Forse, per dare la notizia, si sarebbe dovuto aspettare».
 Il sindaco Giovannelli, invece, ha anticipato i tempi e fatto l’annuncio ieri mattina a San Paolo, mentre si parlava dei lavori di ristrutturazione della cupola. «Con il vescovo e con don Francesco Tamponi - ha dichiarato -, abbiamo parlato della necessità di incrementare le chiese in città. Tre gli obiettivi che vogliamo raggiungere come amministrazione: il primo è quello di una chiesa che sorgerà vicino al nuovo ospedale e che andrà a servirà un quartiere sempre più esteso». «Ma in questo caso non si deve parlare solo di parrocchia - ha detto ancora don Tamponi - ma di un vero e proprio centro pastorale che comprenderà un oratorio, una serie di uffici, impianti sportivi e un ostello per ospitare le famiglie che arrivano da altre città e che hanno parenti ricoverati all’ospedale».
 «Per le altre chiese, invece - ha continuato Giovannelli - l’idea è di realizzarne una a nord della città, tra San Minda Noa e via Veronese, e un’altra più vicina al mare, nella zona di Pittulongu».
 Che si tratti di semplici idee o di progetti concreti, l’intenzione è quella di rispondere anche con i servizi religiosi all’incremento demografico del territorio. Tra vent’anni la popolazione di Olbia, in base ai rilevamenti fatti, dovrebbe superare quota 100mila.
 E c’è un altro aspetto che non è da sottovalutare. In città la percentuale di fedeli praticanti è pari al 20%: se 20 persone su 100 vanno regolarmente in chiesa il sabato o la domenica (e in questo numero non sono comprese le messe per battesimi o matrimoni), vuol dire che si è ben al di sopra della media nazionale. Nelle altre regioni d’Italia, infatti, (escluse quelle del profondo sud) si parla di un 8-10% di praticanti.
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 OTTOBRE 2008

Cupola, comincia il restauro

Don Tamponi: «Entro dicembre la fine dei lavori»

SAN PAOLO Conferenza senza il parroco

  OLBIA. «Chissà se quest’anno Gesù Bambino riuscirà a nascere in una chiesa senza ponteggi, lamiere e metri di tubi in ogni angolo...».
 Ai miracoli credono in pochi, ma don Nino Fresi, parroco di San Paolo, vuole sperare che la data di fine lavori ufficializzata ieri (senza che lui fosse presente) possa essere davvero quella reale.
 A comunicarla è stato don Francesco Tamponi, responsabile dei Beni culturali per la diocesi di Tempio Ampurias: «Entro dicembre - ha detto - la chiesa sarà rimessa in sesto e la ristrutturazione partirà proprio dalla cupola». Le cui condizioni (il parziale crollo del 14 marzo scorso e una tragedia sfiorata sono la dimostrazione) sono davvero precarie.
 Inizialmente si pensava che le infiltrazioni interessassero soltanto la base della cupola, invece è malandata in più parti. E, quindi, le tegole colorate che rivestono la parte esterna, dovranno essere tolte. Quelle che si potranno recuperare (il 70 per cento) verranno riutilizzate, ma è già stata contattata un’azienda specializzata di Assemini che potrebbe realizzare quel 30 per cento che verrà a mancare.
 Affollata la conferenza organizzata ieri mattina a San Paolo da don Francesco Tamponi. Ma si è notata un’assenza: quella del parroco. «Don Fresi è fuori - ha detto don Tamponi - e non lo abbiamo rintracciato». E in effetti, ieri mattina, non si è visto da quelle parti. Nessuno, però, lo avrebbe informato: se avesse saputo della conferenza, non sarebbe mancato all’appuntamento.
 C’erano invece il sindaco Giovannelli, gli architetti che seguono i lavori (Marco Terzitta e Igor Ena), l’impresa MN ponteggi di Sorso, che ha messo in sicurezza la chiesa e che ha allestito la nuova impalcatura esterna e la Imped srl di Sassari. «Quest’ultima impresa potrebbe aggiudicarsi l’appalto - ha aggiunto don Tamponi -, ma in ogni caso è quella che abbiamo contattato per svolgere i sopralluoghi affinché ci si rendesse conto del lavoro necessario. Partiremo, dunque, dalla sistemazione della cupola, l’unica di tutta la diocesi di Tempio Ampurias, e poi si interverrà per eliminare le infiltrazioni che interessano il resto della chiesa. Finirà tutto a dicembre. E non ci saranno più rinvii». Rinvii che, secondo don Tamponi, sono stati legati ad alcuni problemi burocratici (che ora sembrano risolti) e al fatto che non si avessero ancora in mano i fondi. «Si tratta di 700mila euro complessivi - ha aggiunto don Tamponi - così divisi: 400mila arrivano dal Comune e rappresentano il 10 per cento della Bucalossi e i restanti 300mila, frutto dell’8 per mille destinato alla Chiesa cattolica, sono stati stanziati dalla Cei». Per fare i lavori, si andrà avanti a stati di avanzamento. Entro Natale si risolveranno le priorità, poi si restaurerà la palazzina (un tempo della famiglia Achenza, poi passata al Comune), che diventerà la casa del vescovo.
 «Questo è un progetto - ha spiegato il sindaco Giovannelli - che abbiamo dovuto rivedere per aspetti legati ai Beni culturali. Adesso la palazzina è entrata a pieno titolo nel piano particolareggiato del centro storico e quindi non ci saranno altri stop. La chiesa verrà inserita nel sistema di videosorveglianza, anche se i controlli al centro, soprattutto nei fine settimana, sono già stati intensificati da carabinieri e vigili urbani». (s.p.)
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 OTTOBRE 2008

Guerra tra Comuni e Provincia

Nizzi:«Legge pessima, non sarò più io il presidente»

di LUCA ROJCH
 OLBIA. Ritorna il sorriso. La paura di non vedere più gli scontri, le urla, gli assalti e le b 16 ol cines 281008arricate è svantia. Il Cines non può tradire il suo affezionato pubblico. E dopo una noiosa e re 17 ol cines 281008lativa bonaccia, assicurata dal breve interregno di Settimo Nizzi, ritornano le nubi nerissime della guerra. La decisione della presidente della Provincia, Pietrina Murrghile, di convocare un’assemblea del Cines ridotta a tre, lei, il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli e il rappresentante scelto dalla camera di commercio viene interpretata come una comoda, ma errata, interpretazione della legge. La lady di ferro viene più o meno accusata di voler dare una lettura restrittiva e un po’ partigiana della legge che mette ordine nei consorzi industriali. Perché sulla carta una legge dovrebbe voler dire una sola cosa. Ma nel fantastico mondo della politica anche non uccidere a interpretarlo bene può voler dire uccidi. Difficile capire chi abbia ragione. Ma bisogna partire da alcuni punti fermi. Il presidente del Cines, Settimo Nizzi ha convocato una riunione dei sindaci dei comuni che fanno parte del Consorzio industriale. Alla riunione si sono presentati in dieci. Tutti compatti nel rovesciare l’interpretazione che della legge ha dato la Murrighile. Per la presidnete a eleggere cda e presidente devono essere Provincia, Comune di Olbia e rappresentante della camera di commercio. Per il Nizzi e i sindaci deve essere l’assemblea composta da tutti i rappresentanti dei comuni che fanno parte del Cines. Loro sceglieranno 3 membri su 5 del cda e di fatto anche il presidente. Non una questione per puristi del diritto societario. Ma Nizzi cancella subito l’ipotesi della lotta per la poltrona. «Io non sono disponibile - afferma -, né a fare parte del cda del Cines, né a fare il presidente. La mia posizione è legata solo al bene del territorio. Non ho bisogno di scaldare poltrone come tentano di fare altri. Tutti i comuni che già fanno parte del consorzio industriale e a cui hanno affidato la gestione dei servizi e della pianificazione delle loro aree produttive non possono essere esclusi dal Cines. Sono loro il Cines. A farlo non basta il Comune di Olbia». Teoria confermata e sottoscritta da tutti i sindaci, tra loro quello di Arzachena, Piero Filigheddu, di Santa Teresa, Piero Bardanzellu, di Lori, Giovanni Inzaina, di Buddusò Giovanni Satta, di Olbia Giovannelli. «La Regione ha scritto male una legge - conclude Nizzi -, la presidente l’ha interpretata peggio. Così si svuota il Cines del suo ruolo, non è il consorzio di Olbia, ma del territorio. E noi teniamo al territorio».
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 OTTOBRE 2008

Accordo vicino per la guida

Trattive per dare il sistema turistico a Gimmi Giagoni

18 ol prov 281008  19 ol prov 281008OLBIA. Sulla carta dovrebbe essere un reality, tipo l’isola dei famosi, con tanti concorrenti ignari di cosa sta per accadere. Di fatto scorre un film con un copione già scritto in cui si recita con un po’ di attenzione una parte predefinita. Giusto per non far rendere conto al pubblico che è già tutto scritto. Il Sistema turistico locale diventa una pellicola senza pathos e capace di strappare al massimo qualche sorriso. L’assemblea dei soci è convocata per domani alle 11. Si ritroveranno tutti nella nuova sede temporanea dell’Stl, dopo l’esperienza nel museo archeologico, ora ha trovato casa al Geovillage, nel fondo della zona industriale. All’ordine del giorno la riscrittura di una parte dello statuto, quella messa fuori legge dalla finanziaria che imponeva colpi di mannaia su un cda troppo affollato di poltrone. Una dieta da depressione, da 30 a 5 posti per il consiglio di amministrazione. Poi a seguire le dimissioni del resto del cda, composto solo da Gigi Astore e Franco Anziani. Due rappresentanti che non fanno una diarchia. Come una nave senza timoniere l’Stl è stato retto solo da un direttore. La parte politica che non è riuscita a trovare un accordo si è limitata a osservare quello che accadeva. Seduti sul ponte si sono fatti trasportare da una nave che è andata avanti per conto suo. Ora la soluzione sembra vicinissima. Il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli fa prova di diplomazia. «Nulla è deciso - giura -, non so di eventuali accordi politici. Andiamo a confrontarci su temi e idee. Credo che l’assemblea debba seguire un suo democratico corso». Giovannelli sembra sincero. Ma viene difficile credere che dopo due anni le parti si siedano intorno al tavolo per decidere cosa fare. Tutti hanno scartato il kit da agente segreto e si preparano al confronto. Voci clandestine parlano di un accordo tra la presidente della Provincia, Pietrina Murrighile e il sindaco di Arzachena Piero Filigheddu. I due per superare l’impasse del Sistema turistico locale, che per ora ha fatto il pieno più che altro di critiche e polemiche, sarebbero vicini a un accordo per traghettare la società fuori dal guado. Tra i candidati più gettonati alla presidenza del Cines ci sarebbe Gimmi Giagoni, arzachenese ed ex assessore della giunta Murrighile, immolato sull’altare degli equilibri politici di via Nanni. In cambio la sede dell’ente resterà ad Arzachena, come previsto dallo statuto e come confermato dal bando fatto dal Comune per trovare in città un edificio in grado di ospitare la sede. Nessuna conferma ufficiale, al massimo una montagna di smentite. Un altro singolare modo per avere una conferma politica. (l.roj.)
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 OTTOBRE 2008

Neurologia al San Raffaele: aumentano i servizi della Asl

Il nuovo direttore sanitario Contu: basta viaggi a Sassari

OLBIA. Tra una settimana, massimo dieci giorni, la Asl affiderà i lavori per la costruzione del secondo lotto del nuovo ospedale. Il cantiere aprirà a fine novembre, l’opera sarà pronta per la metà del 2011. A giorni la dirigenza definirà la partita sui posti-letto della Gallura, compresa quella con il San Raffaele per le specialità (oggi a Cagliari i vertici della sanità incontreranno i tecnici della Regione). A breve, poi, verrà messa a punto la macchina per affrontare al meglio il G8 della Maddalena. Per Bruno Contu, da ieri nuovo direttore sanitario, il lavoro non mancherà di certo.
 Ozierese, Contu prende il posto lasciato libero da Renato Mura, nominato dalla Regione direttore generale dell’azienda mista di Sassari. Contu è stato presentato ieri alla stampa dal direttore generale della Asl di Olbia Giorgio Lenzotti, dal direttore amministrativo Pierluigi Caria e da Serena Fenu, direttore sanitario dell’ospedale di Olbia che, da quando Mura è andato via, ha svolto le funzioni anche di direttore sanitario dell’intera Asl.
 Contu ha un curriculum professionale di alto livello: solo pe restare agli ultimi anni, ha diretto l’ospedale Santissima Annunziata e le cliniche universitarie. E’ proprio durante la comune esperienza sassarese che Lenzotti ha avuto modo di conoscere Contu sia professionalmente che umanamente perché - ha detto il direttore generale - «Contu ha delle grandi doti umane e questo è importante perché la Asl si deve avvicinare ulteriormente ai cittadini».
 Lenzotti ha speso parole di elogio sia per Mura che per la Fenu e dopo ha elencato i prossimi interventi della Asl, a cominciare dall’inizio dei lavori per il secondo lotto dell’ospedale (il cantiere aprirà a fine novembre).
 Contu ha a sua volta detto che lavorerà per potenziare «i servizi ospedalieri e quelli sul territorio, evitando sempre di più di fare i lungi viaggi da Olbia agli altri ospedali della Sardegna». Un esempio arriva dalla neurologia, il servizio che, dopo le intese, sarà gestito dal San Raffaele. «Al momento un trauma cranico serio viene, dopo l’arrivo al pronto soccorso di Olbia, curato, previa teleconferenza, dagli ospedali di Sassari e Nuoro. Con il San Raffaele, il paziente verrà curato in Gallura» ha detto Lenzotti. (gi.pi.)

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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 OTTOBRE 2008

IL CASO

Alcolisti in trattamento dai 30 ai 70 anni

 OLBIA. Negli ultimi tempi le cronache riportano come il dramma dell’alcolismo possa iniziare molto presto. Oggi tanti bambini cominciano a prendere confidenza con la bottiglia all’età di 11 anni. Un vortice in cui si viene risucchiati quasi inconsapevolmente, da cui poi, però, è difficile risalire. Ma si può. L’alcolismo si può combattere. E proprio con questo obiettivo i volontari dell’Acat-Il Ponte, associazione dei club degli alcolisti in trattamento, hanno organizzato sabato una riunione aperta alla cittadinanza. Un incontro fiume a cui hanno preso parte molte vittime del dramma. Gli alcolisti, ma anche le loro famiglie. «Chi vuole veramente riprendersi la propria dignità e i propri affetti può farcela - ha detto la presidente Lina Salerno -. L’alcol è un problema che non riguarda solo chi beve, ma tutta la famiglia. I club accolgono tutti, non ci sono vincoli di età o di classe sociale, non esistono obblighi, ma solo il dovere di riservatezza e puntualità. All’interno degli undici Acat galluresi il più giovane ha 30 anni, il più anziano oltre 70. Allevatori, ma anche affermati professionisti, perché ognuno dà all’alcol il motivo che vuole, soprattutto in Sardegna, dov’è molto diffusa la cultura del bere».
 Alla riunione ha partecipato anche Gianni Giovannelli, insieme all’assessore Uccio Iodice. «Quella dei club - ha detto il sindaco - è un’attività meritevole. Il problema dell’alcolismo è trasversale, colpisce donne e uomini, giovani e meno giovani e, sempre più, adolescenti e ragazzine. L’amministrazione comunale non può restare indifferente davanti a un fenomeno facilmente riscontrabile anche a Olbia. E’ necessario avviare un progetto di informazione e sensibilizzazione, contando anche sulla collaborazione dell’associazione». (al.pi.)
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 26 OTTOBRE 2008

IL CARO BUCALOSSI

Tasse al cubo, guerra tra imprese e Comune

L’amministrazione conferma solo una parte degli aumenti nella zona industriale

di Luca Rojch

                      

OLBIA. Una tassa sull’aria. Un balzello al metro cubo sullo spazio occupato in altezza dagli edifici nella zona industriale. Il distillato di diabolica geometria dell’imposizione arriva dagli uffici tecnci. I grigi contabili sono promossi a estrosi inventori. Roba da socialismo reale, da dittatura del proletariato. Per il Comune azzurro una nuvola nera, una macchia sul curriculum delle libertà. Ma l’amministrazione lavora per smontare la bomba di fango contro l’immagine della giunta. E dimostrare di non avere mai applicato una fantasiosa interpretazione della Bucalossi, con aumenti di oltre il mille per cento. Giovannelli in passato ha gettato salvagenti alle aziende che annegavano, vedi la mattanza Palmera, ora non ci sta a fare la parte del cattivo, del tartassatore di fabbriche.
 In questi anni la giunta Giovannelli è certa di avere messo olio e non sabbione negli ingranaggi delle imprese in città. Ma l’accusa ora è di avere aumentato sottobanco la Bucalossi. Non una rapida puntata nelle tasche degli imprenditori, ma un salasso, ai limiti della grassazione. Aumenti fino al 1300 percento delle tasse da pagare per chi vuole costruirsi il capannone nella zona industriale. Un’accusa ancora più difficile da reggere ora che l’economia mondiale è in riserva, che il luna park con gli steroidi del mercato globale si è sgonfiato. Che le borse mondiali barcollano e quelle della spesa evaporano. Fare impresa è diventata un’attività a rischio, come il bungee jumping senza elastico. A lanciare il sasso è un tecnico, Diego Decandia. «Hanno aumentato i costi per le urbanizzazioni secondarie in zona industriale da 68 centesimi al metro quadro a quasi 9 euro a metro cubo - spiega -. Una stangata che nei fatti arriva a un rincaro fino al 1300 per cento. Faccio un caso concreto, Chi deve costruire un capannone in lotto 20 mila metri quadri prima pagava di Bucaolssi 13 mila euro, ora pagherà oltre 170 mila euro».
 Il rincaro è legato a una delibera di febbraio, in cui il Comune faceva passare il calcolo della Bucalossi da 68 centesimi al metro quadro a 8,89 euro al metro cubo, non solo per le attività industriali, ma per quelle, alberghiere, commerciali e direzionali. In altre parole non conta solo l’estensione dei fabbricati, ma anche il loro volume. Per l’amministrazione un atto dovuto. «Devo in parte contestare quanto affermato dal privato - spiega Giovannelli -. Abbiamo adeguato le tariffe come previsto dall’Istat. Ma per le attività industriali e artigiane il calcolo continua a essere fatto su metro quadro e non sul metro cubo». Distinzione importante non solo per i venditori di metri o gli amanti di spazi e misure, ma anche per chi le tasse le deve pagare. «Un capannone è alto anche 9 metri - continua Giovannelli -. Se il calcolo fosse quello sarebbe una rovina. Per industrie e artigiani il costo non è stato alterato. Diverso il discorso per alberghiero, commerciale e direzionale. In quel caso i costi sono aumentati. In altre parole sono stati portati in linea con quelli del resto della città. Ma se ci dovessero essere anomalie siamo pronti a discutere». Anche l’assessore al Bilancio, Francesco Sanciu respinge l’accusa di voler affossare le imprese. «Ricordo che il centrodestra già con la giunta precedente aveva lavorato per ridurre i costi per le imprese e aveva portato il costo di costruzione che si paga in zona industriale dal 10 per cento al 2 - dice Sanciu -. Dobbiamo studiare nei dettagli la determinazione, ma non ci sarà nessuna difficoltà a modificare una eventuale inesattezza. Da quello che so io c’è stato un banalissimo aggiornamento dei prezzi all’Istat. È chiaro che la nostra volontà è andare incontro a chi vuole investire nel nostro territorio». L’amministrazione cancella ogni rischio di sinistra contaminazione. Vuole fare la parte di chi il Capitale non lo legge, ma lo difende. Nessuno sbandamento a sinistra o sabotaggio del manuale sacro delle libertà. Ma qualche dubbio nelle opposizioni resta. «Non conosco nei dettagli questo aspetto - spiega Giorgio Spano, consigliere comunale -, ma faccio una riflessione politica, che va al di là del singolo balzello. Di sicuro se ci dovesse essere un simile aumento è indispensabile rivedere questo aspetto. Ma mi chiedo se il Comune possa richiedere la Bucalossi in una zona industriale in cui le infrastrutture sono realizzate dal Cines, per cui gli imprenditori pagano già la quota». Il rischio è di passare due volte alla cassa per lo stesso prodotto. «Ci sono scelte che non riesco a capire - continua Spano -. La zona industriale di Olbia è anomala, la vocazione del territorio l’ha trasformata in un’area commerciale con insediamenti alberghieri. Il trend è quello della riconversione al residenziale e al turistico. Dobbiamo guidare il fenomeno».
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 26 OTTOBRE 2008

Nizzi chiama i sindaci in assemblea

Decisione contestatissima dalla Regione e dalla Provincia

                                      

di ENRICO GAVIANO
 OLBIA. Il Cines è sempre stato terreno di scontro. Succede anche ora, nel momento del passaggio dalla vecchia gestione a quella provinciale, sancito dalla legge di riordino varata dalla Regione. La presidente Murrighile non può ancora convocare la prima assemblea del nuovo corso, mentre Nizzi ne convoca una (contestata) dei sindaci.
 La presidente della Provincia, per convocare l’assemblea generale che chiuderà la guida Nizzi, aspetta che la Camera di commercio di Sassari indichi la terna dal quale lei dovrà pescare un nome. Quello che si aggiungerà, in assemblea, ai rappresentanti della provincia e del comune di Olbia. Un gruppo ristretto che governerà il nuovo Consorzio Industriale. La scelta, evidentemente, non è semplice. Quasi più difficile che azzeccare un terno secco al lotto. La situazione di stallo deve essere però sbloccata. Pietrina Murrighile convocherà nuovamente domani l’assemblea che aveva intenzione di presiedere già venerdì o ieri, appuntamenti saltati per lo stallo nell’organizzazione presieduta da Gavino Sini.
 Nel frattempo, però, Settimo Nizzi ha deciso di convocare un incontro con i quindici sindaci che fanno parte del vecchio consorzio. Appuntamento domani alle 17. La lettera di invito di quest’assemblea informale è stata firmata dal vicepresidente in carica Giovanni Inzaina, sindaco di Loiri. I comuni che facevano parte del vecchio Cines sono Olbia, Alà dei sardi, Arzachena, Buddusò, Golfo Aranci, Loiri, Monti, Palau, Sant’Antonio, Santa Teresa, Telti, Budoni, La Maddalena, Padru e San Teodoro.
 Una iniziativa che non è piaciuta, in ogni caso, all’assessore regionale all’industria Concetta Rau, che ha scritto al presidente del Cines, nonchè deputato del Pdl, affermando che la potestà di convocare assemblee nel Consorzio è ora solo della presidente della Provincia. Ha preso carta e penna anche Pietrina Murrighile, per contestare i metodi del presidente ormai in uscita, al quale la legge di riordino consente soltanto l’ordinaria amministrazione in attesa dell’insediamento del nuovo vertice.
 Resta ora da vedere quanti sindaci accoglieranno l’invito del loro ex collega di Olbia. Gianni Giovannelli, ad esempio sarà presente, come pure il primo cittadino di Santa Teresa Piero Bardanzellu che sottolinea come «sia normale una discussione per verificare cosa succederà in futuro della risorsa Consorzio Industriale».
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 26 OTTOBRE 2008

«Merci su rotaia, risorsa da salvare»

Cachìa, consigliere regionale Pd, chiede chiarezza a Broccia

  di TIZIANA SIMULA
 OLBIA. La battaglia avviata dal territorio per salvare il servizio ferroviario merci minacciato dalla dismissione, vede in campo anche il consigliere regionale del Pd Carmelo Cachia. L’esponente politico gallurese chiede all’assessore regionale ai trasporti Sandro Broccia di esprimersi in termini chiari sulla vicenda, «dando una risposta definitiva a un problema che potrebbe avere ripercussioni negative sull’intera isola». Cachia ricorda la politica di graduale disimpegno attuata negli anni dalle Ferrovie che ha portato prima alla drastica riduzione del collegamento marittimo con Civitavecchia per il trasporto dei carri ferroviari - il servizio è svolto da una sola nave con corse ridotte - e ora all’ipotesi di smantellamento della tratta Golfo Aranci-Olbia, «cordone ombelicale che unisce il continente alla Sardegna e dà continuità al servizio merci su rotaia», dice il consigliere regionale.
 Sottolineando come Golfo Aranci resti ancora l’unico attracco in grado di sopportare senza difficoltà il servizio merci. «Le soluzioni alternative ipotizzate non offrono garanzia - sostiene -. Spostare il traffico merci su Porto Torres al momento è impraticabile: tra progettazione e realizzazione delle opere passerà molto tempo e sarà una tratta più lunga e onerosa, ma anche l’attracco al molo Cocciani ha il sapore del palliativo. È vero che l’amministrazione vuole liberare il centro dai passaggi a livello ma le soluzioni di tipo urbanistico possono essere adottate senza configgere con gli interessi economici del territorio».
 Smantellare Golfo Aranci, insomma, sarebbe un grave errore. Anche perchè verrebbero disattese le disposizioni dell’Ue che raccomanda il trasporto merci su rotaia anzichè su gomma. Cachia evidenzia anche come il trasporto merci si sia ridotto non per caso «ma per il semplice motivo che le Ferrovie non hanno rinnovato i contratti di trasporto, mettendo in difficoltà molte aziende, costrette a spedire le merci su gomma». Ciò che sopravvive del traffico merci è legato soprattutto all’attività della Keller.
 Una politica gestionale pericolosa che sta gettando incertezza sul futuro dei posti di lavoro e che ha già provocato il trasferimento di dipendenti (una decina di macchinisti) in altre regioni. Senza considerare poi come «la dismissione di aree fortemente appetibili urbanisticamente possa diventare un grosso affare per pochi privilegiati».
 Insomma, è ora che la Regione faccia chiarezza. «Broccia ha lasciato intendere che la Regione vorrebbe ottenere l’autonomia di gestione del servizio ferroviario - conclude Cachia -. A questo punto, bisogna uscire dall’equivoco e dimostrare che il traffico merci su rotaia non è destinato a morire».
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 26 OTTOBRE 2008

GOLFO ARANCI

Il comitato anti-smantellamento prosegue la lotta

GOLFO ARANCI. Da giorni raccoglie firme per dire no allo smantellamento della linea ferroviaria Olbia-Golfo Aranci e alla conseguente fine del trasporto merci via mare con le navi Fs. Ora il Comitato di cittadini interviene per chiarire alcuni aspetti dell’iniziativa «per evitare strumentalizzazioni da parte di chicchessia», dicono i referenti Giorgio Muntoni, Giuseppina Salaris ed Enrico Manzoni. «Il Comitato - spiegano - si è costituito con l’intento di dimostrare che, contrariamente alle posizioni ufficiali dell’amministrazione manifestate in tutte le sedi istituzionali e no, i golfarancini sono contrari allo smantellamento dell’attività delle Fs nel porto perchè consapevoli dell’importanza che in questi anni hanno rappresentato nell’economia del paese e dell’intera regione». Per questo chiedono che alla politica di dismissione si sostituisca quella di potenziamento dello scalo e di rilancio del trasporto ferroviario e invitano la Regione a riconsiderare il Piano regionale dei trasporti «magari acquisendo, oltre ai binari, anche le tratte marittime da e per Golfo Aranci per un rilancio che serva a tutta l’isola».
 L’ipotesi di trasferimento del traffico merci in altre realtà viene considerata una soluzione antieconomica che comporterebbe uno sperpero di denaro pubblico vista la necessità di realizzare strutture ex novo. Oltre al fatto che la maggiore distanza dalla penisola delle sedi alternative proposte - Porto Torres e molo Cocciani a Olbia - farebbe lievitare i costi di esercizio e delle merci. Una battaglia, dunque, che il Comitato è intenzionato a portare avanti con forza. «Condividiamo l’idea di chi sostiene che è il momento delle azioni comuni - concludono i referenti - ma siamo convinti che la gravità della situazione richieda chiarezza e coerenza da parte di tutti, ad iniziare dalla politica che invece, in ogni atto ufficiale, manifesta volontà precise di dismissione pianificando il territorio a prescindere dalla ferrovia: il Piano regolatore del porto di Golfo Aranci, ad esempio, già all’esame del Comitato Portuale, non prevede binari e strutture annesse». La raccolta delle firme proseguirà stamattina sul lungomare (ore 10-13). (t.s.)

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 22 OTTOBRE 2008

Una partita da 210 milioni

La fetta più ricca è Cagliari-Fiumicino, 51 milioni

CONTINUITA’ TERRITORIALE Tutte le compagnie in gara per coprire i collegamenti

  1 continuita 211008  4 ca rynair 221008

di Guido Piga

OLBIA. La partita sulla continuità territoriale, sempre che riesca a decollare, vale 210 milioni di euro. Tanto, secondo i calcoli dell’Enac, guadagnano le compagnie aeree dalle rotte fra i tre aeroporti sardi e quelli di Milano e Roma. E potrebbero essere proprio i soldi a determinare quanti vettori potranno partecipare. Se la mediazione della Regione tra le cinque compagnie in gara non dovesse portare a un’intesa (decisivo sarà lo scalo di Cagliari), l’Enac, a meno che non acceleri per far annullare la continuità, potrebbe decidere di premiare l’unica compagnia che ha i conti in regola: Meridiana.
 Vettori ancora in lite. Le cinque compagnie in gara per la continuità territoriale non si sono mosse dalle loro posizioni: tutte vogliono fare tutti i voli dagli scali di Alghero, Cagliari e Olbia per quelli di Milano-Linate e Roma-Fiumicino. I vettori non hanno ancora presentato all’Enac l’elenco dei voli, con gli orari, che dovranno assicurare da lunedì 27 ottobre per un anno. Hanno tempo fino a domani, 24 ore in cui l’assessore regionale ai Trasporti Sandro Broccia tenterà una mediazione che eviti il caos negli aeroporti e la fine, di fatto, della continuità territoriale.
 Senza l’accordo, i passeggeri sardi, da lunedì, avranno a disposizione un’offerta, mai vista prima, di voli per la penisola. Quelli che si servono di Elmas, solo per fare un esempio, potrebbero trovarsi a dover scegliere tra cinquanta voli al giorno per Roma (i voli minimi, d’inverno, sono infatti dieci).
 Per l’Enac l’eccessiva offerta è una buona ragione, tutta tecnica, per considerare superato il bisogno di tenere in vigore la continuità territoriale. Il presidente dell’ente sull’aviazione, Vito Riggio, ha più volte confidato di essere pronto a inviare al ministero dei trasporti una nota per suggerire l’annullamento della gara. Ma la realtà è diversa. Perché per le compagnie è impossibile avere un ritorno economico, nella lotta tutti contro tutti.
 Business milionario. Fare la continuità territoriale rende parecchio, per la verità. Secondo l’ultima stima dell’Enac, la partita vale 210 milioni di euro. I numeri sono stati pubblicati dall’ente sul suo sito internet, rotta per rotta. Ed ecco il fatturato medio annuo. Cagliari-Fiumicino, tra andata e ritorno, vale 63 milioni di euro, poi ci sono Cagliari-Linate (51 milioni), Olbia-Linate (32 milioni), Olbia-Fiumicino (25 milioni), Alghero-Fiumicino (20 milioni) e Alghero-Linate (19 milioni).
 Cauzione salva-Meridiana. «Le stime sono da utilizzare ai fini della determinazione della cauzione» scrive l’Enac. E proprio il versamento della fidejussione potrebbe stabilire quanti vettori hanno diritto a fare i voli della continuità. In questo momento, solo uno l’ha versata contestualmente alla presentazione dell’offerta: Meridiana. La società dell’Aga Khan ha seguito le indicazioni del primo bando, poi modificato in corsa dal governo Berlusconi per favorire Alitalia e Cai, impossibilitate a sborsare subito 21 milioni di euro (lo faranno domani, quando presenteranno gli orari dei voli). Nel bando non ci sono criteri di valutazione e di scelta e l’Enac potrebbe - secondo una scuola di pensiero - eliminare le compagnie inadempienti sotto il profilo economico (Alitalia, Airone, Airone CityLiner e anche Eurofly).
 54 voli al giorno. E’ il numero minimo delle rotte che le compagnie dovranno assicurare tra la Sardegna e Milano e Roma per novembre, il primo mese pieno della nuova continuità. Eccoli nel dettaglio. Da Alghero devono essere assicurati tre voli al giorno (più ritorno) per Fiumicino e due per Linate (il primo in partenza tra le 7 e le 7.30, il secondo tra le 13 e le 13.30, il terzo tra le 19.30 e le 20; la sequenza vale anche per gli scali di Cagliari e di Olbia). Da Cagliari ci sono dieci voli per Fiumicino e sei per Linate. Da Olbia ci sono tre voli per Fiumicino e tre per Linate (l’anno scorso erano solo due per l’aeroporto milanese).
 Cagliari decisivo. Il grande numero di rotte di Cagliari, alla fine, potrebbe aiutare il lavoro dell’assessore regionale ai Trasporti Sandro Broccia. «Sto sentendo tutte le compagnie, sto cercando di far trovare loro un accordo per dividersi i voli fra i tre aeroporti sardi - spiega Broccia al termine della riunione con la commissione regionale dei trasporti -. Sono fiducioso, riusciremo a trovare una soluzione». Magari, come già in passato, dividendo i voli di Cagliari tra Meridiana e il gruppo Alitalia-Airone (ovvero Cai), sempre che l’ex compagnia di bandiera possa (o riesca) a garantire la continuità. Dei propri voli, ovviamente.
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 22 OTTOBRE 2008

LA MEGA STAZIONE DI SPIRITU SANTU

Galsi presenta la centrale del gas da 19 ettari

I tecnici in città illustrano il progetto, ma arrivano forti critiche dalla politica

   21 ol gas 221008 22 ol gas 221008

23 ol gas 221008di Luca Rojch

OLBIA. La presentazione alla vaselina scivola via per qualche ora in un misto di rampantismo e cosmesi aziendalista. L’imperativo degli uomini della Galsi è dipingere di rosa il futuro del territorio. A metà dell’esposizione il dubbio dilaga nella sala. Forse non si parla della centrale da 19 ettari che dovrà digerire e sparare alla velocità di un proiettile 8 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Forse viene descritto un impianto fatto di marzapane che fa bolle di sapone e dona a tutti l’allegria. I tecnici della Galsi sembrano campioni della reclame capaci di cancellare lo sporco impossibile.
 Tutti trasudano competenze tecniche e spiegano con inspiegabile e non contagioso entusiasmo la differenza tra le ventole tradizionali e quelle della centrale ad alto potere refrigerante. L’interesse collassa vicino allo zero. La platea viene presa per sfinimento. L’impianto non inquina, fa meno rumore del frinire di una cicala ad agosto, nelle foto fatte a un chilometro di distanza la stazione non si vede e in quelle satellitari sembra una foresta lussureggiante punteggiata da qualche tetto.
 Tutto diventa inutile precauzione. Anche la fascia di sicurezza di 20 metri a destra e 20 a sinistra ai lati della condotta del gas sembra essere solo un’imposizione. Sì c’è la legge da rispettare, ma il gasdotto delle meraviglie non ne ha bisogno.
 La condotta attraverserà per 280 chilometri la Sardegna, gli ultimi 15 nel comune di Olbia. Poi la stazione di rilancio. Un area di 19 ettari, 23 mila metri cubi, con edifici altri 15 metri. Tubi e prati all’inglese, scatoloni di lamiera e alberi. I tecnici sono sicuri che la centrale inquina meno di una cucina a gas. 2,6 microgrammi di ossido di azoto per metro cubo, fanno sapere. E fa meno rumore, solo 42 decibel, di una notte agreste, in altre parole di una serata immersi nella campagne. Vaglielo a spiegare che il frinire di grilli e cicale, non è la stessa cosa del ronzio noioso di un motore di jet con la sordina.
 La grandine di numeri e dati scorre alle spalle dell’oratore. Le diapositive illustrano i passaggi del gasdotto che dall’Algeria arriva a una pressione di 180 bar fino a Porto Botte. Là il flusso rallenta. Scorre per 280 chilometri per tutta la Sardegna fino ad arrivare nella zona di Spiritu Santu, a 5 chilometri dal mare. Davanti alla cava di sabbia nascerà la centrale. Incastrata tra l’aeroporto, l’ospedale San Raffaele e la zona ad alto valore turistico che va dalle Saline verso Capo Ceraso.
 Nella stazione il gas viene compresso fino a 200 bar e sparato per altri 275 chilometri oltre il Tirreno, fino a Piombino. All’uscita dalla centrale sul tubo che ha un diametro di un metro e 20 centimetri, scorrerà il metano ad alta pressione e a una temperatura di 50 gradi. La condotta sarà interrata sotto un metro e mezzo di terra. Da Spiritu Santu attraverserà le Saline, la spiaggia e poi si inabisserà in mare. I tecnici della Galsi ci tengono a sottolineare che nulla è lasciato al caso. Lo studio sull’impatto ambientale ha previsto tutte le variabili. O quasi. Dal punto di vista tecnico sembra difficile trovare un punto debole del progetto. Nulla è lasciato al caso dalla società che deve creare la dorsale per trasportare il metano dall’Algeria alla penisola. Il sindaco Gianni Giovannelli fa da mediatore. «La mia posizione - spiega - è legata a quello che decide la maggioranza. Porterò avanti le scelte di tutti. Certo dobbiamo riflettere con attenzione vantaggi e rischi che questa opera ci offre. Le parole dei tecnici mi confortano per quello che riguarda la sicurezza e l’impatto ambientale della centrale. Resta la sua mole impattante su un territorio prezioso. Per questo ho chiesto al presidente Pizzadili di convocare un consiglio comunale aperto e urgente in cui discutere». Galsi nasce dall’unione di diverse aziende. Il gruppo di imprese dovrebbe cominciare i lavori entro l’inizio del 2010. Sempre che nessuno sollevi obiezioni. Per questo la presentazione dei manager della Galsi alla città è un qualcosa di più di un atto formale. Nel pubblico non solo politici, tra loro alcuni agguerriti rappresentanti di Murta Maria, che rischia di venire penalizzata più di altri dalla creazione della centrale. Il gigante a gas si ingentilisce nelle parole dei tecnici della Galsi, che schivano gli assalti di chi protesta, e non si stancano di spiegare a tutti la bontà e la sicurezza del loro progetto. Prodighi di dati tecnici, riescono a dribblare la più inopportuna delle domande. Alla fine riescono a tornare a casa senza avere mai detto se è possibile spostare la stazione di pompaggio dal luogo scelto. Al massimo, fanno capire, se ci sono ragioni fondate si può pensare a qualche modifica. La loro bravura è tutta nel non far sembrare spettatori i proprietari del territorio in cui viene calata dall’alto una centrale da 19 ettari. Col casco e le ruspe accese fanno capire. Tutto è già deciso, ma se vuoi appena finisco ne possiamo parlare.
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 22 OTTOBRE 2008

Chessa: «Non cancellate il traffico delle merci»

24 ol chessa 221008OLBIA. Difende la ferrovia, non come una sorta di don Chisciotte dei passaggi a livello, ma come chi cerca di liberare la città dalla strada ferrata, senza penalizzare il territorio. Ninni Chessa, consigliere Pd, è tra i sostenitori dello smantellamento della ferrovia, ma non del servizio merci per la Gallura. Sabotare il trenino non deve portare alla fine del traffico su rotaia delle merci. Chessa rilancia il nodo che non passa per la città, ma consente a Olbia di non perdere il suo primato. Nel progetto fatto anni fa dal Cines e finanziato dalla Regione le motrici sferraglianno fino al porto industriale Cocciani. Lontano dal centro, senza passare in città.
 Tutto parte dall’arretramento della stazione. Il capolinea dei treni verrà portato indietro e la città si libererà di un giogo per il suo sviluppo. Chessa in una interrogazione al sindaco chiede che si parli in consiglio non della decisione di spostare la stazione, difficile trovare qualcuno che si opponga, ma della scelta di abbandonare il traffico merci su rotaia. Nel progetto globale è previsto che Porto Torres diventi il primo scalo merci del nord Sardegna. «Non dobbiamo perdere questa posizione di vantaggio - afferma Chessa -. La Gallura ha una posizione favorevole di sbocco per una larga parte della Sardegna. Cancellare del tutto il traffico merci significherebbe impoverire il nostro territorio». Nell’interrogazione si offre anche l’alternativa. Lo snodo ferroviario del traffico merci potrà avere il suo punto di arrivo nel porto Cocciani. Esiste un progetto dettagliato del Cines e già finanziato. Nella conferenza di servizi questa soluzione sembra essere stata scartata. Sacrificata forse sull’altare degli equilibri geopolitici a favore dello spostamento sull’asse di Porto Torres.
 Chessa non vuole fare lo spettatore di decisioni prese dalla maggioranza. Nella sua interrogazione cerca di aprire un dialogo che non si limiti al presente, ma orientata anche a una visione a lungo termine. «L’ideale sarebbe che noi allontanassimo le ferrovie dalla città con una circonvallazione esterna - spiega Chessa - questo resta un obiettivo per il futuro, che non dobbiamo dimenticare. Ma voglio che in consiglio si discuta del presente e delle decisioni da portare nella conferenza di servizi. Spesso dal dibattito dell’aula sono nate posizioni unitarie, condivise anche dalla minoranza. Sui grandi temi le distanze si riducono. Credo che anche sul futuro del sistema dei trasporti si potrebbe trovare una sola voce di tutta l’aula che difenda il patrimonio e la centralità della Gallura nel sistema dei trasporti. Sarebbe importante che questo avvenisse prima della conferenza di servizi della fine del mese, per questo chiedo l’apertura del dibattito in aula». (l.roj.)

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 22 OTTOBRE 2008

LE REAZIONI

Proposta choc: «Meglio spostarla nell’area di Ottana»

OLBIA. Il proiettore getta il suo raggio magico, cattura l’attenzione del pubblico, mentre una voce illustra ogni diapositiva con esaustiva monotonia. Il film del gasdotto va in onda. Meccanismo collaudato che ha come primo effetto una forma di labirintite di massa. Per oltre un’ora si resta in ascolto, poi qualche timido intervento tecnico. Si alza il proprietario di un 44 olbarz 011008agriturismo rurale che ha scritto una lettera in legalese e chiede lo spostamento della stazione. Protesta anche il proprietario di una vigna che vede una parte dei filari sparire in nome di un futuro a tutto gas. Piccole lamentele che vengono spazzate via dal primo intervento di peso. Uno schiaffo. «Non possiamo far nascere una simile struttura in una delle zone di élite del turismo Europeo - tuona il leader dell’opposizione in Comune, Nardino Degortes -. Chiedo che il sindaco convochi subito un consiglio straordinario in cui parlare di questa stazione. Non deve nascere in Gallura, noi non la vogliamo». Una sassata che disintegra solo l’imbarazzo, perché anche una larga fetta della maggioranza contesta la posizione della struttura. «La stazione è molto avanzata dal punto di vista tecnologico - spiega il capogruppo di Forza Italia, Giampiero Mura -. Ma noi non la vogliamo in quella posizione. Bisogna studiare una alternativa. La stazione è nel corridoio che tutti gli aerei utilizzano per atterrare al Costa Smeralda. In altre parole è la prima cosa che vedono della nostra città. Per noi la soluzione deve essere un’altra». Sulla stessa posizione anche il presidente del consiglio comunale, Tonino Pizzadili. «La vocazione della nostra terra è turistica - spiega -, non possiamo pensare a una struttura simile per di più nelle nostre campagne». Chiede un ampio dibattito anche Marino Achenza, Pd. «Il progetto è aperto - afferma -, se ne deve ancora discutere, c’è un aspetto di compatibilità economica. In questo modo un’area molto pregiata viene deprezzata». Tra gli oppositori più decisi c’è il consigliere Marco Varrucciu, Pd. Quasi un ultrà degli anti stazione. «La centrale dovrebbe essere fatta in un area già degradata e non in una ancora vergine - afferma -. Noi non la vogliamo. Spostiamola a Ottana». (l.roj.)
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 22 OTTOBRE 2008

DIRTY MONEY

Milano, rinviato dal gip Salvini l’interrogatorio di Giuseppe Melzi

25 ol melzi 221008 26 ol melzi 221008OLBIA. L’inchiesta “Dirty money” della procura distrettuale milanese è giunta alla battute finali. Ieri il pm Mario Venditi e il gip Guido Salvini hanno rinviato, per eccezioni procedurali, l’interrogatorio dell’avvocato Giuseppe Melzi, la presunta “mente economica“ della banda di affiliati alla Ndrangheta che faceva capo alla «famiglia Ferrazzo».
 A sollevare le eccezioni, e far slittare l’incidente probatorio che prevedeva l’interrogatorio del legale milanese, è stato l’avvocato di Salvatore Zoccola, uno degli indagati della mega inchiesta della Dda lombarda che mise a nudo - dopo il fallimento di una finanziaria di Lugano - un intreccio di colletti bianchi e affiliati alle cosche mafiose che erano fortemente intenzionati a investire sul mattone i proventi di grassazioni, estorsioni e traffico di droga.
 Il legale di Salvatore Zoccola - ritenuto il “finanziere” della banda, colui che cercava gli investimenti sui quali ripulire i narcoeuro - ha messo in dubbio la legittimità degli atti compiuti dalla magistratura svizzera in Italia, ipotizzando carenze difensive. Eccezioni che hanno impegnato i magistrati per diverse ore, prima d’essere respinte in blocco. Questo pomeriggio dovrebbe essere il turno di Salvatore Paulangelo, finanziere che operava a Olbia e in Gallura. Stando ai capi d’accusa il gruppo avrebbe investito parte del danaro ripulito nella finzanziaria svizzera dichiarata fallita «negli investimenti immobiliari effettuati in Spagna e Sardegna da Salvatore Paulangelo, Salvatore Zoccola e Paolo Desole, che operavano anche per conto e nell’interesse di Fortunato Andali, di Sergio Iazzolino e dell’associazione a delinquere di stampo mafioso denominata cosca Ferrazzo». A Olbia l’avvocato Melzi era particolarmente attivo. Era socio in alcune società, che disponevano di terreni edificabili, indicate nell’ordinanza della procura milanese che aveva scoperchiato il caso, come veicoli di reinvestimento del denaro. In particolare la “Pasim” e la Gmp, società che possedevano terreni a Spiritu Santu e a San Nicola e che fra i soci contavano Melzi, l’imprenditore Giovanni Antonio Pitta, Salvatore Zoccola e Salvatore Paulangelo. Alcuni mesi fa il gip di Milano Salvini aveva ordinato il sequestro di 500 ettari di proprietà della Pasim, in località Spiritu Santu, Loiri e Ovilò, dando una brusca accelerata a un’inchiesta rimasta sotto traccia da tempo. Ora gli incidenti probatori, dopo la formale chiusura delle indagini che precede le decisioni finali del pubblico ministero.
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 22 OTTOBRE 2008

Asl, spunta il nome di Bruno Contu: è in corsa per la direzione sanitaria

27 ol asl 221008OLBIA. Spunta un nome totalmente nuovo per coprire il posto di direttore sanitario alla Asl di Olbia. La fonte è autorevole e parla di Bruno Contu, attuale responsabile sanitario dell’ospedale civile di Sassari. Che sia un profondo conoscitore dell’ambiente, non c’è dubbio. E proprio questa è una delle caratteristiche che cerca (insieme alla capacità organizzativa) il manager della Asl Giorgio Lenzotti. Non è stato lui, comunque, a dare il nome. E’ un’indiscrezione, come tante altre prima di questa, che potrebbe anche essere quella buona. Se sarà davvero così, ovviamente lo si saprà soltanto tra qualche giorno quando il direttore generale dell’azienda gallurese ufficializzerà la nomina. E’ dal 2 settembre scorso, appena è uscito di scena Renato Mura (ora al vertice dell’azienda mista di Sassari), che il posto di direttore sanitario a Olbia è vacante. Da una ventina di giorni lo sta occupando, in via provvisoria, Maria Teresa Fenu, che è invece direttore sanitario del presidio ospedaliero di Olbia. Cioè lo stesso ruolo che Bruno Contu ha, ancora adesso, nel Santissima Annunziata di Sassari. Se fosse lui, dunque, a sedersi sulla poltrona della direzione sanitaria, la scelta di un non sardo sarebbe stata accantonata, o forse non è mai stata presa in considerazione.
 In questo mese e mezzo, il nome di Contu non era mai apparso. Se ne sono fatti tanti, e i più gettonati sembravano essere quelli di Liliana Pascucci, consigliere comunale del pd e responsabile del consultorio, Domenico Mannironi, medico di famiglia, ex sindaco di San Teodoro e ora consigliere provinciale del pd; Giovanni Secchi, primario di medicina; e Tonino Saba, responsabile dell’igiene pubblica. (s.p.)

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 22 OTTOBRE 2008

Bar e ristoranti, c’è aria di crisi «Ma non è un’estate da buttare»

          29 ol crisi 221008      30 ol crisi 221008

di Alessandro Pirina

OLBIA. La crisi economica non trova posto in ristorante. Per mesi si è parlato di guadagni dimezzati e di estate da dimenticare. Una tesi confermata dalla Confesercenti del Nord Sardegna, che, in base a un’indagine svolta tra aziende che operano nella fascia costiera che da Alghero porta a San Teodoro, ha decretato un forte arretramento della domanda nei bar e nei ristoranti. Eppure, a sentire gli esercenti di Olbia, la stagione, pur con i dovuti distinguo, ha ottenuto un voto più che sufficiente.
 «Eccome se la crisi c’è - mette le mani avanti Pier Franco Bussu, titolare del Cafè Nord Est -, ma per quanto ci riguarda non possiamo lamentarci. Per noi è stata una stagione più che buona. Se parliamo di cassetto do sicuramente un voto positivo. Questo perché la nostra azienda ha diversificato il lavoro, ha allargato i propri orizzonti. Non più solo bar, ma anche cene, grandi eventi in ville o barche». Bussu promuove il nuovo corso del suo locale, ma sulla pura attività di bar ammette differenze rispetto al passato. «Che ci siano meno soldi in giro è un dato di fatto. Se tre anni fa vendevo 50 bottiglie di champagne alla mescita, quest’anno non sono andato oltre le dieci. Ma in compenso sono aumentate le colazioni, gli aperitivi». Insomma, più scontrini del 2007, ma cifre più contenute. Eppure i prezzi dei locali sono lievitati come nelle grandi città. Per certi versi, Olbia è più cara di Roma e Milano. «Ammetto che con le lire eravamo uno dei bar meno economici del territorio, era la nostra politica. Ma con l’ingresso dell’euro siamo rimasti fermi, perché un aumento sarebbe controproducente». Fa lo stesso discorso Giuseppe Addis, titolare del ristorante «Isola Bianca» alla stazione marittima. «Nessun ritocco dei prezzi - dice -, perché in momentacci come questo un simile gesto di follia sarebbe per noi esercenti la fine del mondo. La crisi si sente, ma noi dobbiamo farvi fronte. Nel nostro settore si registra troppa mancanza di professionalità. La categoria deve fare mea culpa, perché il cliente chiede la qualità». Insomma, un’estate da cancellare? «Assolutamente no. C’è stato un calo di presenze, una leggera flessione, ma tutto sommato è stata una buona stagione. Non credo che Olbia si possa lamentare, anche perché non si era mai vista tanta gente in giro come quest’anno». Come dire, la crisi c’è, ma non così catastrofica come viene dipinta. «E’ mancato il turismo di massa - spiega Luca Quilichini, titolare del Mama Beach di Pittulongu -. Al ristorante abbiamo avuto un incremento del 20% rispetto al 2007 grazie a una clientela medio-alta. Ma come bar il calo è stato vistoso. Non c’era gente in spiaggia. Il tutto esaurito degli anni scorsi non si è visto nemmeno a Ferragosto. Quindi, se per quanto mi riguarda sono soddisfatto, come professionista turistico è stato un flop». Per Quilichini il futuro della Sardegna è nero. A meno che non si cambi registro. «Non è più l’isola selvaggia di trent’anni fa, oggi il turista non si accontenta del mare, ma vuole anche servizi e divertimento. Bisogna fare come la Romagna, dove i locali stagionali devono aprire per almeno quattro mesi. Qui da noi, il 90% degli imprenditori lavora per massimo 25 giorni, incassa e poi se ne va col bottino».
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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 22 OTTOBRE 2008

IL RAPPORTO

Il 42% dichiara incassi in calo

OLBIA. L’indagine della Confesercenti ha interessato decine di gestori della fascia costiera. Nel territorio di Olbia-Tempio il giudizio sulla stagione appena conclusa non è stato del tutto positivo: ottima per un esiguo 5%, buona per il 37, appena sufficiente per un altro 37, addirittura scarsa per il 21. Per quanto riguarda le vendite il 42% del campione di intervistati ha registrato un netto calo dei volumi di affari contro il misero 5 degli esercenti in attivo. Il restante 53%, invece, dichiara gli stessi incassi del 2007. Tra chi ha denunciato il calo la metà comunica un segno negativo che arriva fino al 20%, mentre il 13% dice di superarlo abbondantemente. Invece, quei pochi esercenti che parlano di incremento dichiarano tutti di aver incassato tra il 10 e il 20 per cento in più del 2007. (al.pi.)
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 21 OTTOBRE 2008

L’ISOLA E I NODI DEI TRASPORTI

Continuità a rischio, lotta contro il tempo

In pista troppe società: 5 per i 3 scali Giovedì si decide, Meridiana ricorre

Vertici Enac soddisfatti dalle chance offerte dalla concorrenza La Regione non è d’accordo e media per un’intesa tra le compagnie

       1 continuita 211008 2 continuita 211008

di Guido Piga

OLBIA. La continuità territoriale è a rischio. Non perché mancano le compagnie disposte a fare i voli a “prezzi politici” tra la Sardegna e la penisola. Anzi, proprio perché ce ne sono troppe: cinque che si candidano (in concorrenza) a servire tutt’e tre gli aeroporti sardi. Per l’Enac, questo significa che c’è molto mercato e che il trasporto aereo non ha più bisogno degli incentivi (e della protezione) della continuità. Un’ipotesi respinta dalla Regione, impegnata a per un’intesa tra le compagnie.
 Cinque compagnie aeree hanno partecipato alla gara per la nuova continuità che prenderà il via lunedì 27 ottobre. Sono Meridiana, Eurofly, Alitalia, Airone, Airone CityLiner. È un numero molto alto. Ma la novità, che rischia di scardinare l’impianto politico della continuità, è un’altra. Tra i vettori, come era sempre avvenuto in passato, non c’è alcun patto di non belligeranza, anche perché l’Enac, l’ente pubblico che vigila sul trasporto aereo, non può più mediare, dopo le censure dell’Unione europea.
 I vettori in corsa hanno presentato offerte per fare tutti i voli fra i tre aeroporti sardi (Alghero, Cagliari, Olbia) e i due della penisola (Milano-Linate e Roma-Fiumicino). Questo significa che, dalla prossima settimana, i passeggeri sardi avranno (almeno teoricamente) un’offerta di voli mai vista prima. Un esempio: dall’aeroporto di Olbia verso Milano, o verso Roma, ogni giorno partiranno quindici aerei, divisi tra la mattina, il pomeriggio e la sera. In questo caso non ci saranno più solo i voli di Meridiana, ma anche quelli di Alitalia e Airone. Stesso discorso per Alghero e Cagliari. Per le compagnie è ovviamente una situazione insostenibile sul piano economico. Ma al momento nessuna vuole fare un passo indietro, né fare la prima mossa per accordarsi con la concorrenza.
 Uno scenario che autorizza l’Enac ha mettere in dubbio l’efficacia della continuità. In più di un’occasione, il presidente dell’ente, Vito Riggio, ha avanzato un ragionamento che, se accolto dal governo, libererebbe i cieli della Sardegna. Il fatto che così tante compagnie vogliano volare dalla Sardegna - è il nucleo del pensiero di Riggio - dimostra che c’è un mercato forte e che non sono più necessari gli incentivi della continuità per attrarre nell’isola le compagnie.
 Un ragionamento che Riggio starebbe per mettere nero su bianco in una nota da inviare al ministero dei Trasporti. Di fatto, sarebbe una richiesta per far saltare la continuità, ritenuta dall’Enac superata dal libero mercato.
 Contro questa ipotesi, però, ci sono altri, convincenti argomenti. Uno lo ha portato avanti, anche se informalmente, l’ex deputato e padre della continuità Antonio Attili. Che ha inanzittutto smontato la tesi sul mercato ricco su cui si fiondano le società per fare grossi profitti.
 «Non è così, perché le compagnie che hanno presentato offerte non sono cinque ma due - è stata la spiegazione di Attili all’Enac -. Meridiana ed Eurofly appartengono al gruppo dell’Aga Khan, Alitalia e Airone stanno per fondersi in Cai». Messa così, rispetto al passato, le compagnie che accettano la continuità diminuiscono: fino a questo momento sono tre (Meridiana, Alitalia, Airone), dal 27 ottobre saranno due (gruppo Aga Khan e Cai).
 Ancora più forte è la difesa della Regione. L’assessore ai Trasporti Sandro Broccia è consapevole dei pericoli che corre la continuità (ma non i passeggeri, che comunque sono al momento garantiti). Se le compagnie si sfideranno a colpi di voli, sarà un massacro finanziario. L’Enac venerdì ha chiesto alle cinque compagnie l’elenco dei voli che intendono effettuare dalla Sardegna verso la penisola, ma a ieri non ha ricevuto neanche una risposta (c’è tempo fino a giovedì, quando saranno firmate le convenzioni). È possibile che ci siano sovrapposizioni, per esempio Alitalia e Meridiana che fanno lo stesso volo nello stesso orario. L’Enac, in mancanza di criteri di scelta (nella gara non sono stati previsti), sarebbe senza poteri. Un caos. Proprio per questo Broccia si è attaccato al telefono. Ha sentito le compagnie, sta cercando di metterle d’accordo per dividersi gli aeroporti sardi. Conta di trovare un’intesa entro mercoledì, anche se l’operazione è complicata dalla rivalità tra le società. Ieri mattina Meridiana ha presentato al Tar del Lazio il ricorso per fare escludere dalla gara Alitalia e Airone CityLiner, due vettori ritenuti incapaci di garantire i voli. Un’accusa pesante che la compagnia di Olbia conta di far dimostare come vera dai giudici amministrativi. Anche senza l’appoggio legale della Regione. Quello, per l’Aga Khan, arriverà in un altro momento. La Sfirs ha confermato che sono in corso le trattative per l’ingresso nel capitale sociale di Meridiana. «Ma la fase è delicata, non possiamo aggiungere dettagli» dicono fonti della finanziaria.
 Per la Regione adesso la priorità è un’altra. «Dobbiamo riuscire a far siglare un patto tra le compagnie» dice Broccia. Altrimenti la continuità potrebbe finire.
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 21 OTTOBRE 2008

Intanto Ryanair rilancia

Iniziative per il rafforzamento con basi stabili ad Alghero e a Elmas, oggi i dettagli dei progetti

3 ryanar 211008di GIANNI OLANDI
 ALGHERO. C’è attesa nel mondo politico e imprenditoriale per la conferenza che si terrà stamane alle 12 in aeroporto. Analogo incontro è fissato nello scalo di Elmas. Nelle convocazioni, delle società aeroportuali Sogeaal e Sogaert, si annunciano «importanti comunicazioni».
 Il livello delle comunicazioni deve essere evidentemente particolare, visto che ad Alghero parteciperanno l’assessore regionale ai Trasporti, Sandro Broccia, e i rappresentanti istituzionali del territorio. A Cagliari l’incontro sarà presieduto dal presidente della Regione, Renato Soru. Molte sono le partite in piedi negli aeroporti sardi e tra queste c’è una fortissima attenzione per le evoluzioni che il trasporto low cost può determinare nel trasporto aereo da e per la Sardegna. La Regione ha recentemente annunciato l’intenzione di entrare nel pacchetto azionario di Meridiana a Olbia attraverso la finanziaria Sfirs. Sempre la Regione da tempo è impegnata in un confronto ai massimi livelli con la compagnia irlandese Ryanair che ha cominciato a operare su Alghero con tratte internazionali prima, e nazionali a seguire, l’ultima per lo scalo di Forlì diventerà operativa dal prossimo 4 di dicembre, realizzando volumi di traffico piuttosto consistenti al punto che oggi circa il 50 per cento del movimento passeggeri a Nuraghe Biancu è targato irlandese. Ma Ryanair opera anche su Cagliari dove peraltro intende potenziare le tratte in particolare quelle nazionali.
È quindi possibile che le «importanti comunicazioni» annunciate dalle due società di gestione riguardino gli accordi raggiunti con la Ryanair, stavolta anche sul piano strutturale e operativo.
 Un vecchio progetto che ipotizza la trasformazione della Sardegna, gli scali di Alghero e Cagliari, in una piattaforma del traffico aereo per l’Europa e il Mediterraneo.

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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 21 OTTOBRE 2008

Contro gli aiuti statali traversate senza spese anche oggi e domani

Moby, viaggiano gratis 3000 sardi

 4 moby 211008 OLBIA. Sono quasi tremila i sardi che ieri hanno viaggiato gratis sulle navi della Moby Lines nel primo dei tre giorni dell’iniziativa voluta dall’armatore Vincenzo Onorato contro il ruolo della Tirrenia e per sensibilizzare i passeggeri sulla questione della continuità territoriale con la Sardegna. L’offerta - sottolinea la compagnia - è valida anche oggi e domani su Moby Wonder, Freedom e Tommy che collegheranno Olbia e Piombino, con partenza alle 10 (ritorno alle 22) e Olbia e Livorno, con partenza alle 21 (ritorno alla stessa ora). È probabile che alla fine saranno quasi novemila nell’isola che beneficeranno dell’idea di denuncia avuta dal patron della Moby. Il quale da Olbia ha rilanciato le sue accuse. «Un successo inaspettato - ha infatti commentato - In appena una settimana sono quasi diecimila le persone i sardi che hanno sottoscritto la raccolta firme («Sardegna, sei felice di Tirrenia?») sul sito www.moby.it». L’armatore napoletano la settimana scorsa aveva lanciato una campagna di sensibilizzazione contro il Gruppo Tirrenia che «riceve dallo Stato circa 182 milioni di euro per garantire la continuità con le isole». «È necessario far nascere nei sardi una coscienza - ha proseguito Onorato - che li porti a gestire direttamente la politica dei trasporti. I collegamenti non possono essere gestiti da Roma». «Da gennaio sulle nostre navi sono saliti 2 milioni e mezzo di passeggeri, con un incremento dell’1,5%. Per questo - ha concluso - diciamo basta al monopolio Tirrenia e chiediamo gare europee».
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 21 OTTOBRE 2008

Moby-Tirrenia, la sfida parte dall’Isola Bianca

Onorato offre viaggi gratis ai sardi: «Devono essere consapevoli dei loro diritti»

             14 ol moby 211008     15 ol moby 211008

di Giampiero Cocco

 OLBIA. Per tre giorni, da ieri notte, i sardi che partono da Olbia viaggiano gratis sulle tratte per Piombino e Livorno. «Serve per sensibilizzare i passeggeri isolani su un diritto che, dal dopoguerra, gli è negato: gestire in proprio, senza la longa manus di Roma, i trasporti marittimi da e per l’isola». Vincenzo Onorato scomoda, per dare spessore alla sua battaglia contro il management della Tirrenia, due ex presidenti regionali: il democristiano Efisio Corrias e il sardista Mario Melis.
 «Loro, così come l’attuale governatore Renato Soru - ha spiegato ieri Vincenzo Onorato - erano perfettamente consapevoli dei disagi che la compagnia di Stato, che brucia 200 milioni l’anno di sovvenzioni, assicura ai passeggeri isolani. Ma non poterono fare nulla contro un manager che dal 1984 timona, con i negativi risultati che sono sotto gli occhi di tutti, la compagnia di navigazione di Stato, Franco Pecorini. Il gruppo Tirrenia, in un momento di recessione economica planetaria, avrebbe presentato un piano industgriale che dovrebbe costare poco meno di un miliardo di euro ai contribuenti italiani. Un qualcosa che va contro le regole dell’Unione europea, che vieta le sovvenzioni statali».
 Vincenzo Onorato, seduto sulla terrazza coperta della Moby Freedom, ormeggiata all’Isola Bianca di Olbia, dà le spalle al (ex) traghetto veloce «Scorpio», ufficialmente fermo per ragioni tecniche e ufficialmente a disposizione per l’impiego in situazioni di emergenza.
 «Uno spreco di danaro pubblico sulla pelle dei sardi e di quanti debbono avere a che fare con le rotte monopolizzate dalla Tirrenia - dice Vincenzo Onorato -: io sono il primo a dire che la compagnia che rappresento sarà pronta a partecipare alla gara d’appalto internazionale che dovrebbe, per inderogabili disposizioni europee, essere bandita per le rotte attualmente servite dalla Tirrenia. E senza tagli al personale navigante, che dovrebbe invece essere notevelmente incremetato per garantire ai passeggeri quei servizi di qualità per i quali paga il biglietto». Il sito online della Moby raccoglie le firme contro le sovvenzioni alla Tirrenia, così come adesioni vengono raccolte nei desk delle biglietterie sarde e toscane della Moby. In due giorni ottomila adesioni, e si prevede di superare la cifra di cinquantamila da quì alla fine del mese.
 «Presenteremo le firme sulle esigenze dei sardi al Governo, che sta per varare una nuova proroga alla Tirrenia, sino al 2012». Nel frattempo sulle rotte tra Cagliari e Civitavecchia continuano a viaggiare le vecchie navi che impiegano sedici ore per andare da un porto all’altro.
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 21 OTTOBRE 2008

Roma, il sindaco discute il dopo ferrovie

Nel vertice con Trenitalia dialogo sulle volumetrie nelle aree dismesse

         29 ol prost 141008 30 ol rom 211008 16 ol roma 211008

di LUCA ROJCH
 OLBIA. Da piccolo non ha mai sognato di fare il capostazione. Ora smonta bullone dopo bullone la ferrovia dal centro della città. Il sindaco Gianni Giovannelli sogna di essere l’uomo che ha distrutto il trenino, che ha sfilato la spada di ferro affondata nel cuore della città. Per ora è quasi risucito a cancellare la stazione.
 A dire il vero la conferenza di servizi che doveva celebrare la fine della stazione è saltata, ma il sindaco in delegazione con l’assessore all’Urbanistica, Marzio Altana e il dirigente Antonello Zanda, ha incontrato a Roma il responsabile della Rfi Carlo Devito e e responsabile direzione di Cagliari, Silvano Campedel. Sul tavolo i progetti di arretramento della stazione e il futuro della striscia di terreno che si apre al centro della città. «In questa riunione scriviamo le regole che serviranno nella conferenza di servizi - spiega Giovannelli -. Quantifichiamo metri cubi, aree commerciali, residenziali, spazi pubblici. Tutto in via indicativa. È chiaro che prima di tutto studieremo la cosa tutti insieme in maggioranza. Qua cerchiamo di capire quali possono essere le linee generali». Ma il sindaco sembra avere già pronto un pacchetto di rivendicazioni immediate. «Resta ferma la mia richiesta di aprire dei varchi tra via Nanni e via Escrivà in modo da superare da subito il blocco della ferrovia - aggiunge -. Abbiamo chiesto che il muro delle ferrovie in via D’Annunzio venga abbattuto o abbassato. Sono piccoli accorgimenti». Il sindaco si veste da capostazione e guida la linea dell’amministrazione anche sul futuro dello scalo merci. «Fino a ora in pochi sembrano avere compreso che la posizione dell’amministrazione è definita anche sul trasporto merci - continua Giovannelli -. Il futuro dell’Isola Bianca è legato al traffico passeggeri con la crescita delle navi da crociera, quest’anno saranno più di 120. A queste vanno aggiunti i passeggeri che arrivano dalle navi di linea, in continua espansione. Si disegna un futuro della città legato alla nautica da diporto e ai maxi yacht. Poi si vuole salvare la tradizione della mitilicoltura. Nello stesso tempo si promette guerra se si annuncia un trasferimento a Porto Torres di una parte del traffico merci su rotaia. Non dico che dobbiamo abbandonare le ferrovie. Ricordo a tutti che abbiamo previsto una banchina per la merce che viaggia su rotaia al porto Cocciani. Noi non vogliamo abbandonare il traffico merce che viaggia sui treni, non vogliamo che passi nel cuore della città. La vocazione turistica di Olbia non può essere snaturata. È necessario fare scelte, che in ogni caso non escludono il trasporto merci su rotaia».
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 21 OTTOBRE 2008

Omaggio dell’Arma al maresciallo Tazioli i carabinieri gli intitolano una sala

  17 ol tazioli 211008   18 ol tazioli 211008

OLBIA. Una colonna non solo per i carabinieri, ma anche per tutta la città. Il luogotenente Vincenzo Marco Tazioli non è solo un pezzo di storia per l’Arma, l’uomo che quasi con le sue mani ha costruito la nuova caserma in città, ma lui, nato a Monticiano in provincia di Siena, era diventato un figlio nobile di Olbia. Tazioli è scomparso nel 2005, quattro mesi dopo essere andato in pensione. Ora i carabinieri lo ricordano e gli intitolano in una giornata speciale la sala conferenze della caserma. Alla cerimonia erano presenti la moglie Antonietta e il figlio Michele, anche lui carabiniere. A ricordare la figura dell’uomo e del militare c’erano il generale Carmine Adinolfi, il colonnello Giovanni Spirito, e il capitano Luigi Bramati. Dall’altra parte del palco una folla di divise e di amici di Tazioli. «È un esempio del lavoro dei carabinieri non solo diretto alla repressione del crimine, ma anche alla prevenzione - dice il generale Adinolfi -. Il lavoro più complesso e oscuro, quello che avvicina il cittadino ai carabinieri». (l.roj.)
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 21 OTTOBRE 2008

Maxi impianti e piccoli campetti nel bilancio ci sono soldi per tutti

21 ol soldi 211008 22 ol soldi 211008 23 ol soldi 211008

24 ol soldi 211008di ALESSANDRO PIRINA
 OLBIA. Il sogno di Franco Rusconi di una Milanello in salsa gallurese potrebbe avverarsi a breve. Il presidente dell’Olbia non ha mai nascosto di voler regalare a tifosi e giocatori una struttura degna di una grande squadra. E da parte del Comune si registra piena disponibilità alla sua operazione. Ma la crescita sportiva della città non passa solo attraverso i sogni del numero uno dei bianchi.
 Negli ultimi anni Olbia si è arricchita di nuovi campi e campetti, disseminati nei vari quartieri. Strutture che, però, per poter essere utilizzate al meglio hanno ancora bisogno di lavori. E, quindi, soldi pubblici. Ad Angelo Cocciu, assessore a Sport e Politiche giovanili, una mano è arrivata dall’ultimo consiglio comunale, quando è stata votata la variazione di bilancio. Un provvedimento che ha portato alle “casse sportive” ben 380 mila euro. Di cui 250 mila per il campetto in erba sintetica di Tanca Ludos. Una struttura in passato utilizzata dall’Olbia Calcio per gli allenamenti settimanali, ma penalizzata dall’assenza degli spogliatoi. Cosa che per diverso tempo ha costretto i bianchi a fare la spola tra l’erba di Tanca Ludos e le docce del Nespoli. «Con questi soldi - dice Cocciu, che da poco ha ottenuto dal sindaco la delega per l’edilizia sportiva, prima in capo a Gesuino Satta - realizzeremo gli spogliatoi e l’illuminazione esterna, di modo che il campo possa essere utilizzato al meglio». La variazione di bilancio ha poi previsto altri 60 mila euro per opere di manutenzione straordinaria sempre a Tanca Ludos, più altri 70 mila per gli spogliatoi dell’Olbia Rugby, il cui campo si trova nella stessa zona. In tal caso, però, il Comune si è limitato a concedere alla società un terreno a convenzione. Nuovi spogliatoi anche per il campo Caocci, dove di casa sono il Porto Rotondo, l’Olbia Calcio femminile, più squadre giovanili e di categorie inferiori. Il totale previsto è 200 mila euro, in questo caso da ascrivere al vecchio bilancio. Come i 60 mila destinati al circolo bocciofilo, che sarà all’interno del parco Fausto Noce. In attesa che le nuove opere vedano la luce Cocciu annuncia che nei prossimi mesi saranno terminati i lavori del campo di zona Basa, dove entro novembre (anche se il termine previsto era giugno) saranno consegnati gli spogliatoi. «A quel punto potremmo affidarlo all’Olbia Calcio, che ha ne fatto richiesta per la nuova cittadella sportiva». Già, il sogno di Rusconi: un campo in erba, una foresteria per i calciatori, un ristorante aperto anche agli esterni. «Il Comune - spiega Cocciu - potrebbe concedere alla società il campo e le aree intorno, che rimarranno sempre pubblici, mentre l’Olbia dovrà provvedere a tutte le strutture necessarie. A partire da manto erboso e illuminazione». Nelle prossime settimane finiranno anche i lavori del «Meloni», che mesi fa fu al centro di feroci polemiche per le condizioni in cui erano costretti ad allenarsi i 350 baby calciatori della Virtus. Ma il Comune non pensa solo al pallone: il PalaDeiana è gestito dall’Olbia 2000, che raccoglie Pallavolo Olbia, Hermaea e Olimpia, mentre le palestre di via Nanni, Isticadeddu, via Cimabue e la «Diaz» ospitano varie società. E per il futuro? «Vorrei dedicarmi agli sport minori. Come un mini skate-park o un’area da destinare agli amanti del “soft air”, la guerra simulata».
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 19 OTTOBRE 2008

La Sfirs verso l’acquisizione di un pacchetto azionario

La Regione entrerà in Meridiana

E va avanti anche l’idea della newco per le manutenzioni

2 reg mer 191008OLBIA. In attesa di un socio straniero, l’Aga Khan potrebbe averne uno sardo: la Regione. Attraverso la Sfirs, la giunta di Renato Soru sta studiando la possibilità di entrare nel capitale di Meridiana. «E’ un modo per sostenere con forza la compagnia aerea» dice una fonte regionale che vuole mantenere l’anonimato. Del resto, gli aiuti di Stato non sono più un tabù e l’iniziativa pubblica potrebbe essere decisiva nella partita sulla continuità territoriale. Entro giovedì, le cinque compagnie (Meridiana, Eurofly, Alitalia, Airone, Airone CityLiner) che hanno accettato gli oneri dovranno presentare all’Enac l’elenco dei voli. Tutte vogliono volare dai tre aeroporti sardi verso Roma e Milano, una situazione al limite del caos che la Regione cercherà di regolare.
 La Sfirs. Soru ha voluto cambiare la mission della finanziaria regionale. La sta trasformando in una piccola Iri capace di sostenere l’economia sarda. In quest’ottica, la Sfirs ha avviato con Meridiana trattative per costituire una newco nel campo della manutenzioni aeronautiche. L’hangar di Olbia diventerà un’“officina” capace di offrire servizi a tutte le compagnie italiane e straniere (Iberia, per esempio), non solo a Meridiana. Adesso emerge che la Sfirs in futuro potrebbe entrare in società con l’Aga Khan comprando azioni della compagnia, e dunque investendo denaro fresco per il piano di rilancio. «Stiamo ragionando su questa possibilità - confida una fonte della Regione - e abbiamo avviato i primi contatti per portare a termine l’operazione».
 Meridiana, oltre al consistente apporto finanziario, avrebbe dalla Regione anche un rilevante sostegno politico. Un passo forse decisivo per affrontare il difficile momento economico e la complicata partita della continuità territoriale.
 La continuità. Le compagnie che hanno accettato di effettuare i voli a “prezzi politici” sono cinque: Meridiana ed Eurofly, Alitalia, Airone e Airone CityLiner. Entro giovedì dovranno presentare all’Enac l’elenco e l’orario dei voli che, a partire dal 27 ottobre, effettureranno tra gli scali sardi e quelli di Roma-Fiumicino e Milano-Linate. La novità rispetto al passato è che non c’è (ancora) un’intesa tra le compagnie. Tutt’e cinque, insomma, offriranno voli per Roma e Milano da Olbia, Alghero e Cagliari. E’ una situazione insostenibile, dal punto di vista economico.
 Un esempio: un passeggero che parte da Olbia per Roma, o per Milano, avrà a disposizione (teoricamente) cinque voli al mattino, cinque al pomeriggio e cinque alla sera. E’ evidente che il limitato traffico in uscita e in entrata non permetterà mai alle compagnie di reggere la sfida. Per ora nessun vettore sembra intenzionato a muoversi per trovare un accordo con gli altri. Anzi, Alitalia e Airone, che stanno rimandando la fusione, hanno bisogno di avere a disposizione un numero elevato di rotte per restare competitive sul mercato.
 La “spartizione” degli aeroporti, senza per questo danneggiare i passeggeri, aveva in passato permesso a tre compagnie (Meridiana, Airone e successivamente Alitalia) di avere un equo ritorno economico.
 «Penso che, come consente l’Unione europea, nei prossimi giorni ci muoveremo per far accordare le compagnie, in modo da evitare uno scontro al massacro» dice non a caso l’assessore regionale ai Trasporti Sandro Broccia.
 Il ricorso. Alla fine, solo due compagnie potrebbero però coprire le rotte della continuità: Meridiana e Airone. Perché Alitalia e Airone CityLiner, se il Tar dovesse accogliere il ricorso della compagnia di Olbia, sarebbero out per mancanza dei necessari requisiti (prima fra tutti, la garanzia di effettuare i voli).
 I passeggeri. Per i sardi non cambierà nulla: per andare a Roma pagheranno massimo 49 euro, per Milano massimo 59. Un vantaggio che andrà a favore, oltre che dei residenti, dei giovani fino a 21 anni, degli studenti sotto i 27 anni e degli anziani oltre i 70 anni.

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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 19 OTTOBRE 2008

Il consorzio chiude i rubinetti a Santa Mariedda

Lavori sulle condotte dell’acqua grezza non potabile, e il quartiere resta a secco

  5 ol cons 191008  6 ol cons 191008  7 ol cons 191008di Luca Rojch

OLBIA. Auto piene di bidoni di plastica, contrabbandieri di oro blu che vanno avanti e indietro per il quartiere. Dai rubinetti un soffio secco, quasi un rantolo disperato. A Santa Mariedda l’acqua è diventata un bene di lusso, uno status symbol. Chi ha investito un piccolo patrimonio e ha gettato i soldi nel pozzo, ora ne pesca i guadagni miracolosi. Per gli altri, cicale con un passato da abusivi, non resta che fissare il rubinetto e riempire le macchine di bidoni. Tutto il quartiere è rimasto a secco da quattro giorni. Ma siamo solo all’inizio di una siccità capace di far scattare la rivolta. Le condotte resteranno all’asciutto fino alla fine del mese.
 Abbanoa esulta, per una volta non è colpa sua. Un altro record. A chiudere i rubinetti è il consorzio di Bonifica, ma viene difficile mettere sul banco degli imputati un ente che deve dare acqua alle campagne e non alle cucine. Come sempre la storia è complicatissima. Santa Mariedda è uno dei tanti quartieri naif che è nato alla periferia di Olbia in modo abusivo. Cemento selvaggio figlio della necessità di un tetto low-cost e della deregulation edilizia che ha fatto fiorire 17 quartieri abusivi in una sola città. Tutti senza servizi. Tra gli altri non c’è l’acqua potabile. Qualcuno ha scavato un pozzo. Gli altri si sono allacciati alla rete del Consorzio di Bonifica della Gallura che vende acqua grezza non potabile per scopi irrigui. Acqua che arriva dalla diga così come è. Buona per innaffiare la lattuga, non per preparare il minestrone. I proprietari, in attesa che la rete idrica venga completata, si sono allacciati a quella del consorzio di bonifica. In modo ufficiale per dare acqua al giardino. Il Consorzio di bonifica, che tiene conto delle esigenze dei pomodori e non degli uomini, finita la stagione irrigua ha deciso di sospendere il servizio per la manutenzione dei ponti-canale. Le strutture che reggono le condotte dell’acqua. Una manutenzione attesa da 30 anni. «Non potevamo rimandare oltre. Le infiltrazioni dell’acqua hanno reso le strutture pericolanti - spiega il presidente del consorzio Francesco Pala -. Se devo essere sincero non ho pensato a eventuali utenti che usano l’acqua per scopi diversi da quelli irrigui. Gli unici che dobbiamo garantire». Forse Pala neanche sapeva di essere il re di una piccola Abbanoa non potabile e di alimentare un quartiere alla periferia di Olbia. A Santa Mariedda il progetto per la creazione di un impianto da collegare alla condotta di Abbanoa sta per essere completato. poi partiranno i lavori. «L’acqua mancherà fino alla fine del mese - continua Pala -. Abbiamo oltre 30 operai che lavorano in turni da 8 ore per 24 ore al giorno per finire in tempi record l’opera di manutenzione. Prima di così non è possibile. Al massimo per dare pressione al quartiere si potrebbero riempire dei bacini con le autobotti. Ma non è un impresa semplicissima». Sulla stessa linea il vice sindaco, Marzio Altana, l’uomo che si occupa anche del piano di risanamento del quartiere. «Non è semplicissimo risolvere questa difficoltà di tutto il quartiere - spiega Altana -. Domani ci incontreremo con il presidente del consorzio di Bonfica, che ha mostrato da subito massima collaborazione e attenzione». Sull’emergenza idrica interviene anche il primo cittadino. Gianni Giovannelli. Lui promette una soluzione rapidissima. «Per prima cosa cercheremo una soluzione tampone con le autobotti dell’Aspo e della I&g Gallura per dare acqua a tutte le famiglie in difficoltà - spiega Giovannelli -. Poi cercheremo una soluzione condivisa con il consorzio».
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 19 OTTOBRE 2008

Senza acqua né luce i 15 volontari del 118 fermano le ambulanze

8 ol 118 191008PORTO ROTONDO. Le sirene restano spente. A Porto Rotondo è vietato stare male. I volontari del 118 non sono più in grado di intervenire. L’associazione “Squadra emergenza 24” lancia l’sos. Cerca una nuova sede in modo disperato. Sulla carta i 15 volontari sulle loro ambulanze dovrebbero salvare i feriti e portarli rapidi in ospedale. Di fatto non riescono a salvare neanche se stessi. Nella loro centrale di Rudalza spesso mancano acqua e luce. Colpa di cattivi rapporti di vicinato e di incomprensioni arrivate fino a scontri ad alta tensione con il padrone di casa.
 L’ultimo disagio ieri mattina. La chiamata per una donna che sta male a Porto Rotondo, ma le squadre restano ferme. I mezzi non possono più uscire. L’acqua che non esce più dai rubinetti e volontari che restano fermi a guardare ambulanze immobili. Per il padrone di casa loro non pagano le bollette. Per i volontari è impossibile versare gli euro se non gli si presenta la bolletta. La “Squadra emergenza 24, Onlus” copre per il 118 Porto Rotondo. La loro sede è a Rudalza. «Una casa per cui versiamo l’affitto - spiega la presidente Monica Pagani -, ma in cui spesso diventa impossibile avere luce e acqua. Noi possiamo pagare le bollette solo se ci vengono mostrate. Come possiamo giustificare le nostre spese in caso contrario». Le difficoltà di comprensione con il padrone di casa sono cresciute nel tempo. Qualche volta sono arrivati i carabinieri per riportare la pace. Ora loro chiedono una nuova sede. «Chiediamo a chiunque sia disponibile di darci un locale in cui poter fare il servizio nella zona di Porto Rotondo - spiega la presidente Pagani -. Per noi non è facile trovare un locale adatto. Da questo vogliamo andare via, ma ci serve una alternativa. I locali costano caro e nessuno ci dà una mano». «Abbiamo staccato il servizio questa mattina - spiega una volontaria, Caterina Useli -, per noi era impossibile continuare a lavorare con le ambulanze sporche. Senza acqua non possiamo andare avanti. Abbiamo chiamato i carabinieri e i vigili urbani, ma non siamo riusciti a venire a capo della questione. Alla fine questa mattina abbiamo chiamato la centrale operativa del 118 e abbiamo comunicato la sospensione del servizio. Abbiamo dovuto dire di no a una richiesta di soccorso proprio perché non avevamo ambulanze pulite. In sede non possiamo utilizzare i bagni se non c’è l’acqua. Le ambulanze cerchiamo di tenerle pulite con le bottiglie di acqua. Lavoriamo da 4 anni a Porto Rotondo, siamo una Onlus, nessuno ci dà una mano. Per le sedi paghiamo affitti enormi. Ora chiediamo un locale, nessuno fino a ora si è interessato, a parte il consorzio Porto Rotondo. Ma non basta. Ora vogliamo che anche il sindaco Gianni Giovannelli ci dia una mano».
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 19 OTTOBRE 2008

Spostamento della stazione, la Cgil va contro la Regione

 9 ol staz 191008 10 ol staz 191008OLBIA. Quello che era un “annoso problema” per l’amministrazione comunale già nel 1958, e che la Regione, complice il G8, sta per risolvere, non trova tutti d’accordo. La Cgil, per esempio, non esulta per lo spostamento della stazione ferroviaria dal centro di Olbia e meno ancora per la parola fine che verrà posta al traffico merci su rotaia. «E’ una scelta scellerata» attacca il segretario generale Michele Carrus.
 «Farà venire meno una fondamentale struttura, non risolverà definitivamente il problema dei passaggi a livello, apre le porte a una colossa speculazione immobiliare» spiega Carrus. Prima di tutto, contesta lo smantellamento della rete ferroviaria che, passando per Olbia, raggiunge Golfo Aranci e da lì la penisola. «Per anni le ferrovie dello stato hanno fatto in modo di depotenziare il servizio merci tra la Sardegna e la penisola e ora, incredibilmente, sostengono che il servizio non serve perché non c’è più la domanda. Per forza - evidenzia Carrus - hanno voluto loro che questo accadesse». Il segretario della Cgil, al contrario, crede che la domanda ci sia e «sia anche forte. Nessuna economia può reggersi senza un’infrastruttura ferroviaria, tantomeno quella della Sardegna e della Gallura. E’ l’Unione europea che chiede di spostare le merci dai tir ai treni, perché l’impatto ambientale e sociale è minore. Qui, con questa decisione preso da un gruppetto di persone, andiamo contro tutte le raccomandazioni di Bruxelles».
 Proprio così: Carrus chiama i rappresentanti di Regione, Comune e struttura di missione del G8, quelli che a breve decideranno la chiusura della stazione, un «gruppetto di persone», aggiungendo che «non possono prendere decisioni rilevanti in riunioni ristrette, senza sentire le opinioni del territorio». In realtà, a Olbia tutti, o quasi, sono d’accordo sulla soppressione dei binari al centro. «Ma spostare la stazione indietro non cambia nulla: Olbia sta crescendo in quella direzione, verso via Vittorio Veneto, e prima o poi ci sarà anche lì l’“annoso” guaio dei binari».
 E allora, che fare? Abbandonare l’idea di liberare Olbia? «No, un progetto alternativo c’è e non bisogna fare finta di niente - sottolinea Carrus -. E’ quello della circonvallazione ferroviaria (accanto a quella stradale, ndr) che sbocca nel porto industriale, realizzato proprio per le merci». Una soluzione che, effettivamente, al momento non è stata presa in esame (e nulla vieta di farlo in futuro).
 Infine, Carrus critica Soru, perché in questa fase, «chiudendo la stazione, in quell’area si aprirà una colossale speculazione edilizia». (g.pi.)
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 19 OTTOBRE 2008

Cristiano popolari, la Murrighile è in prima fila

Il presidente della Provincia al congresso con Satta, Baccini e tutto il centrodestra

     11 ol cp 191008 12 ol cp 191008

di ALESSANDRO PIRINA
 OLBIA. Giorgio Spano è il segretario provinciale della Federazione dei Cristiano Popolari. Il primo eletto in tutta Italia. Per l’occasione a Olbia c’era pure Mario Baccini, il leader nazionale. Ma gli occhi erano tutti puntati sulla nuova coppia della scena politica gallurese: Pietrina Murrighile e Antonio Satta, la presidente della Provincia e il suo nuovo numero due. Lui, che nel partito occupa la poltrona di vicesegretario nazionale (lo stesso ruolo che ricopriva nell’Udeur di Mastella), sul palco a fare gli onori di casa. Lei accomodata in una platea in cui i più a sinistra erano gli esponenti del Mpa di Lombardo. A tenere banco la rivoluzione in Provincia, dove nei giorni scorsi c’è stato l’avvicendamento (coatto) tra Elena Burrai e lo stesso Satta. Un primo assaggio di un rimpasto che a fine mese vedrà l’uscita di scena dalla giunta del rifondarolo Alberto Melinu e dell’ex-Sdi, oggi Pd, Gimmi Giagoni per far posto a Pietro Giorgioni, anche lui con Satta, e al socialista Francesco Carbini. Un turn over che ha fatto andare su tutte le furie i vertici del Pd, che hanno accusato la presidente di aver spostato a destra l’assetto politico. «La Mariotti si occupi delle cose di casa sua - ha tuonato Satta -. Anche perché nessuno ha ancora capito dove vuole andare il Pd gallurese». Poi un siluro, senza nominarlo, a Giampiero Scanu. «Il senatore parla di ticket, ma di quello se ne occupa la Asl». A seguire attacchi contro Soru e la sua politica centralista. Il tutto davanti alla Murrighile, che arriva proprio dal partito del presidente della Regione e oggi è nel Pd. Tocca, quindi, a lei prendere la parola e difendere le sue ultime scelte. «La nostra è una coalizione in itinere - dice - che ha vinto le elezioni anche grazie all’ex-Udeur. Il nuovo vicepresidente ha sempre dichiarato lealtà verso la giunta. E, comunque, la Murrighile non viaggia in solitudine, perché ha una maggioranza che ha voluto questa soluzione. Una maggioranza che è il partito del Consiglio». Come dire, la presidente non risponde alle segreterie dei partiti, ma ai suoi consiglieri. Il congresso è proseguito con gli interventi di numerosi esponenti del partito. Da ultimo, Giorgio Spano, il nuovo segretario (il presidente è, invece, Antonio Scano, sindaco di Calangianus). «Non siamo di centro, ma vogliamo essere centrali. In Provincia manterremo l’impegno preso con gli elettori, ma alle regionali non sosterremo mai Soru». A chiudere il congresso Mario Baccini, reduce dall’appoggio americano a McCain nella corsa alla Casa Bianca. Insomma, in America con i repubblicani, in Gallura con Rifondazione.
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 19 OTTOBRE 2008

Anziani e invalidi, niente assistenza

L’odissea di un pensionato di 83 anni dimesso dall’ospedale

IL CASO Allarme precariato nella Asl gallurese

 13 ol anz 191008OLBIA. Vittima del precariato a 83 anni. No, non si tratta di un lavoratore stagionato alla ricerca di un posto fisso, ma di un anziano che vive sulla sua pelle il dramma di tanti giovani (e non solo) lavoratori che fanno fatica a sbarcare il lunario. Due mesi fa l’anziano, già cardiopatico e invalido al cento per cento, si è rotto il femore. Un infortunio che lo costringe a letto per 60 giorni. Il primo mese in ospedale, il secondo in casa. Ma una volta dimesso dal Giovanni Paolo II il pensionato ha ancora bisogno di cure, necessita di diverse sedute di fisioterapia prima di riprendere a camminare. «Nel primo periodo tutto è andato per il verso giusto - racconta il figlio -. Per quattro volte è venuta a casa una giovane terapista molto brava. Ma poi a un certo punto ci ha avvertiti che il suo contratto era in scadenza, era una lavoratrice stagionale, ma ci ha anche rassicurati che l’avrebbero sostituita subito. Da allora è passato quasi un mese, ma non si è visto nessuno. E mio padre continua ad aver bisogno di cure». Da qui, una serie di visite e telefonate alla Asl per scoprire il motivo del ritardo. «Ho parlato con l’ufficio relazioni con il pubblico e mi hanno spiegato che stanno compilando la graduatoria. Così mi hanno detto due settimane fa, così mi hanno ripetuto la scorsa. Mi sembra una situazione inaccettabile. Anche perché non riguarda solo mio padre, ma anche molte altre persone del territorio. Tra Olbia, Arzachena e dintorni dovrebbero essere più di venti». Interpellata sul caso, la Asl ammette il ritardo, ma assicura che entro questa settimana la situazione dovrebbe tornare alla normalità. «Ci sono stati problemi di natura amministrativa - fa sapere l’azienda sanitaria -. Ma vogliamo rassicurare i nostri pazienti che nei prossimi giorni le visite di fisioterapia riprenderanno il loro corso».
 Sul problema del precariato alla Asl di Olbia interviene poi Rosaria Uras, coordinatrice sanitaria delle Rdb. «Gli assistenti amministrativi sono stati tutti traghettati nella società interinale E-Work - racconta ancora la sindacalista -. Il problema è che la società dal 2004 non ha mai recepito gli adeguamenti contrattuali. Le Rdb hanno fatto questa segnalazione, che è stata subito accolta dalla direttrice del servizio al personale Giovanna Putzi. Ci auguriamo che Lenzotti vi ponga rimedio al più presto. Noi abbiamo fiducia in lui, ma aspettiamo i fatti». (al.pi.)
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da L'Unione Sarda Domenica, 19 Ottobre 2008
Olbia. Iniziative per la sicurezza partite da venerdì, due romene sorprese dalla polizia municipale
Prime multe per le lucciole
Stazione dei carabinieri in centro nel weekend

Sono partiti in questo fine settimana due provvedimenti legati alla sicurezza: l'applicazione dell'ordinanza anti prostituzione e la stazione mobile dei carabinieri nel centro storico. Primo bilancio: due prostitute multate e venti persone identificate.
Due giovani prostitute romene che esercitavano in pieno giorno, nella zona del Lido del sole sono le prime vittime dell'ordinanza contro la prostituzione firmata qualche giorno dal sindaco Gianni Giovannelli. Dovranno pagare duecento euro di multa, la sanzione prevista per lucciole e clienti che però evidentemente sono stati più furbi e non si sono fatti sorprendere dalla polizia municipale a «contrattare prestazioni sessuali nella pubblica via».
Sicurezza e prevenzione sono comunque in primo piano per questo weekend. E' partito da venerdì il servizio di Unità mobile dei carabinieri. Una camionetta, dotata di sistemi di alta tecnologia, sosterà tutti i fine settimana in piazza Regina Margherita. L'iniziativa, fortemente voluta dal sindaco Gianni Giovannelli e dal comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Paolo Carra, impegnerà 4 agenti. Due rimarranno alla stazione mobile mentre gli altri svolgeranno un servizio di controllo per le vie del centro storico. A queste si vanno ad aggiungere due pattuglie che offrono un controllo a largo raggio.
Già nella prima giornata sono state 20 le persone identificate, in maggioranza giovani e stranieri. «Si tratta di un servizio preventivo e al servizio dei cittadini - ha detto il capitano Luigi Bramati - la prima serata è servita prima di tutto per entrare in contatto con i commercianti della zona. Diversi passanti si sono fermati incuriositi per sapere cosa stessimo facendo».
Una prima risposta ai commercianti, quindi, che già da mesi si lamentavano per la carenza di controlli soprattutto durante l'orario di chiusura. Ma una risposta concreta anche ai numerosi atti di vandalismo e criminalità di cui le vie del centro sono teatro. Furti, scippi ma soprattutto cassonetti incendiati e vetrine mandate in frantumi. «Ora vedremo che tipo di risposte darà la cittadinanza e quali risultati riusciremo a raccogliere - ha aggiunto Bramati - l'idea è quello di specializzare il servizio di unità mobile, magari coprendo nuove zone, come quelle dei centri commerciali o di viale Aldo Moro».
Si è pensato anche di individuare quali siano le giornate che richiedono più attenzione in una zona piuttosto che in un'altra. L'unità mobile, almeno per ora, rimarrà in servizio tutto l'inverno, solo nel fine settimana a partire dalle 17 fino alle 23.
Si tratta, in ogni caso, di un primo segnale della volontà, sia da parte delle forza dell'ordine che dell'amministrazione, delle situazioni che anche se non particolarmente gravi, impediscono la completa tranquillità dei cittadini.
Stessi obiettivi dell'ordinanza sulla prostituzione. «Con il nuovo decreto sicurezza il sindaco ha avuto la possibilità di operare un intervento concreto a questo problema - ha detto l'assessore alla sicurezza, Michele Fiori - ora la polizia locale è impegnata in questa causa e a breve saremo in grado di valutare quali effetti sortirà questa importante ordinanza. Non va dimenticato che si tratta di un intervento che vuole essere preventivo ancora prima che repressivo».

ELENA NARDI
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2008

IL TURISMO DELLE SUITE GALLEGGIANTI

L’Isola Bianca capitale delle navi da crociera

Nel 2009 approderanno 117 giganti dei mari, in porto oltre 210mila passeggeri

24 ol navi 171008 25 ol navi 171008 26 l navi 171008

27 ol navi 171008di Marco Bittau

OLBIA. Quattro grandi navi da crociera ormeggiate contemporaneamente all’Isola Bianca non si erano mai viste. E neanche settemila turisti sguinzagliati in città a metà ottobre come fosse pieno agosto. Questo per dire che l’Autorità portuale non ha scelto a caso la giornata di ieri per presentare il piano degli accosti turistici per il 2009. Numeri da capogiro: 117 navi in sosta da aprile a novembre con non meno di 210mila passeggeri in vacanza sul mare della Gallura.
 Molte le novità rispetto alla stagione in corso (l’ultima nave sarà la Astor in banchina il 31 ottobre). Prima di tutto, l’arrivo di due colossi del turismo da crociera, la Norwegian Cruise (seconda compagnia del mondo) e la Bleu de France del gruppo Royal Caribbean. Poi la conferma della partnership con la Msc Crociere, il gigante già di casa all’Isola Bianca, che nel 2009 con la nuova «Melody» prevede qualcosa come 24 scali (più una tappa con l’«Orchestra»). Proprio la Msc proporrà a Olbia, per la prima volta in Sardegna, la nuova formula dello «Stop over»: significa che i passeggeri che ne hanno fatto richiesta al momento della prenotazione potranno godere di un pacchetto vacanze di una settimana in alberghi convenzionati della Gallura, per poi imbarcarsi nuovamente alla tappa successiva della loro nave. Di fatto è il primo passo verso il traguardo dell’«home port» con l’Isola Bianca che non sarà più solo un porto di passaggio, ma dovrà prepararsi ad accogliere nuovi turisti con standard di accoglienza ben diversi da quelli sinora conosciuti. Insomma, significa che il sistema crociere diventa una vera e propria industria delle vacanze.
 Infine, c’è l’ulteriore novità del programma delle crociere 2009 che contempla anche i porti di Golfo Aranci (con navi alla fonda, almeno sino a quando non saranno adeguati i moli) e Porto Torres. Lo scalo turritano (da poco ricompreso nell’Autorità portuale) ospiterà alcune navi impegnate sulle rotte dalla Gallura verso la Spagna.
 Per raccontare le prospettive della prossima stagione il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Piro, ha scelto il salone di una delle grandi navi amiche, la «Sinfonia» della Msc, una delle quattro presenti ieri all’Isola Bianca. Piro ha voluto con sè il comandante della Capitaneria di porto, quello della polizia di frontiera e delle altre forze dell’ordine, oltre l’intero staff della Port authority: sul suo tavolo ci sono i progetti per il futuro ma anche i numeri di assoluto rilievo della stagione ancora in corso: 107 navi attraccate da marzo a ottobre con oltre 200mila passeggeri, con un incremento del 100 per cento rispetto al 2007. Un successo che soltanto qualche anno fa sembrava impensabile.
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2008

Da oggi una stazione mobile in piazza Regina Margherita

 29 ol cara 171008  28 ol carab 171008                 di LUCA ROJCH
 OLBIA. Una caserma nel cuore della città. I carabinieri scendono in piazza e portano una centrale operativa mobile in piazza Regina Margherita. Scelgono di presidiare il territorio nelle ore e nei quartieri in cui la microcriminalità sembra più forte.
 L’arma ci mette tecnologia e cuore. Strumenti hi-tech all’interno della stazione mobile per controllare il territorio. Ma dalla centrale nel centro partiranno anche pattuglie a piedi per battere a tappeto i vicoli e le strade principali della città. La centrale da oggi sarà presente nella piazza. Una scelta portata avanti dal comando provinciale di Sassari, guidato dal colonnello Paolo Carra, e dalla comando di Olbia, guidato dal capitano Luigi Bramati. I carabinieri hanno deciso di rispondere in modo fermo all’ondata di violenza e microcriminalità che ha intaccato il centro. Nessun atto clamoroso, ma tanti piccoli gesti che hanno fatto salire la tensione in città. Dal rumeno che ha aggredito a colpi di spranga passanti e agenti di polizia in pieno centro nel pomeriggio di domenica, alle facce da criminale che sembrano avere invaso troppe vie nel cuore della città. Una situazione che non è di allarme, ma i commercianti hanno chiesto maggiore vigilanza al sindaco Gianni Giovannelli. E il primo cittadino in un’azione a catena ha chiesto l’aiuto delle forze dell’ordine. I carabinieri hanno deciso di portare in piazza una centrale mobile. Nella stazione i cittadini potranno presentare le loro denunce, avere consigli e un contatto strettissimo con le forze dell’ordine. Un segnale forte che serve anche per dare maggiore sicurezza ai commercianti. La centrale sarà presente dalle 17 alle 23. Non è una novità assoluta, come mostra la foto a sinistra già negli anni Ottanta i mezzi dei carabinieri erano scesi in piazza per andare incontro alle richieste della popolazione. L’iniziativa si ripete con il plauso di residenti e commercianti del centro. La presenza ancora più massiccia dei carabinieri, a stretto contatto con la città, servirà anche da deterrente. L’ultimo episodio di microcriminalità la scorsa notte. Un’auto si è schiantata contro una fioriera in via Porto Romano nel tentativo di evitare alcuni blocchi di cemento armato sistemati al centro della strada da alcuni balordi. Nella notte sono stati incendiati anche tre cassonetti. Piccoli gesti di inciviltà quotidiana.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2008

Il generale Petracca in visita in Gallura

30 ol gen 171008

OLBIA. Francesco Petracca, generale di corpo d’armata, e massima carica delle fiamme gialle per l’Italia centrale, ha visitato i comandi galluresi di Olbia e Tempio. Il generale ha incontrato i finanzieri della compagnia di Olbia e delle tenenze di Tempio, Palau e Santa Teresa. Durante i briefing sono stati illustrati al comandante i principali risultati operativi conseguiti nel corso dell’anno dai finanzieri del nord Sardegna.
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2008

«Satta sposta la Giunta a destra»

La Mariotti, coordinatrice gallurese del Pd, attacca la Murrighile

«La presidente, che pure fa parte del direttivo regionale del partito, ha preferito fare di testa sua»

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di ENRICO GAVIANO
 OLBIA. Tre nuovi rappresentanti nell’esecutivo: un bello scossone per la giunta provinciale. Antonio Satta ha già incassato la vicepresidenza. A fine mese toccherà a Pietro Giorgioni e Francesco Carbini, neo assessori al posto di Alberto Melinu e Gimmi Giagoni. Il tutto davanti al silenzio assenso del Partito democratico. Almeno apparente, visto che la coordinatrice provinciale Maria Paola Mariotti ieri è intervenuta, criticando nella forma e nella sostanza l’operato di Pietrina Murrighile.
 In particolare la Mariotti critica la scelta di nominare Antonio Satta alla vicepresidenza. «Una decisione presa autonomamente dal presidente della Provincia. Ma un errore, Satta infatti non fa parte del centrosinistra, visto che è con Baccini, uno che sicuramente guarda a destra». I Cristiano Popolari, in effetti, hanno comunque giurato fedelta agli elettori e alla coalizione. Ma sono comunque decisivi negli equilibri. Su questo punto la coordinatrice del Pd è d’accordo. «E’ chiaro che sono organici alla maggioranza, e sono d’accordo sul fatto che dovessero entrare nell’esecutivo, eventualmente anche con due assessorati. Ma la vicepresidenza no. Non erano questi i patti sottoscritti con i partiti e con l’elettorato».
 Maria Paola Mariotti ricorda che era stato varato un ticket, comprendente la presidenza della Murrighile con la vicepresidenza di Elena Burrai. «La seconda carica dell’esecutivo non era appannaggio dell’Udeur - ricorda la coordinatrice del Pd -, ma di Elena Burrai. Che sarebbe dovuta rimanere al suo posto».
 Le scelte, però sono state diverse. A cominciare proprio da Elena Burrai, che si è dimessa. «Nessuno - osserva la Mariotti - ha reagito in consiglio provinciale. Invece a questo punto si sarebbe dovuto aprire un dibattito, coinvolgendo ovviamente il partito. Cosa che non è stata assolutamente fatta».
 La Murrighile, secondo la coordinatrice eletta quasi un anno fa, ha fatto tutto da sola. «Eppure oltre che presidente della Provincia è anche componente della direzione regionale del Partito democratico. E ha sempre detto di far parte del Pd. Dunque dovrebbe comunque far riferimento agli organi direttivi».
 Cosa che invece non è avvenuta. Magari perché il marasma che in questo momento vive il partito in campo regionale consente a chiunque di seguire la propria testa. «Piuttosto che confrontarsi - aggiunge la Mariotti -. Ma il dibattito era necessario, fondamentale. Anche perché si potevano trovare altre soluzioni, meno traumatiche di questa, che sposta decisamente l’asse dell’esecutivo provinciale verso il centrodestra. E comunque l’errore della Murrighile è quello di non riconoscere il Pd come punto di riferimento».
 La coordinatrice alza la voce, ma ancora in Provincia manca un gruppo consiliare del Pd, che invece è stato formato ad esempio nel consiglio comunale di Olbia. «Posso già dire - fa sapere la Mariotti - che il gruppo consiliare in via Nanni sarà formato a breve. Gli altri, però, devono smettere di chiamarsi gruppo Ds o gruppo Margherita. Questi partiti, infatti, non esistono più».

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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2008

La Regione nomina un commissario

L’infinito contenzioso patrimoniale fra la Gallura e Sassari

ENTI CONTRO

33 ol commiss 171008OLBIA. I rapporti patrimoniali e finanziari fra la provincia Olbia-Tempio e quella di Sassari sono diventati evidentemente una matassa sempre più difficile da districare. Così l’assessore regionale agli enti locali, Gianvalerio Sanna, ieri ha rotto gli indugi, proponendo alla giunta, e ottenendo, la nomina di un commissario ad acta per dirimere la faccenda. E’ stato designato a svolgere questo delicato compito Giovanni Maria Sale, un dirigente dell’amministrazione regionale. Giusto pochi giorni fa, Pietrina Murrighile, visto lo stucchevole protrarsi del contenzioso fra le due province, aveva scritto a Gianvalerio Sanna, lamentandosi del fatto che l’assessore agli enti locali, pur ricoprendo il ruolo di arbitro super partes in questa delicata materia, non aveva provveduto a fare tutti i passi necessari per definire una volta per tutte la situazione.
 Una lettera che, evidentemente, ha colto nel segno e che è solo l’ultimo atto di protesta della provincia gallurese, visto che le lamentazioni contro la provincia «madre» erano state oggetto ripetutamente di segnalazioni nell’aula consiliare da parte di rappresentanti di entrambi gli schieramenti, maggioranza e opposizione.
 Nella delibera varata ieri si legge che la legge regionale prevede che i rapporti patrimoniali fra la provincia di nuova istituzione e quella preesistente, devono essere definiti entro un anno dalle prime elezioni degli organi delle nuove province. La data delle elezioni era stata l’8 e il 9 maggio 2005. «La provincia Olbia-Tempio il 3 ottobre ha richiesto la definizione dei rapporti patrimoniali con la provincia di Sassari stante l’impossibilità - si legge nella delibera - di addivenire a un’intesa per via bonaria. L’asessore, accertato che i tentativi di attuare la legge non hanno sortito alcun esito e che i tempi previsti dalle norme sono ampiamente scaduti, propone la nomina del commissario ad acta nella persona di Giovanni Maria Sale».
 Molto soddisfatta Pietrina Murrighile che vede ora la possibilità concreta della risoluzione della questione. «L’arrivo del commissario ad acta - dice il presidente della giunta provinciale - rappresenta una bella notizia. Eravamo stanchi di aspettare. Ora finalmente qualcuno si prenderà cura, direttamente, del contenzioso». (en.g.)
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2008

Meridiana cancella le barriere viaggio a 5 stelle per i disabili

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di ALESSANDRO PIRINA 
 OLBIA. Meridiana abbatte le barriere che la dividono dai disabili. La compagnia dell’Aga Khan è stata tra le prime in Italia a recepire la direttiva europea per il rispetto dei diritti delle persone diversamente abili. Un lungo elenco di doveri che il personale di terra e volo deve osservare in modo rigoroso.
 Pena una serie di sanzioni che possono arrivare fino a 50 mila euro. Nel 2006 l’Unione Europea ha emanato un regolamento che obbliga tutte le compagnie aeree e i gestori aeroportuali che operano nella comunità ad accogliere, dal momento della prenotazione all’arrivo all’aeroporto, la richiesta da parte di tutti disabili in viaggio di un’adeguata assistenza. A prima vista potrebbe sembrare un provvedimento superfluo, quasi scontato. Ma così non è. «Fino a poco tempo fa nei nostri confronti - racconta Bruno Tescari, presidente della Lega Arcobaleno - c’erano molte discriminazioni. Ora grazie a questo regolamento i nostri diritti vengono riconosciuti». Sì, perché la direttiva europea è stata ratificata da tutti gli stati europei, Italia compresa. L’unico articolo che non ha ancora ricevuto l’ok dal Parlamento è quello sulle sanzioni. «Ma arriverà a breve - spiega Tescari -. Il ritardo è dovuto solo al fatto che devono decidere a chi destinare i proventi delle sanzioni. Come Lega Arcobaleno abbiamo proposto che vengano utilizzati per abbattere le tante barriere architettoniche che ancora esistono nelle nostre città». Inutile dire che la direttiva europea non abbia riscosso grande simpatia tra le compagnie aeree, ma a fare eccezione è stata Meridiana. Che, ancor prima che il Parlamento ratificasse il regolamento, ha dato il via ai corsi di formazione per assistenti di volo finalizzati all’assistenza ai disabili. L’idea è di Raffaela Bellu, dipendente della compagnia, che presto aprirà a Olbia la prima sede sarda della Lega Arcobaleno. «Saremo a piena disposizione di tutte le persone diversamente abili che vogliono prendere l’aereo - spiega -. Bisogna trasmettere il messaggio che chiunque, al di là della sua condizione, può viaggiare». Il corso, tenuto da Tescari, è iniziato lunedì e finirà oggi. «Il nostro scopo è preparare il personale - dice -. Il problema è la poca dimestichezza, spesso non sanno rapportarsi ai disabili né fisicamente né psicologicamente». Ma la direttiva europea si prefigge di abbattere anche le barriere architettoniche presenti negli aeroporti. «In Italia siamo messi male, a Olbia va un pò meglio». Al più presto, però, anche la Geasar dovrà attivare i corsi per il suo personale.
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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 16 OTTOBRE 2008

 LA GIUNTA PROVINCIALE

Via al rimpasto: Antonio Satta vicepresidente

La presidente firma il primo decreto, le altre due nomine previste a fine mese

18 ol prov 161008 19 ol prov 161008 20 ol prov 161008

di Enrico Gaviano

OLBIA. Il decreto di nomina è stato firmato ieri pomeriggio: Antonio Satta diventa il vicepresidente della provincia Olbia-Tempi, al posto della dimissionaria Elena Burrai. Satta, che è il coordinatore provinciale dei Cristiano Popolari, oltre che il vicepresidente nazionale del partito guidato da Mario Baccini, assume anche la delega alla pubblica istruzione. Ma questa potrebbe essere solo temporaneo: entro la fine del mese la Murrighile provvederà alla nomina di due nuovi assessori. Candidati Pietro Giorgioni, collega di partito di Satta, e il socialista Francesco Carbini.
 Giorgioni, ex sindaco di Aglientu, ha aderito alla neoformazione guidata da Satta, e ora si appresta a prendere il testimone da Alberto Melinu, assessore di Rifondazione alle politiche societarie e sanitarie. Si tratta dell’accordo di legislatura firmato da Udeur, di cui i Cristiano popolari raccolgono l’eredità, e Rifondazione.
 L’altro cambio di delega riguarda invece Gimmi Giagoni, che regge l’assessorato al turismo, entrato nell’esecutivo da socialista e ora passato nel Pd. I socialisti hanno reclamato il posto e l’assessorato andrebbe a Francesco Carbini, attuale consigliere provinciale.
 Ancora da decidere qualcosina per quanto riguarda le deleghe. Per esempio Carbini potrebbe prendere la delega all’istruzione, e una delle due restanti finire nelle mani di Satta. Ma questo si deciderà nei prossimi quindici giorni.
 Resta da sottolineare il passaggio politico. Si tratta di un brusco, ma inevitabile, spostamento dell’ente verso il centro. Complice di tutto, rispetto al quadro presente nel 2005 all’epoca del successo del centrosinistra in Gallura, il rimescolamento nelle carte politiche italiane, con la nascita del Partito democratico e la morte dell’Udeur di Mastella.
 Satta ha colto la palla al balzo e reclamato, con i consiglieri provinciali Gilberto Bo e Gesuino Achenza, lo spazio nell’esecutivo. La prima reazione è arrivata da Elena Burrai, che si è dimessa lasciando l’incarico e polemizzandosu quanto avvenuto. In particolare c’è chi, come l’ex vicepresidente, sottolinea come il posto fosse stato assegnato per accordi pre elettorali. Ma, anche se la Burrai, ormai indirizzata verso il Pd nel quale potrebbe addirittura trovare un posto di candidata alle regionali del prossimo anno, avesse ragione c’è da fare i conti con la realtà dei numeri: i due voti dei Cristiano Popolari sono decisivi per mantenere la maggioranza in aula. E dunque occorreva per forza di cose riequilibrare gli assetti anche nell’esecutivo.
 Resta ora da vedere cosa farà il Partito democratico. Nanni Moretti direbbe: «dica qualcosa di sinistra». Diviso e lacerato, il partito sembra in balia delle onde. La guida politica non c’è. Alla coordinatore provinciale Maria Paola Mariotti non viene riconosciuto il ruolo, visto che ognuno prende le decisioni per conto proprio. In Gallura, il Pd rischia di scontare questa sua incapacità a prendere decisioni con una massiccia erosione di voti. In Provincia, intanto, non si è riusciti a formare il gruppo unitario: la Margherita è rimasta per conto suo, i Ds ugualmente, nonostante i tentativi di Tore Derosas di ricompattare il fronte. Per tacere della «vertenza» fra Pietro Sotgiu e Domenico Mannironi. Anche in questo caso c’era un patto: il primo a metà mandato doveva lasciare la poltrona di presidente del consiglio all’altro. Così non è stato. E anche questa è una decisione che dovrà essere spiegata agli elettori.

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 da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 16 OTTOBRE 2008

Il partito dei cristiano popolari terza via per i delusi di Pd e Pdl

21 ol part 161008OLBIA. Antonio Satta passa alla cassa e riscuote un po’ di crediti dal destino. Nel suo giorno buono mette insieme un primato da fare invidia al centometrista Usain Bolt. Più veloce dell’uomo jet giaimacano in meno di 24 ore Satta diventa vicepresidente della Provincia e vice segretario nazionale della Federazione dei Cristiano Popolari. Da nano a gigante in pochi secondi. Scopre di essere diventato pesante. Pesantissimo. I suoi voti sono macigni in metà dei consigli comunali e provinciali di tutta l’isola. Liberato dai resti dell’Uder lancia la terza via. I suoi cristiano popolari sono l’ago della bilancia, pronti a virare a destra o sinistra. Ma a orientare la coalizione sono le idee, non le offerte speciali dei partiti. Satta lo dice in modo chiaro. «Siamo pronti al dialogo con i partiti della grande casa del Ppe - spiega -. I cristiano popolari sono un punto di riferimento ideale per chi non riesce a riconoscersi nei due grandi blocchi contrapposti Pd, Pdl. Non mancheranno a breve grandi novità». Accanto a Satta il capogruppo in Comune, Giorgio Spano, che qualcuno dà in pole position come prossimo coordinatore provinciale del partito. «Credo che in tanti non si riconoscano nei due blocchi - spiega -. Abbiamo una forte autonomia di azione. Ci poniamo in termini programmatici. Ci sono rapporti di intesa e di contrasto con la Regione. Questo non significa rottura a livello locale, manterremo gli impegni presi. La nostra posizione è e rimane trasparente». Anche il consigliere Provinciale Gesuino Achenza ha aderito al progetto. «Restiamo fedeli ai progetti - spiega -. Portiamo avanti idee e continueremo a privilegiare il rapporto con i nostri elettori. Il partito ha avviato la stagione dei congressi. «Si parte con Olbia sabato al Melià dalle 9,30 - spiega il coordinatore regionale a tempo Enrico Carta -. Sarà presente anche il nostro presidente nazionale Mario Baccini. Si concluderà con Sassari». Non una passerella, ma un congresso in cui sarà affrontato il tema del lavoro. «Centrale per tutta la comunità - conclude Satta -. Qua si dimenticano temi fondamentali, come i 195 mila disoccupati in Sardegna, e l’usura in Gallura. Ma anche altri aspetti come l’opprimente centralismo regionale». (l.roj.)
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 da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 16 OTTOBRE 2008

Convocata l’assemblea

La Murrighile decide per il 23-24 ottobre

 22 ol ass 161008 23 ol prov ass 161008OLBIA. Pietrina Murrighile ha rotto gli indugi e ha convocato l’assemblea del Cines, fissandola per il 23 e 24 ottobre. Un tentativo di rompere l’impasse creato dai ritardi della Camera di commercio sassarese nel designare la terna di nomi dal quale la stessa presidente della provincia pescherà il rappresentante da inserire nell’assemblea.
 Nella lettera di convocazione, partita ieri mattina, Pietrina Murrighile sottolinea come «il presidente della Camera di commercio di Sassari (Gavino Sini, ndr) dovrà indicare la terna di nomi in tempo utile e comunque non oltre le ore 10 del 16 ottobre, in funzione dell’assemblea convocata e onde garantire la partecipazione del rappresentante prescelto. A questo punto la palla passa a Gavino Sini, che dovrebbe tirare fuori i tre nomi entro stamane. E’ l’epilogo di un lungo tira e molla fra provincia e camera di Commercio sassarese, chiamata a decidere su qualcosa che riguarda la provincia Olbia-Tempio dall’assenza di quest’organo in Gallura e dalla legge regionale sul riordino dei consorzi industriali. La quale indica chi fa parte di assemblea e cda dei consorzi stessi: il presidente della provincia, i sindaci dei comuni nel cui territorio ha sede il consorzio, e un rappresentante della Camera di commercio del territorio, scelto appunto in una terna di nomi.
 In ogni caso il Cines è pronto a vivere una nuova fase della sua storia. La prima conseguenza della convocazione dell’assemblea è che il 23 o 24 ottobre decadranno gli attuali presidente e rappresentanti del cda. Via dunque Settimo Nizzi e il gruppo che ha impiegato circa otto mesi, e risme di carte bollate, per estromettere il precedente vertice condotto da Ninni Chessa.
 Ma Nizzi, costretto a uscire da una parte del Cines potrebbe rientrarvi dall’altra. Come? Il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli potrebbe nominare il deputato di Forza Italia quale rappresentante del comune al Cines. Il che aprirebbe ovviamente un confronto molto aspro all’interno del Consorzio industriale, con un confronto fra Pietrina Murrighile e l’ex sindaco di Olbia che promette scintille, riaprendo una fase conflittuale all’interno dell’ente di Cala Saccaia.
 L’ago della bilancia, qualsiasi sia il delegato scelto da Giovannelli, sarebbe il rappresentante della Camera di commercio (confindustria, artigiani eccetera). Che, ci si augura, possa essere espressione del territorio gallurese. (en.g.)
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 da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 16 OTTOBRE 2008