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E' apparsa sul sito web del Ministero
delle Risorse Agricole e Forestali la convocazione del tavolo di filiera bieticolo saccarifero per il giorno 6 febbraio alle ore
14.30. Non è esattamente il tavolo d'incontro che avevamo richiesto, ma
sicuramente ciò non impedirà di affrontare le nostre problematiche.
Sul versante industriale è pervenuta una richiesta di incontro di Unionzucchero per una ripresa del confronto, ma anche
l'intenzione di aprire la procedura per la cassa integrazione
straordinaria.
Avevamo intenzione di ribadire a Unionzucchero la
nostra disponibilità a condizione che non avessero avviato prima
dell'incontro le procedure.
La risposta ci è stata con l'invio delle lettere di avvio della
procedura di cassa integrazione.
Riteniamo pertanto che, per la giornata di domani, 31 gennaio venga
data una risposta decisa con l'utilizzazione delle otto ore di
sciopero, con ulteriori iniziative a livello locale e mantenendo le
iniziative già previste di incontrare le Istituzioni ed i Prefetti
evidenziando le difficoltà e le ricadute sul versante occupazionale locale.
Mentre il coordinamento sindacale è convocato a Roma per i giorni 6 e 7
febbraio alle ore 11.00. Seguirà corcolare
con indicazioni logistiche.
Venerdi 3 febbraio le segreterie
nazionali incontreranno i vertici di Unionzucchero
per un esame generale della situazione.
FAI CISL (S. Retini)
FLAI CGIL (G. Battistelli - E. Ronconi)
UILA UIL (T. Bocchi -
A. Mattei)
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Il comunicato che segue, ci è stato inviato dallo
stabilimento saccarifero Sadam-Eridania. Più di
80mila posto di lavoro (tra dipendenti diretti, stagionali e indotti) da
gennaio avranno vita difficile. La stampa è muta, nessuno parla. A ottobre
(se non ricordo male) i sindacati andarono a parlare con i politici, e
uscirono anche piuttosto soddisfatti, perchè si impegnò Berlusconi
in persona, per risolvere il problema.
L'impegno di berlusconi ha fatto in modo che
invece di chiudere 10 stabilimenti su 19, ne chiuderanno 13 su 19. Ottimo
risultato.
segue comunicato stampa
La nuova Organizzazione Comunitaria del Mercato (OCM
zucchero), fortemente voluta dal Commissario Marianne
Fischer Boel, discussa
e sottoscritta la scorsa settimana a Bruxelles dai ministri
dell’agricoltura dei paesi europei, prevede lo smantellamento di 13
zuccherifici italiani su un totale di 19.
Il nostro ministro Alemanno è uscito trionfante dai
tre giorni di consiglio spacciando per un SUCCESSO il risultato ottenuto (“abbiamo
salvato il 50% della produzione italiana di zucchero” piuttosto che “abbiamo
perso il 50% della produzione italiana di zucchero, decine di migliaia di
posti di lavoro, la coltivazione della barbabietola in tutto il
centro-sud”; “abbiamo ottenuto sostanziosi contributi per le
riconversioni degli stabilimenti” piuttosto che “allo stato attuale
non c’è nessun progetto realistico di riconversione e ricorreremo agli
ammortizzatori sociali, non si sa ancora per quanto tempo né di che tipo né
si è ancora proclamata la crisi del settore”, “abbiamo ottenuto di
incentivare la coltivazione della barbabietola al Nord, dove è più
conveniente produrre zucchero per via di fattori climatici e territoriali”
piuttosto che “è rimasta la bieticoltura nel Nord ma ancora per pochi
anni, poi è destinata a morire del tutto”)
La situazione è stata completamente ignorata dalla stampa nazionale: le
nostre rimostranze, le nostre manifestazioni e le nostre iniziative di
protesta sono state evidenziate solo da servizi di tg
e giornali locali, anche se in effetti tutta l’Italia è stata colpita dalla
riforma (i 19 stabilimenti finora esistenti sono dislocati in: Puglia,
Abruzzo, Molise, Sardegna, Toscana, Marche, Emilia Romagna, Veneto,
Lombardia)
Tutto questo con il consenso e l’appoggio degli Industriali e delle
Associazioni Professionali Agricole (in particolare Coldiretti)
La mattina di Sabato prossimo 3
dicembre 2005 faremo l'ennesimo blocco dell'autostrada (casello della A14
di Fermo-Porto S.Giorgio), dico l'ennesimo perchè solo nella
settimana scorsa l'abbiamo fatto ben 2 volte.
Quella di sabato sarà una manifestazione ancora più imponente delle altre:
ci saranno i camion e i trattori dei bieticoltori ad aiutarci, più
tantissime (non so dire quante) persone che in un modo o nell'altro sono
coinvolte nel problema.
Anche se, ripeto, il problema è di tutta l'Italia che non avrà più la
produzione di un bene di prima necessità, e di tutti gli italiani che
dovranno consumare zucchero prodotto all'estero (chissà come e chissà da
chi).
E tutto questo il caro Alemanno lo ritiene un successo (un po' come quando
chi perde le elezioni dice che in realtà si tratta di una vittoria...)
Cordiali saluti
Ing. Marilena Serafini
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Fuba (da Foschini)
fui
presente quando il soprannome nacque.
giocando a calcio all'età
di 10 anni, ovvero intorno al 1970, la memoria del calciatore unghere Puskas era ancora vitale.
per questo allorché Foschini, che soleva tenere il ruolo di
centromediano metodista, venne soprannominato Fuskas, non ci fu nulla da
ridire.
come da Fuskas si
giunse a Fuba
è meno scontato.
in parte occorre pensare
che Puskas e (probabilmente) anche Fuskas avevano un tiro potente, il cui suono
poteva essere descritto come BU;
da qui a diventare FuBUskas il passo è breve, facile ed agevole.
xké da FuBUskas ci si limitò a FuBU è spiegabile con la
necessità di avere un soprannome breve, cioè facile da ricordare e
pronunciare; tale soprannome non poteva, però, in romagnolo terminare con
la vocale U, ostica da
sostenere in finale di parola, per cui la si sostituì con la più consueta
A, che tanta parte
vocalica ottiene nella parlata della provincia di Ravenna. ©
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per giungere da Vassuri a Vaccia occorre misurarsi con soluzioni ipotetiche e
non storicizzate.
innanzitutto bisogna sostenere la realtà di un Vacciuri
che poteva suonare come una storpiatura del nome atta a deridere, quindi
posporre un Vacciucci
che, oltremodo, sosteneva l'offesa equiparando il ciucciare (infantile o meno)
al nome della persona per giungere a un Vacciuccia ove veniva
posta sintesi fra il cognome della persona e la 3a persona singolare del
verbo ciucciare che può avere risvolti offensivi nella lingua romagnola.
dal Vacciuccia
si deve essere quindi passati ad un Vacciaccia che manifesta
il suffisso peggiorativo –accia , promulgando ulteriormente
l'offesa e, da questo lemma, si è quindi passati, togliendo il suffisso
offensivo, all' odierno Vaccia. ©
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per quanto riguarda me, il discorso è semplice: all’età di
10 anni firmavo i miei primi, infantili, quadri con la sigla VIN SIL, per cui non vi fu né
scampo né remissione © diciamo che sono
stato uno dei pochi che abbiano potuto scegliere il proprio soprannome
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ah, Billie! di V.Silvestroni
(2001)
ah, Billie!
Sono molto stanco e si vede
non dalle borse sotto gli occhi ma dalla
mia incapacità di cogliere gli scherzi
e, in definitiva, il sale della vita rende
le pietanze decisamente più assetanti.
e, Billie,
mentre scrivo ‘sti
cazzi di canzoni
cercando con vigore di non pensarti o
coinvolgerti nei miei pensieri
perché sono troppo debole per affrontare
la benché minima forma di competizione...
capisco che è ora di andare
il sole si abbassa sopra l’orizzonte
e quella piccola nota di rosso mi ricorda
quelle quattro ruote che guidi e di cui conosco a memoria la targa nei fondi
di the.
oh, Billie!
adesso basta rompere i coglioni!
non so chi sei ma forse non sei neanche
così interessante o stimolante
e, se hai bisogno di qualcuno che ti curi
per sapere di esistere, beh, allora..
dai, Billie,
ho fatto tutto quello che potevo
forse dovevo esagerare, ma sono una di
quelle persone che reggono la botta
fino a un certo limite, non oltre, può
sembrarti strano ma di coltelli nel cuore ne ho e
capisco che è ora di andare
il sole si è abbassato sotto l’orizzonte
solo una piccola nube di porpora ristagna
oltre le montagne a ricordarmi che forse è tempo, per me, di prendere un caffè.
Ok, ragazzi,
tutto quello che giace
mi fa ripensare
e il tempo,
stringe
bene, Billie,
spero tu abbia ciò che cercavi
per tutto quanto mi hai fatto e quello
che mi hai dato ti auguro di cuore una buona vita
ho paura, ho l’impressione che
difficilmente riuscirai ad avere di più, ma non si sa mai...
e forse tu non lo saprai.
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circa il
genere musicale di √aude√ille
oggi
non so bene come descrivere il genere musicale che suoniamo.
Alcuni fra noi lo considerano Progressive
e a me piacerebbe molto poterlo definire così perché i Genesis sono stati una delle fonti di stimoli. Senonché il Prog, che costruisce meravigliose
architetture sonore da riprodurre sempre identiche, non prevede alcun tipo
di improvvisazione, cosa che invece noi usiamo proprio per non avere una
versione dei brani uguale all’altra.
Dobbiamo quindi, siccome molto improvvisato, considerare Jazz la musica di √aude√ille? Beh, sicuramente
quando c’è Sanzio la nostra musica si muove maggiormente in quella
direzione, ma il nostro modo di suonare deve molto al Rock (e si sente): abbiamo solo in parte il gusto per la
sostituzione degli accordi e per la ricerca su scale modali.
Quindi: che cosa attacchiamo dopo la parola Rock?
Il Rock è la base del nostro
suonare, è la madre dalla quale veniamo, ma non tutti. La Roberta ha poco
frequentato (e solo per colpa di noialtri) l’ambiente musicale
rockeggiante, provenendo prima dalla musica
classica e quindi dalla disco
(fu una delle prime se non la prima dj donna della riviera romagnola).
Se il Rock ha fatto
fantasticare noi altri è anche vero che non siamo rimasti fermi lì.
Roberto pure ebbe esperienze da disc-jockey, Andrea fece le prime
esperienze musicali con band Prog
e Rock-Jazz, sia io che Sanzio
(lui molto di più e meglio) abbiamo suonato in orchestre da ballo, Enrico è forse il più vergine di esperienze
differenti, se non fosse per il fatto che dopo avere suonato la chitarra
per 4 lustri, andò a prendere lezioni di sassofono Jazz. Per cui mi è difficile mettere un termine dopo Rock.
In più: per quale motivo abbiamo deciso di riarrangiare i vecchi brani
invece di tenerli com’erano (ed erano buoni!)? Forse abbiamo inventato il Mazo-Rock.
Ci facciamo volentieri influenzare e contaminare da ogni genere
musicale e/o artistico (che dire del fatto che potremmo essere l’unica band
che dipinge dal vivo?). Ci può piacere Frank
Zappa come Secondo Casadei, i
Queen come i Beatles, l’House e Keith Jarrett, passando per Santana, Pat Metheny e Luciano
Ligabue (per non dimenticare il Vasco
Rossi dei primi tempi, i Police
e il Rock Inglese degli anni 80
[e perché no anche i Los Lobos, a
questo punto?]).
La parte che ci spinge a arrangiare i brani più volte andrebbe forse fatta
risalire al mio ascolto dei Beatles
’67-’70, ma neanche loro arrivavano a buttare via così tanto il bambino con
l’acqua sporca.
D’altra parte, il Jazz viene
dalla conoscenza di Sanzio e dalla voglia di Enrico; il Rock più pesante, così come anche
(!!!) i ritmi più Funky, da
Roberto e la qualità di suonare la batteria in modo estremamente leggero e
suadente di Andrea ci porta ad essere meno Rock e più Jazz-Rock.
La musica di √aude√ille
che, come ho avuto modo di comprendere, piace (purtroppo) più ai musicisti
che ai semplici fruitori di musica, non ha quindi un genere ben definito;
possiamo geografizzarla come sostiene Enrico oppure godercela e basta
perché io, quando ascolto i vecchi brani registrati anche alla
cazzo-di-cane, mi godo la faccia!
Vin Sil
P.S:
dimenticavo di citare CSN&Y,
il cui ambiente chitarristico acustico
ci servirà molto prossimamente
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